Gli anni Novanta, gastronomicamente parlando, qualche danno lo hanno fatto. Sono stati gli anni in cui arrivavano in massa i cibi pronti, eccitantissimi, ma di qualità decisamente mediocre: il purè in fiocchi nelle buste, il risotto pronto “basta aggiungere l’acqua”, le torte confezionate. Di conseguenza, molti di noi hanno sviluppato un certo senso di colpa nei confronti del piatto pronto e si sentono invece nobilitati dalle lunghe e meticolose preparazioni.
Peccato che nessuno abbia più tempo di fare nulla e, mentre si susseguono i meme sui social per ricordarci che non è possibile fare tutto, ci concediamo qualcosa di pronto all’uso soltanto quando la frustrazione raggiunge l’apice, magari nascondendolo nel carrello sotto a un cumulo di prodotti freschi che ogni giorno ci guarderanno giudicanti dal frigo.
Per fortuna gli anni Novanta sono passati, e l’industria produce anche prodotti di qualità. Un esempio sono i risotti “Origini del Gusto” di Riso Vignola 1880, un’azienda famigliare con cinque generazioni che si sono susseguite fino a oggi. Dimenticatevi la cremina chimica del riso in busta e quell’odore di glutammato che appiattisce il sapore: qui stiamo parlando di altro.
Consistenze diverse, per risi differenti

Intanto il riso: due risotti della linea (e sono cinque) partono dal Verelè, una varietà di riso nero a chicco lungo, autoctona del Vercellese e intensamente aromatica. L’azienda, partendo dal chicco integrale di questo riso, ha ottenuto due colorazioni differenti: Viola Intenso e Rosa Puro, la prima con una sola decorticazione del chicco, la seconda con due. Con questi ha preparato le prime due ricette pronte: riso viola, verdure arcobaleno e nocciole che è una ricetta vegana; riso rosa, tartufo e bollicine.
Le altre tre ricette partono invece da un Carnaroli coltivato con metodo biologico, dal riso Bomba di origine spagnola e dal Basmati Fior d’Himalaya. Con queste ulteriori varietà si dà vita, rispettivamente, a: Riso Carnaroli Classico, cacio, pepe e limone; una paella di mare con riso Bomba, gamberi, calamari e paprika chips; e un riso-ramen con riso Basmati, alga kombu, funghi shiitake e brodo profumato.
Ogni confezione contiene 250 grammi di prodotto e dà vita a tre porzioni di risotto: si aggiunge l’acqua e si cuoce per il normale tempo di cottura del riso (ovviamente quantità di acqua e tempo di cottura dipendono dalla ricetta e sono indicati sulla confezione).
Non ci si deve preoccupare di tostature e mantecature, perché il piatto è pensato per essere semplice e toglierci tutto il peso dalle spalle. Il risultato, però, è professionale e gli ingredienti sono di qualità. Ricette completamente differenti, a partire dalle texture ottenute nel piatto, capaci di far dimenticare l’uniformante cremina del riso pronto.
Si possono acquistare nello store su Amazon dell’azienda e i prezzi variano da 5,50 a 7,90. Oppure si comprano da Eataly e in alcune gastronomie e supermercati.
La ricerca della qualità nell’azienda Vignola 1880

Questa selezione di risotti pronti nasce da una collezione di varietà di riso presentata al mercato circa due anni fa con il nome “Origini – Capolavori di Natura”, in cui il riso Rosa Puro, Viola Intenso, Nero Assoluto, Bianco Essenziale, Bomba Oro e Fior d’Himalaya venivano proposti tal quali, pronti da usare nelle ricette domestiche.
Fare un lavoro sulle varietà di riso è fondamentale nel nostro contesto, in cui le varietà di riso che consumiamo sono ridotte a due, massimo tre, con buona pace della biodiversità che il nostro territorio, anni orsono, era in grado di produrre.
Ma l’azienda Vignola non fa solo questo: ha anche deciso di non acquistare solo da terzisti (pur selezionati), ma di creare la propria azienda agricola biologica: 800 ettari di risaie in cui si producono Arborio, Originario, riso nero, riso rosso, Ribe e Carnaroli presso la Cerealicola San Giacomo di Livorno Ferraris (VC).
Si tratta di un fondo in cui si applicano anche tecniche innovative alla risicoltura, come la pacciamatura verde — una pratica che utilizza colture vegetali di copertura per proteggere il suolo, trattenere l’umidità e limitare naturalmente le infestanti — e strumenti di agricoltura di precisione, cioè sistemi basati su sensori, dati satellitari e monitoraggio digitale che permettono di distribuire acqua e nutrienti solo dove servono, riducendo sprechi e impatto ambientale.
Nello stesso luogo è stata creata anche un’oasi naturale e un’attività di rimboschimento, con la messa a dimora di oltre 50.000 alberi e arbusti.