Come il colpevole torna sempre sul luogo del delitto, siamo tornati nello stesso supermercato di dicembre, stessa corsia, stesso scaffale, con lo scontrino del panettone ancora in tasca: 4,90€ al chilo. Davanti agli occhi, la colomba a quasi 12 fruscianti euro. Stiamo parlando dello stesso impasto, badate bene, soltanto a forma di volatile abbozzato e con un po’ di glassa alle mandorle spalmata sopra.
Panettone 2025 vs Colomba 2026: i prezzi


Basta affiancare le immagini per capire che quello a cui stiamo assistendo non è un rincaro stagionale, è sontuosa estorsione. A Natale, in questo stesso metro quadro di linoleum, un chilo di Panettone Bauli costava 4,90€. Era il prezzo onesto per un lievitato industriale senza troppe pretese. Oggi il Bauli a guisa di uccello, la colomba nella storica scatola lilla, costa 6,90€. È la tassa sul piccione, due euro secchi, un rincaro del 40% in tre mesi. Farina, uova e burro non hanno subìto fluttuazioni da dicembre a marzo, il mercato è fermo, ma la colomba vola altissimo.
Colombe 2025 vs Colombe 2026: i prezzi

Se il confronto con il Natale vi fa arrabbiare, aspettate di vedere cosa è successo rispetto alla Pasqua dell’anno scorso. I dati lo certificano: il prezzo medio delle colombe classiche è esploso del +20%, passando da una media di 9,98€ al chilo agli attuali 11,96€.
Analizziamo il listino marchio per marchio:
- Maina, Balocco, Paluani, Melegatti: un anno fa erano il porto sicuro. Oggi la base si è alzata a 6,45-6,90€ al chilo, con un balzo di 1,50€ rispetto al 2025. E se pensate di salvarvi con i private label del supermercato (Coop, Carrefour, Le Grazie di Esselunga, Favorina di Lidl) sappiate che ci cascate lo stesso. Questi lievitati sono quasi tutti sfornati da Maina, il discount è soltanto una scenografia.
- Bauli: galleggia tra i 6,90 e gli 8,00 € al chilo, con un aumento di pochi centesimi.
- Le colombe luxury (Tre Marie, Vergani, Galup): le versioni classiche rimangono a quota 13-14€, ma se volete l’emozione forte, Tre Marie vi fa una magia. La tradizionale da un chilo costa infatti 13,90€, ma la variante “cioccolato e pere” scende di nascosto a 880 grammi per 16,99€. Il cartellino mente, la calcolatrice no (sono 19,20€ al chilo).
- Il caso Motta: hanno definitivamente ritirato dal mercato la colomba low cost. Al suo posto, varianti firmate dallo chef Bruno Barbieri, con cartellini tra i 9,90 per la classica da 900 grammi e i 13,20€ al chilo per quelle speciali (quando in offerta). Cachet del testimonial incluso nel prezzo.
Differenze tra panettone e colomba secondo la legge

A questo punto l’avvocato d’ufficio della GDO potrebbe ribattere: “Ma la glassa! Le mandorle! La complessità strutturale!”. Andiamo a leggere cosa dice il Decreto Ministeriale del 22 luglio 2005.
Articolo 1 (Panettone) e Articolo 4 (Colomba) condividono lo stesso identico dogma: materia grassa butirrica non inferiore al 16%. Significa che nella colomba non c’è un grammo di burro in più rispetto al panettone pagato 4,90€. Il panettone ha il 20% di uvetta e canditi, mentre la colomba li sostituisce con un 15% di scorze d’arancia candita e aggiunge una glassa con un 2% minimo di mandorle. Tutto qui. Un rincaro del 40% per una spolverata di amidi e zucchero è una speculazione che non ha nemmeno il coraggio di nascondersi.
“Cioccolotta” e “Golosona”: ci trattano da deficienti

Per farti digerire un furto del genere, devi essere sedato prima. Guardate i nomi sulle scatole delle versioni speciali, quelle che hanno subìto un ulteriore rincaro medio del +10% rispetto al 2025. Cominciamo con la Cioccolotta di Maina. Cioccolotta. Un nome che ti fa venire voglia di smantellare lo scaffale a mani nude. Pesa 750 grammi, costa 6,50€ (in offerta), sono ben 8,67€ al chilo. Seguono a ruota i lievitati della linea “La Golosona”, pera e cioccolato, Limoncrema (…), Zuppa Inglese, Tiramisù, Spritz, Bellini. Aspetto quella gusto peperonata.
L’immancabile pistacchio e l’abisso “Dubai Style”
Se i vezzeggiativi non bastano, l’industria ti aggancia sfruttando il terrore del candito e sostituendolo con il pistacchio, il Valium senza ricetta dei giorni nostri. La sua declinazione cafonal, quella “Dubai Style” (a base di crema di pistacchio e pasta kataifi) viene venduta a cifre spropositate per un prodotto confezionato. La Vergani Dubai Style, ad esempio, può superare ampiamente i 26€ al chilo.
Il rincaro sulle uova di cioccolato

Dimenticate per un attimo le colombe e conservate l’indignazione per il reparto uova di Pasqua. I prezzi del cioccolato con sorpresa sono aumentati di un agile 7%, con un cumulato biennale del +38%. Siamo arrivati a sborsare una media di 58,00€ al chilo di cioccolato con picchi che tolgono il fiato: l’uovo Bauli standard per bambini costa 54,00€ al kg, ma se ci stampano sopra Masha e Orso schizza a 73,16€. Per riassumere, il rincaro medio dei prodotti legati a licenze famose è superiore del 30-40% rispetto ai prodotti base.
Compriamo scatole sempre più leggere, gonfie di creme anestetizzanti, perché a certe tradizioni non si rinuncia. Ma un aumento del 40% per un cucchiaio di zucchero e una manciata di mandorle è una giustificazione che non regge, nemmeno con tutto il lievito madre del mondo a sostenerla.
