Panettoni artigianali: le classifiche 2018 stanno arrivando

Di bontà insostenibile. A volte anche bellezza. Sono i panettoni artigianali più desiderabili d’Italia. Quelli di pasticceria che conquistano la classifica di Dissapore.

Le classifiche, prego, giacché quest’anno sono tre.

1) Una da 20 posizioni per i panettoni “creativi” (martedì 4 dicembre).

Abbiamo grandi attese da questa classifica. Dopo anni di esperimenti senza né capo né coda il clash modaiolo è partito anche tra i pasticcieri più accreditati. Si stanno tutti ingarellando con la fava di Tonka –“che aroma, e quanto sta bene nel panettone”– vogliono tutti candire le amarene (difficilissimo) come se non ci fosse domani. Staremo a vedere in mezzo a tanta creatività chi la spunta.

2) Una da 30 posizioni per i panettoni tradizionali (mercoledì 5 dicembre).

È il grande classico di Dissapore, non ricordo nemmeno da quanti anni si faccia, e da quanti anni la vinca puntualmente Vincenzo Tiri che, con i soliti occhioni sognanti di ingenuità acerenzana (da Acerenza, il paese lucano dov’è diventato il Ferran Adrià del panettone) confida di primeggiare anche questa volta.

3) Una da 10 posizioni per i panettoni degli chef (giovedì 6 dicembre).

Ma come, nel momento storico che vorrebbe passata la febbre e iniziata la parabola discendente, con i cuochi dai ricavi milionari che avrebbero smesso di fare notizia? Ebbene sì, ormai con i panettoni anche loro –gli chef– commerciano in merci rare: esperienza, impegno e storie da raccontare. Attenzione perché questa volta, perfino sul vostro pranzo natalizio di intenditori, la ciliegina potrebbe essere il panettone griffato da uno chef. Contro ogni previsione.

Criteri per entrare nelle classifiche di Dissapore

Quali sono i comandamenti per accedere al regno del panettone, insomma, i criteri che è tenuto a soddisfare chi appare nelle nostre classifiche?

Consideriamo odore, colore, sapore. Poi aspetto e consistenza, che è la vera prova del nove di questo Everest del lievitato. Li annusiamo, li tagliamo, li ammiriamo.

La freschezza è un criterio fondamentale di cui spesso ci si dimentica. Se artigianale, il panettone non va venduto oltre i 30 giorni dallo stop alla produzione, con tanto di data impressa nell’etichetta esterna. Escludiamo i lievitati che contengono mono e digliceridi e conservanti non naturali.

Tutto ciò detto e ribadito, Dissapore vi dà appuntamento a domani 4 dicembre (panettoni creativi), mercoledì 5 dicembre (panettoni tradizionali) e giovedì 6 dicembre (panettoni degli chef), per scoprire le classifiche e il meglio del 2018.

Massimo Bernardi Massimo Bernardi

3 dicembre 2018

commenti (6)

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  1. lumi ha detto:

    Vorrei sapere se includerete anche il panettone di Le Polveri che mi incuriosisce assai.

  2. Orval87 ha detto:

    Chissà che quest’anno tra i panettoni creativi non ci sia quello con la colatura o col cotechino 😀

  3. ROSGALUS ha detto:

    TIRI ????

    Dove acquistarlo ?

    Su Marte ? Non ci sono informazioni piu’ precise al riguardo ?

    1. Stefano ha detto:

      Probabilmente non segui il settore altrimenti lo conosceresti da anni.
      Artisti del panettone su Sky e in centro a Milano ci sarà il temporary shop.
      On line si trova oppure da lui nella sua pasticceria o nel negozio dedicato ai lievitati, trovi info più precise in rete.

    2. ROSGALUS ha detto:

      Grazie Stefano.

      Non è che non conosca Tiri . Se ne parla tanto : forse anche troppo.
      Ma francamente non avevo nessuna coordinata.
      Grazie ancora per le informazioni.

    3. Domenico ha detto:

      Per averlo, bisogna prenotarlo in tempo utile. Io abito nei dintorni della pasticceria e per avere un panettone Tiri, lo devo prenotare un mese prima. Questo perchè vengono fatti in modo artigianale e non Industriale come altri della classifica. Comunque per quanto riguarda la qualità, non esiste un panettone che abbia il gusto del Tiri. Provare per credere!!!!!

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