di Valentina Dirindin 5 Gennaio 2021
ristorante

Sembrerebbe sbrogliarsi (si fa per dire) il rompicapo delle regole per ristoranti e bar nei prossimi giorni, almeno per quelli fino a domenica 10 gennaio.

Per sapere cosa accadrà dopo (dall’11 al 15, poi chissà), invece, bisognerà attendere venerdì 8, quando si decideranno i colori delle diverse regioni italiane sulla base dei dati dell’ultimo monitoraggio della situazione epidemiologica. Ma andiamo con ordine, procedendo giorno per giorno, perché qua c’è davvero il rischio di perdersi e, di fatto, l’Italia intera naviga ormai a vista.

Una situazione che non fa che peggiorare lo stato di crisi delle aziende: difficile programmare azioni economiche e imprenditoriali in uno scenario che muta continuamente e che rischia di mettere in difficoltà ogni progetto. Una precarietà di cui qualcuno, probabilmente, dovrebbe ora rendere conto: è chiaro che la situazione è difficile e mutevole, ma è altrettanto chiaro che la mancanza di risposte a lungo termine (di qualsiasi tipo) e le decisioni tardive rischiano di essere il colpo di grazia per tanti ristoratori in difficoltà.

Ecco quali sembrano essere, al momento, le regole decise per i prossimi giorni, prima dei nuovi regolamenti che arriveranno per il periodo successivo alla metà di gennaio.

Mercoledì 6 gennaio

Così come è già stato negli altri giorni festivi di questo stranissimo periodo natalizio, anche per la Befana l’Italia intera sarà in zona rossa. Vige dunque il divieto di spostarsi dalle proprie abitazioni senza giustificato motivo (lavoro, salute o necessità). Si potrà – come a Natale e Capodanno – ospitare al massimo due persone (più eventuali minori di 14 anni al seguito) a casa propria, o spostarsi in un raggio di 30 chilometri se si abita in un Comune con meno di 5mila abitanti, tranne che per andare verso un Comune capoluogo. I bar e i ristoranti possono restare aperti solo per asporto e domicilio fino alle ore 22.

Giovedì 7 gennaio e venerdì 8 gennaio

L’Italia in questi due giorni sarà tutta in zona gialla, anche se – a differenza di quanto è stato fino a oggi per le zone gialle – non ci si potrà ancora spostare da una regione all’altra. I bar e i ristoranti potranno restare aperti fino alle 18, e poi potranno lavorare fino alle 22 con l’asporto e le consegne a domicilio. Una riapertura che comunque durerebbe solo 48 ore: un tempo da molti ristoratori ritenuto troppo breve per rimettere in moto le macchine dei loro locali in maniera proficua.

Sabato 9 gennaio, domenica 10 gennaio

Sabato 9 gennaio, infatti, l’Italia tornerà interamente in zona arancione, così come accadrà anche domenica 10 gennaio. Non ci si potrà spostare tra Comuni né tra Regioni, se non per i soliti giustificati motivi. I ristoranti saranno di nuovo chiusi, salvo che per l’asporto e le consegne a domicilio fino alle ore 22.

Lunedì 11 gennaio

L’11 gennaio finirà il periodo di regolamentazioni delle feste, e inizierà un nuovo corso, che durerà almeno fino al 15 gennaio. L’Italia tornerà a essere divisa in zone colorate a seconda della gravità di diffusione del Coronavirus, presumibilmente con gli stessi divieti già stabiliti (dunque, nella migliore delle ipotesi, chiusura entro le 18). Come già detto, però, è “presto” per conoscere come verranno divise le regioni italiane: si aspettano gli ultimi dati e si aspetta anche di sapere se i parametri per l’assegnamento di un “colore” resteranno uguali o verranno ricalcolati con criteri più rigidi, come si vociferava fino a poche ore fa.

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