Se i supermercati italiani ci incentivano a comprare fragole spagnole

Con il mercato delle fragole a basso costo stiamo inquinando troppo. Se quelle da serra spagnole costano un terzo rispetto alle italiane, le compriamo anche se non sono buone né sostenibili.

Se i supermercati italiani ci incentivano a comprare fragole spagnole

Niente segnala l’inizio della primavera come i cestini di fragole in offerta all’ingresso del supermercato, con accanto le bombolette di panna spray e qualche piantina di basilico. Il più delle volte è solo la metà di febbraio, eppure ormai completamente ignari del naturale susseguirsi delle stagioni, le mettiamo nel carrello assieme ai galani di Carnevale.

Arriviamo a casa e le conserviamo in frigo e, se non le mangiamo il giorno stesso, cominciano ad annerirsi e a sviluppare muffe abbastanza prodigiose, fino a ridursi in un unico blocco brodoso e peloso che finisce nel secchio dell’umido. Se invece, con lungimiranza, le abbiamo mangiate, avremo sicuramente tolto un paio di centimetri di polpa ancora bianca sotto al picciolo per mangiarne ciò che rimane, e ci saremo resi conto che è duro, insipido e aspro. Una decina di cucchiai di zucchero e mezza bomboletta di panna spray possono davvero migliorare la situazione?

Se ci fate caso, le fragole di febbraio non sono italiane. Spesso sul cellophane che le incarta c’è scritto “Fresón de Palos”. Si tratta di un marchio cooperativo della zona di Huelva, nel sud della Spagna, uno dei principali poli europei della produzione di fragole.

La coltivazione intensiva della fragola nell’area ha iniziato a svilupparsi tra gli anni ’60 e ’70, grazie all’introduzione degli invernaderos, che hanno trasformato il territorio in una filiera industriale orientata all’export.

Oggi sotto questo marchio vengono prodotte diverse varietà commerciali selezionate per resa, resistenza e uniformità, destinate alla grande distribuzione, in cui arrivano a basso costo e in grandi volumi nei supermercati europei.

La Spagna è il più grande produttore europeo di fragole, con circa 300.000 tonnellate annue, ed è leader nell’esportazione. Non è sempre stato così: fino a poco più di dieci anni fa anche l’Italia era una grande esportatrice, ma oggi non riesce a competere con le quantità e i prezzi degli spagnoli.

Comprare fragole italiane è un lusso

fragole spagnole

Il problema è che le fragole, come in genere i piccoli frutti, hanno un costo elevato. Il motivo è legato al fatto che la raccolta è spesso manuale e che le rese, soprattutto delle varietà più pregiate, sono abbastanza contenute.

Eppure le fragole spagnole hanno costi incredibilmente bassi. Un esempio? All’MD di Torino questa settimana le fragole spagnole costavano 1,99 euro per 500 grammi, mentre quelle italiane (provenienti in genere dalla Basilicata, nostra terra d’elezione per le fragole, o dalla Campania) costavano 3,89 euro per 300 grammi. In sostanza, le fragole italiane costano quasi 13 euro al kg, mentre quelle spagnole circa 4 euro (in offerta, ma sono costantemente in offerta).

fragole spagnole e lucane prezzi

Chiaramente la competizione non esiste, soprattutto ora che il potere d’acquisto dei nostri stipendi è ridotto all’osso: farsi una coppa di fragole buone è un lusso che pochi si possono permettere. Ovviamente la GDO lo sa, e propone il surrogato spagnolo, acquoso e insipido, ma che permette di portare in tavola una coppa di fragole a tutti.

Il problema è che in questo modo stiamo tutti incentivando un sistema di produzione incredibilmente dannoso per l’ambiente, quello delle serre andaluse che hanno ormai depauperato il territorio e il suo tessuto sociale.

Sarà forse una conseguenza minore, ma a pensarci bene, non così tanto, a depauperarsi sono anche le nostre papille gustative, che stiamo abituando a un gusto fragola che non è quello vero. Cosa che – a dire il vero – avviene con gran parte della frutta, soprattutto quella estiva.

La soluzione non sembra immediata: una soluzione politica nel mercato globale europeo è praticamente impossibile. Come sempre, la soluzione potrebbe essere culturale. In Francia, per esempio, nazione che importa molte fragole spagnole esattamente come noi, al mercato rionale i commercianti di fragole hanno banchetti dedicati in cui le fragole sono divise per varietà e per sapore, tra quelle più dolci e quelle più fruttate. Nei supermercati spesso esiste una zona di prodotti locali, in cui le piccole fragole Gariguette, tra le più coltivate, sono segnalate come prodotto a km0. Il prezzo è notevole, si aggira sui 18 euro al kg.

Con questo contesto però, l’acquisto di una fragola di scarsa qualità è un acquisto più consapevole. Da noi, ho l’impressione che non lo sia affatto.

Ah, la stagione giusta per le fragole nel Nord Italia, dove vivo io, è giugno. Ma a giugno vengono spesso lasciate nei campi, perché, perdendo lo status di primizia, nessuno le acquista più al giusto prezzo. Chi ha la fortuna di abitare accanto a una coltivazione di fragole, d’estate se le va a raccogliere, con il placet del contadino che non sa più che farsene. È il mercato, bellezza.