di Jacopo Pescarmona 28 Novembre 2015
Procacci, Milano

Per chi scrive le recensioni dei ristoranti il critico gastronomico della carta stampata? Beati i tempi in cui poteva coltivare la nicchia, ma oggi, con i portafogli che piovono sangue mentre online si trovano –GRATIS– blog attendibilissimi e social network aggiornati, chi è che compra una rivista per leggere recensioni di ristoranti?

Proprio qui interveniamo noi, radunando per i fortunati lettori di Dissapore le grandi firme della carta stampata: paludate, un po’ trombone ma ancora necessarie.

Questa settimana:

GINO’S (PADOVA)

Gino's Padova

Con “Mangia e Bevi”, la rubrica settimanale che firma per Il Venerdì di Repubblica, Gianni Mura ci porta dentro l’Aeroporto Civile Allegri di Padova. Dove nel 2012 i fratelli Fabio e Alberto Ruzzon, cresciuti all’ombra del “più grande pasticcere” Biasetto, hanno aperto il bar ristorante Gino’s.

Dalla cucina a vista annessa al banco bar gli chef Giuseppe Pettinati e Federico Carrara, non ancora trentenni, propongono un menu dinamico, “stampato due volte al giorno“, che non prevede primi piatti o quasi (ma le orecchiette con spada rosolato e i rigatoni all’amatriciana sono “da bis”).

Ottimi jamon e acciughe dalla spagna, “lodevole selezione dei formaggi”, carne a profusione visto che il ristorante è prevalentemente un BBQ: tartara, fiorentina, pluma di patanegra, coscia di pollo croccante.

Buone le poche portate di pesce, rombo al forno e tonno alla griglia su tutte, come i dolci con rivisitazioni di Monte Bianco e Foresta Nera. Nota di merito al servizio “giovane e premuroso”.

Spesa media per 2 portate ed un dolce 30/40 euro bevande escluse.

Gino’s, Via Sorio 89, Padova – Chiuso domenica sera e tutto lunedì – Prezzi: antipasti 12/14 euro, primi 10/14, secondi 16/26, dolci 6.

CANNAVACCIUOLO CAFE’ & BISTROT

Cannavacciuolo Cafè & Bistrot

Fresco d’inaugurazione a Novara, nel Cannavacciuolo Café & Bistrot (dove noi stakanovisti siamo stati già due volte) il “gigante della cucina d’autore italiana” ha portato il mix di materia prima padana e campana, dal gorgonzola alla pasta mischiata napoletana, che ha fatto la fortuna del Villa Crespi, ristorante due stelle Michelin di Antonino Cannavacciuolo sul vicino lago d’Orta.

Mari Mollica è andata del nuovo bistrot per il mensile Dove, scoprendo piatti semplici a prezzi low cost (“una cena si aggira sui 50 euro“) che spaziano dalle colazioni all’aperitivo, dalla pasticceria alla cena vera e propria. E per chi ha fretta, ecco porzioni take-away in packaging “degni di una gioielleria“.

Arredi ispirati agli anni Cinquanta e Sessanta frutto di un restauro lungo, con superfici lucide, boiserie in legno, resine in colori modaioli, pelle, ottone, onice.

Un mix eclettico per spazi luminosi e intimi, dove è “un peccato non fermarsi a mangiare“.

Cannavacciuolo Cafè e Bistrot, Piazza martiri della Libertà, 1, Novara. Apertura 07:45–00:00. Conto medio: 50 euro.

PROCACCI (MILANO)

Procacci Milano

Procacci è una storica insegna fiorentina da poco sbarcata in Corso Garibaldi a Milano. C’è stato Allan Bay del Corriere della Sera, inserto ViviMilano, per scoprire che l’idea sfugge alle facili interpretazioni. “Non è un bistrot né una trattoria di tono”, casomai uno spazio polifunzionale con piatti curati e ambiente elegante.

Sempre presenti i celebri panini al tartufo con cui si può tranquillamente pranzare (prezzi tra 1,90 e 2,40 euro). Poi una ventina di proposte “con anima toscana e sempre tartufate” che vanno dalla ribollita ai tagliolini burro e tartufo, sino al polpo brasato al chianti. “C’è tanto tartufo ma i prezzi sono ottimi”.

I prezzi delle portate principali infatti sono tra i 9 ed i 12 euro, 7 euro per i dessert.

Alla fine Procacci Milano si prende un bel 7 in pagella per la cucina, l’ambiente e la cantina.

Procacci, Corso Garibialdi 79, Milano – Chiusura domenica – Prezzo medio: 30 euro bevande escluse

DE LIBRIJE (ZWOLLW, OLANDA)

Restaurant De Librije

Cosa fa l’anomala coppia di recensori Enzo e Paolo Vizzari –padre e figlio– in trasferta olandese? Presenta ai lettori de L’Espresso la cucina di Jonnie Boer, probabilmente lo chef più interessante dei Paesi Bassi, premiato con 3 stelle dalla guida Michelin.

Siamo a Zwolle, nelle immediate vicinanze di Amsterdam. Qui Jonnie ha aperto insieme alla moglie-socia un ristorante di cucina “ispirata a distanza da quella francese” nella scelta delle materie prime, ma pure da quella nordica “con fermentazioni ed uso di radici”.

Combinazione vincente per una linea gastronomica che “non suggerisce rimandi a nessun collega”. Sarà per questo che Joselito, produttore spagnolo del “prosciutto migliore del mondo”, lo ha scelto come ambasciatore dopo Massimiliano Alajmo  e Ferran Adrià per concepire alcuni piatti “di una surreale delicatezza”.

Nel menu: aragosta con tè kombucha, chorizo e fagioli, coda di rospo con lomo, mirtilli ed estratto di cavolo fermentato arrivando ai “clamorosi” ravioli di èpoisses con succo di patata, rognone di coniglio e chorizo.

I prezzi oscillano tra i 130 ed i 190 euro per il menu degustazione completo. Ristorante costoso che però assicura “un’esperienza imparagonabile nel mondo parallelo di un cuoco unico maestro di se stesso”.

De Librije, Zwolle (Olanda), Spinhuisplein 1 – Chiuso domenica e lunedì – Prezzi: 130/190 euro bevande escluse.

[Crediti | Corriere della Sera, Repubblica, L’Espresso, Dove, Immagini Procacci: Massimo Sestini ]