Sicilia: i 25 migliori ristoranti del 2017

Perché Dissapore ha una classifica, peraltro l’ultima dell’anno per la seconda volta consecutiva, sui ristoranti siciliani?  Voglio dire, perché sui ristoranti siciliani e non su quelli toscani, o lombardi, o campani o piemontesi?

La faccio facile: amiamo quell’angolo di terra meraviglioso dove la qualità quotidiana della vita si misura in verdure, olio, pane e quello che mangi tutti i giorni. E se potessimo risolvere il nomadismo stampato nel nostro Dna sarebbe a favore della Sicilia, sudorientale per la precisione.

E per combinazione, abbiamo tra i corrispondenti di Dissapore, Mara Pettignano, ultrà della curva gastronomica sicula, folgorata dalla sua freschezza naïf, fatta di armonia e di persone, anziché personaggi. Nonché conoscitrice piena di savoir faire.Massimo Bernardi

[Sicilia: i migliori 25 ristoranti del 2016]

Ai criteri usati nel 2016 per compilare questa stessa classifica (cucina, servizio, atmosfera, rapporto qualità-prezzo e coerenza), abbiamo aggiunto quello della personalità.

Premiamo il carattere unico dei piatti, penalizzando gli chef siciliani troppo omologati alle decorazioni continentali con l’infestante fogliolina di vene cress (pianta coltivata proprio per le sue foglie edibili). Scherzi a parte, un punto in più alle cucine autentiche, che tradiscono poco orti, allevamenti e mari siciliani. 

Ecco allora la classifica dei 25 ristoranti siciliani che ci sono piaciuti di più nel 2017.

25# NON ASSEGNATO

Come d’abitudine, è la posizione che lasciamo ai vostri suggerimenti casomai avessimo dimenticato un ristorante indimenticabile.

24# MARINA DEL NETTUNO, MESSINA – (Nuova entrata)

Chef: PASQUALE CALIRI

Alla meritata fama della cucina domestica messinese fa da contraltare la modesta scena modesta dei ristoranti. Ecco una valida eccezione, questo locale situato sul molo dello Yachting Club cittadino, con Pasquale Caliri ai fornelli.

MArina di Nettuno - Messina

MArina di Nettuno - Messina

Cucina pop con qualche azzardo ma elaborata e dai gusti decisi, che permette tra alti e bassi di mandare a memoria alcuni piatti, in particolare di pesce. Come ad esempio la “grigliata di calamaro su cous cous al nero sotto una cloche di erbe aromatiche”.

Prezzi alla carta tra i 40 e i 75 euro.

Voto: 66/100

Marina del Nettuno – Viale della libertà, Batteria Masotto, Messina Tel. 3472890478

23# ANTICA FILANDA, ROCCA DI CAPRILEONE — MESSINA (Nuova entrata)

Troverete i piatti più autentici dedicati al suino nero siciliano, carne spesso maltrattata nei ristoranti dell’isola, all’Antica Filanda di Capri Leone, in provincia di Messina. Vi piacerà sia alla griglia, cottura che mantiene il sapore selvaggio, sia nella versione più elaborata.

La conformità con gli intenti gastronomici dichiarati è tutto in questo ristorante, non aspettatevi ambientazione o servizio paragonabili agli altri locali di questa classifica. Per mangiare alla carta si spendono tra i 30 e i 70 euro.

Voto: 67/100

Antica Filanda – Contrada da ravioli, Capri Leone (Me) Tel 0941919704

22# CORIA, CALTAGIRONE — CATANIA (- 3)

Chef: COLONNETTA E PATTI

Una stella Michelin. Due cuochi. Cento progetti.

Dal catering alla cucina d’autore, Domenico Colonnetta e Francesco Patti mantengono vivo lo spirito imprenditoriale siciliano grazie al ristorante nel centro storico di Caltagirone, che prende il nome da un amato studioso di gastronomia siciliana.

Meglio sarebbe, a proposito, se rivedessero la squillante mise en place, più adatta a un banchetto nuziale che a un ristorante stellato. E pensare che le due sale sono arredate con sobrietà, non sembra certo di trovarsi nella capitale della ceramica.

Coria

La cucina è fresca e piacevole, come raccontano diversi ottimi piatti, primi tra tutti le “tagliatelle di canapa, salsa al nero di seppia e croccante di pane fritto” o il “capocollo di maialino nero di Sicilia al ginepro”.

I menu degustazione sono tre: Equilibrio, 48 euro; Ragione, 73 euro; infine Effetto, il più complesso, 90 euro.

Coria

Voto: 69/100

Ristorante Coria – Via Infermeria 24, Caltagirone (Ct) Tel 093326596

21# IL BAVAGLINO, TERRASINI — PALERMO (- 13)

Chef: GIUSEPPE COSTA

Intimo, rifugio dei palermitani in cerca di privacy, da poco rinnovato con mano felice che ha portato candide pareti e decorazioni contemporanee.

Il Bavaglino

Il Bavaglino, con un progetto di cucina moderna ma senza strappi eccessivi, basato sul pesce, perde qualche posizione rispetto al 2016, quando ci aveva stupito per sapidità e colori dell’intera sequenza di piatti.

Non andate via senza aver provato l’eleganza salmastra del polpo o il “San Pietro alla finta milanese, spuma di limone, molluschi e chips di panelle”.

Per mangiare alla carta si spendono tra i 50 e i 70 euro.

Il Bavaglino  Il Bavaglino

Voto: 72/100

Il Bavaglino – Via Benedetto Saputo 20, Terrasini (Pa) Tel 0918682285

20# OTTAVA NOTA, PALERMO (- 6)

Chef: VLADIMIRO FARINA

Bello e moderno come i ristoranti di moda oggi, con una riuscita illuminazione che punta dritto sui tavoli, il ristorante L’ottava nota, nella silenziosa via Butera, vicina al Foro italico, è tra i simboli della rinascita del quartiere Kalsa.

Ottava Nota

La cucina prende le distanze dalla tradizione per concedersi piatti sfiziosi, ben presentati e spesso incentrati sul pesce. Alla carta si spendono tra i 40 e i 70 euro.

Ottava Nota

Voto: 73/100

Ottava Nota – Via Butera, 55, Palermo Tel 091 616 8601

19# LA FENICE, RAGUSA (+ 1)

Chef: CARLO RUTA

Ristorante d’albergo circondato da grandi pareti vetrate che danno sul giardino, fa del servizio in sala un valore aggiunto autentico.

LA FENICE (RAGUSA) – CARLO RUTA

LA FENICE (RAGUSA) – CARLO RUTA

Chiara la linea della cucina: interpretazione audace ma riuscita dei prodotti siciliani, come nel piatto simbolo del ristorante “tagliatelle di gamberi di Mazara con emulsione d’uovo marinato, gelato di frumento affumicato e crostini di focaccia ai pistacchi”.

Non andate via senza provare il “fagotto ripieno di maccheroni al sugo, pomodoro siccagno, tuma, pecorino e uova”. Si mangia alla carta spendendo tra i 50 e i 90 euro.

Voto: 74/100

La Fenice – Via Gandhi, 3 Ragusa Tel 0932 604140

18# VICARI, NOTO — SIRACUSA (Nuova entrata)

Chef: SALVATORE VICARI

Vicino a un luogo amato dai gourmet internazionali come il Caffè Sicilia di Corrado Assenza, il ristorante Vicari, non a caso prediletto dai turisti stranieri che amano mangiare bene, propone due menu degustazione: “in riva al mediterraneo” di 7 portate, a 65 euro e “dalla masseria al golfo”, meno complesso del primo, a un prezzo più accessibile.

Per entrambi c’è la possibilità di abbinare vini al calice.

Salvatore Vicari, chef e giovane proprietario del locale, punta a una cucina senza fuochi d’artificio, semplice e gustosa, che i cultori degli ingredienti raffinati apprezzano per la ricerca, e per di più presentata in modo originale. Come nel piatto più riuscito del menu: “uovo di gallina in macco di fave e tartufo di Palazzolo”.

Voto: 74/100

Ristorante Vicari – Via Ronco Bernardo Leanti 9, Noto (sr) Tel 0931839322

17# SABIR GOURMANDERIE, ZAFFERANA ETNEA — CATANIA (Nuova entrata)

Chef: SEBY SORBELLO

Flemma e ironia tipiche di questo versante dell’Etna, ma anche voglia di crescere a migliorarsi. Spicca il pavimento in marmo frequente nelle case patronali della zona, nel bel ristorante che prende il nome da un idioma antico parlato nei porti del Mediterraneo.

Sabir - Seby Sorbello

Sabir - Seby Sorbello

Seby Sorbello, erede di una famiglia di ristoratori, è uno chef preparato che non vuole rinunciare al calore della cucina mediterranea. Le prove disseminate nel menu si chiamano “crocchette di zucca con crudo di erbe spontanee” –erbe del vulcano come la calicella– “guancetta di vitello” o anche “battuta d’asina con insalata di porcini”.

Carta dei vini profonda con l’Etna ancora protagonista, e menu degustazione in cinque portate che cambia nome e proposte a seconda delle stagioni, ma costa sempre 45 euro.

Sabir - Seby Sorbello Sabir - Seby Sorbello

Voto: 75/100

Sabir Gourmanderie – Via delle Ginestre 1, Zafferana Etnea (CT) Tel 095 708 2335

16# DON CAMILLO, SIRACUSA (Nuova entrata)

Chef: GIOVANNI GUARNERI

Soffitti a volta lungo le vie di Ortigia, meraviglioso centro storico di Siracusa, malato di modernità gastronomica e saturo di offerta turistica.

Don Camillo è altro fin dall’ingresso, e soprattutto nella sala che si distingue non tanto per quel che serve ma per come lo serve.

Don Camillo - Siracusa

Don Camillo - Siracusa

Ora, visto il servizio premuroso e numeroso, oltre alla ricca cantina a vista, ci si aspetterebbe una cucina classicheggiante o comunque poco avventurosa.

Non è così. Lo stile di Giovanni Guarneri è istintivo e libero, anche di interpretare “arancino della monaca” alla maniera antica,  immerso in una salsa agrodolce di pomodoro datterino da mangiare al cucchiaio. E non come un moderno street-food.

Don Camillo - Siracusa Don Camillo - Siracusa

E poi ci sono i dolci, veraci e a denominazione di origine siciliana, per esempio la cuccìa, a base di grano bollito e ricotta di pecora, che si prepara nel giorno di Santa Lucia, patrona di Siracusa.

Il menu da 8 portate chiamato “gran degustazione di pesce” costa 70 euro.

Don Camillo - Siracusa

Don Camillo - Siracusa

Voto: 75/100

Don Camillo – Via della Maestranza 96, Siracusa Tel 093167133

15# IL CARATO, CATANIA (+ 7)

Chef: CARLO SICHEL

Passano gli anni ma invecchiando Il Carato migliora, come i vini importanti. La cucina di Carlo Sichel convince siciliani e catanesi per la sua anima visceralmente tradizionale, molto più che per la zona in cui si trova il ristorante.

Servizio semplice ma cordiale, con lo chef che esce spesso dalla cucina per spiegare i piatti nei dettagli.

I suoi risotti sono una garanzia assoluta, in particolare “risotto fumo” e “risotto con le quaglie”, potete provarli entrambi senza grazie alle ormai desuete –ahinoi– mezze porzioni.

Alla carta si spendono tra i 35 e i 50 euro.

CArlo Sichel - Il Carato

CArlo Sichel - Il Carato

CArlo Sichel - Il Carato
Voto: 76/100

Il Carato – Via Marchese di Casalotto 103, Catania Tel 330292404

14# AL FOGHER, PIAZZA ARMERINA – ENNA (+ 3)

Chef: ANGELO TRENO

Al Fogher - Piazza Armerina

Proprio quando pensate di esservi persi per le strade buie e deserte che costeggiano i boschi di Piazza Armerina, la luce proveniente da una piccola villa vi riaccenderà le speranze: potete parcheggiare e scendere dall’auto tranquilli, niente lupi nel circondario. Siete finalmente al Fogher.

Dopo tanta strada, che altri appassionati come voi si sono sobbarcati volentieri pur di arrivare, i legni e la sala accogliente s’intoneranno con i vostri desideri.

Al Fogher - Piazza Armerina

Al Fogher - Piazza Armerina

La cucina elaborata si presenta bene con “uovo ancestrale” e continua meglio grazie alla “coscetta di faraona ai sentori di brace, su mattonella di frascatola, salsa di fichidindia e polvere di liquirizia”.

Cotture e consistenze non sono sempre perfette, ma in genere i piatti generosi d’ingredienti, sono una scoperta. Il menu “degustazione dello chef” prevede 6 portate e costa 75 euro.

Voto: 77/100

Al Fogher – Viale Conte Ruggero (exSS 117 bis) – Contrada Bellia, incrocio SS 288 per Aidone, Piazza Armerina (EN) Tel 0935 684123

13# VOTAVOTA, MARINA DI RAGUSA (+ 2)

Chef: CAUSARANO E COLOMBO

Se un ristorante temporaneo è riuscito a entrare nella classifica del 2016, figuriamoci la sua versione stabile.

Okay, spieghiamo meglio. Il Votavota di Sampieri resta stagionale, ma raddoppia con un nuovo locale a Marina di Ragusa, sul lungomare, dove un tempo c’era la trattoria di Alberto “il mago del pesce”.

Ampia la sala, arredata con tavoli rotondi di ogni misura, e immensa la cucina a vista dove uniscono le forze due chef: Giuseppe Causarano e Antonio Colombo, bravi a fare dei piatti interpretazioni gustose e leggere spesso ispirate dalla prossimità del mare.

Non perdete per nessuna ragione “il tappo sa di vino” ovvero il predessert, dolce di passaggio di solito considerato figlio di un Dio minore, che qui non passa inosservato.

_dsc0041

Voto: 77/100

Votavota – Lungomare Andrea Doria, 48, Marina di Ragusa (Rg) Tel 334 142 6962

12# QQUCINAQUI, CATANIA (- 1)

Chef: BIANCA CELANO

Obbligatorio per chi passa dal centro di Catania entrare nel loft di Bianca Celano, con il tanto criticato tavolo social che però, se sta bene a lei, figurarsi a noi.

Bianca Celano

Anche perché alla creatività inesauribile dei piatti del Qqucinaqui si è aggiunta una maturità sorprendente, che rende il menù estivo irresistibile dall’inizio alla fine. Specie nello “sgombro, infuso di ciliegia, mela e sedano”, audace e raffinato.

Un po’ sottotono alcuni piatti del menù invernale, specie per i tocchi inutilmente decorativi. Molto meglio la vulcanica crema di mandorle e fonduta.

Il costo dei due menu degustazione, “mare” e “terra”, è di 45 e 55 euro.

Voto: 78/100

Qqucinqui – Via Umberto I 229, Catania Tel 3394986969

11# SHALAI, LINGUAGLOSSA — CATANIA (+ 5)

Chef: GIOVANNI SANTORO

Palazzo signorile dell’Ottocento, sala bomboniera, silenzio, elegante interpretazione della cucina etnea.

Shalai - Linguaglossa

Shalai - Linguaglossa

Shalai - Linguaglossa

Per esempio, la “vitellina a punta di coltello su fonduta di formaggi e affumicatura”, piccolo manifesto della cucina di Giovanni Santoro, è un assemblaggio intelligente di ingredienti doc siciliani, da gustare prima con la forchetta poi affondando il cucchiaio nella fonduta.

Rispetto al passato Leonardo Pennisi, titolare di Shalai, è affiancato da un nuovo maitre che vi guiderà con sicurezza nella scelta delle portate. I menu degustazione sono “terra”: 7 portate per 80 euro, preferibile all’altro, ovvero “mare”: 6 portate al costo di  90 euro.

Voto: 78/100

Shalai – Via Guglielmo Marconi 25, Linguaglossa (CT) Tel 095 643128

10# IL CROCIFISSO, NOTO — SIRACUSA (+ 2)

Chef: MARCO BAGLIERI

Il ristorante che a forza di crescere ogni anno accontenta ormai i mangiatori assidui e volubili come noi, si trova nella parte alta del centro storico di Noto.

Il Crocifisso è arredato con buon gusto, che non significa ricerca esasperata del minimalismo continentale (i ristoratori isolani se lo ricordino), ma è la personalità della linea di cucina dettata da Marco Baglieri a fare la differenza. Chi altri (se non forse Tony Lo Coco de I pupi di Bagheria) terrebbe sul menu un piatto come “lasagne broccoli e patate” così evocative delle scacce locali?

25ristoranti, Crocifisso di Noto

25ristoranti, Crocifisso di Noto

Il sommelier suggerisce un insolito cocktail d’apertura al posto delle bollicine, e in chiusura un ottimo vermut al posto del solito passito.

Chi sceglie il menu degustazione in cinque portate, che costa 50 euro vini esclusi, incontra lungo il percorso uno dei piatti più riusciti dello chef: “pane panelle e gambero rosso”.

Crocifisso di Noto25ristoranti, Crocifisso di Noto

Voto: 79/100

Il Crocifisso – Via Principe Umberto 46, Noto (Sr) Tel 0931571151

09# BYE BYE BLUES, MONDELLO — PALERMO (- 2)

Chef: PATRIZIA DI BENEDETTO

Contrasti forti: la malinconia del mare d’inverno di Mondello e la gioiosità della “ricciola in crosta di olive nocellare” di Patrizia Di Benedetto. Se il confronto non vi è parso azzardato, tenetelo a mente capitando fuori stagione nel ristorante minimalista della donna chef che primeggia in Sicilia.

Mondello - Palermo Bye Bye - PalermoMondello - Palermo

Troverete minimalismo anche nei piatti del Bye bye blues, che Patrizia confeziona guardando a oriente senza tradire negli ingredienti l’imprinting siciliano, come nei “cavatelli neri in salsa di mare e schiuma di ricci”. Alla carta si spendono tra i 45 e i 75 euro.

Voto: 80/100

Bye Bye Blues – Via del Garofalo 23, Palermo Tel 091 684 1415

08# L’OSTE E IL SACRESTANO, LICATA — AGRIGENTO (+ 2)

Chef: PEPPE BONSIGNORE

Peppe Bonsignore de L’oste e il Sacrestano è oste oltre che cuoco, pretende il contatto con gli avventori. Ne osserva i primi bocconi e si sente pacificato se il responso è positivo. Altrimenti, non ci dorme la notte.

L'Oste e il sagrestano

Pochi coperti, tavoli e sedie da trattoria, o meglio, da osteria, prezzi abbordabili con il menu di 6 portate “Peppe fai tu” a 55 euro.

Cucina autodidatta, siciliana doc nei sapori e nei colori quella di Bonsignore, personalità delicata che riesce a non  tradire il passato, con l’ausilio dei campi e del mare di Licata.

L'Oste e il sagrestano

Da provare “crudo di gambero rosso” e la sarda avvolta da un’impanatura strabiliante. Sapori autentici davvero in questa gran tavola siciliana nascosta dietro l’angolo.

Voto: 80/100

L’oste e il sacrestano – Via Sant’Andrea 19, Licata (Ag) Tel 0922774736

07# LA CAPINERA, TAORMINA — MESSINA (- 1)

Chef: PIETRO D’AGOSTINO

Cucina estrosa con il pesce in primo piano quella di Pietro d’Agostino –ricercatore ossessivo di ingredienti originali– che per la Sicilia orientale rappresenta una certezza.

Ma La capinera perde una posizione rispetto al 2016, e anche un po’ di personalità, a causa di alcune scelte consapevoli prese durante la recente ristrutturazione, come la sparizione dei tovagliati o gli impiattamenti inutilmente leziosi.

Il servizio estivo in terrazza resta un piacere assoluto. Alla carta si spendono tra i 60 e 100 euro.

La Capinera - TaorminaLa Capinera - Taormina

Voto: 81/100

La Capinera – Via Nazionale 177, Taormina (Me) Tel 338 158 8013

06# ACCURSIO, MODICA – RAGUSA (+ 3)

Chef: ACCURSIO CRAPARO

Sei tavoli per un massimo di trenta coperti in un palazzo nobiliare al centro di Modica, la città del cioccolato, in una sala che richiama l’intimità di una casa privata.

Accursio

La cucina di Accursio è originale, perfino troppo in qualche sporadico piatto, ma riesce a sorprendere in quelli a base di carciofo, o nella “spremuta di Sicilia” (spaghetti con crema di acciuga, finocchietto selvatico e cipollotto) e in un nuovo piatto di pasta: i “trucioli con ragusano, capperi limone e cereali tostati al velo di pasta con coniglio, porcini, cicoria e lenticchie”.

Il servizio formale è alleggerito dalla supervisione dello stesso Accursio, i menu degustazioni sono impegnativi come il loro costo. In Sicilia i 100 euro di quello più ampio si pagano di solito in un ristorante con due stelle.

Accursio Accursio

Voto: 83/100

Accursio – Via Clemente Grimaldi 41, Modica (Rg) Tel 0932 941689

05# I PUPI, BAGHERIA – PALERMO (Stabile)

Chef: TONY LO COCO

Questo per I Pupi, piccolo ristorante di Bagheria, è stato un anno di novità, con alcune modifiche agli arredi e l’arrivo di Claudio D’Alessandro, sommelier che ha elevato il tono della sala con i tavoli in cristallo e il pavimento in pietra lavica.

La cucina di Tony Lo Coco resta libera dai formalismi specie nello spettacolare percorso “street food” in sei portate, tutte interpretazioni virtuose della tradizione isolana come la meravigliosa “stigghiola di tonno” (in origine un piatto tipico a base di interiora).

Un momento di piacere genuino difficile da trovare altrove.

Ancora: si passa per le vie di Palermo con “l’arrascaturi” e ci si siede idealmente al tavolo delle famiglie con gli “anelletti al forno”.

Quest’anno i prezzi sono leggermente aumentati, ma si può optare per il menu degustazione da tre portate che a 35 euro resta il più economico tra i ristoranti stellati siciliani.

Voto: 85/100

I Pupi – Via del Cavaliere 59, Bagheria (Pa) Tel 091 902579

04# PRINCIPE DI CERAMI, TAORMINA – MESSINA (- 3)

Chef: MASSIMO MANTARRO

Massimo Mantarro - Principe di Cerami

Dentro un convento trasformato fin dal 1896 in albergo dove oggi pernottano sfarzosamente sceicchi e milionari, il ristorante del Principe di Cerami mantiene l’opulenza e il servizio del posto più chic dell’isola, e molte possibilità di scelta, dal meraviglioso carrello dei formaggi alla carta dell’acqua, fino alla sconfinata varietà dei pani.

Quando fa caldo la terrazza offre refrigerio e una vista incantata su Taormina, in inverno tende, moquette e rivestimenti vi faranno sentire al centro di una favola. Il “calamaretto di paranza con patate e pomodori datterini alla ghiotta messinese” è il piatto da non mancare.

E ancora: giacca obbligatoria per gli uomini, carta di credito richiesta alla prenotazione, menu degustazione da duecento euro con abbinamento vini, il più costoso di Sicilia.

Per il Principe di Cerami questo è un anno di transizione: è stata appena avviata una ristrutturazione che trasformerà l’albergo in hotel stagionale, sempre con standard elevati.

Massimo Mantarro - Principe di CeramiMassimo Mantarro - Principe di Cerami Massimo Mantarro - Principe di Cerami

Voto: 88/100

Principe di Cerami – Piazza San Domenico 5, Taormina (Me) Tel 0942 613111

03# LOCANDA DON SERAFINO, RAGUSA (- 1)

Chef: VINCENZO CANDIANO

All’interno di una grotta in parte naturale, in parte scavata nella pietra (timpa da queste parti) dell’antica Ibla, si trova Locanda Don Serafino, ristorante due stelle Michelin di proprietà dei fratelli La Rosa, che scegliendo quel nome hanno voluto ricordare il padre, ristoratore per una vita nella vicina Marina di Ragusa che, si vocifera, di Ragusa Ibla non volesse saperne.

Don Serafino

Mangiare alla carta costa tra 80 e 160 euro, ma i costi possono crescere a dismisura visto che, probabilmente, nel ristorante si trova la migliore cantina siciliana, gestita con passione da uno dei fratelli La Rosa coadiuvato dallo stesso sommelier fin dal 2003.

Un’altra meraviglia del posto è la cucina dello chef Vincenzo Candiano, che unisce semplicità, nel senso di sapori nitidi ma tenaci, e impronta personale. Gli “spaghetti freschi neri con ricci, ricotta e seppia” sommano il meglio della produzione isolana, se amate i dolci ricordate di provare “i peccati di Montezuma”.

Candiano

Voto: 89/100

Locanda Don Serafino – Via Avvocato Giovanni Ottaviano 13, Ragusa Tel 0932 248778

02# IL DUOMO, RAGUSA IBLA (+ 1)

Chef: CICCIO SULTANO

Nato a Torino il 16 febbraio 1970 ma siciliano in tutti i nervi e le ossa, Ciccio Sultano parla così di se stesso:

“Ristorante Duomo, Ragusa Ibla, cuore del barocco. Palazzo La Rocca di Sant’Ippolito, uno dei palazzi per cui la Val di Noto è stata riconosciuta dall’Unesco come patrimonio dell’umanità. E dunque, IO faccio parte di un pezzo di patrimonio”.

Ego egemonico, Sultano si rispecchia in un ristorante dall’eleganza ricercata dove il barocco, miracolosamente, non è mai troppo.

Duomo di Ciccio sultanoDuomo di Ciccio sultano

La cucina può sembrare spregiudicata, come nel “menù caleidoscopico”, ma in altri momenti rigorosa, a volte caratterizzata dall’improvvisazione altre studiata fino ai dettagli più piccoli. Insomma, la cucina di Ciccio Sultano in una parola è libera.

Il costo del menu degustazione di sette portate con abbinamento vini è di 195 euro, ma nel periodo che ha preceduto il Natale, con venti euro in più si serviva lo stesso menu al secondo commensale.

Duomo di Ciccio sultano

Voto: 91/100

Il Duomo – Via Capitano Bocchieri 31, Ragusa Tel 0932 651265

01# LA MADIA, LICATA – AGRIGENTO (+ 3)

Chef: PINO CUTTAIA

Il sud arriva, dategli tempo. Uno come Pino Cuttaia è un eroe… essendo là”. (Massimo Bottura sull’assenza di un ristorante tre stelle Michelin al Sud).

“Lá” è Licata, provincia di Agrigento, e Cuttaia dobbiamo considerarlo un eroe?

Chiedere allo chef de La Madia perché resta a Licata nonostante talento e coraggio non gli difettino, significa non comprendere il legame paranoico dei siciliani con la loro terra. Che fa superare le difficoltà, a volte davvero eroiche, di restare.

Cuttaia

Ma non è questo il motivo per cui La Madia nel 2017 conquista il primo posto della classifica.

O meglio, i gradi di comandante Cuttaia non li prende solo per aver costruito la sua corazzata nella stramba Licata, ma perché oggi La Madia è perfettamente in grado di rappresentarlo, che si trovi lì o in qualunque altra parte del mondo.

Cuttaia ha messo a punto tecniche da vero illusionista, riesce a smontare e rimontare i classici instillando il suo codice personale, come nel “cocktail di gamberi”. Oppure stupisce replicando l’incanto della natura siciliana come nel recente omaggio alla “scala dei turchi”, la scogliera bianca in provincia di Agrigento ricreata con una sfoglia di calamaro trasparente ripiena di crema di ricci, nascosta da una spuma all’acqua di mare.

I menu degustazione sono tre e corrispondono ad altrettanti viaggi nella sua cucina: “per le scale di Sicilia” che costa 95 euro, l'”illusione”, e infine  “il mare inaspettato” il menu più complesso, che costa 130 euro.

Cuttaia

Quanto all’ambiente, se fino all’anno scorso lo chef sembrava un po’ fuori posto in quel luogo così neutro, oggi possiamo dire che l’assenza di particolari contribuisce a concentrarsi sui piatti e su uno chef che ama raccontarli come un cantastorie, senza bisogno di comparse nel servizio.

Per dire, a La Madia basta Vincenzino.

Cuttaia Cuttaia

Voto: 92/100

La Madia – Corso Re Capriata F. 22, Licata (Ag) Tel 0922 771443

[CREDIT – FOTO ALFIO BONINA]

Mara Pettignano mara pettignano

31 dicembre 2017

commenti (0)

Accedi / Registrati e lascia un commento

Commenti chiusi.

«