Sono una moderata fan dei pancake, ma sarò sincera: non sono una di quelle che si alza presto al mattino per farli. Accetto volentieri le ospitate degli amici per mangiarne di ogni tipo: da quelli light a quelli sporcaccioni. Pigra e indolente: insomma, sono la cliente perfetta per i nuovissimi pancake Mulino Bianco.
Con il lancio di prodotto, Barilla, questa volta ha superato se stessa, commissionando uno studio ad hoc a Nielsen uscito proprio in occasione del “pancake day” (di cui mai abbiamo sentito tanto parlare in Italia se non lo scorso 16 febbraio) che, guardate il caso, ha certificato quanto i gusti degli italiani virino sulla colazione internazionale.
Ed è proprio per soddisfare questa oramai assodata domanda di mercato che il brand di Barilla dedicato a biscotti e bakery ha messo a scaffale i pancake, discostandosi per la prima volta dalla tradizione peninsulare. Effetto Nutella Biscuits assicurato: i dolcetti pronti erano già considerati introvabili alla loro uscita, rivenduti a prezzi maggiorati su Amazon.
L'”emergenza” però sembrerebbe rientrata: dopo un sabato di spesa infruttuosa, ho portato a casa il prezioso sacchetto, acquistato da un normalissimo supermercato tra più anonimi pancake e merendine di altro genere.
Prezzo: 2,30 euro.
Pagati e portati al sicuro tra le mura di casa mia, i Pancake Mulino Bianco sono pronti per la Prova d’assaggio di Dissapore.
Packaging
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Il packaging dei Pancake Mulino Bianco è quello solito, iconografico, delle gallette Galletti, di Macine & co: fondo quadro, carta riciclabile gialla. Poi, sul fronte, la proposta di impiattamento classica dei pancake, direttamente dall’immaginario comune: due tondini Mulino Bianco, poca frutta a pezzettini, sciroppo non meglio identificato. I soliti claim free from, “senza olio di palma” e “senza additivi conservanti”, sono in bella vista, insieme all’utilizzo del latte 100% italiano.
Ingredienti
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Gli ingredienti sono riportati su un lato: farina di frumento 31,8%, uova fresche 17,1%, olio di girasole, destrosio, latte intero fresco pastorizzato 8%, acqua, umidificanti: glicerolo, emulsionanti: mono e digliceridi degli acidi grassi, aromi, agenti lievitanti (difosfato disodico, carbonato acido di sodio, sale).
L’altro lato riporta i valori nutrizionali: 100 grammi di pancake apportano 362kcal, 1 pancake 127kcal. La voce più importante è quella dei carboidrati totali (46,6 grammi), di cui zuccheri 18,8 grammi. Grossomodo, i valori di questi pancake sono in linea con le altre merendine confezionate Mulino Bianco.
La shelf life indicata è di circa 2 mesi e mezzo: molto di meno rispetto ai classici confezionati, in qualche caso anche di alcuni panettoni “senza conservanti”. Questo dovrebbe essere positivo per la salute di noi consumatori globalizzati.
Aspetto
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Apriamo con cura la confezione, che contiene quattro bustine con due frittelle cadauna (la dose consigliata per una persona). L’aspetto visivo è quello del classico pancake. Spessi un centimetro scarso, diametro tipo tazza da latte, colore che va dal biscotto chiaro sul fondo al caramello bruciato in superficie, sulla quale è impresso il logo del brand Mulino Bianco.
Il packaging esterno non lascia passare nessun profumo in particolare; profumo che non si ottiene nemmeno aprendo la confezione e tirando fuori le quattro porzioni di pancake. Ci ritroviamo tra le mani otto pancake abbastanza morbidosi, un po’ appiccicati alla busta di plastica. Ne scarto velocemente un pacchetto.
Gusto e olfatto
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A questo punto, la zaffata di vanillina mista al caramello al naso è potente e a tratti quasi disturbante. La consistenza del pancake si rivela morbida anche oltre la plastica, dirò di più: vien voglia di tirarne via un pezzo per mangiarlo nudo. Ma resisto e faccio i compitini come dice Mamma Mulino.
Seguo pedissequamente l’unica indicazione per l’assaggio presente: riscaldateli in padella o microonde. Scelgo quest’ultimo, trenta secondi, driiiiin, recupero il piatto. I pancake sono fumanti ed ancora più appiccicaticci e bruniti se possibile, con il logotipo della casetta ben accentuato. L’odore sprigionato è una specie di caramello vanigliato, ora.
Decido di aggiungere del semplice miele millefiori, sempre perché sono fan della colazione zerosbatti. I pancake fanno praticamente da spugna: assorbono quasi immediatamente il miele e restano praticamente quasi intonsi. Il taglio procede semplice, un bel più uno a questi pancake. Non è gommoso né oppone resistenza. Giallo giallo (saranno uova fluorescenti?), l’odore vanigliato aumenta e diventa predominante al palato, rivelando quello che risulterà la peggiore pecca del prodotto.
Masticando (per quel poco che si può masticare, è davvero piccino questo pancake) assume la consistenza merendinosa di altre felici compari di scaffali. Insomma, è una merendina.
Giudizio finale
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Sono una buona trovata commerciale questi pancake Mulino Bianco, nati evidentemente per accontentare una fetta di mercato lasciata finora solo coperta dalle fette biscottate: quella dei “supporti” per topping vari, come whipped cream, marmellate, creme spalmabili ed altro ancora. Un mercato sicuramente cresciuto: di pancake ce ne sono di ogni sorta, dai preparati proteici a quelli più calorici.
La resa finale, però, è decisamente migliorabile. I pancake proposti da Mulino Bianco si appiattiscono sulla sensazione di merendina confezionata (cosa la quale in effetti è), dal sapore poco naturale e a tratti troppo prevaricante rispetto al topping (okay, ho utilizzato topping semplice, ma sono abbastanza certa che l’aroma di vanillina sarebbe rimasto quello anche con una crema abbastanza forte).
Punti a favore: sicuramente la consistenza, non gommosa e non banale. Si tagliano facilmente anche solo con l’ausilio dei rebbi della forchetta, si masticano bene, non creando mappazzoni di sorta. In conclusione, l’esperimento è abbastanza acerbo e forse si è ottenuto qualcosa di diverso dalle aspettative.
Tipo un plumcake, ma con un’altra forma.
Voto cinque.