Modica, la città del cioccolato (e non solo)

Oggi dire Modica significa dire cioccolato, e dire Bonajuto, di recente celebrato anche dalla Bbc. Ma come sostiene Pierpaolo Ruta, erede dell’Antica Dolceria, la food valley modicana è anche molto altro.

Ricca e colta, contrappuntata in basso da un barocco garbato, con in alto una miriade di case che sembrano montate una sull’altra, la città è per chi la visita una lotta all’ultimo boccone.

Sorprende ad esempio un dolce povero, che si fa con gli scarti dei frutti più comuni in Sicilia: gli agrumi.

Niente cremosità e morbidezza, nessuna delle estenuanti dolcezze della pasticceria siciliana, stiamo parlando dell’aranciata e della cedrata modicana.

cedrata

DOLCI: ARANCIATA E CITRATA

“A citrata” è uno strano dolce preparato con la buccia dei cedri, quelli verdi, di novembre, usato in passato come digestivo dopo gli abbondanti pranzi natalizi.

La preparazione, un tempo affidata alla famiglie più povere che svolgevano il proprio lavoro in casa, è lunga e laboriosa. La scorza degli agrumi viene grattugiata delicatamente, raccolta e ammassata in sacchi di iuta. Questi vengono ammollati in acqua per tre giorni cambiando continuamente l’acqua per eliminare l’amaro. Infine, la pasta ottenuta viene lavorata insieme al miele evitando che si bruci.

Il risultato è una sorta di grande caramela: forma cilindrica, colore scuro, durezza simile al torrone. Il gusto del miele caramellato primeggia ma l’aroma degli agrumi è inconfondibile.

Aranciata Bonajuto

L’aranciata segue un procedimento simile.

Le bucce delle arance non vengono grattugiate ma tagliate in strisce sottili e poi, dopo essere state lavorate con il miele vengono modellate a forma di tortini.

Ne viene fuori un dolce passatempo gommoso dall’intenso sapore di agrumi di Sicilia.

Modica: aranciata

Come si usa con i fiori, il dolce era utilizzato a Modica per mandare segnali.

E si racconta che le nuore regalassero alle suocere un cuore di cedrata con un contorno di aranciata le cui scorze ricordano le spine.

CIOCCOLATERIE

Inutile dire che l’Antica dolceria Bonajuto è la più famosa interprete del cioccolato modicano. Così come è vano cercare di criticarne la fama: è tutta meritata.

Arredata in legno, stile classico, dalla ricchissima varietà, è la più antica della Sicilia.

La dolceria è da qualche generazione gestita dalla famiglia Ruta, ma poco conta perché la qualità non ne risente e anzi, proprio alle nuove generazioni si deve la rivalutazione del cioccolato di Modica di cui ha beneficiato l’intera cittadina.

antica dolceria bonajuto

antica dolceria bonajuto

antica dolceria bonajuto

antica dolceria bonajuto

antica dolceria bonajuto

antica dolceria bonajuto

antica dolceria bonajuto

I gusti proposti sono tantissimi: agrumi, cardamonio, zenzero, caffè, oltre alle intramontabili barrette alla vaniglia e alla cannella.

Per scoprire come si lavorava il cioccolato una volta basta spostarsi di pochi metri, nella pasticceria di Salvatore Di Lorenzo.

Di Lorenzo

metate, cioccolato modica

Custode dell’arte del cioccolato modicano, allievo dei primi Bonajuto, forse è l’ultimo dei cioccolatai in attività ad aver lavorato il cioccolato sulla metate, l’antico strumento a forma di lavatoio, in pietra lavica, dove il cioccolato veniva steso a freddo e armonizzato con lo zucchero.

Cuticci

Oggi a gestire insieme al padre il locale, certo non sfarzoso, è Giovanni. Silenzioso e in apparenza anonimo, tutto ci si aspetta da lui tranne che sia l’inventore dei cuticci, piccolo capolavoro di appartenenza a fantasia.

Si tratta di cioccolatini simili nella forma alle pietre che pavimentano le vie di Modica più antiche. Aromatizzati con finocchietto selvatico che cresce in abbondanza nelle campagna circostanti, sono assolutamente splendidi.

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Gestione familiare anche al Caffè dell’arte di Ignazio Iacona.

Qui è possibile gustare una buona cioccolata calda, solo e sempre con acqua perché il latte rischierebbe di rendere meno intenso e più grasso il gusto del cioccolato modicano.

mpanatigghi, modica

mpanatigghi di modica

Nelle dolcerie migliori è possibile assaggiare gli “mpanatigghi“, dolci ripieni di cioccolato e carne. Il taglio utilizzato è il controfiletto di vitello. Il gusto della carne non predomina e il risultato è ben equilibrato.

RISTORANTI E “PUTIE”

Ma come dicevamo un viaggio a Modica non può limitarsi ai soli dolci.

In passato ogni quartiere della città aveva la sua “putia ro vino”, una singolare osteria dove al consumo del vino si aggiungevano spesso un uovo duro e un pezzo di bollito (carne di manzo o a volta anche di polipo). Un modo di iniziare la giornata in allegria. Col passare degli anni queste putie sono del tutto scomparse, facendo posto a pizzerie, creperie, paninoteche, rosticcerie o altro.

Ma di recente ne è tornata qualcuna a popolare le stradine di Modica con buoni piatti a metà tra street food e trattoria. La putia del coppo in Corso Umberto I al 197, vale la visita.

Due i ristoranti da segnalare nella città rimasta orfana della Gazza Ladra, ristorante stellato rimasto senza chef, tentato dalle sirene cinesi.

Il primo è la Locanda del Colonello, da poco insignito del premio Best in Sicily come migliore trattoria siciliana. L’altro invece  è la Fattoria delle Torri, scelto per concludere la nostra visita nell’incanto di Modica.

Fattoria delle Torri

LA FATTORIA DELLE TORRI

La Fattoria delle Torri è un vecchio teatro ristrutturato con cura: atmosfera snob, linee squadrate nei divani impreziositi da disegni barocchi di colore verde, particolari sapientemente trascurati. 

Fattoria delle Torri: calamari con burrata

Alla bellezza dei piatti di Ninni Radicini, chef palermitano d’origine ma modicano di adozione contribuiscono anche i petali dei fiori, portatori di aromi indimenticabili. Colorati ma non chiassosi, imperfetti e affascinanti.

Fattoria delle Torri: verdureFAttoria delle Torri: spaghetti alla chitarra

Il pranzo è un vero viaggio per la Sicilia: i profumi delle campagne circostanti Modica, delle sterpaglie che portano a mare: le ripide discese di Pantelleria, le ghiaie di Milazzo, le dune di Santa Maria del Focallo.

Fattoria delle Torri: alalunga

Segnatevi l’alalunga su salsa di datterino dall’effetto pittorico con cottura (non cottura) che permette al pesce una morbidezza incalcolabile. Un quadro di mare selvatico e raffinato al tempo stesso.

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Fattoria delle Torri: dolce

Il menu degustazione del ristorante costa 60 euro, i vini in abbinamento, 15 euro, sono scelti dal cameriere brillante che in maniera poco formale, spontanea ma discreta, ve li serve.

INFORMAZIONI

modica

DOVE MANGIARE

Locanda del colonnello

Vico Biscari, 6 – 97015 Modica RG | Telefono:0932 752423

Fattoria delle Torri

Vico Napolitano, 41 – 97015 Modica RG | Telefono: 0932 751286

CIOCCOLATERIE

Antica Dolceria Bonajuto – Corso Umberto I, 159 Modica RG | Telefono: 0932 941225

Caffe dell’Arte – Corso Umberto I, 114 97015 Modica RG | Telefono: 0932 943257

Pasticceria Di Lorenzo – Corso Umberto I, 225 97015 Modica RG | Telefono: 0932 945324

[Crediti | Link: Bbc, immagini: Bbc, Mara Pettignano]

Mara Pettignano mara pettignano

21 gennaio 2016

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