Food delivery: agli italiani piace il cibo a domicilio

Gli italiani amano il food delivery, il servizio per ordinare online pranzo e cena a domicilio. Just Eat, Foodora, Deliveroo, Moovenda, Foodinho, Foodracers sono le startup principali

Stando ai dati elaborati dall’Osservatorio Nazionale in collaborazione con Eurisko, gli italiani si scoprono amanti del food delivery, il servizio per ordinare online pranzo e cena a domicilio.

I motivi sarebbero i più disparati svariati: dal frigo vuoto, al tempo che manca per cucinare, oppure come esperienza differente rispetto alle proprie abitudini alimentari.

A giudicare dalla crescita e dal susseguirsi dei marchi anche in Italia il settore del food delivery diventa un business dai numeri promettenti e dalle buone prospettive.

Per numeri e fatturato il primato spetta a Just Eat, azienda quotata alla Borsa di Londra con 70 dipendenti nella filiale italiana aperta nel 2011, che consegna a domicilia i pasti di 4500 ristoranti in oltre 400 comuni italiani, merito anche delle delle acqusizioni di HelloFoodItalia e PizzaBo.

Foodora, invece, in poco più di un anno è arrivata a coprire 24 città in tutto il mondo grazie ai suoi fattorini in bicicletta, in Italia copre Milano e Torino. Ci sono poi Deliveroo, Moovenda, Foodinho, Foodracers, specializzata nel nord-est.

Il telefono resta il mezzo per l’ordinazione più diffuso, con il 39% degli ordini effettuati, ma i più fidelizzati ricorrono agli ordini via app e pc, con 4/5 ordini al mese e una spesa di 97 euro mensili.

[Crediti | Link: Affari Italiani]

Avatar Nunzia Clemente Autrice recensioni Campania & more.

23 Giugno 2016

commenti (6)

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  1. Avatar Orval87 ha detto:

    “I motivi sarebbero i più disparati svariati: dal frigo vuoto, al tempo che manca per cucinare, oppure come esperienza differente rispetto alle proprie abitudini alimentari.”….queste sono le giustificazioni, ma implicitamente il perchè sta in stili di vita sempre più tristi…quando la gente non ha il tempo (15 minuti) per cucinarsi una pasta, non si chiede che senso abbia la loro vita e che senso abbia lavorare tutte quelle ore, per non avere manco il tempo di mangiare?
    E molti sembrano non rendersene conto.
    Poi tra chi ordina a domicilio regolarmente ci sono anche i lazzaroni (molti e soprattutto molte, da quel che vedo in giro tra i giovani) che non hanno voglia di sporcare le pentole, non escludeteli dal conto.

    1. Avatar grammarnazi ha detto:

      Il tempo per mangiare magari lo hai pure. Però può succedere che ti manchi la voglia di cucinare dopo 12 ore o più a sgobbare. E preferisci andare fuori, o farti portare la cena a casa.

      Sono finiti i tempi in cui l’uomo tornava stanco da casa con la dolce mogliettina che gli faceva trovare la cena pronta (per fortuna, aggiungo)

    2. Avatar Ganascia ha detto:

      C’è sempre la Cena del Becco: tonno e fagioli delle scatolette riscaldati

  2. Avatar luca63 ha detto:

    Carissima Nunzia ,sai quanto ti stimi.
    Per questo mi permetto di fare una piccola osservazione.Perche’ nel titolo usare due volte lo stesso termine con l’inutile traduzione inglese.
    E non semplicemente : Agli italiani piace il cibo a domicilio.

  3. Avatar Kamila Tarnowska ha detto:

    Ero scettica riguardo al food delivery, cucinare mi piace, non ho problemi di tempo per fare la spesa e preparare qualcosa di mio gusto e a mio modo e farmi portare qualcosa che non sapevo se sarebbe stato buono mi sembrava un azzardo, nonchè un’americanata.

    Poi un giorno ho cominciato a vedere sempre più biciclette rosa del delivery di Foodora in giro per Torino e quando si è presentata l’occasione ho preso coraggio e ho provato a ordinare.

    I fattori che mi hanno spinto a farlo sono stati principalmente i seguenti:
    A) era domenica, pioveva che dio la mandava, io e il moroso ci siamo svegliati all’ora di pranzo e non avevo nessuna voglia nè di mettermi a preparare nè di uscire
    B) volevo finalmente provare il sushi e la pizza fusion di un localino di cui avevo sempre sentito parlare bene ma è un buco dove difficilmente si trova posto a sedere ed è comunque scomodo, quindi era soprattutto per provare qualcosa che a casa non preparerei da sola e per consumarlo nella comodità delle mura domestiche
    C) l’app di Foodora è fatta benissimo, chiara sia nell’ordinare che nel pagare e consente di avere una completa tracciabilità delle varie fasi della consegna, dalla presa in carico dell’ordine fino a “il fattorino è quasi sotto casa tua” (e, almeno nel mio caso il prezzo della consegna è di soli 2,9 € senza il vincolo dell’ordine minimo)

    Conclusione: non dico di farne un uso frequentissimo ma una tantum è uno sfizio che ci si può concedere con serenità, soprattutto se si vuole assaggiare piatti difficilmente replicabili nella propria cucina ma con tutti i vantaggi di essere a casa propria.

  4. Avatar MAurizio ha detto:

    Da piccolo mi hanno spiegato che “far da mangiare” è un atto d’amore.
    Verso gli altri e verso se stessi.
    Probabilmente è un’estensione figurata dell’allattamento al seno.
    Una donna (o uomo) che afferma “orgogliosa (o)” di non saper bollire neanche l’acqua e/o di non saper cuocere neanche due uova sode, “merita” amore ?
    Una/o che per sfamarti ha bisogno di un telefono, va “persa/o oppure trovata/o” ???? 🙂