di Prisca Sacchetti 17 Agosto 2011

“Caro, esco, sono indietro con la spesa, devo ancora comprare l’agnello per Pasqua”. “Ma… ma se siamo a Ferragosto”. Stando a un gruppo di studiosi dell’università del Minnesota, questo dialogo, apparentemente surreale, sarà del tutto normale grazie a una scoperta del genere troppo-bella-per-essere-vera: la bisina. Carne, pesce, uova, latticini: tutti questi alimenti non si corromperanno più. Lo stesso vale per le bottiglie di vino lasciate a metà, le insalate appena fatte, il vasetto di yogurt dimenticato aperto in un angolo del frigo e ormai disgustosamente bluastro.

Scoperta per caso, la bisina è un conservante naturale che iniettato negli alimenti ne prolunga la vita per anni. Ma i suoi poteri magici non si limitano a uccidere i batteri che provocano la decomposizione delle proteine, liberandoci così dalla schiavitù della data di scadenza.

La sostanza, prodotta dagli stessi batteri, impedisce l’arrivo di ospiti sgraditi agli esseri umani, come l’escherichia coli, la salmonella, i batteri della listeriosi. Fra l’altro la bisina è sorella della nisina, già usata per conservare i formaggi, quindi la nuova arrivata non dovrebbe aver bisogno di test infiniti per giungere sul mercato.

Insomma, ci sono evidenti motivi per essere felici della scoperta, pensate solo al congruo risparmio sul cibo che buttiamo ogni giorno. Allora perché ho tipo l’impressione che la bisina non faccia per me? Niente batte il cibo fresco, come insegna la rivoluzione del kilometro zero visibile ormai perfino nei supermercati. E ho paura che il blocco mentale di bere latte in frigo da tre mesi sia difficile da superare.

C’è comunque un po’ di tempo per sviluppare il gusto del cibo a luuuuuunga scadenza, piuttosto, mia moglie avrebbe una cosa da chiedere agli scienziati del Minnesota: cosa succede iniettando la bisina nella sua crema anti-età?

[Crediti | Link: Huffington Post, Repubblica.it. Immagine: Flickr/cookieevans5]