Nelle scorse settimane la scena gastronomica è stata dominata dalla notizia della chiusura di due ristoranti illustri, Lido 84 a Gardone Riviera e Sustànza a Napoli. Il dibattito che ne è seguito si è sviluppato seguendo due linee direttrici: la crisi del fine dining da un lato e la strategia comunicativa adottata dall’altro.
Se gli echi delle due chiusure non si sono ancora placati, ecco che dal Veneto arrivano ulteriori segnali di cedimento, ancora più rilevanti perché se in un caso la certezza c’è, in altri invece sono le “voci” e i “sentito dire” a rendere più sgradevole una situazione che può essere semplicemente un momento di difficoltà passeggera. Partiamo dai dati sicuri.
Chi chiude a Venezia

Cade la stella del Palais Royal, il ristorante dell’Hotel Nolinski, a Venezia. Aperto a fine giugno 2023, omologo in laguna del Palais Royal di Parigi (che nel 2022 ha ottenuto la seconda stella Michelin), l’indirizzo veneziano aveva conquistato il prestigioso macaron nel novembre 2024 e lo avevamo recensito anticipando, al tempo, il riconoscimento della rossa. La chiusura è evidente anche da una semplice ricerca sul web. Il ristorante non risulta nemmeno più in guida.
Chi smentisce

A fronte di voci di chiusura che riguarderebbero altre tre insegne stellate – Matteo Grandi in Basilica, La Favellina e Damini e Affini – abbiamo preferito sentire direttamente i rispettivi titolari. Matteo Grandi, che guida l’omonima insegna in Piazza dei Signori a Vicenza, ha smentito una chiusura data per imminente, ipotizzando malintesi o malelingue e confermando invece la riapertura, prevista dopo il consueto periodo di ferie, per i prossimi giorni (“abbiamo già prenotazioni”).
Non chiude nemmeno La Favellina, ristorante vicentino immerso nei colli Berici, nel cuore di San Tomio, frazione del comune di Malo, che ha ottenuto la stella Michelin nel novembre 2021. L’insegna gestita dalla famiglia Pettenuzzo dal 1999 e ospitata in un casolare ottocentesco, vede alla guida Federico Pettenuzzo in cucina e il fratello Riccardo in sala. Interpellati in merito, hanno affermato che si tratti di voci.
Smentisce anche Giampietro Damini, che con il fratello Giorgio gestisce ad Arzignano, nel vicentino, Damini e Affini, macelleria e ristorante cui la Michelin ha assegnato la stella nel 2015. Pur condividendo il periodo di difficoltà che coinvolge complessivamente il settore, ha respinto i rumors circa una chiusura, ribadendo contestualmente la determinazione nel mettere in campo tutte le risorse possibili per reagire.
