Venezia: bacari, ristoranti e osterie a Cannaregio

Se una volta arrivati a Venezia e usciti dalla stazione di Santa Lucia il problema principale non è come raggiungere Piazza San Marco ma dove fermarvi a pranzo o a cena, siete nel posto giusto.

Ecco pronta una lista di 10 locali, nel sestiere di Cannaregio, che vi mette al riparo dall’inganno di un piatto di pasta precotta dal colore rosso vivo di dubbia provenienza.

Ci sono bacari (che pare non possano mai mancare), osterie e ristoranti come si deve.

A voi la scelta.

Da Rioba

fondamenta della Misericordia, Cannaregio 2553

rioba

Diciamo che la collocazione aiuta: siamo in una delle zone più alla moda del momento. Diciamo poi che il nome del locale, ispirato da una statua con il naso in ferro che pare porti fortuna, è un’ulteriore nota di colore. Diciamo infine che i pochi posti interni (ma si può mangiare fuori, vista canale) e l’interno con mattoni e travi a vista ne fanno uno dei ristoranti che ostinatamente continuiamo a definire “di tendenza”.

E’ un posto dove la qualità c’è e si assapora dall’inizio alla fine. Le radici veneziane sono la partenza, ma la cucina si prende delle libertà guidate con mano sapiente.

Livello alto, proposte non banali e un’attenzione alle consistenze (le creme a corredo dei piatti fanno la differenza) che sono incoraggianti rispetto alla direzione complessiva della cucina della città.

Prezzi medi (3 portate): 60 euro.

Cantina Vecia Carbonera

Campo della Maddalena 2329

Cantina

E’ uno dei bacari classici per gli amanti del genere. Ampia scelta di cicchetti con carne, pesce, verdure e formaggi. Il consiglio è quello di scegliere i vostri preferiti e di sistemarvi poi sul ponte appena fuori.

Bicchiere di vino in mano, per atteggiarvi a veri veneziani non mostrate troppo entusiasmo per il vostro boccone (gioite in silenzio e nell’anima, se potete). Vi confonderete perfettamente con gli avventori abituali.

Prezzi: cicchetti attorno ai 3 euro

Vino vero

Fondamenta della Misericordia 2497

Vino vero, venezia

Siamo sempre lì, fondamenta Misericordia. Aperto non da molto: ampia scelta di vini, cicchetti abbondanti nei condimenti e lontani dai soliti accostamenti, per esempio gli onnipresenti baccalà, gorgonzola, saor.

Uno dei punti di ritrovo degli studenti universitari. Io ve l’ho detto per dovere di cronaca, poi decidete voi.

Prezzi: un po’ alti rispetto alla media (3-4 euro per cicchetto).

Vini da Gigio

Cannaregio 3628/A

gigio

Strada Nova. Mentre la folla si dirige verso San Marco voi tenetevi pronti. Non appena vedete l’indicazione per Fondamenta San Felice, scattate sulla sinistra. E lì, ad aspettarvi, c’è uno dei migliori ristoranti di Venezia. Uno di quelli storici. Un classico nel senso migliore del termine.

I titolari sono persone competenti e disponibili, le sale, curate, odorano di buono. Lo so che a voi interessano i piatti e allora eccoli qui: tagliolini con granseola, zuppa di pesce, scampi rombi e orate freschissimi.

E poi approfittatene: per una volta snobbate il pesce e provate una rarità di quelle che si leggono nei libri di storia veneziana: i mazorini, cioè le anatre di laguna.

Prezzi medi (3 portate): 55-60 euro (molto ben spesi).

Anice Stellato

Fondamenta de la Sensa, Cannaregio, 3272

anice

Dietro la fondamenta degli Ormesini c’è quella della Sensa. L’atmosfera è la stessa: tranquillità e rilassatezza. Affacciato sul canale c’è Anice Stellato che è diventato uno dei punti di riferimento per il popolo gastronomico veneziano.

Nel corso degli anni è cresciuto molto e oggi i piatti non sono solo buoni, ma anche (e finalmente) attraenti. Sapiente combinazione di colori, consistenze corrette, con una buona conoscenza ed esecuzione dei classici veneziani.

Se volete mettere alla prova la cucina scegliete proprio quelli, e in particolare i bigoli in salsa, il fritto e le seppie con polenta. E’ meglio prenotare, visto che il tasso di fighettume si è alzato notevolmente.

Prezzi (3 portate): 50-60 euro.

Da Luca e Fred

Sestiere Cannaregio, 1518

Lista

Pareti con travi in legno, pentole appese al soffitto, menu su lavagnette e cartellini scritti a mano per distinguere i cicchetti, oltre a frasi in dialetto che elogiano le virtù terapeutiche del vino. Le regole del bacaro perfetto ci sono tutte, insomma, infatti questo è uno dei più amati.

La posizione, in piena Strada Nova poco oltre il Ponte delle Guglie, potrebbe indurre a pensare al locale acchiappaturisti, invece il livello è buono.

Polpette, spiedini, mozzarella in carrozza, insalata di pesce, crostini con baccalà: i grandi classici ci sono. In più trovate anche primi e secondi onesti (risotti e paste, fritture).

Prezzi: I cicchetti costano circa 2 euro, primi e secondi sui 12-15.

Ghimel Garden

Cannaregio, 2873/c

ghimel garden, venezia

Quest’anno si festeggiano i 500 anni del Ghetto di Venezia. Per festeggiare come si deve, ecco un buon posto. Il Ghimel Garden ha aperto circa un anno fa, dopo una battaglia politico-religiosa con il Gam Gam, ristorante ortodosso, ma questa è un’altra storia.

Due sale ampie, uno spazio cicchetteria, un giardino per i mesi estivi. La cucina ovviamente è kosher, ma non trovate solo piatti della tradizione ebraica: ci sono anche i classici della tradizione veneziana.

Prezzi: il brunch domenicale prevede una abbuffata degna per 25 euro.

Enoteca Giorgione

Cannaregio, 4582/A

Giorgione

L’insegna recita tutta fiera: “dal 1885”. E’ una di quelle trattorie di una volta che per fortuna non hanno ceduto alla tentazione di chiamarsi osteria mettendoci un’acca vintage davanti.

Piatti della tradizione veneziana (baccalà mantecato, saor, spaghetti al nero di seppia, grigliate miste e fritture) accostati a prove felici come i ravioli di branzino e gli gnocchi con capesante al profumo di basilico.

Prezzi (3 portate): 50 euro

Pontini

Cannaregio 1268

trattoria pontini, venezia

Appena oltrepassato il Ponte delle Guglie girate a sinistra, per andare verso il Ghetto. Sulla fondamenta, compare questa trattoria. Sincera è il primo aggettivo con cui si può definire. Piatti semplici, senza svolazzi, esattamente come ce li si aspetta.

Trovate i classici (spaghetti con frutti di mare e baccalà, per esempio), e i prezzi sono contenuti. La cortesia, pur non comparendo nel menù c’è eccome. Senza sovraprezzo.

Prezzi medi (3 portate): 35-40 euro

Bentigodi

Cannaregio 1423

osteria bentigodi, venezia

Più che un’osteria è un ristorante vero e proprio. Piatti curati e scelta vari. I piatti veneziani ci sono certo, ma trovate anche proposte che tradiscono le origini del titolare (Maratea). E che fanno felici i veneziani, perlomeno quelli che ormai conoscono tutti i segreti della cucina tradizionale.

Forse un po’ alto, rispetto agli altri di questo elenco, il rapporto qualità prezzo.

Prezzi medi (3 portate): 60 euro

[Crediti | Immagini: Caterina Vianello, Enoteca Giorgione, in-venice, foodmetender]

Caterina Vianello Caterina Vianello

17 maggio 2016

commenti (7)

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    1. Caterina Vianello Caterina Vianello ha detto:

      Ciao Gianluca, ecco il motivo dell’esclusione (che è voluta): la Vedova è un bacaro che ormai non ha più bisogno di essere citato, tanto è conosciuto. Ho voluto fare una selezione di posti un po’ meno noti e tutti da scoprire. Resta il fatto, in ogni caso, che le polpette della Vedova sono insuperabili 🙂

  1. giacomo ha detto:

    Sempre belli i tuoi articoli, Caterina, complimenti.
    Ti chiedo una cosa, un vecchio compagno di studi di Venezia mi parlava spesso delle vecchie “postazioni” di pesca, palafitte sulla laguna, dove era possibile mangiare, è ancora esistente questa tradizione? Sarebbe bello un tuo racconto in merito! 🙂
    Se serve un “aiutante”, eccomi! 🙂

    1. Paola ha detto:

      Oh si, i parenti veneziani di mio padre conoscevano un sacco di quei posti spersi nella laguna.. mi piacerebbe tanto avere qualche indicazione in merito.
      Grazie anche per questo (e gli altri) articoli, da veneta e un po’ veneziana nel sangue (e tanto nel cuore) ne faccio tesoro

    2. Caterina Vianello Caterina Vianello ha detto:

      Ciao Giacomo e grazie! Per quanto riguarda le postazioni di pesca, ce ne sono ancora, molto poche in realtà e non così accessibili al “pubblico”… Ti ringrazio per il suggerimento, però, che colgo come spunto molto volentieri. E grazie anche per la tua gentile offerta di aiuto 🙂

  2. Michele ha detto:

    Ciao Caterina complimenti per l’articolo come vedi ti seguo anche se sono dall’altra parte del mondo, riguardo a Pontini mi ricordo che mio papà originario de cannaregio me racontava come che i preparava e famose meansane al funghetto tajando a scorsa a listaree e mettendoe in riva sora na toea esposte al sol che è se seccasse per mezoretta ,na Bontà ciao vecia

    1. Caterina Vianello Caterina Vianello ha detto:

      Ciao Michele e grazie per la ricetta in dialetto! Magari una volta o l’altra faccio un post intero in veneziano 🙂

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