Osteria Al Portego a Venezia: recensione del bacaro

Recensione di Osteria Al Portego, trattoria e bacaro (molto caratteristico) di Venezia. Cosa si mangia, i cicchetti da non perdere, le nostre opinioni.

Siamo da Osteria Al Portego, uno dei migliori bacari di Venezia. Ecco perché, nella nostra recensione

Se ci fosse una città in cui strade e vicoli avessero i nomi del vino e del cibo, andare a mangiare sarebbe un percorso da gustare toponomasticamente ancor prima che a tavola. Andare al ristorante significherebbe seguire un percorso accompagnato non dalle briciole di Pollicino, ma disseminato da nomi evocativi e ingrassanti, come “via della fonduta alla Valdostana”, “largo della gricia”, “piazza della sfogliatella napoletana”.

Se ci fosse una città così non avremmo bisogno di rifugiarci, nostalgicamente, nel Decameron di Boccaccio che descrive la contrada del Bengodi come quella “nella quale si legano le vigne con le salsicce ed (…) eravi una montagna tutta di formaggio parmigiano grattugiato, sopra la quale stavan genti che niuna altra cosa facevan che far maccheroni e raviuoli e cuocergli in brodo di capponi, e poi gli gittavan quindi giù, e chi più ne pigliava più se n’aveva; e ivi presso correva un fiumicel di vernaccia, della migliore che mai si bevve, senza avervi entro gocciola d’acqua”. Utopia.

Portego

Improvvisamente, il colpo di scena. La città ideale esiste eccome: mappa di Venezia alla mano, la nostra tappa odierna nel tour dei bacari è il l’Osteria Al Portego. Per arrivarci, lasciate perdere lo stradario che vi dice che è sistemato nel sestiere di Castello, in una laterale di salizada San Lio, e prendete la vostra gastromappa che vi dice di passare il ponte delle Paste, svoltare in calle della Malvasia, che fa angolo con calle Frutarol: arriverete a destinazione molto prima, e soprattutto con lo stomaco ben disposto.

Osteria Al Portego: uno dei bacari migliori di Venezia

Lo diciamo subito, senza premesse, brutali: il Portego è uno dei bacari migliori di Venezia, sul podio. I motivi sono molti e se nel paragrafo successivo ve li descriviamo così come li abbiamo assaggiati, qui vi diciamo che è esattamente il posto che ci si aspetta di trovare quando si arriva in città con l’obiettivo di una serata tra cicchetti e ombre.

Portego

Portego

È la perfezione spettinata e rustica, è la capacità di evitare l’effetto artificiale dell’osteria con l’acca davanti, è l’ambiente sufficientemente stretto da permettere sfioramenti e struscii più o meno volontari tra avventori, è l’insegna scritta in rosso, come una volta. È l’illuminazione imperfetta e giallina, lo spazio minuscolo per cucinare che rende eroico chi lavora qui, è un bancone dal quale ordineresti tutto, è l’ordine da lanciare ad alta voce perché il brusio è notevole, è la capacità di piazzare dietro al bancone cameriere fighe e capaci (a dimostrazione che la categoria esiste), è la possibilità di starsene fuori, con il bicchiere in mano, riparati dal sottoportico a cui il locale deve il nome, sorseggiando e sbocconcellando.

I cicchetti di “Al Portego”

Ci sarà sicuramente qualcuno, quando avrete finalmente raggiunto il bancone, che alle vostre spalle vi metterà fretta perché decidiate. Non ve ne curate: prendetevi il vostro tempo perché qui, davvero, avete l’obbligo morale di scegliere con calma, finendo alla fine per ordinare tutto.

Curati, ricchi, ordinatamente disposti, i cicchetti del Portego non hanno difetti (no, neanche nel prezzo: 2 euro l’uno): i grandi classici (polpette, fritti, sarde in saor, baccalà mantecato) si alternano ad accostamenti nuovi, che denotano una mano esperta nella composizione (morbidezza, masticabilità, sapori più rassicuranti e sferzata finale al palato).

Portego

Ricotta salata, melanzane, guacamole: tre ingredienti, sulla carta furbissimi e piacioni, ma altrettanto insidiosi. Qui gestiti al punto che pure noi, che ai cicchetti siamo abituati, abbiamo mugugnato di piacere. Poi un baccalà mantecato come velluto, quindi insalata russa e aringa: impossibile trovare difetti, visto che anche il pane, in genere valida cartina al tornasole per giudicare un bacaro, è fresco e croccante. Dalla cucina i vassoi escono a ripetizione: non c’è sosta.

Si beve persino meglio che nel bacaro medio e sulla lavagna si scorgono addirittura proposte di birre artigianali alla spina.

Oltre ai cicchetti si può anche ordinare dalla cucina: risotti (ottimi), paste, secondi. Se siete in gruppo numeroso, il consiglio è quello di procedere con i cicchetti e poi condividere qualche pietanza più articolata dal menu. Altrimenti andate con ordine e per la cucina programmate una seconda visita. Troppa Venezia autentica, tutta in una sera, non è da sostenibile.

Informazioni

Osteria Al Portego

Indirizzo: Calle De La Malvasia 6014, Castello, Venezia

Numero di telefono: 041 5229038

Orari di apertura: tutti i giorni  10.30 – 14.30; 17.30 – 22.30

Sito Web: osteriaalportego.org

Tipo di cucina: tradizionale bacaro veneziano con cucina

Ambiente: informale

Servizio: rapido e cordiale

Voto: 4.8/5

Caterina Vianello Caterina Vianello

12 Agosto 2019

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