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Mettiamo le cose in chiaro: sapersi vestire nei ristoranti stellati, specialmente con il 2020 alle porte, non è uno scherzo.  Anche se vi sentite troppo intelligenti per conoscere i codici di abbigliamento e pure se storcete il naso inneggiando a Nanni Moretti ogni qual volta sentite l’espressione “casual chic”, o peggio, “black tie creative”, prima di una cena d’occasione troverete utile questo articolo.

Che siate gourmand impenitenti o che stiate rompendo il maialino di ceramica per la vostra prima volta in un ristorante con stella Michelin, è nostro compito (lo è?) consigliarvi cosa mettervi addosso, anche alla luce dei tempi che cambiano. Dopotutto il fine dining, seppur a caro prezzo, non è più appannaggio dei ricchi: c’è chi, come molti di noi gastrofanatici, si regala un ristorante. E magari, al momento buono, non sa come vestirsi.

Ebbene, la moda riguarda anche voi. Se pensate che sia una questione futile, sappiate che per qualcun altro la futilità è parlare di ciò che avete (o avrete) nel piatto. “Quel maglioncino azzurro infeltrito è in realtà ceruleo e tu sei allegramente inconsapevole del fatto che nel 2002 Oscar de la Renta ha realizzato una collezione di gonne cerulee […]” diceva Miranda Priestly per spiegare come era finito il capo della sua giovane stagista nel cesto delle occasioni ai grandi magazzini.

Su, guardatevi, voi e il vostro maglioncino color ceruleo che grida al mondo che della moda non ve ne frega nulla: siamo certi che non vorrete fare brutta figura con lo staff e i clienti del vostro posto preferito. Ecco le nostre regole per vestirsi come si conviene in un ristorante stellato.

Non esagerate

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Regola numero uno: non esagerate. Davvero, non state andando a una première a teatro, né a una sfilata d’alta moda (se così fosse, non avreste bisogno dei nostri consigli). Quindi, via lo sguardo dal quel vestito lungo di paillettes, non è proprio il caso di indossarlo. D’altronde, non vorrete mica dare l’impressione che sia la vostra prima volta in un ristorante stellato, e che per l’occasione abbiate dato fondo ai vostri risparmi. Diciamocelo, una volta per tutte: andare vestiti troppo eleganti a una cena stellata, amici miei, è da parvenu. Siamo certi che per voi (come per chiunque altro) quella serata sia una cena d’occasione, ma facciamo in modo che non sembri che sia l’unica occasione della vostra vita.

Uomini, via quelle cravatte

La regola numero due la dedichiamo agli uomini (una cena fuori è una delle poche occasioni mondane capace di fare ugualmente felici i due membri di una coppia): non state andando a una riunione di lavoro. Più o meno, la regola è sempre la stessa di prima: vestitevi con scioltezza, comodi ma eleganti, stilosi ma non ingessati. Gli abiti coordinati tinta unita non vanno quasi più bene neanche ai matrimoni, figurarsi a una cena con la propria fidanzata. E le cravatte potete lasciarle per l’ufficio: in stagione, meglio una bella sciarpa o, se proprio volete esagerare (e vi faccia sentire a vostro agio) un papillon. Tutto, purché sappiate sdrammatizzare l’outfit: orsù, rilassatevi, non state andando a un colloquio di lavoro.

Considerate l’Enoteca Pinchiorri

La terza regola sul podio è saper valutare la situazione. Una cena di lavoro non è una proposta di matrimonio, un ristorante con una stella non è un ristorante con tre stelle, un pranzo non è una cena, un tavolo alla Clinica Gastronomica Arnaldo (tempio della cucina emiliana dal 1936) non è un tavolo all’Enoteca Pinchiorri di Firenze. Insomma: ogni occasione ha il suo outfit, e dovreste regolarvi innanzitutto sulla base di questo. In parole povere: a pranzo potete vestirvi un po’ più casual. A una cena di lavoro potete andare un po’ più ingessati. Una cena all’Enoteca Pinchiorri è un’occasione più o meno per chiunque e sì, una proposta di matrimonio (se pensate di farla durante una cena in uno stellato) è decisamente una situazione che richiede un abbigliamento elegante.

Le indicazioni (non richieste) del ristorante

A metterci in crisi, il più delle volte, sono le indicazioni sull’abbigliamento date dal ristorante. Cavoli, noi avevamo già pensato a tutto, e poi arriva la mail di conferma della prenotazione, che specifica che è consigliato un abbigliamento “smart casual” o “casual chic” (o, in rarissimi casi, come da Seta a Milano, un abbigliamento “elegante”). E giù a farsi venire i dubbi, tendenzialmente anche un po’ piccati per l’indicazione non richiesta: cosa avranno voluto dire? Non si fideranno forse del mio gusto? Gli sarà mica arrivata sotto gli occhi quella mia foto su Facebook del compleanno del ’92?

Nulla di tutto questo: l’intento (non riuscito) dei ristoranti, di solito, è quello di agevolarti nella scelta dei vestiti, dicendoti esattamente che puoi andare vestito come meglio credi, purché il tuo abbigliamento sia consono a un ristorante di livello. In parole povere, per lei: jeans e maglietta no (o almeno, non se avete in mente quei jeans consunti che usate tutti i giorni), camicia e pantaloni sì. Per lui: bermuda e sandali no (ma c’era davvero bisogno di specificarlo?), pantaloni e camicia, assolutamente sì.

L’outfit perfetto per lei

outfit ristorante stellato

Insomma, pare difficile venirne a capo. Riepilogando abbiamo già escluso (al netto delle eccezioni, perché l’outfit giusto bisogna saperlo portare e soprattutto sentircisi a proprio agio) gli abiti da sera, le paillettes e gli strass, i jeans e le magliette. Cosa resta nell’armadio? Un abito da cocktail? Ni. Generalmente può andare benone, ma dipende molto dal tipo di abito, perché il rischio, se si esagera, è lo stesso dell’abito da occasione. La parola d’ordine è sdrammatizzare. Quindi ok l’abito da cocktail, in generale diremmo che è una soluzione perfetta, purché vi ricordiate ma che non state andando a un matrimonio.

Ancor più perfetto (anche perché super di tendenza, e adattabile a qualsiasi occasione, dal pranzo alla cena, dall’evento elegante a quello più casual) è il pantalone, abbinato a una decolté in tinta (fatevene una ragione, il look monocromatico, sugli outfit femminili, va ancora per la maggiore) e a un top o a un body con qualche dettaglio prezioso.

L’outfit perfetto per lui

outfit ristorante stellato

Anche qui, partiamo dalle cose che abbiamo abolito. Ricapitolando, abbiamo detto no a cravatta, abiti eleganti, bermuda e sandali o qualsiasi altra cosa non copra totalmente gambe e piedi. In realtà vorremmo recuperare dalla finestra la cravatta, in particolare quella stretta, dall’aria un po’ vintage: è elegante, ma simpatica, quindi possiamo promuoverla. Per il resto, anche i jeans dovrebbero essere evitati, ma non del tutto: se abbinati bene, possono risultare eleganti, purché non si caschi su null’altro. Come a dire che vi è concesso un solo elemento casual.

Quindi, se optate per i jeans, tutto il resto non deve fare una sbavatura: scarpa elegante, camicia, giacca e possibilmente anche cappotto. Altrimenti, scegliete un pantalone, e abbinatelo con una camicia (va benone anche senza la giacca, magari con un cardigan – chiuso, proprio come fareste con la giacca), o con un dolcevita, questa volta con la giacca. Il cappotto, signori miei, la sera è il caso di indossarlo: fidatevi, vi sta benissimo.

commenti (1)

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  1. Avatar TittiCanarinoMannaro ha detto:

    Mah… All’ altro mastai di Roma tre signori si presentarono come alla mensa del bar, di cui uno in bermuda.
    Alla pergola ho visto turisti che lasciamo stare.
    E altro se ne potrebbe dire…

    Vabbè, chiacchiere fumose da bar