di Fiorenzo Sartore 19 Giugno 2010

La lettura della notizia relativa alle mozzarelle blu – quelle mozzarelle che, appena aperte, causa un batterio, assumono l’inquietante colore e hanno quindi scatenato l’attenzione dei Nas di Torino e poi dei media – contiene tutti gli elementi che in me avviano, nell’ordine: beppegrillismo, qualunquismo, moralismo, e perfino millenarismo. Insomma siete avvisati.

Però. Io ve lo dico, questi sono segni della fine del mondo imminente. Armageddon è vicina. Prendi ad esempio la trasformazione cromatica della mozzarella di marca Land: cavoli, uno dice “pallido come una mozzarella”, e quella cambia colore.

Questo è il  primo segno.

La mozzarella fatta in Germania – in Germania! Io che sono un gastro-niubbo continuo a pensare a quel latticino come simbolo del terroir campano. Che dissociato che sono, eh? Poi chilometri di autostrade, costosissima tecnologia, industria pesante, idrocarburi, per far viaggiare robetta global. Secondo segno.

La signora compra le mozzarelle germaniche all’hard discount e poi le filma col cellulare. E certo, compri le mozzarelle da due lire ma hai lo smartphone in tasca. E’ tutto normale vero? Quanto costa quel cellulare? Quante mozzarelle vere potevi comprarci? Eccovi servita una botta di moralismo, contenente i bisogni indotti, e le priorità dei nostri consumi scellerati: terzo segno.

E che dire dei serissimi giornalisti di AGI news che annunciano spiritosi “Non erano destinate all’alimentazione dei puffi ma a quella degli umani” manco fossero dei blogger qualsiasi? Quarto segno.

E alla fine, se volete sapere qual è il quinto segno della fine del mondo vicina, eccolo: tutto quello che ho appena scritto si cataloga come beppegrillismo, qualunquismo, moralismo. Quindi è sbagliato. Buona mozzarella blu a tutti.

PS. qui il video abbastanza impressionante

[La foto è un banale giochino al fotoscioppe, ovviamente]