Massimo Bottura ha vinto la World’s 50 Best Restaurants 2018

E il vincitore dell’edizione 2018 della classifica 50 Best Restaurants è… Massimo Bottura!!!! L’avevamo detto!!!!!!!!!

E con un enorme colpo di scena: L’Eleven Madison Park di New York capitanato da Guidara/Humm passa dal primo a quarto posto, uscendo addirittura dal podio!

Ecco il podio (la classifica completa la trovate al link al fondo dell’articolo)

– al secondo posto: El Celler de Can Roca
– al terzo posto: Mirazur a Mentone di Nicola Colagreco

[Il Buonappetito: 50 Best Restaurants 2018, la notte prima degli esami]

A prendere la parola è prima di tutto Lara Gilmore, la moglie di Bottura: “In questa stanza dobbiamo ricordare che siamo tutti vincitori, lavoriamo in uno dei più bei settori del mondo!”.

Dopodiché Massimo Bottura ricorda che utilizzerà la sua popolarità per dimostrare al mondo che i cuochi possono produrre cambiamento, “all together we can be the real change of the world. And let’s rock and roll!”

Le nuove posizioni degli altri italiani compresi nella classifica:

Enrico Crippa con piazza Duomo nel 2017 era 15mo ora è 16mo, perdendo una posizione.
Raffaele Alajmo con le Calandre nel 2017 era 29mo ora è al 23mo, sei posizioni guadagnate!
Nico Romito col Reale nel 2017 era 43mo ora è 36mo, sette posizioni guadagnate!

Le altre notizie principali: premio One To Watch di Miele al californiano Singlethread;

cinquantesimo, e miglior ristorante in Africa è The Test Kitchen di Cape Town;

Nahm di Bangkok perde 21 posizioni, da 28 a 49, stabilendo il record negativo delle posizioni perse;

la slovena Hisa Franko entra nella classifica al posto 48;

premio Sosa per il miglior pasticcere a Cedric Grolet;

il Chef’s Choice sostenuto da Esterella va a Dan Barber;

il DOM di Alex Atala perde quattordici posizioni, piazzandosi trentesimo;

[Il Buonappetito: qui Bilbao a 24 ore dalla 50 Best Restaurants 2018]

Elit premia la miglior donna chef ed è l’inglese Clare Smith (“tanti mi chiedono cosa voglia dire essere una cuoca femmina, rispondo che non lo so, perché non sono mai stata un cuoco maschio” scherza);

Ferrari nella persona di Matteo Lunelli consegna il premio “Art of Hospitality” al Geranium di Copenaghen;

Aspire premia la New entry più alta che è il catalano Disfrutar;

Lavazza si accaparra uno dei premi più belli, quello per il maggior balzo in classifica, “Highest Climber!, e Sara Peirone del progetto Top Gastronomy dell’azienda lo consegna al Den di Tokyo, che era quarantecinquesimo e ora diciassettesimo; premio alla carriera supportato da Diners Club a Gaston Acurio;

Ma facciamo un passo indietro di un paio d’ore. Tutta la gastronomia mondiale è rinchiusa in un una scatola di legno, l’auditorium del centro congressi Euskalduna Jauregia di Bilbao. Poltrone rosse, forme spigolose, soffitto stellato di quarzine, migliaia tra chef, votanti, giornalisti.

Prima che si riempisse il teatro, tutti in gran spolvero a bere, chiacchierare, ma soprattutto fremere. La tensione è palpitante: Bottura, Alajmo, Humm, in tanti non rinunciano allo smoking (ma il Grande Modenese è come sempre in sneakers), tutti indossano la sciarpa rossa d’ordine consegnata agli chef che fa sembrare Gaston Acurio Sai Baba. Insospettisce l’assenza ai preliminari di Gaggan: sarà rimasto addormentato?

Host dell’evento il presentatore televisivo inglese Mark Durden-Smith, che affronta la serata in stile Ricky Gervais, tra il caustico e il sornione: scherza su Massimo Buttura, che merita il primo applauso della serata, poi con i fratelli Roca, quindi suglki spagnoli Mugaritz (enorme ovazione) e Arguinzoniz.

[50 Best restaurant 2018: i ristoranti migliori del mondo, da 100 a 51]

Poi Durden-Smith lascia spazio a William Drew, il Group Editor della Fifty Best, che, come di dovere, ringrazia prima di tutto i main sponsor San Pellegrino (che un tempo dava il nome al premio ed è appena tornata nel marchio) e Acqua Panna.

In un inaspettato momento memorial, Drew chiama l’applauso per alcuni protagonisti del mondo gastronomico scomparsi recentemente: Anthony Bourdain (“Thank you and goodbye”, dice); quindi Gualtiero Marchesi (“grazie maestro per tutto quello che hai fatto con la cucina e la gastronomia italiana e per averci aiutato a vivere un po’ di più la Dolce Vita”, grande applauso); Paul Bocuse (grande applauso).

Poi tocca di nuovo a Durden-Smith che chiama tutti i premiati, dal cinquantesimo al primo, che già conoscete, e attribuisce i premi speciali.

Da questo momento è disponibile tutta la lista. Eccola:

1. Osteria Francescana (Modena, Italia)

2. El Celler de Can Roca (Girona, Spagna)

3. Mirazur (Menton, Francia)

4. Eleven Madison Park (New York, USA)

5. Gaggan (Bangkok, Tailandia)

6. Central (Lima, Peru)

7. Maido (Lima, Peru)

8. L’Arpege (Pargi, Francia)

9. Mugaritz (Errenteria, Spagna)

10. Asador Etxebarri (Axpe, Spagna)

11. Quintonil (Città del Messico, Messico)

12. Blue Hill at Stone Barns (Pocantico Hills, New York, USA)

13. Pujol (Mexico City, Messico)

14. Steirereck (Vienna, Austria)

15. White Rabbit (Mosca, Russia)

16. Piazza Duomo (Alba, Italia)

17. Den (Tokyo, Giappone)

18. Disfrutar (Barcelona, Spagna)

19. Geranium (Copenhagen, Danimarca)

20. Attica (Melbourne, Australia)

21. Alain Ducasse au Plaza Athénée (Parigi, Francia)

22. Narisawa (Tokyo, Giappone)

23. Le Calandre (Rubano, Italia)

24. Ultraviolet by Paul Pairet (Shanghai, Cina)

25. Cosme (New York, USA)

26. Le Bernardin (New York, USA)

27. Boragó (Santiago, Cile)

28. Odette (Singapore)

29. Alléno Paris au Pavillon Ledoyen (Pargi, Francia)

30. D.O.M. (San Paulo, Brasile)

31. Arzak (San Sebastian, Spagna)

32. Tickets (Barcelona, Spagna)

33. The Clove Club (Londra, UK)

34. Alinea (Chicago, USA)

35. Maaemo (Oslo, Norvegia)

36. Reale (Castel Di Sangro, Italia)

37. Restaurant Tim Raue (Berlino, Germania)

38. Lyle’s (Londra, UK)

39. Astrid y Gastón (Lima, Peru)

40. Septime (Parigi, Francia)

41. Nihonryori RyuGin (Tokyo, Giappone)

42. The Ledbury (Londra, UK)

43. Azurmendi (Larrabetzu, Spagna)

44. Mikla (Istanbul, Turchia)

45. Dinner by Heston Blumenthal (Londra, UK)

46. Saison (San Francisco, USA)

47. Schloss Schauenstein (Fürstenau, Svizzera)

48. Hiša Franko (Kobarid, Slovenia)

49. Nahm (Bangkok, Tailandia)

50. The Test Kitchen (Cape Town, Sud Africa)

Comunque, sempre e comunque: Forza Bottura, senza paura!

Luca Iaccarino

19 giugno 2018

commenti (6)

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  1. Credo ci sia un refuso, dovrebbe essere Mauro Colagreco

  2. “all together we can be the real change of the world.”
    Non vedo che cambiamento del mondo possano portare dei piazzisti di marchi alimentari industriali. A casa mia, il cuoco è un’altra cosa. E’ una persona che sceglie gli ingredienti migliori, non quelli i cui produttori che pagano meglio.

    1. Altro spunto interessante.
      Infatti tutta questa gente ad esempio usa Grana invece di Parmigiano, proprio perchè Grana “sponsorizza”.
      A casa ok ci pò stare, ma nelle cucine di alto livello tra i due non ci dovrebbero essere dubbi.

  3. Volevo guardare la diretta, poi ho visto che c’era Russia-Egitto e ho scelto quella partita dall’alto fascino…

  4. Un appunto…Lo chef di le calandre è Massimiliano Alaimo, non Raffaele…

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