di Marco Pistagnesi 22 Gennaio 2020
Carlo-Cracco-galleria

Non è chiaro se il 2020 sarà un anno ricco per Milano: le anticipazioni, i rumors, le conferme non sono molte; il gossip e le informazioni rilevanti hanno serpeggiato con timidezza fin alle ultime settimane, e anche i bene, benissimo informati stentano e arrancano a mettere insieme i fili del perimetro dei nuovi ristoranti e delle novità gastronomiche che ci attendono al nascere di questa nuova decade.

Se però il mondo food – strettamente parlando – si beffa di noi avidi anticipatori con il suo semivuoto scrigno delle sorprese, il settore affine e complementare dell’hospitality a tutto tondo sembra essere più generoso. Tre delle aperture anticipate più significative per quest’anno riguardano infatti progetti di hospitality integrati dove la ristorazione è un tassello insieme all’hôtellerie ed altri servizi. Proposte miste e sinergetiche dove l’offerta gastronomica è parte di una più ampia visione di accoglienza e lifestyle. Ma andiamo con ordine…

Aperture Sicure

L’Harry’s Bar a Palazzo Bernasconi di Arrigo Cipriani

Palazzo Bernasconi, Via Palestro 2

Hemingway ha gironzolato parecchio per l’Italia, assorbendo le brezze marine e ispiratrici del Cilento o dandoci di gomito in quel di Venezia, presso l’Harry’s Bar della famiglia Cipriani. Chissà se, avendo avuto scelta, avrebbe preferito all’originale lagunare la nuova e seconda sede del famoso bar in apertura a Milano per la fine di quest’anno (ad essere precisi, si parla di consegna dell’immobile per autunno 2020, e apertura ufficiale qualche mese dopo). La famiglia Cipriani, leader oggigiorno nel campo hospitality e hôtellerie di lusso, si accaparra i 4000 mq dello storico palazzo Bernasconi (tra Porta Venezia e San Babila) per dare vita a un ambizioso progetto multifunzionale che comprende due ristoranti, un boutique hotel, una spa e altre lussuosissime cose, oltre che il number two dell’Harry’s Bar naturalmente.

Mercato Centrale Milano

Piazza 4 Novembre

mercato centrale torino

Stazioni ferroviarie luoghi di degrado e insicurezza. Un cliché che le accomuna a tutte le latitudini del globo e che però è sempre meno ovvio nell’era (la nostra) delle riqualifiche intelligenti, delle smart cities, dei progetti ad alto impatto di comunità che mirano a riportare nelle città una nuova forma di umanesimo contemporaneo. Si parla già da un po’ di progetti di riqualifica maestosi per la stazione centrale di Milano, che la coinvolgeranno in lungo e in largo – letteralmente: dall’ammodernamento della piazza antistante, al riutilizzo degli enormi spazi e tunnel che ne occupano i lati. Si vocidera di sedi commerciali, spazi di design, gallerie d’arte, opifici, ma soprattutto si parla – in quanto imminente e sicuro – dell’apertura del Mercato Centrale.

Arriva nel piazzale lato nord dello scalo ferroviario (piazza 4 novembre) una nuova sede da 4400 mq del format di “botteghe” nato a Firenze nel 2014, con sedi ora anche a Roma e Torino. Il senso è creare una rappresentazione più intensa, ambiziosa ed elevata del classico mercato coperto di quartiere. Non solo i banchi degli artigiani, a cui il progetto mira a ridare centralità nell’immaginario cittadino, ma una programmazione culturale imperniata sull’impatto sociale e di comunità: mostre, presentazioni di libri, installazioni, laboratori, incontri.

Inaugurazione prevista per fine giugno.

Da Vittorio

Villa Reale, Monza

Metti una mattina in una delle Versailles d’Italia, la Villa Reale di Monza, l’inaugurazione di un’ambiziosa mostra di Dalì presso le sale del Belvedere. Metti i Cerea, la famiglia a capo di Da Vittorio, tri-stellato bergamasco, che fa un annuncio molto concreto e molto reale, con evocativo e antitetico effetto rispetto al surrealismo del grande pittore spagnolo.

I Cerea hanno stretto un accordo multi-strato con la gestione della villa, per cui la società di catering ViCook, gemella del ristorante stellato, si occuperà del bistrot e della caffetteria, con un’offerta pensata agile, svelta, adatta al pubblico di passaggio che transita per le sale del museo. Il bistrot/caffetteria collegherà il cortile con il parco, e la direzione della cucina è affidata allo chef Corrado Leoni, con la supervisione della famiglia Cerea. C’è incertezza sulla data di apertura, così come sul coinvolgimento della brigata vera e propria del tristellato Da Vittorio: si parla di eventi saltuari e gala gastronomici presso le sale del Belvedere, ma non sembra esserci una chiara smentita che invece si stia pensando a un vero e proprio ristorante stabile sotto la loro guida.

Non (solo) ristoranti

La scuola di cucina di Carlo Cracco

Palazzo De Magistris, piazza Cantore 10

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Al bando del comune per il riutilizzo dello storico palazzo De Magistris in zona Porta Genova si presenta un vip: Carlo Cracco. Più precisamente lo fa attraverso l’associazione Maestro Martino di cui è presidente, che si occupa di “eventi e progetti culturali con lo scopo di promuovere le eccellenze agroalimentari italiane e la cultura del territorio attraverso la Cucina d’Autore”. Il bando comunale prevede fini formativi e i rumors sono che Cracco abbia in mente una scuola di cucina per giovani chef. Il bando prevede un affitto di 200 mila euro annui, con l’obbligo di provvedere alle necessarie opere di restauro. Pertanto un impegno finanziario non indifferente. Attendiamo sviluppi.

Soho House Members Club

Via Brera

A Berlino occupa niente meno che il magnifico edificio in Torstrasse 1 che fu sede del politburo russo durante l’occupazione. Soho House è un ambito e prestigioso members club dedicato alla comunità creativa ed artistica. Nato a Londra ed espanso in molte città a livello globale negli ultimi anni, l’organizzazione ha scelto Milano come prima sede italiana. Il club avrà sede in un bell’edificio austero ed elegante, ora in disuso, proprio di fronte alla pinacoteca di Brera. Ospiterà un hotel di fascia alta, spazi ricreativi per i membri e loro ospiti, piscina rooftop, ed eventi di varia natura. E naturalmente un’offerta gastronomica secondo un format in parte omogeneo nelle varie sedi (ad esempio il ristorante di ispirazione veneta Cecconi) e in parte personalizzato per la location specifica.

Portrait Milano

Corso di Porta Venezia 11

Nel mezzo del quadrilatero della moda, sorge il maestoso edificio che ospitò in passato il più antico seminario arcivescovile d’Europa, fondato ai tempi di Carlo Borromeo, nel 500. Inutilizzato da molti anni, dopo lunghe trattative con la Curia e il Comune, la famiglia Ferragamo si aggiudica l’utilizzo dell’edificio con lo scopo di trasformarlo in un lussuoso polo hospitality & lifestyle, che comprenderà un hotel a 5 stelle, ristoranti, una galleria commerciale, un fitness & spa e un’ampia area eventi aperto alla città. L’hotel apparterrà al brand Portrait, marchio hôtellerie di Ferragamo già presente a Roma e Firenze. Apertura annunciata: autunno 2020.

Rumors…

Lo chef macellaio turco Nusret Gökçe, in arte Salt Bae, è variamente appellato influencer della carne, acrobata della griglia, e con altre simili istrioniche narrazioni. Se non vi sovviene chi sia mai questo personaggio, può darsi abbiate sentito parlare di una sua celebre creazione: la bistecca Tomahawk ricoperta d’oro, disponibile nei suoi ristoranti per un gruzzoletto di spiccioli (650 dollari). Con oltre 20 milioni di followers su Instagram e molte steakhouses in giro per il mondo, l’ottomano parrebbe aver adocchiato Milano come prossima apertura. È stato avvistato in città intorno ad aprile 2019 e i ben informati lasciano intendere che dietro ci sia ben altro che un “semplice” giro di shopping. Staremo a vedere.