Perché comprare astici al ristorante e liberarli in mare non è un’idea geniale

Quello che potrebbe apparire un bel gesto è, a tutto gli effetti, uno stupido atto. Ancor più se si libera nel mare Mediterraneo, salvandolo dall'acquario del ristorante, un astice americano.

Perché comprare astici al ristorante e liberarli in mare non è un’idea geniale

Le turiste americane che hanno comprato degli astici in un ristorante di Pompei, per poi liberarli in mare, si saranno sentite molto brave e giuste, molto amanti degli animali e amiche dell’ambiente. E così avranno pensato le migliaia, i milioni di persone che hanno visto il video e l’hanno fatto diventare virale, condividendolo: una giovane donna che lancia nelle acque (anche abbastanza mosse) della spiaggia di Castellammare di Stabia una serie crostacei pescandoli da una bagnarola che è stata utilizzata per il trasporto (Pompei non è sul mare quindi le due turiste si sono dovute far accompagnare in auto), dopo averli comprati in massa svuotando l’acquario di un ristorante.

Bellissimo, no? No, purtroppo. Perché al netto delle buone intenzioni, rilasciare in natura degli animali comprati in un posto che li vende come cibo, non è un’idea geniale. Anzi è pessima da così tanti punti di vista che si fa fatica persino a metterli insieme. Ma ci proviamo. Senza proprio entrare nella questione morale vegetariani-onnivori, animali esseri senzienti, considera l’aragosta ecc. Al contrario, dando per supposto che sia giusto perseguire certi obiettivi.

Liberare animali nella natura è vietato

astice

Innanzitutto, liberare animali rilasciandoli “nella natura” è nella maggior parte dei casi vietato dalla legge. La legge è il Regolamento UE n. 1143/2014 e il relativo Decreto Legislativo di adeguamento n. 230/2017. Viene normato in maniera molto stringente ciò che si può fare con gli animali, selvatici o meno, autoctoni o meno. Tanto che per esempio, anche soccorrere un animale selvatico ferito può essere illegale, se la detenzione va oltre le 24 ore.

Vabbè, uno potrebbe dire: ma non tutto quello che è vietato dalla legge è moralmente sbagliato, esistono anche delle leggi ingiuste. Vero, ma si potrebbe ribattere: nella maggior parte dei casi, al di là dell’obiezione formale (non si fa perché è vietato) le leggi hanno delle motivazioni reali. Queste.

Il rischio per l’ambiente

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Uno dei motivi per cui non si possono fare le cose a caso, mossi solo dalle ragioni del cuore, è il rischio per l’ambiente, ovvero per le altre specie. Per esempio, dobbiamo considerare che non tutti gli astici sono uguali: una cosa è l’astice europeo (Homarus gammarus), altra cosa l’astice americano (Homarus americanus). Bene, contrariamente a ciò che si potrebbe pensare, anche in Italia la maggior parte degli astici venduti nei ristoranti appartengono alla seconda specie, quella americana. E gli esperti che hanno visto le riprese pare ritengano probabile, dal colore del carapace, che nel caso di Pompei si trattasse proprio di astice d’oltreoceano.

L’assurdo motivo per cui mangiare una nutria vi fa infuriare, ma il granchio blu va benissimo L’assurdo motivo per cui mangiare una nutria vi fa infuriare, ma il granchio blu va benissimo

Liberarli significa quindi rilasciare una specie alloctona, aliena, un po’ come il famigerato granchio blu, con tutte le conseguenze disastrose del caso. Le specie aliene possono ibridarsi con quelle locali, o soppiantarle, o semplicemente trasmettere patogeni. E considerazioni simili vanno fatte anche per la stessa specie, ma proveniente da una zona diversa, perché potrebbe portare un differente corredo genetico, diversi patogeni per i quali gli stessi animali in altre zone non hanno sviluppato anticorpi, e così via. Per giunta, anche se fossero della stessa zona, il periodo passato in cattività potrebbe averli portati a sviluppare patologie che verrebbero riversate nell’ambiente.

Il danno agli stessi animali liberati

Per motivi simili, gli stessi animali liberati potrebbero subire più danni che benefici, e andare incontro a una sorte analoga a quella che sarebbe toccata loro nelle cucine del ristorante, solo con modalità diverse. Innanzitutto le condizioni in cui hanno vissuto da quando sono stati pescati (tanti in una stessa vasca piccola, per dirne una) potrebbero averli esposti a patogeni e fatto sviluppare malattie, per cui reimmettere in un ambiente selvatico degli organismi debilitati significa esporli a rischi.

Poi c’è lo shock termico: la temperatura del mare è sicuramente diversa da quella dell’acquario in cui si erano abituati a stare. Poi il luogo: gli astici vivono su fondali rocciosi a una certa profondità, liberarli in superficie li espone ai predatori. Infine, soprattutto il tempo: l’astice è un animale notturno che di giorno sta rintanato, ancora una volta gettarlo in mare alla luce del sole è molto utile per il video, meno per l’animale stesso. Insomma, ci sono buone probabilità che gli astici pompeiani siano andati incontro a una morte quasi immediata.

Le conseguenze sul valore di mercato

A dirla tutta poi, comprare degli animali per liberarli non incide positivamente sulla legge della domanda e dell’offerta, anzi conferma (nel suo piccolo certo) il valore della merce. Non dico che se vuoi liberare degli animali li devi rubare eh, però mi immagino il proprietario del locale che si frega le mani nel momento in cui vende in un colpo solo tutto il pescato che avrebbe faticosamente piazzato nel corso dei giorni successivi.

Da un punto di vista economico, per chi sostiene che gli animali non debbano essere cibo, il migliore risultato si ottiene quando questi rimangono sugli scaffali invenduti: quello sì che ne fa diminuire l’appetibilità e il valore, alla lunga con conseguenze anche sulla filiera (caccia/pesca/allevamento) che li “produce”. Ma certo è un lavoro più lento e difficile, vuoi mettere la soddisfazione di chi, come hanno raccontato le due turiste, aveva sempre sognato di farlo e non c’era mai riuscito.

Il rischio emulazione

astice giallo

Come per ogni cosa, ma soprattutto per quelle che toccano corde emotive, c’è il rischio emulazione. Quante persone che hanno visto e condiviso il video avranno pensato: ah ma allora si può fare! E infatti, purtroppo non è la prima volta che succedono genialate del genere: lo dimostrano casi di cronaca analoghi che sono venuti fuori nel corso degli anni, e lo dimostra il ritrovamento di astici americani in vari punti del Mediterraneo.

I rilasci avvengono, ma in condizioni ben determinate, da parte di personale qualificato, e previa tutta una serie di considerazioni e controlli. Come al solito, la strada più spettacolare e instagrammabile, raramente è quella giusta.