Uovo di Pasqua Baci Perugina

Quando parliamo di uova di Pasqua, dovremmo tutti porci una domanda: quanto paghiamo al chilo quel poco cioccolato che – alla fine – mangiano solo i nostri figli, magari procurandosi pure un precoce attacco d’acne adolescenziale? Abbiamo fatto una piccola indagine, per comparare i prezzi delle marche del supermercato, aggiornati a questo 2019.

La risposta è, generalmente, questa: lo paghiamo parecchio. Spesso, l’equivalente al chilo di alcuni dei migliori cioccolati artigianali in commercio. Ok, è ovvio che non stiamo pagando solo il cioccolato: con l’uovo di Pasqua paghiamo la sorpresa (che poi è quella che interessa di più ai bambini), il packaging colorato, il brand (dai cartoni animati ai supereroi) spesso collegato alla promozione. In una parola, per dirlo alla Crozza/Briatore, stiamo pagando il sciogno.

E allora, vediamo un po’ quanto ci costa (e quanto cacao in effetti c’è), in questo sciogno di cioccolato. Siamo andati ad analizzare alcune delle principali uova in commercio per questa Pasqua e, pur consapevoli delle variazioni di prezzo in ogni punto vendita, abbiamo cercato di mettere a confronto costi e ingredienti. Ecco cosa ne è venuto fuori:

Uovo di Pasqua Paluani


Paluani decide di affidarsi a uno dei parchi dei divertimenti più amato d’Italia, Gardaland, tentando così di accontentare più fasce d’età in un colpo solo. Ma come siamo messi a ingredienti? Il suo uovo di cioccolato al latte finissimo ha come primo ingrediente lo zucchero, e contiene il 31 % minimo di cacao.
Prezzo al chilo: 41,25 euro

Uovo di Pasqua Ferrero Rocher


L’uovo Rocher non ha bisogno di nessuna sorpresa particolare se non un’altra dose di Rocher: per questo hanno pensato di mettere quattro praline all’interno dell’uovo. Il contenuto di cacao è minimo il 33,5%, anche se lo zucchero rimane il primo ingrediente.
Prezzo al chilo: 44,40 euro

Uovo di Pasqua Bauli

Strizza l’occhio alla vanità delle femminucce l’uovo di Pasqua Bauli, che contiene il 31% minimo di cacao (anche qui, il primo ingrediente è lo zucchero).
Prezzo al chilo: 31,21 euro

Uovo di Pasqua Fondente Nero Novi


Un uovo più per il pubblico adulto, visto che parliamo di cioccolato fondente “extra amaro” (che poi, perché il cioccolato fondente debba essere extra amaro non ce lo spieghiamo del tutto). Le percentuali di cacao sono – finalmente – notevoli: 72%, e lo zucchero passa finalmente in seconda posizione.
Prezzo al chilo: 47,57 euro

Uovo di Pasqua Baci Perugina


Come per i Ferrero Rocher, quale miglior regalo che non trovare dell’altro cioccolato dentro l’uovo di Pasqua? Noi approviamo la scelta, anche se il cacao dell’uovo dei Baci Perugina si assesta sul 32% minimo e mantiene come primo ingrediente lo zucchero.
Prezzo al chilo: 38,83 euro

Uovo di Pasqua Lindt Fondente


Ha il 50% di cacao l’uovo fondente marchiato Lindt, ma lo zucchero continua a essere il primo ingrediente della lista.
Prezzo al chilo: 36,67 euro

Uovo di Pasqua Lindt Lindor Fondente


Altri cioccolatini come sorpresa (olè!), e il 70% di cacao minimo. Non male, tutto sommato.
Prezzo al chilo: 39,03 euro

Uovo di Pasqua Witor’s biologico


C’è perfino indicata l’origine del cacao (Santo Domingo) in questo uovo di Pasqua che ci ha sorpreso per rapporto qualità-prezzo (40% di cacao minimo).
Prezzo al chilo: 32,91 euro

Uovo di Pasqua Nero Perugina


Nell’uovo “al cioccolato fondente extra con granella di semi di cacao caramellata” la quantità minima di cacao presente è il 51% (non tantissimo, in realtà, considerato il tipo di prodotto, che ci pare punti molto sul cacao), e il primo ingrediente rimane lo zucchero.
Prezzo al chilo: 39 euro

Uovo di Pasqua Balocco


Punta sul classicone dei Puffi, l’uovo di Pasqua Balocco che presenta un 31% di cacao sul totale (primo ingrediente, di nuovo, lo zucchero).
Prezzo al chilo: 39,93 euro

Uovo di Pasqua Motta


Gli immortali Simpson fanno da partner a quest’uovo Motta, che ha il solito 31% di cacao minimo e inizia la lista ingredienti con lo zucchero.
Prezzo al chilo: 42,05 euro

Uovo di Pasqua Kit Kat


La sorpresa all’interno è svelata da subito (un kit kat mini e un abbonamento alle serie TV). Nessuna sorpresa invece sugli ingredienti: primo fra tutti lo zucchero e cacao al 32%.
Prezzo al chilo: 44,24 euro

Uovo di Pasqua Smarties


È una matrioska di cioccolato al cubo l’uovo Smarties, che al suo interno contiene un coniglietto di cioccolato che custodisce un mini pacchetto di Smarties. Perccato non sia al cubo anche la percentuale di cacao, di nuovo al 32%, e di nuovo con lo zucchero primo ingrediente.
Prezzo al chilo: 44,24 euro

Uovo di Pasqua Bauli


Lo abbiamo fotografato nella declinazione Transformers, ma non è l’unico: l’uovo Bauli ha il 31% di cacao (e indovinate qual è il primo ingrediente?).
Prezzo al chilo: 37,46 euro

Uovo di Pasqua Dolfin


Anche qui diverse tipologie di sorprese, ma nessuna sorpresa sulla percentuale di cacao (31%) né sul primo ingrediente della lista.
Prezzo al chilo: 31,77 euro

Uovo di Pasqua Dolci Preziosi


Uno tra i più venduti tra i piccolissimi, immaginiamo, visto il packaging brandizzato Pj Masks (per chi non ha figli, sono il cartone animato del momento). Solito 31% di cacao minimo, solito zucchero in cima alla lista.
Prezzo al chilo: 31,79 euro

Uovo di Pasqua Kinder Gransorpresa

Un grande classico della Pasqua, è un po’ la versione maxi dell’ovetto Kinder che tutti abbiamo mangiato da bambini. La formula “+ latte – cacao”, per quanto ci sia sempre sembrata strana messa in relazione al cioccolato, continua a funzionare: 32% di latte e 14,5 % di cacao.

Prezzo al chilo: 52,60 euro

[Fonte dei prezzi: Ipermercato Carrefour di Corso Montecucco, Torino]

commenti (3)

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  1. Avatar giovanni ha detto:

    Devo essermi perso qualcosa. Come fa un uovo col cacao al 50% MINIMO (il sesto e il nono della lista) ad avere lo zucchero come primo ingrediente? Facciamo che lo zucchero sia solo il 51%, 51+50 = 101, i conti non tornano…

  2. Avatar jpjpjp ha detto:

    UOVO CIOCCOLATO FONDENTE PERUGINA® NERO CON GRANELLA DI SEMI DI CACAO CARAMELLATA
    CACAO: 51% MINIMO NEL CIOCCOLATO
    zucchero, pasta di cacao, burro di cacao, granella di semi di cacao caramellata 8% (semi di cacao 4,5% – sul totale del prodotto, zucchero, sciroppo di zucchero caramellato), emulsionante lecitine di girasole, aroma naturale di vaniglia.

  3. Avatar Fabio ha detto:

    Nella mia testa la frase “quel poco cioccolato che – alla fine – mangiano solo i nostri figli” non trova proprio posto. Nella mia famiglia l’uovo di pasqua anzi le uova, perchè col cavolo che se ne piglia solo uno, vengono sbranate non mangiate… con una vera e propria battaglia stile legge della giunga (chi è più veloce, forte e furbo degli altri ne mangia di più) e di figli/bambini non ce ne sono. E’ vero, si paga molto per una quantità che non corrisponde al prezzo, ma questo si sa è tutto mercato (nei discount trovi prodotti fabbricati dalle aziende più note, solo che non lo sai… sono in un incarto diverso, con un logo e un nome diverso e allora costano 3 volte meno, ma il prodotto è uguale). Che problema ci sia se un alimento contiene tanto zucchero non lo so… si capisco i concetti di salute e bla bla bla, ma per me come tutto vale la regola “basta saper controllarsi” (tranne durante le feste che se non sto attento sgranocchio anche il tavolo). Il cioccolato extrafondente è extra amaro per tre motivi:
    1-il cacao è amaro già di suo, poi viene tostato il che lo rende più amaro… se poi viene tostato un pò alla c***o di cane (nelle cioccolate di bassa qualità ad esempio) è ancora peggio.
    2-C’è gente convinta che il cioccolato fondente più è amaro più è buono (e non perchè è più tostato) perciò scrivere extra amaro sulla confezione fa pensare (a chi pende dai luoghi comuni) “Uuuh! Extra fondente! Extra amaro! Allora è sicuramente extra buono!” convincendosi di comprare roba di qualità neanche avesse ricevuto in dono fave di cacao direttamente da un maya.
    3-Il cioccolato fondente è “amaro” perchè viene mangiato nel modo sbagliato, cioè masticandolo. Andrebbe invece messo sulla lingua e fatto sciogliere lentamente. Così si sentono tutte le sfumatore del gusto (tra cui anche l’amaro)