di Caterina Vianello 19 Giugno 2017
Copertina

Del Pata Negra amate tutto, in particolare gli sguardi languidi che vi lancia il suo grasso color avorio.

Un bel modo per espiare questo vizio di gola è spingersi in Andalusia, infilando tra Mezquita di Cordoba e Alhambra di Granada un giro per gli irresistibili mercati del cibo.

Approfittando con l’occasione per scorpacciate di tapas (prezzemoline) e meraviglie gastronomiche a iosa, capaci di restituirvi una rediviva innocenza del palato.

Ci siamo appena stati e condividiamo con voi gli indirizzi giusti.

Siviglia

Mercado Lonja del Barranco, C/Arjona

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Progettato a fine Ottocento, affacciato sul Guadalquivir e allestito sulle fondamenta di un edificio in disuso, la Lonja del Barranco concentra in 1500 metri quadri un numero imbarazzante di specialità alimentari.

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I negozi sono una ventina, scegliere tra carne alla griglia, crocchette, fritture di pesce, frutti di mare, paella, tortillas, formaggi, prosciutti, gelati, dolci, frutta, vini e cocktail è piuttosto complesso.

Non lasciate che gli spettacoli di musica o teatro, le mostre fotografiche e i laboratori di cucina vi distraggano troppo.

Mercado Central de la Encarnacion, Plaza de la Encarnación, 14

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Nel quartiere Santa Cruz, all’interno del Metropol Parasol che affettuosamente i sivigliani chiamano Las Setas (i funghi), il Mercado Central de la Incarnacion è un piacione e simpatico.

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Speso qualche minuto con il naso all’insù per osservare la struttura di 150 x 70 metri in legno, poliuretano e metallo (firmata dallo studio berlinese Jürgen Mayer-Hermann) di 150×70, richiamate le narici all’ordine.

C’è da scegliere tra jamon, frutta, verdura, mariscos e pesce fresco delle zone di Huelva o di Cadice. Accanto alla grande sala degli acquisti trovate anche qualche tienda per mangiare.

Mercado Calle Feria, Plaza Calderón de la Barca

All’interno della Macarena, uno dei quartieri popolari più caratteristici di Siviglia, lungo la Calle Feria, la principale arteria che attraversa la zona, si apre un piccolo ma fornito “mercado de abastos” (abastos sta per generi alimentari o di prima necessità).

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Prima di scegliere cosa mangiare visto che oltre ai piatti simbolo della cucina Andalusa e spagnola ci sono anche quelli giapponesi e messicani, date un’occhiata alla pescheria, dove vi aspettano le pescivendole dallo smalto rosso fuoco, abili a sfilettare il pescato del giorno.

Guardarle e pensare ad Almodovar è un tutt’uno.

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Cordova

Mercado de Victoria, Paseo de La Victoria

Si trova in quello che era lo stand più antico della fiera di Cordova (1877), ampliato nel 1918.

Non aspettatevi il classico mercato di ortaggi, carne, pesce e formaggi. Qui lo spazio è un susseguirsi di esercizi commerciali –in tutto una trentina– da esplorare con lo stesso spirito del lupo quando vede una pecora solitaria nei cartoni animati.

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Assaggiate tutto quello che potete: ostriche, salmone, empanadas, formaggi, crocchette, oltre all’immancabile pata negra.

Granada

Mercado San Agustin, Calle Postigo de San Agustin

Vicinissimo alla Cattedrale, il Mercado San Agustin risale al 1881. In seguito ha subito una serie di ristrutturazioni e ricostruzioni che lo hanno arricchito di piccoli ristoranti e tapas bar, oltre ovviamente ai banchi di vendita di generi alimentari.

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Il consiglio è di seguire gli orari spagnoli sia per la visita che per gli assaggi. Se ci andate la mattina presto il rischio di restare delusi è elevato: i primi banchi aprono in tarda mattinata.

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A tavola avete un obbligo morale: ordinare un piatto di salmorejo.

Si tratta di una salsa-zuppa della consistenza vellutata a base di pomodori, olio, pane raffermo, aglio, servita con pezzetti di jamon saltati in padella e mezzo uovo sodo.

Dopo il primo cucchiaio non vorrete più staccarvi dal piatto.

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Se poi volete comprare del formaggio, cercate il banco più semplice, quello con il venditore più anziano che non cerca di attirarvi con assaggi e ammiccamenti. Saprà consigliarvi una selezione di queso incredibile, tra stagionature diverse e note di sapore molto differenti.

Jerez de la Frontera

Mercado, Calle Dona Blanca

L’equazione Jerez de la Frontera=MotoGP termina nel momento esatto in cui varcate la soglia del mercato centrale, ospitato in un edificio che risale al 1885.

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Se già appena fuori vi aspetta un comitato di accoglienza formato da venditori di caracoles che gridano quanto buone sono le loro chioccioline, dentro lo straniamento è totale: pesci e crostacei, carni, formaggi, frutta e verdura, panetterie e banchi di prodotti sott’olio.

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Le corse di motociclette saranno soltanto un vago ricordo, tanto più che qui siamo in zona di sherry .

Cadice

Mercado Central, Plza. Libertad

Inaugurato nel 1838, il mercato di Cadice è un quadrilatero nel quale al padiglione centrale coperto si aggiunge un porticato esterno neoclassico che è un pullulare di bar, micro-ristoranti, friggitorie, banchetti da dove escono piatti di paella e tapas.

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Per chi ama i numeri eccone qualcuno: 57 bancarelle di frutta e verdura, 54 di pesce, 44 di carne, 7 di alimentari, 4 di pane e dolci, 1 dedicata alle olive. Basta?

Valencia

Mercato di Colón, C/ Jorge Juan 19

D’accordo, i puristi della geografia alzeranno la mano: Valencia non è Andalusia. Va bene, ma dato che il mercato di Colon è uno dei più belli di tutta la Spagna e Valencia poi, non è così distante dai luoghi di cui abbiamo parlato, vale la pena fare una deviazione.

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Si trova nel quartiere dell’Ensanche, a poca distanza dalla piazza del Comune, in un edificio in stile modernista del 1916. Ha una copertura formata da cupole originali e da tetti inclinati a diverse altezze, mentre l’interno è rivestito di ferro, legno, ceramica e piastrelle smaltate.

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Se non fosse per i percebes (i piccoli crostacei che si trovano tra Spagna e Marocco) e per i prosciutti esposti come miss procaci con la coscia rivolta verso il pubblico, si resterebbe a guardare l’architettura a lungo.

Al solito, comprate, assaggiate, mischiate dolce e salato, carne, pesce, frutta e formaggio.

[Crediti | Immagini: Caterina Vianello]