Grappa fatta in casa | Lega-lizzatela

alambiccoE’ quasi fatta, pare: potremo legalmente distillarci la grappa a casa. La notizia si presta a molteplici interpretazioni; possiamo leggerla in chiave di decrescita, visti i tempi: riscopriamo l’orticello di casa, abbassiamo il livello dei bisogni, e autoproduciamo i generi di consumo. Oppure, possiamo dire che la Lega Nord ha avuto un tralignamento antiproibizionista, limitandosi a osservare quello che nell’ambiente è assai noto: la grappa in casa già si fa da tempo, con buona pace dell’UTIF (Ufficio Tecnico Imposte di Fabbricazione) e delle italiche gendarmerie. Tanto vale ammettere la pratica in quanto legale. Peraltro vige la vendita semi-libera degli alambicchi, il cui impiego è ovvio, anche se, in teoria, limitato da timbri, registrazioni e cavilli. Ma sappiamo come vanno certe cose, sì?

Le voci contrarie al disegno di legge dei senatori Montani e Divina (Lega Nord) fanno capo a Leo Ramponi, vicepresidente provinciale dell’ANAG, (Associazione Nazionale Assaggiatori Grappa) e ai gruppi più o meno identificabili con le aziende che la grappa la producono a livello commerciale. L’argomento più seriamente opponibile sta nel fatto che l’autoproduzione non preserva da errori di distillazione alquanto marchiani, tipo la presenza d’alcol metilico, ovviamente assente in ogni grappa commerciale. La grappa casalinga è pericolosa per la salute, quindi, quando è malfatta, cioè quando la distillazione finale non taglia via le parti di metanolo – ed ogni enofilo ricorda, purtroppo, gli effetti di questo alcol. Però, siccome qui a Dissapore sposiamo in toto la linea neoleghista-antiproibizionista (ancora mi pare impossibile aver scritto una roba così), ci limitiamo a segnalare che, sul tema, circolano manuali e siti specifici; se passerà la legge, ricordate solo una cosa facile-facile: l’alcol, assunto in quantità appena eccessive, fa malissimo. Punto.

Avatar Fiorenzo Sartore

5 Maggio 2009

commenti (7)

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  1. Ma davvero “la grappa in casa si fa da tempo” ? Io conosco molti che si fanno la birra in casa, ma la grappa no. Quanto e’ diffuso il fenomeno?

    1. Non ho la misura numerica del fenomeno; posso dirti che, per esperienza, pure in famiglia avevo antichi, tragici esempi di distillazioni autoprodotte da vinacce, ma anche frutta, e quasi ogni roba fermentescibile. “Tragici” per gli effetti qualitativi, preciso, sempre molto discutibili. Càpita ancora oggi di trovare autoproduzioni di distillati. Due giorni fa chiacchieravo con un simpatico tizio valtellinese che “si fa il calvados in casa” (sic).

  2. Avatar a.nicola ha detto:

    Almeno in Maremma è da una vita che si fa la grappa in casa, mi immagino in friuli.

  3. Potrebbe essere utile un kit per valutare i livelli di metanolo nella grappa casalinga, magari qualcuno già l’ha messo a punto?

  4. Fiorenzo, illuminami: il partito che vuole permettere a tutti di giocare al “piccolo distillatore” è lo stesso che predica la “tolleranza zero” al volante?? no, vero? deve essere per forza un’altra Lega…quella calcio no, forse la Lega dei pianeti della cintura esterna…o la Lega acciaio, o…

    ;-))

    L.

  5. Avatar paolo benini ha detto:

    a Lizzy :
    Simpatica la battuta !!!! Ma alla fine mi sembra che tutti i governi, sia di destra che di sinistra, abbiano sempre predicato a ragione zero tolleranza sulla guida sotto l’ effetto dell’ alcool, ma poi hanno sempre riscosso le accise sui distillati…. un abbraccio.