Se gli aiuti di Stato alla ristorazione diventano un vantaggio per la mafia

Che la criminalità organizzata potesse approfittare degli aiuti di Stato legati alla pandemia, che come tutti ben sappiamo ha messo in crisi primariamente la ristorazione, è cosa forse ovvia, ma sentirlo dire dalla numero uno dell’anti-mafia di Milano, la coordinatrice della Direzione distrettuale Alessandra Dolci, significa trovarsi di fronte alla realtà. E sappiamo già che […]

ristorante

Che la criminalità organizzata potesse approfittare degli aiuti di Stato legati alla pandemia, che come tutti ben sappiamo ha messo in crisi primariamente la ristorazione, è cosa forse ovvia, ma sentirlo dire dalla numero uno dell’anti-mafia di Milano, la coordinatrice della Direzione distrettuale Alessandra Dolci, significa trovarsi di fronte alla realtà. E sappiamo già che la ‘ndrangeta, in particolar modo, coglie l’occasione per acquisire bar e ristoranti a prezzi stracciati.

Attività che, come specifica l’esperto in antiriciclaggio Mario Turla, tra gli autori de Il Giro dei soldi, sono state rilevate anche per un decimo del proprio valore, alcune volte unicamente con lo scopo di allocare liquidità, godendo peraltro degli aiuti giustamente elargiti alla ristorazione (ma senza particolari controlli, come aggiunge il giornalista del Corriere della Sera Cesare Giuzzi).

Mafia nella ristorazione