di Dissapore Dissapore 11 Marzo 2021
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E allora i supermercati? Qualcuno si preoccupi della salute della GDO, perdìo, in questa terribile pandemia iniziata nel 2020, che provocherà inevitabilmente una crisi economica senza pari. Come dite? Non c’è da preoccuparsi per loro? Avete ragione, ma in ogni caso ci ha pensato Mediobanca, che come suo solito ha analizzato il settore dei supermercati (discount compresi) a prevalenza alimentare e ha pubblicato uno studio che illustra i migliori risultati nei vari settori.

Le classifiche sono costruite aggregando i dati economici e finanziari di 117 aziende nazionali e 27 maggiori player internazionali per il periodo 2015-2019. Per l’Italia la copertura è stimata pari al 93% del mercato.

Un po’ di considerazioni generali: “Il 2020 della Distribuzione Moderna è atteso chiudere con un progresso del 5%, di cui l’1% attribuibile all’esplosione del canale on-line. Incrementi molto marcati per i Discount (+8,7%), i Super (+6,8%) e i Drugstore (+6,6%). L’intero sistema dovrebbe ripiegare dell’1,6% nel 2021, cumulando nel biennio un aumento del 3,3%. L’e-commerce (+60% nel 2021) potrebbe arrivare al 3% del mercato già nel 2021, due anni in anticipo rispetto al 2023 previsto prima della pandemia. Si tratta tuttavia di un segmento che continua a registrare margini negativi per oltre il 10%”. La forza lavoro complessiva sfiora le 13mila unità.

Conad leader nelle quote di mercato

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Nel 2020 è Conad che detiene la maggiore quota di mercato: il 14,8%, seguita da Selex al 13,7% e dalle Coop al 12,9%. Nel 2011, appena dieci anni fa, la classifica era completamente rimescolata nell’ordine: le Coop erano il primo gruppo con il 15,3%, seguite da Conad al 10,6% e da Selex all’8,1%.1. I margini sono in calo per tutti, per chi di più e per chi di meno: si passa al 4,9% del 2019 dal 5,6% medio del 2015-2017. Ma per esempio i Discount scendono dal 20,1% al 16,6%, la Distribuzione Organizzata dall’8,8% al 7,8% e la Grande Distribuzione dal 6,7% al 4%. Per Conad si passa dal 2,5% all’1,8%, mentre le Coop segnano sull’intero quinquennio un margine negativo che si fissa al -1,4% nel 2019.

Lidl ha il primato nelle vendite

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Se prendiamo in considerazione la classifica delle vendite, anzi della percentuale di crescita delle vendite tra il 2015 e il 2019, troviamo in testa Lidl Italia: +8,7% medio annuo, poi Eurospin e Agorà insieme al +7,6%, seguono Lillo-MD (+6,9%), VéGé (+5,3%) e Crai (+5,2%). Ma Lidl è protagonista anche di un altro notevole risultato: segna un Roi (12,9%) superiore a quello della casa madre tedesca Lidl Stiftung (8,8%).

Eurospin campione di redditività

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Guardando proprio alla voce Roi, cioè redditività del capitale investito, il primato spetta a Eurospin (20,2%), seguito da Lillo-MD (16,5%), Agorà e Lidl Italia al 12,9%, Crai all’11,9% e VéGé al 9,1%. Il discount registra un’eccellente risultato anche nella classifica internazionale, perché Mediobanca non si è limitata al mercato dei retailer italiani: mentre in testa alla redditività mondiale c’è l’australiana Coles (31,3%), subito al secondo posto troviamo Eurospin con il suo 20,2%, mentre Lillo-MD si piazza in quinta posizione.

Esselunga in testa agli utili

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Supermarkets Italiani, cioè Esselunga, si conferma la regina degli utili, cumulati tra il 2015 e il 2019: 1.340 milioni, seguita da Eurospin a 1.016 milioni, Conad a 879 milioni e VéGé a 839 milioni. Ma c’è anche chi va in negativo: Carrefour ha cumulato perdite per 603 milioni, Coop per 252 milioni. Supermarkets Italiani detiene poi un altro primato, a livello internazionale: è il primo retailer in quanto a vendite per metro quadro nei confini nazionali: con €15.900 precede le britanniche J Sainsbury (€13.600), Tesco (11.500) e Wm Morrison (€11.200)

Coop in calo

Coop Alleanza 3.0 è la maggiore cooperativa italiana, con vendite nel 2019 pari a 4.043 milioni, seguita da PAC 2000 A (Gruppo Conad) a 2.851 milioni e Conad Nord Ovest a 2.586 milioni,  poi viene Unicoop Firenze a 2.320 milioni. Oltre alle perdite che abbiamo visto nei paragrafi precedenti, dallo studio Mediobanca emerge anche un altro fattore di crisi per Coop: il prestito soci appare in costante declino, dagli 11,1 miliardi del 2014 agli 8 miliardi del 2019.

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