Gin: prova d’assaggio

Se non sapete cosa sono i botanicals datevi brutti voti in mondanità gastronomica. E rimediate subito integrando le cose da sapere sul gin con le origini curative, la ricetta originale, il passaggio dal Geneva olandese al dry gin di Londra.

Questo, ovviamente, perché il prodotto della “distillazione di un fermentato di frumento e orzo in cui viene messa a macerare una miscela di erbe, spezie, piante e radici” (noto come gin, appunto) è la tendenza numero 1 del bere miscelato per il 2016, come confermano le distillerie specializzate che spuntano come funghi, i vari Gin Day, la prima ginoteca“, negozio, aperta a Trieste, così come a milano la “gintoneria, uno dei nuovi cocktail bar dedicati esclusivamente al gin (ma il primigenio fu il Gin Corner del Hotel Adriano a Roma), nel mentre ha già festeggiato l’annetto di vita a Milano .

Altra tendenza da tenere d’occhio, e lo faremo presto, il Gin artigianale Made in Italy.

Nel frattempo Prova d’assaggio, il nostro test settimanale dei prodotti in vendita nei supermercati, si sofferma sulle marche più famose realizzate con etanolo di origine agricola e, come dicevamo, con i botanical (i principi botanici presenti nelle maggioranza dei gin).

CONTENDENTI

Beefeater
Bombay Sapphire
Bosford
Gordon’s
Tanqueray

CRITERI

Profumo
Sapore
(il colore in questo caso non è stato preso in considerazione).

Il test si è svolto alla cieca; oltre a essere soggettivo il verdetto è passibile di pubblico ludibrio.

#5 Bosford extra dry London gin

bosford london dry gin

“Distilled in England – is produces according to a classic english recipe which is a guarantee of quality acknoledge worldwide
37,5% – from 100% neutral spirit – martini & rossi spa , Torino – stabilimento in Pessione

Storico marchio inglese originariamente prodotto dalla distilleria William Henry Palmer, come recita il sito aziendale. Nonostante il nome è un gin tutto italiano prodotto fin dal 1948 in Piemonte dalla Martini & Rossi, che dopo aver acquisito una ricetta tradizionale inglese mandò in soffitta l’originale Gin Martini.
etichetta bosford london dry gin

Giudizio: etichetta taciturna, non racconta metodi e ingredienti particolari. Risultato poco brillante: personalità modesta e gusto sparato che si tende a dimenticare.
– Packaging:
 semplice bottiglia trasparente con etichetta incollata.
– Profumo:
profumo che si perde, con sentori difficili da receperire. 
– Sapore:
sapore forte e che spara in bocca, senza retrogusti particolari e poca capacità di distinguersi.
– Prezzo:
9,18€ – 70cl (Bacardi)
– In breve:
 sotto le aspettative
– VOTO: 6-

#4 Beefeater London

beefeater london dry gin

“Distilled in the heart of the city -1820. Authentic premium gin uncompromised quality and taste, distilled from grain by james burroughts, london, england based on james burrought’s original 19th century recipe, the botanicals in beefeater are steeped for 24 hours prior to distillation resulting in a complex, yest perfectly balanced gin of depht % integrity, wild juniper combines with the subtle spice or coriander & the citrus freshness of lemons & seville oranges for a vibrant gin suitable for every occasion
40% vol. – made with 100% grain spirit – ingredienti: alcool, aromi naturali.

Il gin ‘più premiato al mondo’ (cit.) viene prodotto secondo una ricetta di fine ‘800 che raccoglie 9 principi botanici diversi (ginepro, scorza di limone, semi di coriandolo, mandorle, scorza d’rancia, radice di iris, radice di liquirizia, radice di angelica, semi di angelica).

Il nome è preso in prestito dagli Yeomen Warders, i guardiani della Torre di Londra con le loro tradizionali uniformi rosse e nere.

Oggi Beefeater, una delle nove distillerie ancora operanti all’interno della capitale britannica, realizza altre tre varietà più pregiate (24, Burrough’s reserve e London garden), sempre nello stabilimento di Londra.

etichetta beefeater london dry gin

Giudizio: un sorso e non si scorda più. Il carattere più forte e duro del lotto, con un sapore amaro che è allo stesso tempo punto di forza e tallone d’Achille. Il classico gusto che si ama o si odia.
– Packaging:
una delle etichette (ora un’adesivo sulla bottiglia) più conosciute del mondo, grazie all’uso dell’immagine di una guardia della Torre di Londra, celeberrima attrazione turistica. La bottiglia ha in rilievo sui lati le parole London dry gin.
– Profumo:
leggero profumo di ginepro, poco pronunciato.
– Sapore:
sapore amarognolo che parte piano, poi accellera nel finale puntando di nuovo sulla nota amara
– Prezzo:
9,99€ – 70cl (Pernod Ricard)
– In breve: 
amarissimevolmente amaro
– VOTO: 7-

#3 Gordon’s, the original

gordon's london dry gin
“Distilled to the original secret recipe of Alexander Gordon – est.1769. 37,5% vol. (Diageo).

Gordon’s è la storia del gin. E’ stato Alexander Gordon nel 1769 a distillare il primo London Dry Gin con una ricetta così fortunata (e segreta) da essere utilizzata fino ai giorni nostri.

Nel 1898 la società si è fusa con quella della famiglia Tanqueray, ma nell’anno successivo la morte di Charles Gordon segna l’uscita della famiglia dalla società. Oggi fa parte del portafoglio di una multinazionale, la Diageo.

etichetta gordon's london dry gin

Giudizio: il gin preferito dalla Regina Madre fa ciò che deve fare, e si rivela un prodotto semplice e diretto, di buona qualità, buono per tutti gli utilizzi. 
– Packaging:
bottiglia trasparente con il logo in rilevo sul retro e le classiche etichette stampate.
– Profumo:
profumo dolce di ginepro.
– Sapore:
sapore aspro e pungente, con molta personalità, schietto, senza fronzoli.
– Prezzo:
9,90€ -70cl (Diageo)
– In breve: 
una certezza, sincero e pulito come ci si aspetta
– VOTO: 7

#2 Bombay Sapphire

bombay sapphire london dry gin

“Hand selected exotic botanic – from a 1761 recipe. Based on our secret 1761 recipe, the ten exptic botanicals are hand-selected toensure theri superior quality, then their natural flavours are captured through a delicate distillation process called vapour infusion. Juniper berries from Italy, lemon peel from Spain, criander (seeds) from Morocco, angelica (root) from Saxony, orris (iris root) from Italy, grains of paradise from West Africa, cubeb berries from Java, casia bark from IndoChina, alomonds from Spain, liquorice from China. 40% vol. – distilled from 100% grain.

Creato nel 1987, fin dal nome dichiara di volersi ispirare a un gin molto diffuso in India durante il periodo coloniale. Tripla distillazione e vapori alcolici passati attraverso i botanical ma non inseriti direttamente nell’alambicco per ottenere un gusto più fruttato e delicato.

La produzione non è più a Londra ma ora si realizza nell’Hampshire, sud dell’Inghilterra.
etichetta bombay sapphire london dry gin

Giudizio: Bombay fa leva sulla variegata composizione dei botanicals (ben 10 diversi) che consentono un risultato più raffinato rispetto alla concorrenza.
– Packaging:
bella bottiglia di colore oceano, con incisi nei lati i botanical usati nella produzione.
– Profumo:
 delicato, dal bouquet speziato.
– Sapore:
dalla struttura complessa, con note esotiche che conferiscono una marcia in più.
– Prezzo:
14,90€ –  70cl (Bacardi)
– In breve:
peperino.
– VOTO: 7,5

#1 Tanqueray

tanqueray london dry gin

“Export strenght, distilled four times from world’s finest botanical. 43,1% – 100% grain neutral spirit.

Quattro sono i botanicals utilizzati (segreti, si vociferano ginepro, coriandolo, liquirizia e radice di angelica) così come il numero di distillazioni impiegate per creare questo gin ideato nel 1830 da Charles Tanqueray nel quartiere londinese di Bloomsbury.

La produzione è continuata anche durante la seconda guerra mondiale nonostante i danni subiti dai bombardamenti tedeschi, prima di essere spostata in Scozia.

Due i principali prodotti a marchio Tanqueray, il classico London Dry Gin e il No. 10 (a cui vengono aggiunti agrumi freschi), oltre a vodka, rangpur gin, e malacca gin per i mercati esteri.
etichetta tanqueray london dry gin

Giudizio: bouquet e gusto molto interessanti dal sapore rotondo e piacione
– Packaging:
la bottiglia stilizzata dal classico colore verde riprende il taglio di quella originale del 1948, ispirata alle forme dello shaker per cocktail.
– Profumo:
intenso e ficcante, profumo persistente di ginepro.
– Sapore:
sapore rotondo, senza difetti con rimandi boschivi.
– Prezzo:
13,50€ –  70cl (Diageo)
– In breve: 
il migliore
– VOTO: 8

COSE IMPARATE DA QUESTA PROVA D’ASSAGGIO

bottiglie gin prova d'assaggio
Con una degustazione di prodotti provenienti dagli scaffali della GDO si coglie solo una parte del vasto e complesso mondo del gin.

Malgrado ciò, anche prodotti meno raffinati come questi rivelano note gustative piacevoli e stimolanti, in particolare Tanqueray e Bombay che dominano questa prova d’assaggio. Gli altri sono da preferire per il bere miscelato.

Interessante notare come il mercato del gin dai grandi numeri sia praticamente in mano a due multinazionali, Bacardi e Diageo, con il terzo incomodo Pernod-Ricard.

[immagini: Andrea Soban]

Andrea Soban Andrea Soban

4 Gennaio 2016

commenti (18)

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  1. Giovanni ha detto:

    Finalmente un test come si deve, anche se sul Beefeater sarei stato meno impietoso, ma ci sta tutto.

    1. Daniele ha detto:

      Quando in alto a sinistra compare il nome di Soban si sa già che l’articolo vale la pena di essere letto. Peccato accada troppo di rado 🙂

    2. 😀 , troppo buono…se il primo commento del 2016 è così mi viene voglia di scrivere di più… mi scuso per aver l’assenza, ma ‘dovuto’ scrivere di gelato, tra poco in uscita…

  2. Daniele ha detto:

    Per me il Gordon’s resta IL gin, che in quanto tale deve avere come caratterizzante il ginepro. Quelli in cui è appena percettibile fra i vari botanical sono senza dubbio dei pregevoli distillati, ma non andrebbero chiamati gin.

    1. giovanni ha detto:

      a mio avviso sarebbe anche da ragionare sull’impiego, perchè c’è differenza fra liscio e miscelazione e tra miscelazione e miscelazione

  3. Msimone ha detto:

    Il gin questo sconosciuto. Certo che se si vuole berlo liscio occorre rivolgersi a qualche enoteca. Apprezzo che non si sia parlato dell’ Hendricks lo spritz dei Gin. Per chi vuole consiglio due gin italiani fred jerbis e solo gin.

    1. giovanni ha detto:

      non si può parlare di un gin che costa almeno il doppio di quelli presentati e che difficilmente si trova sugli scaffali di un supermercato… e che cmq non è per nulla male, poi certo se giochiamo a fare gli snob è un altro conto

    2. andrea soban ha detto:

      esatto, l’Hendricks per prezzo e distribuzione gioca in un altro campionato.
      Di italiani ce ne sono più di due notevoli, su un’offerta, oggi, calcolata al volo, intorno ai 15/20 marchi diversi

  4. Vincent ha detto:

    Se diciamo “Gin and Tonic” non può essere altro che Gordon’s.
    E gli inglesi lo gustano sempre così.

    1. giovanni ha detto:

      frega un piffero degli inglesi, io il gin tonic lo faccio con la fever ed il monkey

  5. Nikinsky ha detto:

    Concordo con la classifica di Soban, impeccabile direi, una delle migliori prove d’assaggio comparse qui. Certo ci sono centinaia di altri gin, ma tra quelli più reperibili questo ranking ci sta tutto.

  6. ganfo ha detto:

    Concordo con la classifica, anche se per il mio palato il Bombay è più gradevole del Tanqueray

  7. Luca Sulmona Goffanti ha detto:

    Come scritto, questi sono Gin da GDO, anche se nel supermercato dove vado io (Iper Tosano) ne hanno ben altri, tra i quali Hendrick’s, GVine, Monkey 47, Bulldog, … accompagnati da ogni tipo di acqua tonica. Purtroppo non vendono il Gin del Professore, ma lo trovo altrove. Da quando bevo certi Gin, non ho più toccato quelli citati nell’articolo, Bombay in testa. Non per niente ma perchè ci sono Gin e Gin.

    1. Cristian ha detto:

      In quale Iper Tosano trovi il Bulldog gin? Grazie

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