di Sara Bardelli 4 Dicembre 2010

Sento improvvisamente il bisogno di fare il punto sulle uova. Per questi motivi: 1) scommetto che molti non sanno che le tipologie di uova in vendita sono quattro, distinte a seconda di come vengono allevate le galline; 2) scommetto che a molti neanche interessa saperlo (e questo è peggio); 3) ultimamente sento sbandierare a destra e a manca la dicitura “uova di galline allevate a terra”. Concentriamoci sulla parola “terra”. Cosa vi fa venire in mente? A me prato, terra nuda, zolle di terra… cose così. Bene, peccato che nel linguaggio delle etichette, la dicitura “uova di galline allevate a terra” significhi in realtà “allevate in capannoni con luci sempre accese e una densità di 7/9 galline a metro quadro”. Potrà essere meglio che confinate dietro le sbarre come Hannibal the Cannibal, ma di certo non è una gran vita.

Ben vengano le inizative di chi (come ad esempio Coop) rifiuta di vendere col proprio marchio le uova di galline allevate in gabbia, però la dicitura “a terra” andrebbe quanto meno rivista perché ingannevole.

Ma vediamo come si legge il codice di un uovo. Guardate l’immagine lì sopra, il codice più importante è il primo, cioè quello sulla tipologia di allevamento. Come diceva Guzzanti, “Sapevatelo!” D’ora in poi, tutti liberissimi di scegliere le uova da galline carcerate, l’importante è esserne consapevoli.

In genere quando rompo le scatole con questo genere di discorsi mi si replica “eh ma se tutti gli allevamenti di galline fossero all’aperto non ci sarebbero abbastanza uova per tutti”. Balle. A parte constatare che gli alimenti marciscono ogni giorno a tonnellate, basterebbe “semplicemente” smetterla con la pretesa di vedere sempre pieni gli scaffali.

Le uova son finite perché le galline allevate all’aperto sono stitiche? Amen: per un giorno si farà a meno di uova

[Immagini: promiseland.it, riciardengo.blogspot.com, lavocedeisenzavoce.myblog.it, e-coop.it]