di Prisca Sacchetti 24 Ottobre 2015
supermercato

Ci credete se vi diciamo che in Italia un centinaio tra super e ipermercati restano aperti h 24? E mica solo a Milano, Roma, Napoli o Torino, anche in centri più piccoli come Salerno, Benevento, Anagni o Luino, in provincia di Varese. Lo riporta oggi il Corriere della Sera in un articolo probabilmente imboccato da Carrefour, la catena francese che permette gli italiani di fare la spesa alle 3 del mattino, dove si accenna tuttavia all’interesse per le aperture notturne da parte di altre catene di supermercati, come ad esempio Conad.

Ma chi sono, precisamente, gli italiani che vanno a fare la spesa dopo mezzanotte? Abbiamo già provato a raccontarvelo, ad ogni modo, in primo luogo sono le persone che lavorano di notte, non a caso i punti vendita che funzionano di più sono vicini a ospedali e aeroporti. C’è poi quello che il Corriere definisce “il popolo della notte“. Inevitabile che i supermercati notturni attirino le persone che vivono ai margini. Invece, chi ci lavora? Sono molte le casse automatiche, mentre il personale è lo stretto indispensabile, giovani ingaggiati attraverso la cosiddetta “somministrazione”, il lavoro in affitto. Discorso che introduce i non pochi problemi dei supermercati aperti h 24.

A rendere possibile le aperture notturne sono state le liberalizzazioni introdotte dal governo Monti, Carrefour aveva deciso di sperimentarle sino a Dicembre 2015, invece continuerà anche nel 2016.

E se i favorevoli vedono le aperture 24 ore su 24 come una risposta della Grande Distribuzione al successo di colossi tipo Amazon, protagonisti del commercio elettronico, o come un reale vantaggio per i consumatori, i sindacati fanno notare che i lavoratori notturni vengono premiati solo con una maggiorazione del 15% in più. Oltre a un altro 30% nei festivi.

E chiedono per cassieri e banconisti 85 euro lordi come i dipendenti del piccolo commercio. Ci sarà una trattativa ma i francesi di Carrefour replicano che le aperture notturne stanno creando occupazione.

Nel frattempo la consuetudine a spalmare i consumi sulle 24 ore sta diventando una piccola mania degli italiani.

Aumentano i ristoranti per i nottambuli che non vogliono rinunciare a un pasto come si deve anche a notte fonda. A Roma e Milano esistono asili nido aperti tutta la notte per aiutare i genitori che lavorano in quelle fasce orarie. Uno dei primi servizi notturni diffusi ormai in tutta Italia sono le farmacie. Ancora a Roma La Sapienza apre alcune sale agli studenti 24 ore su 24 per le tirate non stop in vista degli esami.

Qual è il vostro parere sui mercati con le saracinesche alzate 24 ore su 24? Siete a favore di quelli che la Grande Distribuzione chiama “esperimenti” o pensate che tutto sommato la spesa resterà le stessa, e anche l’occupazione?

[Crediti | Link: Corriere, Dissapore]