Chiude la fabbrica dei marron glacé, il paese di Marradi pronto a dare battaglia

Marradi si fa forza intorno alla sua fabbrica di marron glacé, simbolo della comunità in chiusura. Ecco perché è così importante per i suoi cittadini.

Chiude la fabbrica dei marron glacé, il paese di Marradi pronto a dare battaglia

Chiude la fabbrica dei marron glacé, e il piccolo paese di Marradi rischia di perdere il simbolo che l’ha reso famoso nel mondo, nonché centinaia di posti di lavoro. La nuova proprietà dell’Ortofrutticola del Mugello ha deciso di chiudere lo stabilimento e di trasferire la lavorazione dei marroni a Bergamo, comunicandolo ieri, durante le feste. Ma i lavoratori non ci stanno, e anche le istituzioni promettono battaglia.

Marradi è un piccolo comune, meno di 3mila abitanti, dell’Appennino tosco-romagnolo, nel territorio amministrativo dalla città metropolitana (quella che una volta era la provincia) di Firenze. Da quasi quarant’anni, Marradi ha il marrone come prodotto tipico. Nel 1984, con un intervento anche pubblico sugli investimenti, è stata fondata un’azienda, l’Ortofrutricola del Mugello, specializzata nel marron glacé. “Se ne prendi una scatola vedrai, che, di qualunque marchio sia, una su due è prodotta qui”, dice a Dissapore Walter Scarpi, affezionato lettore di Dissapore e cittadino di Marradi. L’anno scorso Italcanditi ha comprato la fabbrica e ieri, 29 dicembre, a stabilimento chiuso e con i lavoratori a casa, l’annuncio: Tommaso Triberti, il sindaco di Marradi, rende pubblica la comunicazione ricevuta dall’azienda.

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L’Ortofrutticola ha in Mugello una decina di dipendenti a tempo pieno e, a seconda dei periodi, da 60 a 100 stagionali, di cui circa l’80 per cento donne. Persone che ora rischiano di trovarsi senza lavoro e senza molte altre possibilità: alcune di queste sono ben oltre la mezza età, come Filomena, che a Repubblica dice “chi mi prende a 63 anni dopo 32 anni di lavoro qui?”.

Oggi alle 16 nel teatro Animosi di Marradi si terrà l’assemblea fra lavoratori, sindacati, azienda, amministrazione comunale. Sarà presente Dario Nardella, sindaco di Firenze e Presidente della città metropolitana di Firenze. Che ieri su twitter ha scritto:

“Sul piano istituzionale cercheranno un accordo, sul fronte politico vedo percorribile solo una lotta  dura sul modello GKN”, commenta ancora Scarpi. E a chi contesta le proteste rispetto a quella che di fatto non è una delocalizzazione all’estero ma un semplice spostamento nazionale, risponde: “Il problema non è Marradi. Il problema è che questa chiusura rappresenterebbe il fallimento dell’intero sistema socioeconomico di sostenibilità dei territori montani basato sulla valorizzazione dei prodotti tipici. Valorizzare il prodotto tipico per poi farselo rubare? Se passa questo l’Italia intera, fatta di paesini come il nostro, fatta di appennino e non di pianure sterminate, può chiudere bottega”.

Anche Caterina Biti, senatrice fiorentina del Pd e vicepresidente della Commissione Agricoltura, prende posizione: “L’annunciato spostamento dello stabilimento della Ortofrutticola del Mugello di Marradi è un durissimo colpo al tessuto sociale ed economico del nostro territorio. La fabbrica dei marroni è infatti un punto di riferimento per la produzione della zona e contribuisce al racconto del marrone come prodotto d’eccellenza simbolo di Marradi. Saremo a fianco delle istituzioni e delle rappresentanze dei lavoratori nel tentativo di scongiurare questo spostamento, che rischia di impoverire il territorio economicamente e dal punto di vista sociale e culturale”.