di Nunzia Clemente 1 Marzo 2021
Pancake Mulino Bianco; Prova d'Assaggio

Sono una moderata fan dei pancake, ma sarò sincera: non sono una di quelle che si alza presto al mattino per farli. Accetto volentieri le ospitate degli amici per mangiarne di ogni tipo: da quelli light a quelli sporcaccioni. Pigra e indolente: insomma, sono la cliente perfetta per i nuovissimi pancake Mulino Bianco.

Con il lancio di prodotto, Barilla, questa volta ha superato se stessa, commissionando uno studio ad hoc a Nielsen uscito proprio in occasione del “pancake day” (di cui mai abbiamo sentito tanto parlare in Italia se non lo scorso 16 febbraio) che, guardate il caso, ha certificato quanto i gusti degli italiani virino sulla colazione internazionale.

Ed è proprio per soddisfare questa oramai assodata domanda di mercato che il brand di Barilla dedicato a biscotti e bakery ha messo a scaffale i pancake, discostandosi per la prima volta dalla tradizione peninsulare. Effetto Nutella Biscuits assicurato: i dolcetti pronti erano già considerati introvabili alla loro uscita, rivenduti a prezzi maggiorati su Amazon.

L'”emergenza” però sembrerebbe rientrata: dopo un sabato di spesa infruttuosa, ho portato a casa il prezioso sacchetto, acquistato da un normalissimo supermercato tra più anonimi pancake e merendine di altro genere.

Prezzo: 2,30 euro.

Pagati e portati al sicuro tra le mura di casa mia, i Pancake Mulino Bianco sono pronti per la Prova d’assaggio di Dissapore.

Packaging

Pancake Mulino Bianco; Prova d'AssaggioPancake Mulino Bianco; Prova d'Assaggio

Il packaging dei Pancake Mulino Bianco è quello solito, iconografico, delle gallette Galletti, di Macine & co: fondo quadro, carta riciclabile gialla. Poi, sul fronte, la proposta di impiattamento classica dei pancake, direttamente dall’immaginario comune: due tondini Mulino Bianco, poca frutta a pezzettini, sciroppo non meglio identificato. I soliti claim free from, “senza olio di palma” e “senza additivi conservanti”, sono in bella vista, insieme all’utilizzo del latte 100% italiano.

Ingredienti

Pancake Mulino Bianco; Prova d'Assaggio

Gli ingredienti sono riportati su un lato: farina di frumento 31,8%, uova fresche 17,1%, olio di girasole, destrosio, latte intero fresco pastorizzato 8%, acqua, umidificanti: glicerolo, emulsionanti: mono e digliceridi degli acidi grassi, aromi, agenti lievitanti (difosfato disodico, carbonato acido di sodio, sale).

L’altro lato riporta i valori nutrizionali: 100 grammi di pancake apportano 362kcal, 1 pancake 127kcal. La voce più importante è quella dei carboidrati totali (46,6 grammi), di cui zuccheri 18,8 grammi. Grossomodo, i valori di questi pancake sono in linea con le altre merendine confezionate Mulino Bianco.

La shelf life indicata è di circa 2 mesi e mezzo: molto di meno rispetto ai classici confezionati, in qualche caso anche di alcuni panettoni “senza conservanti”. Questo dovrebbe essere positivo per la salute di noi consumatori globalizzati.

Aspetto

Pancake Mulino Bianco; Prova d'Assaggio

Apriamo con cura la confezione, che contiene quattro bustine con due frittelle cadauna (la dose consigliata per una persona). L’aspetto visivo è quello del classico pancake. Spessi un centimetro scarso, diametro tipo tazza da latte, colore che va dal biscotto chiaro sul fondo al caramello bruciato in superficie, sulla quale è impresso il logo del brand Mulino Bianco.

Il packaging esterno non lascia passare nessun profumo in particolare; profumo che non si ottiene nemmeno aprendo la confezione e tirando fuori le quattro porzioni di pancake. Ci ritroviamo tra le mani otto pancake abbastanza morbidosi, un po’ appiccicati alla busta di plastica. Ne scarto velocemente un pacchetto.

Gusto e olfatto

Pancake Mulino Bianco; Prova d'AssaggioPancake Mulino Bianco; Prova d'Assaggio

A questo punto, la zaffata di vanillina mista al caramello al naso è potente e a tratti quasi disturbante. La consistenza del pancake si rivela morbida anche oltre la plastica, dirò di più: vien voglia di tirarne via un pezzo per mangiarlo nudo. Ma resisto e faccio i compitini come dice Mamma Mulino.

Seguo pedissequamente l’unica indicazione per l’assaggio presente: riscaldateli in padella o microonde. Scelgo quest’ultimo, trenta secondi, driiiiin, recupero il piatto. I pancake sono fumanti ed ancora più appiccicaticci e bruniti se possibile, con il logotipo della casetta ben accentuato. L’odore sprigionato è una specie di caramello vanigliato, ora.

Decido di aggiungere del semplice miele millefiori, sempre perché sono fan della colazione zerosbatti. I pancake fanno praticamente da spugna: assorbono quasi immediatamente il miele e restano praticamente quasi intonsi. Il taglio procede semplice, un bel più uno a questi pancake. Non è gommoso né oppone resistenza. Giallo giallo (saranno uova fluorescenti?), l’odore vanigliato aumenta e diventa predominante al palato, rivelando quello che risulterà la peggiore pecca del prodotto.

Masticando (per quel poco che si può masticare, è davvero piccino questo pancake) assume la consistenza merendinosa di altre felici compari di scaffali. Insomma, è una merendina.

Giudizio finale

Pancake Mulino Bianco; Prova d'Assaggio

Sono una buona trovata commerciale questi pancake Mulino Bianco, nati evidentemente per accontentare una fetta di mercato lasciata finora solo coperta dalle fette biscottate: quella dei “supporti” per topping vari, come whipped cream, marmellate, creme spalmabili ed altro ancora. Un mercato sicuramente cresciuto: di pancake ce ne sono di ogni sorta, dai preparati proteici a quelli più calorici.

La resa finale, però, è decisamente migliorabile. I pancake proposti da Mulino Bianco si appiattiscono sulla sensazione di merendina confezionata (cosa la quale in effetti è), dal sapore poco naturale e a tratti troppo prevaricante rispetto al topping (okay, ho utilizzato topping semplice, ma sono abbastanza certa che l’aroma di vanillina sarebbe rimasto quello anche con una crema abbastanza forte).

Punti a favore: sicuramente la consistenza, non gommosa e non banale. Si tagliano facilmente anche solo con l’ausilio dei rebbi della forchetta, si masticano bene, non creando mappazzoni di sorta. In conclusione, l’esperimento è abbastanza acerbo e forse si è ottenuto qualcosa di diverso dalle aspettative.

Tipo un plumcake, ma con un’altra forma.

Voto cinque.

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