Venezia: le nuove aperture da provare nel 2024

Tre nuovi ristoranti da provare a Venezia con l'inizio di questo 2024: un wine bar, una cucina mediorientale e un locale "prog".

Venezia: le nuove aperture da provare nel 2024

L’inizio del 2024 è periodo di nuove aperture per Venezia: tra le diverse proposte ne abbiamo selezionate tre, accomunate dal fatto che i rispettivi titolari arrivano tutti da esperienze precedenti e che con queste nuove insegne abbiamo voluto allargare lo sguardo e mettersi di nuovo in gioco.

Estro Pane e Vino

Estro

Da qualche settimana, in Fondamenta Ormesini, Alberto e Dario Spezzamonte, hanno aperto “Estro pane e vino”, una sorte di spin-off del ristorante -“Estro vino e cucina” – che hanno aperto nel 2014 a pochi minuti dalla zona dei Frari e da Piazzale Roma. “L’idea era quella di affiancare al ristorante un wine bar, un contesto più agile, in cui poter proporre un’offerta che fa sempre parte della nostra identità”, spiega Alberto. Di fatto, quindi, lo sguardo e l’attenzione al mondo del vino sono rimasti inalterati, mentre la spinta maggiore è stata data al mondo del pane: così, oltre all’idea di proporre una sorta di viaggio gastronomico tra le diverse declinazioni regionali del mondo della panificazione (bruschette e tigelle, per esempio), rimane salda da un lato l’identità veneziana fatta di cicchetti e tramezzini (nei quali traspaiono la mano e lo stile che hanno fatto del ristorante un punto di riferimento in città) mentre dall’altro la volontà è quella di una maggiore ricerca, capace di guardare ad artigiani locali, tra gli altri Giulia Busato di Tocio e Damiano e Mirko Visentin di Anticamente.

Gheni Restaurant

Venezia. Gheni Ristorante -

Dal pane parte anche un’altra nuova apertura, quella di Gheni Restaurant, il ristorante che Eugen Gjokaj – Gheni – albanese da 25 anni in Italia, ha aperto in Fondamenta Savorgnan, Cannaregio, poco oltre il Ponte delle Guglie. Il ristorante arriva dopo l’apertura di un panificio a Mira nel 2011, di un panificio-pasticceria a Mirano nel 2016 e infine di un bacaro. Il locale è frutto di una ristrutturazione di un ex magazzino mentre la cucina è affidata ad un nome solido come quello di Pierluigi Lovisa (tra le esperienze degne di nota, quella del Vecio Fritolin). I piatti – che riflettono quella che lo chef definisce come una “cucina ‘prog, ovvero progressiva, come il vecchio rock degli anni ’80”, vedranno proposte di terra, di mare e un’attenzione particolare al vegetale. Tra i piatti primaverili, la mousse di storione caviale e spuma d’ostrica, il risotto di gò, luppolo ed essenza alla rosa canina e il club sandwich di San Pietro vaniglia bourbon e prugnolo.

Carovansarà

Carovansara

Dal laboratorio socio-cultural-gastronomico di Orient Experience – società di ristorazione etnica nata nel 2012 da rifugiati politici e richiedenti asilo nella città di Venezia con l’obiettivo di rendere significativa l’esperienza e la memoria del viaggio dei migranti (dall’Africa e Medio Oriente fino a Venezia) e che ha visto sorgere nel tempo diversi locali in città – è nato Carovansarà, ristorante mediorientale, in zona Santa Marta (sestiere Dorsoduro). I due soci fondatori, Ali Rezai e Mohammad Dallas, sono arrivati in città oltre 10 anni fa e hanno appunto lavorato, aperto e gestito vari locali legati alla cucina del loro paese di provenienza, l’Afghanistan, affiancandola a quella di altri del Medio Oriente. Ampio menu, cicchetti mediorientali, selezione di vini naturali e soprattutto, lo spritz allo zafferano. Inaugurazione ufficiale il 29 febbraio.