di Caterina Vianello 13 Giugno 2019
Bancone Vino Vero a Venezia

Siamo stati da Vino Vero a Venezia, uno dei bacari più conosciuti del sestiere di Cannaregio, anche per la sua peculiarità: vende vini naturali al posto dello spritz. Ecco la nostra recensione.

Siamo tornati nella zona della Misericordia, dopo averne già parlato, perché lungo la Fondamenta omonima in cui si susseguono proposte gastronomiche di vario tipo, c’è un bacaro nel quale vale la pena fare una sosta, Vino Vero. I motivi sono molti e di varia natura: enogastronomici, estetici, veneziano-portoghesi. Andiamo con ordine.

Fondamenta Misericordia

Il nome, anzitutto: praticamente un manifesto visto che dal 2014, anno di apertura, i 4 soci proprietari hanno fatto una scelta totalmente in controtendenza e cioè quella di non servire lo spritz. Un suicidio, in apparenza, visto che a Venezia la sacra trimurti composta da bacari-cicchetti-spritz pare l’unica ad avere il monopolio delle risposte esistenziali alle grandi domande cosmiche sul senso della vita e sul luogo da scegliere per l’aperitivo.

In realtà una scelta che si è rivelata vincente, unita a quella lungimirante – e lo diciamo oggi che il fenomeno è esploso – di divulgare la cultura del vino naturale, senza mai tirarsela troppo e offrendo una selezione ragionata di bottiglie e produttori. Lentamente ma inesorabilmente, insomma, Vino Vero ha saputo conquistarsi una sua clientela affezionata e ha saputo farsi conoscere anche oltre i confini lagunari raggiungendo il Portogallo. Da qualche mese infatti, a Lisbona, ha aperto la versione lusitana dell’enoteca: a Travessa do Montes, ereditando uno spazio già dedicato al vino naturale, la squadra veneziana ha iniziato ad esportare le idee che ne hanno decretato il successo a Venezia, con serate a tema, collaborazioni con artisti e creativi locali e inviti di produttori europei e internazionali.

Ambiente e Servizio: come si sta da Vino Vero a Venezia

A metà strada tra il bacaro, l’enoteca e il wine bar, Vino Vero è riuscito nell’impresa di non tradire del tutto lo spirito con cui si vive l’aperitivo veneziano – un bicchiere e uno o più cicchetti, in piedi, in semplicità, in uno spazio ridotto dai tratti tradizionali riconoscibilissimi – inserendolo però in un contesto in cui il design è curato ed elegante.

I puristi del “tipico” potrebbero avere qualche momento di smarrimento, tra lampadari a clessidra, le oltre 600 etichette di vino naturale, biologico e biodinamico, e lavagne su cui, invece delle solite massime in dialetto in cui si esaltano le virtù dell’alcol e le sue virtù terapeutiche, trovano spazio dettagliate indicazioni sui vini proposti, con prezzi e produttori. Bastano però sia la presenza del piccolo ma curato bancone con i cicchetti, sia la possibilità di accomodarsi fuori, occupando uno dei tavolini lungo la fondamenta, per sentirsi subito di nuovo in un “bacaro veneziano”.

Vino vero

Il servizio è rapido, cortese, professionale: esaustiva la spiegazione sia sui cicchetti, decisamente insoliti, sia sulle etichette. Chi serve è preparato e in un luogo del genere, oltre ad essere necessario, fa la differenza.

(Piccola nota autobiografica che spiega la notorietà del posto. Siete autorizzati a saltarla e passare direttamente ai cicchetti: una sera ho accompagnato una giornalista gastronomica americana in un piccolo bacaro tour veneziano: incerta su dove portarla perché volevo fare bella figura senza scadere nell’eccesso di tipicità che fa tanto “Venezia nei film americani”, mi sono sentita chiedere se potevamo andare da Vino Vero perché ci era stata una volta e le era piaciuto molto).

I Cicchetti e i prezzi di Vino Vero

Lo stile ed il design con cui si è impostato il locale si notano anche nell’offerta dei cicchetti. La bravura però, qui, sta nella misura: non ci si è lasciati prendere la mano, insomma, e ci si è fermati ben prima di arrivare al cicchetto preparato con “articolo-nome del prodotto-nome e cognome del produttore-sussiego e teatralità del gesto che accompagna la spiegazione” (diamine siamo pur sempre in un bacaro, mica in un mini stellato Michelin). Pur non essendo amplissima – banalmente per una questione di dimensioni del bancone – la scelta dà modo di spaziare muovendosi tra accostamenti più morbidi e rassicuranti (blu di capra e mostarda di fichi) e scelte più coraggiose (salame di cinghiale e robiola. Segnatevi poi la presenza di frutti rossi, petto d’oca e mostarde di qualità tra gli ingredienti, una prova che chi prepara sa il fatto suo e schiva la banalità).

Bancone

Chi cerca il classico, stia tranquillo: la presenza del baccalà mantecato assicura che la tradizione è conosciuta e rispettata. Tutte le preparazioni rivelano pari attenzione riservata alla cura estetica e alla qualità, elementi che non sempre riescono a trovare un punto di equilibrio (si vedono in giro cicchetti che sembrano usciti da una settimana della moda ma che si rivelano disastrosi al palato). Per esempio, tra gli altri, l’accostamento assaggiato – hummus di ceci e polpo – si è rivelato notevole. Pane freschissimo, morbidezza della crema con spinta data dalla masticabilità del polpo (mai gommoso).

Cicchetto polpo

Vorremmo chiudere con un dulcis in fundo: in realtà la nota dolente – piccola, ma che non possiamo esimerci di segnalare – sono i prezzi. Al di là del vino – i cui prezzi proprio per il tipo di scelta “filosofica” sono più alti – sono i cicchetti ad essere più cari della media: 2.50 euro al pezzo. Che è una cifra certamente “spiazzante” ma che va tuttavia contestualizzata, vista l’offerta, lontana dalla banalità e molto curata.

Informazioni

Vino Vero

Indirizzo: Cannaregio 2497, Fondamenta della Misericordia

Numero di telefono: 041 2750044

Orari di apertura: lunedì 18–24; dal martedì al giovedì 12-24; venerdì e sabato 12-01; domenica 12-24

Sito Web: http://www.vinovero.it/

Tipo di cucina: bacaro/enoteca con ampia scelta di vini, naturali in particolare

Ambiente: curato e di design

Servizio: professionale e cordiale

Voto: 3.8/5