Garage Italia a Milano: cosa dobbiamo aspettarci da Cracco e Lapo

Rinasce un edificio degli anni Cinquanta abbandonato.

Ci sarebbe da esserne elettrizzati visto che, se la sagoma dell’ex stazione Agip Supercortemaggiore di piazzale Accursio a Milano è rimasta la stessa (è pur sempre l’edificio simbolo dell’architettura Streamline voluto da Enrico Mattei e progettato da Mario Bacciocchi), per i riscaldamento si usa la geotermia e per l’elettricità il fotovoltaico.

Ma Lapo Elkann spegne gli entusiasmi con una definizione delle sue. Garage Italia, nuovo giocattolo del rampollo di casa Agnelli dove qualunque cosa che si muove può essere personalizzata “non è un Amarcord, semmai un inno alla Dolce Vita 4.0”. Evabbè.

Cracco ci spiega perché lascia Masterchef.

Come sarà il ristorante nel garage di Lapo e Cracco.

20 ristoranti molto attesi nel 2017.

Ma cosa c’entra Dissapore con auto, moto, barche e aerei vi chiederete? O forse non ve lo chiedete affatto, perché sapete già che Lapo ha coinvolto nella nuova avventura imprenditoriale Carlo Cracco, cui ha affidato bar e ristoranti di Garage Italia.

Nei 1700 metri divisi su due piani fuori terra e uno interrato della ex stazione, aperta ogni giorno dalle 9.30 alle 2.00 di notte, non ci si limita a personalizzare –“customizzare” nella lingua parallela di Lapo–, ma volendo i milanesi possono gustare la “buona cucina all’insegna del Made In Italy”, come l’ha definita Cracco stesso, “con piatti semplici e accessibili a tutti, l’assoluta qualità delle materie prime e le ricette italiane e regionali, presentate in un’ottica più creativa dallo Chef Gabriele Faggionato con la mia diretta supervisione”.

Visto il conteso, aspettiamoci richiami al mondo delle auto e dei motori per i nomi dei piatti, serviti al primo piano, nel ristorante che Cracco ha descritto come “una specie di gomito panoramico” con le vetrate che permettono una bella vista su Milano.

Ci saranno le “Tagliatelle Millemiglia”, condite con coda di manzo e rucola, e la “Guancia Maranello”, vitello brasato con crema di pastinaca, per finire con il “Cric”, tiramisù e gelato.

Inoltre, rimandi ai piatti che facevano parte del menu di casa Agnelli quando Lapo era bambino, dal “Giardino di donna Marella”, un carpaccio di pesce marinato, al “Risotto dell’Avvocato”, con scampi arrosto e burro affumicato.

Ma l’ex giudice di Masterchef, al terzo ristorante milanese dopo Cracco in via Hugo, prossimo a trasferirsi in Galleria Vittorio Emanuele e Carlo e Camilla in segheria, si occuperà anche del bar dell’officina, al piano terra. Nel menu aperitivi, panini e cucina veloce.

In tutto i coperti non arrivano a 50, e per capire cosa aspettarsi da Lapo ma più che altro da Cracco in versione garagistica, dovrete essere disposti a scucire 60-70 euro a persona.

Anna Silveri

7 novembre 2017

commenti (5)

Accedi / Registrati e lascia un commento

  1. Fa piacere vedere Lapo nuovamente in “pista”. Almeno integra la paghetta che gli concede la famiglia e non fa disastri altrove.

  2. La dolce vita era oltre a bei locali e arredamenti alla moda (che non mancano a milano) anche un luogo di relazioni ed aspirazioni (che non strabordano nei vari locali di cui sopra) che ha reso quegli anni magici.

    Vediamo se riuscirà a creare questo luogo il buon Lapo. Il talento non gli manca.

  3. Che bello avere una famiglia miliardaria alle spalle: ti perdonano coca, trans, finti sequestri e ti fanno sempre passare come un genio di..tutto. Insomma Lapo è il vero genio tuttologo incompreso del mondo, in grado di innovare la..vi ricordate quella cosa che..sì quella dai..

«
Privacy Policy