di Prisca Sacchetti 14 Giugno 2011

Il commento definitivo sull’epidemia di E. coli che nei giorni scorsi ha ucciso 30 persone lo hanno scritto gli americani: “ci ha ricordato quanto siamo profondamente nella me**a”. Dove la colorita espressione va intesa nella sua accezione più agricola di escremento. Un concime meraviglioso, sempre disponibile e a buon mercato, che finisce nei cetrioli come nei pomodori (e nei grandi imputati dell’epidemia, i germogli di legumi) infilandosi perfino nelle falde acquifere da dove arriva l’acqua che beviamo o che usiamo per lavare le verdure.

Sempre gli americani, ma altri, rimuginavano l’altro giorno sulla causa della numero uno tra le epidemie alimentari più letali: i germogli di legumi prodotti da una fattoria bio di Amburgo. Una cosa curiosa, se pensiamo che una bella fetta di noi — italiani in particolare — crede che il cibo biologico sia più salutare. “Esattamente ciò che l’industria del bio vuole”, sghignazzano i suddetti americani.

A proposito, il recente intervento di Roberto Burdese, presidente di Slow Food — che è anche la nostra associazione eco-gastronomica di riferimento — ha causato uno tsunami di polemiche. Per i poco-simpatizzanti del bio riconducibili al popolare chimico-gourmet Dario Bressanini, Burdese, messo alle strette dalle brutte notizie sui germogli, avrebbe disperatamente difeso il biologico suggerendo un’altra causa dell’epidemia: le coltivazioni Ogm.

La frase incriminata è questa:

“Non si può escludere che una forma mutata di E. coli compaia durante la produzione di una pianta geneticamente modificata e persista fino a quando il prodotto arriva sul mercato. E allora come mai non si guarda anche in questa direzione? Se non ci sono certezze non ci sono per nessuno”.

Intervento che, aggiunto al circo tipico delle epidemie in Tv, pieno di pseudo-esperti che individuano ogni giorno nuovi colpevoli, e ce li comunicano con la stessa espressione da soprammobile di uno che ha appena vinto la lotteria, conduce inevitabilmente a una domanda.

Più che altro a un dubbio che giro a tutti voi.

Si sbaglia a pensare che l’agricoltura biologica, con il suo carico di anti-modernità, sia effettivamente superata?

[Crediti | Link: Slate, Anna Meldolesi, Washington Post, Slow Food, La scienza in cucina, immagine: Shuttershock]