di Carlotta Girola 21 Dicembre 2015
Prova d'assaggio, amaro, amari

A volta l’erba aiuta a vivere meglio. Non prendetelo per uno spot pro legalizzazione, questa è la Prova d’assaggio che vi aiuterà a sopravvivere alle lente digestioni delle feste.

Perché va bene il cenone della vigilia, va benissimo il mega-pranzo di Natale, ma poi quando ci ritroviamo sul divano in preda alle allucinazioni mistiche da abbuffata, abbiamo un solo desiderio: rigenerarci con la digestione assistita per poi ricominciare.

In aiuto, oltre al brodino caldo del tortellino di turno, ci vengono gli amari alle erbe. Quelli che, con una clamorosa botta aromatica e balsamica, ci assistono nella fase più difficile delle feste.

Ne abbiamo scelti 5 molto popolari, tutti a base di erbe, e abbiamo stilato una classifica che vorrebbe darvi una mano nella scelta tattica più efficace, o quantomeno dirvi quale sia il migliore in fatto di gusto.

CONTENDENTI:

Prova d'assaggio, amaro, amari

Jagermeister
Montenegro
Unicum
Braulio
Vecchio Amaro del Capo

Prova d'assaggio, amaro, amari

Il test è stato svolto alla cieca.

CRITERI:

Aspetto visivo
Sapore

Unicum, prova assaggio, amaro

#5 UNICUM

Confezione da 70 cl, ingredienti: alcool, zucchero, infuso e distillato di erbe, colorante E150a, aromi.

– Giudizio: talmente forte e aromatico da anestetizzare il palato. Troppo, direi.
– Packaging: la bottiglia bombata sulla “pancia”e con collo stretto ricorda un po’ un’ampolla medicinale, la grafica è pulita, minimale. Unica pecca: non c’è dosatore, il che significa dosi massicce e involontarie di prodotto nel bicchiere, oltre alla goccia fastidiosa
– Aspetto visivo: di colore molto scuro, con riflessi tendenti al color prugna acceso
– Sapore: al naso ricorda molto una medicina d’altri tempi, ma anche un po’ un detersivo floreale. L’alcol è di un’invadenza assassina, tanto che dalle narici arriva dritto dritto al cervello. Il sapore è troppo forte, un festival di erbe in cui si distingue, dopo qualche secondo il finale persistente che ricorda la violetta.
– Prezzo: € 9,80 (14 € al litro)
– In breve: discolo, invadente e sfacciato
– VOTO: 5

prova assaggio, amaro, montenegro

#4 MONTENEGRO

Confezione da 70 cl, ingredienti: acqua, zucchero, alcol, aromi

– Giudizio: il più dolce e meno invadente, per chi preferisce “un amaro poco amaro”
– Packaging: per i 130 anni del marchio hanno imbellettato la bottiglia con etichetta dorata. Ma anche nella versione classico-araldica è un bel vedere
– Aspetto visivo: color marroncino chiaro con riflessi mielati
– Sapore: al naso risulta abbastanza delicato, con note aromatiche. Al palato è aromatico e quasi dolciastro
– Prezzo: € 12,90 ( 18,42 € al litro)
– In breve: digestione delicata
– VOTO: 6 1/2

jagermeister, prova assaggio, amaro

#3 JAGERMEISTER

Confezione da 70 cl, ingredienti: acqua, alcol, zucchero, aromi naturali

– Giudizio: deciso, con forti note di liquirizia
– Packaging: in pieno stile montanaro, bottiglia pulita ed etichetta vintage in salsa germanica
– Aspetto visivo: colore molto scuro con riflessi amaranto
– Sapore: anche in questo caso, il profumo ricorda molto quello degli studi medici d’altri tempi. Al palato è decisamente strong, con note di caffè e un finale lungo che ricorda molto la liquirizia.
– Prezzo: € 8,79 ( 12,55 € al litro)
– In breve: per chi non va troppo per il sottile
– VOTO: 7

braulio, prova assaggio, amaro

#2 BRAULIO

Confezione da 70 cl, ingredienti: acqua, zuccheri, alcol, infuso di erbe e piante aromatiche

– Giudizio: l’antica ricetta segreta è decisamente ben riuscita
– Packaging: bottiglia allungata e alta con etichetta degna di Heidi e Peter: saranno anche Alpi italiane, ma nell’immaginario sembra più un paesaggio in pure stile svizzero. (Migliorabile)
– Aspetto visivo: color ambrato scuro con riflessi dorati
– Sapore: al naso è deciso ma non violento, al palato è convincente, complesso, molto aromatico. Finale al sapor di liquirizia
– Prezzo: € 8,19 ( 11,70 € al litro)
– In breve: variopinto e di carattere
– VOTO: 7 1/2

vecchio amaro del capo, amaro, prova assaggio

#1 VECCHIO AMARO DEL CAPO

Confezione da 70 cl, ingredienti: acqua, alcol neutro, zucchero, infusi d’erbe, aromi naturali

– Giudizio: lo zampino agrumato è la ciliegina sull’amaro (del capo)
– Packaging: bottiglia sobria, etichetta in stile miniatura medievale su pergamena che, bisogna dirlo, non si usa più nemmeno per gli alberi genealogici venduti al mercatino delle pulci
– Aspetto visivo: il colore è il più chiaro tra i concorrenti, ricordando più l’ambrato di un passito che i colori intensi degli amari
– Sapore: al naso è abbastanza delicato con note aromatiche non invasive; al palato l’alcol è piuttosto persistente e il gusto ha una marcia in più dei concorrenti grazie ai sentori agrumati che, con le erbe, regalano secondo noi l’amaro più adatto alle feste.
– Prezzo: € 8,58 ( 12,25 € al litro)
– In breve: “il potere dell’agrume”
– VOTO: 8

prova assaggio, amaro

COSE IMPARATE DA QUESTA PROVA D’ASSAGGIO

Abbiamo imparato che “il nostro amaro preferito”, quello che scegliamo sempre per comodità e abitudine, non è necessariamente il migliore, quindi da oggi varieremo molto più spesso le nostre ordinazioni amare, in modo da farci un’idea più completa del mondo digestivo.

Abbiamo imparato che, oltre ai sentori di medicina d’antan, c’è qualcosa di più e che le arance sono una risorsa preziosa che riescono a “bagnare il naso” anche alle erbette di montagna.

E poi abbiamo imparato che una degustazione di amari non andrebbe mai, mai, fatta prima di pranzo.

Ho detto mai.