di Valentina Dirindin 20 Aprile 2021
ristoranti chiusi alle 18

Il Governo sta decidendo in queste ore in via definitiva le nuove norme contenute nel Dl Covid, un nuovo decreto legge che spiegherà cosa succederà a partire dal 26 aprile, con l’apertura dei ristoranti all’aperto (a pranzo e a cena) e poi a partire dal primo giugno, quando i ristoranti potranno riaprire anche al chiuso (ma solo a pranzo). Questo è quanto per ora si apprende dalla prima bozza del nuovo decreto, che verrà esaminata in settimana dal Consiglio dei Ministri.

Dal 26 aprile all’aperto anche di sera

Il nuovo decreto legge del governo di Mario Draghi verrà presumibilmente approvato fra giovedì 22 e venerdì 23  e raccoglierà tutte le decisioni riguardo a spostamenti e aperture. In parte, le misure riguardanti la ristorazione erano state già anticipate dal presidente del Consiglio, e sembrano essere confermate nella prima bozza del nuovo Decreto Legge.

Via libera, a partire dal 26 aprile, ai servizi di ristorazione con consumo al tavolo esclusivamente all’aperto. Ristoranti e bar potranno dunque tornare a lavorare, se in possesso di un dehors o di uno spazio esterno, e potranno farlo aggiungendo all’orario quotidiano anche la cena. Resta però salvo il coprifuoco delle 22: dunque cena sì, ma tutti a nanna presto. Resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati.

Dal primo giugno aperti al chiuso, ma solo a pranzo

Dal primo giugno invece, nella zona gialla, le attività dei servizi di ristorazione dovrebbero essere consentite anche al chiuso, con consumo al tavolo, dalle ore 5:00 fino alle ore 18:00. Restano comunque aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, nei porti e negli interporti.

Gli spostamenti

Si sblocca il blocco degli spostamenti tra regioni: dal 26 aprile sarà possibile spostarsi tra regioni gialle e bianche, ma tra regioni gialle e rosse sarà necessaria la certificazione verde.

Certificazioni verdi

Appunto, la bozza del nuovo decreto introduce ufficialmente il tema della “certificazioni verdi”, ovvero degli attestati che provano “lo stato di avvenuta vaccinazione, o guarigione dall’infezione, ovvero l’effettuazione di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo” . I famosi e tanto discussi passaporti vaccinali, all’incirca. La certificazione dovrebbe consentire ai soggetti che ne sono in possesso “gli spostamenti in entrata e in uscita dai territori delle Regioni e delle Province autonome collocati in zona arancione o rossa”.