di Luca Iaccarino 17 Maggio 2018

C’era un tempo in cui si mangiava al ristorante mai e andare in trattoria era festa grande. L’evento di una domenica ogni tanto, mica tutte.

Allora era in gran voga il concetto di “scorpacciata”, cioè il sedersi a tavola con il chiaro obiettivo di imbottirsi come tacchini.

Da quando invece il benessere piuttosto diffuso ha reso più frequenti le uscite, il mangiare fuori è radicalmente cambiato: un piatto, magari due, esagerando il dolce.

[Il Buonappetito: per la trattoria cherchez la fame]

Il nuovo mantra è “non esagerare”.

Ebbene: sarò un irredimibile gaudente, ma io difendo ancora la “scorpacciata”.

Oggi, ad esempio, ne ho fatta una. Di asparagi. Ho rischiato di morirne, di asparagi. La scorpacciata è anche questo: togliersi la voglia di una cosa. Fino allo stremo delle forze.

Con una decina di irredimibili edonisti abbiamo raggiunto la Trattoria Bue Rosso di Poirino, comune dell’hinterland torinese famoso (come la non distante Santena) per gli asparagi.

[Risotto agli asparagi: i segreti del piatto che mette tutti d’accordo]

La Trattoria Bue Rosso è posto popolare, da lavoratori a pranzo, da famiglie a cena. In un dì, in questa stagione, fa fuori un quintale abbondante di asparagi (arrivano anche a un quintale e mezzo, il sabato).

Un quintale e mezzo di asparagi in un giorno è tanta robba, ma la quantità è meno stupefacente se si considera che dalle 13 alle 16 li abbiamo mangiati nelle seguenti maniere:

— rolata di asparagi;
— asparagi bolliti con le salse;
— asparagi con l’uovo mimosa;
— asparagi fritti;
— tagliatelle agli asparagi;
— risotto agli asparagi;
— asparagi con l’uovo al padellino;
— asparagi al gorgonzola;
— asparagi con il parmigiano;
— torta di asparagi (qui si va a esaurimento scorte per 30 euro a testa; solo asparagi locali).

Non credo mangerò più asparagi per un po’. Almeno per una settimana.

[Crespelle agli asparagi: la ricetta perfetta]

Ciononostante non rinnego l’iniziativa odierna: le scorpacciate sono sacrosante. Ne ho già messe in programma altre: la prossima sarà di lumache, ché giugno è la stagione giusta.

Viva i posti popolari. Viva le scorpacciate. Viva chi ha ancora voglia di esagerare.