Abbiamo provato Amazon Selezione Gourmet e ci siamo rimasti male

Abbiamo provato la nuova Selezione Gourmet di Amazon è un po' ci siamo rimasti male. Selezione Gourmet altro non è che una raccolta di venditori food all'interno di Amazon, i prodotti venduti direttamente dal colosso dell'e commerce sono soltanto 12

“Valentina, hai voglia di dare un’occhiata a questa selezione di prodotti e vedere cosa ti ispira?” mi scrivono dalla redazione di Dissapore.

“Certo!” rispondo io, e son già lì che mi sfrego le mani mentre sfilo dal portafoglio la carta di credito, per la gioia di mio marito.

Perché ecco, io mi conosco, e se c’è una cosa che più di tutte rischia di essere una rovina per la nostra economia familiare, quella è il connubio tra shopping online e cibo d’alta qualità.

E qua stiamo parlando del colosso dell’e commerce, quello da cui compra anche il più diffidente degli acquirenti senza tema di prendere fregature. Parliamo di Amazon: grande qualità, massima professionalità, un’attenzione al cliente impeccabile.

Quindi, se Amazon decide di aprire una sezione del suo gigantesco store totalmente dedicata al cibo Made in Italy e chiamarla “Selezione Gourmet” c’è da fidarsi. E da sfoderare la carta di credito, facendo crepare avarizia ed eventuali sensi di colpa.

La prima delusione, però, arriva quasi subito, quando scopriamo che la Selezione Gourmet altro non è che una raccolta di venditori food all’interno di Amazon. Una sorta di raccolta di prodotti che – forse – erano in vendita già prima, e che semplicemente sono stati categorizzati sotto un unico cappello.

Ci sta, per carità, e può anche essere uno strumento utile. In effetti, a una prima occhiata, ci si trova un po’ di tutto, ma io vorrei capire che cosa mi propone direttamente Amazon.

Cerco nella sezione venditori e alla fine li trovo: sono ben dodici pezzi.

Roba che con 71,86 € potrei portarmi a casa l’intera selezione gourmet proposta direttamente da Amazon senza venditori intermedi, e a incidere su quasi metà del budget sarebbe un Farinato Pasta di Nocciole IGP Piemonte da 1 kg  per uso professionale di cui francamente non saprei bene cosa farmene.

Per non parlare della presenza, tra questi ben dodici articoli gourmet, dell’aceto balsamico Ponti. Lungi da noi suggerire che non sia buono, ma da qui a trovarlo come primo rappresentante dell’artigianalità e della qualità gourmet italiana forse è un passo troppo lungo anche per le solidissime e navigatissime gambe di Amazon.

Che poi, non è molto chiaro il perché siano così pochi, i prodotti Amazon nella Selezione Gourmet Made in Italy, visto che –solo per fare un esempio– facendo una normale ricerca nella sezione “pasta e noodles” Amazon propone direttamente ben 711 risultati, compresi prodotti di tutto rispetto.

Ma -in ogni caso- si può confidare nella più ampia scelta degli altri venditori selezionati da Amazon.

Immaginiamo, ad esempio, che un portale del genere possa essere la svolta nella vita degli emigranti dall’altro capo del mondo, che semplicemente potranno con un click e un costo di spedizione ragionevole vedersi recapitare a casa il meglio che la loro terra d’origine ha da offrire.

Finalmente, nonna Carmela, diventata Carmen per le nuove generazioni, potrà tornare a preparare la sua lasagna come una volta.

Certo, qua e là appaiono delle cose un po’ da turisti, di quelle, per intenderci, che ci divertiamo a guardare (e che difficilmente compriamo) mentre addentiamo una Rustichella all’Autogrill.

Cose tipo la pasta tricolore (che magari di tradizionale ha solo il richiamo alla bandiera, visto che il formato è ignoto a qualsiasi cronaca di qualsiasi regione dello Stivale), oppure il limoncello con i bicchierini in ceramica coordinati, o ancora la pasta in forma di quattro conchiglie giganti da farcire e servire nella loro personale terrina (ovviamente, inclusa nella confezione).

Ok, siamo pronti a rassegnarci: quando ci sono i turisti di mezzo non siamo capaci di vendergli un semplice spaghetto al pomodoro. Dobbiamo inventarci qualcosa di più.

Un’altra cosa che ci lascia perplessi, in diversi casi, sono le quantità, a volte certamente non pensate per il consumo domestico: cosa dovrei farmene di un box di 40 pezzi di creme di liquore mignon, di quelle che ormai non si vendono più neanche agli ultras dello stadio?

E di un pacco di farina da 25 kg? Certo, può fare coppia con i 2 kg e mezzo di pomodori pelati, se uno vuole preparare la pizza per l’intera stagione, o per l’intero condominio.

Anche 1 kg e 9 di prosciutto di Parma ci sembrano una spesa un tantino impegnativa, ma magari c’è chi ha intenzione di organizzare un mega party a base di paninetti al crudo.

A volte, c’è qualcosa che ci lascia anche più che perplessi: cosa c’entra con il made in Italy un box di dolciumi assortiti Kinder, Haribo, Milka, Rittersport, in perfetto stile calza della befana dell’ultimo minuto? Golosi, si. Ma artigianali? Made in Italy? Mah.

Il perché compaiano nella nostra ricerca è chiaro: si tratta di contenuti sponsorizzati, che si infilano qua e là tra un torrone alle nocciole e una tavoletta di cioccolato di Modica, anche se non dovrebbero.

Ma non è tutto da buttare.

Facendo zapping tra le varie categorie dello store, qua e là, troviamo diversi prodotti che non ci dispiacciano. Alcuni già noti, altri che potremmo anche provare volentieri.

Ma francamente, spesso, il pensiero generale è che ci sarebbero marchi molto più adatti a tenere alta la bandiera della vera artigianalità, della vera tradizione, della vera eccellenza Made in Italy.

Magari non tutti sono in grado di produrre le quantità che una presenza su un gigante internazionale come Amazon richiede. Però ce ne vengono in mente diversi che probabilmente potrebbero farlo, eppure non li troviamo.

La verità, tutta la verità, nient’altro che la verità è che dopo un’ora abbondante passata al pc sullo store Made in Italy gourmet di Amazon la mia carta di credito è rimasta intonsa, e mio marito può dormire sonni tranquilli.

Se conosceste l’estrema facilità con cui sono in grado di sperperare soldi in buon cibo, vi basterebbe questo per capire il mio giudizio finale su quest’esperienza.

Valentina Dirindin Valentina Dirindin

15 Settembre 2016

commenti (7)

Accedi / Registrati e lascia un commento

  1. Avatar Orval87 ha detto:

    “selezione gourmet” è una delle tante definizioni da usare per il marketing, come “superfood” e simili.
    E’ palese che sotto quella definizione ci finisca dentro un pò di tutto, dal prodotto veramente di alta qualità a tanta altra roba che non è nulla di speciale.
    Ma se la etichetti come “gourmet”, puoi alzarne un pò il prezzo…
    Senza considerare poi che ordini nelle quantità descritte si possono fare direttamente alle aziende, spesso con spedizione gratuita o con pochi euro, e a prezzi ottimi.
    Io ordino ad esempio il Parmigiano da un’ottima azienda, qualche chilo insieme ad altri parenti, e la spedizione è gratis, il prezzo ottimo e la qualità eccellente.
    E preferisco avere un contatto diretto col produttore, il quale mi può anche dare suggerimenti articolati, piuttosto che con Amazon…

  2. Avatar Msimone ha detto:

    Alcune considerazioni:
    1) Se non hai il codice a barre sui prodotti su Amazon non vendi. E ci siamo giocati 80% dei prodotti gourmet italiani.
    2) Alcuni corrieri si rifiutano di spedire in Europa cibo deperibile.
    3) Vendere merce che costa meno della spedizione é anti economico.

  3. Avatar andrea ha detto:

    il link del box cioccolatini porta alla pagina di Scatola di caramelle e cioccolato tedeschi BOX n°3..non dice made in italy

  4. Avatar Simeone ha detto:

    sincermanete dovreste essere contenti che le merci siano vendute da intermediari e non da Amazon. E’ l’unico modo per non lasciare che Amazon faccia dumping di prezzo. Ovvio, il consumatore da Amazon vuole sempre il prezzo minore, ma se si buttano seriamente sull’enogastronomia è la fine del settore. Magari è il futuro, ma per ora molto meglio così

  5. Avatar Mario ha detto:

    Sono sostenitore del fatto che la qualità (quella vera) va pagata e non poco. I grandi e-commerce difficilmente possono offrire il top per il semplice fatto che hanno un pubblico troppo grande da servire e quindi l’offerta deve per forza essere di tipo industriale. Solo i piccoli rivenditori sono in grado di offrire vere eccellenze e una volta finite si attente la stagione seguente.
    Di recente ho acquistato su https://gustacilento.it e devo dire che era tutto ottimo. Cercate i piccoli produttori locali, provate e non vi deluderanno.