I piatti pop del 2018 di Luca Iaccarino: Il buonappetito

La cucina che conta è una sola: quella buona. Non importa se top o pop, se siderale e triviale. È dunque solo per semplicità che nelle prossime righe vi racconterò i XX piatti pop migliori mangiati nel 2018. Le foto sono del sottoscritto, quindi abbiate pietà (grazie al cielo – soprattutto nelle trattorie – non si mangia con gli occhi, ma con la bocca).

Tra qualche giorno vi mostrerò invece le grandi ricette d’alta gastronomia provate durante l’anno.
Chissà che tutte queste squisitezze non vi possano servire come consigli per l’anno che viene. O magari semplicemente vi faranno venire appetito: e sotto Natale ce n’è bisogno.

1. La storica, tipica, unica minestra di Natale (addizionata di interiora), piatto tipico di Savona gustato, propro il 24 dicembre 2017, all’Osteria Le Mancine della città ligure.

2. Quanto sono buone le città non si valuta dai loro locali d’eccellenza, ma dai posti medi. E il Ristorante Bolognese proprio di fronte alla stazione di Bologna è uno di questi. Non bello, non celebre, eppure i tortellini son tanta roba.

3. La mia trattoria di mare preferita a Torino, anche perché è una pescheria: enorme polpo e patate alla Pescheria Gallina a Porta Palazzo.

4. Tra le tante soste pop-fighette, grande goduria per i bao di faraona al piano terra del polo del gusto EDIT, a Torino.

5. Mannaggia Nino Rossi che quest’anno non fa PIG al Qafiz, a Santa Cristina d’Aspromonte: il maiale cotto nella caddara era il top.

6. La mia enoteca del cuore 2018: BeR a Torino. Pochi vini, pochi piattini, tutti buonissimi, fatti con amore. Acciughe al bagnetto rosso no limits.

7. Il miglior peruviano in cui sia stato in Italia: Kay Essenza Peruviana a Torino. Non proprio pop, ma il midollo d’una bonta esagerata.

8. Che figata Warpigs: una pork shoulder da urlo. Non fosse a Copenaghen ci andrei più spesso.

9. Una delle trattorie che stanno nel mio cuore: Da Felice a Torino. Spaghi bottarga e vongole e silenzio.

10. Esiste da decenni ma io l’ho scoperto solo nel 2018: il Vecchio Aratro, in una Torino periferica. La zuppa di pesce è questa qui. Ci capiamo.

11. Piatto pop, cuoco top: spaghetti al pomodoro a casa di Gennario Esposito. No comment.

12. Seppie e carciofi e un secolo di esperienza: Osteria da Oreste, a Savona. Mio adorato.

13. Sembra di essere negli anni Settanta, ma cannoli così buoni ne ho mangiati mai. Pasticceria Uva, Torino.

14. Stoccafisso all’anconetana a casa Cedroni-Organi: che te lo dico affa’?

15. Le lasagne della domenica. Solo che le cucina a casa Antonio Guida.

16. Uno dei miei cinesi per cinesi preferiti: Mei Shi Mei Ke, Torino, tutti i ravioli fatti a mano, uno a uno.

17. Son giovani, hanno preso un peschereccio, pescano e friggolo al porto di Savona. Tanta roba il cartoccio di totani di Alalunga.

18. Alla festa di Opinionated About Dining a Londra il miglior roastbeef della mia vita. Solo non ricordo chi lo cucinò.

19. Che delizia il cibo di strada di Scirocco a Catania: un guazzettino di arselle e via, verso la Piscaria

20. Quelle cose che succedono solo in provincia: piatti top a prezzi pop. La finanziera del Santa Marta, di Mazzè, che buona.

21. Il culatello di Massimo Spigaroli all’Antica Corte Pallavicina. Cosa c’è da dire?

22. Gli antipasti piemontesi della migliore osteria à la Slow Food di Torino: le Antiche Sere. Perfezione.

23. Quando uno ha culo: la madre di mia cognata ha la gastronomia-pasta fresca Careri ad Albissola Marina. E fa delle acciughe ripiene eccezionali.

24. Il fritto misto al Centro di Cercenasco. E sono felice.

25. D’un tratto – ero in Sicilia per il congresso dei cuochi italiani – mi portano in un caseificio nel nulla di cui ora non trovo il nome (lo cercherò). E mi portano i migliori cannoli della mia vita.

26. Colazione al Pasteis de Belem, a Lisbona. Super top (cappuccino a parte).

27. Uova, calamari, vongole, teste: tutto ai massimi livelli all’incredibile Ultimo Porto, al porto di Lisbona.

28. Si chiamano Travesseiro, sono i dolci tipici di Sintra (quelli lunghi) in Portogallo, e sono una delle cose migliori che abbia mai mangiato.

29. I tramezzini con le acciughe al verde di Mulassano, a Torino. Silenzio.

30. È pazza e a tratti insostenibile ma Brunilde della Maison di Chef Rinòo fa le torte più ghiotte di Torino.

31. Da Eataly Torino Lingotto, alla pescheria, si può scegliere tra una dozzina di latte di acciughe salate. Queste con le patate schiacciate. Mamma mia.

32. È un ristorante ma è così classico e perfetto che piace a tutti, quindi pop: gli agnolotti dei Ristorante Cacciatori di Cartosio.

33. Il fritto di pesce del pescaturismo Gagollo a Bergeggi (SV). Vi basta?

34. Ci finiamo per caso dopo una gita in montagna: il Cavallo Rosso a Villanova Mondovì. Ravioli con ristretto di stinco: paz-ze-schi.

35. La pasta e fagioli migliore dell’universo alla piolaccia preferita: Coco’s, a Torino.

36. Al mercato ti Porta Palazzo Marco Brusconi fa il cibo di strada quello vero: panino di porchetta incredibile mi pare a euro 3,50.

37. Ha appena preso la stella ma rimane coi piedoni per terra: Alessandro Mecca di Spazio7 a Torino la domenica fa un brunch a 25 euro che levati.

38. Finanziera e polenta: squisita! All’Osteria Bar Sport di Casale Monferrato.

39. Ormai top e pop s’incrociano: il risotto della Locanda Perbellini a Milano mi pare di ricordare costi 10 euro. Ed è buonissimo.

40. Da Alecs Klinec, produttore di vino naturale in Slovenia, ho mangiato alcuni dei migliori salumi di sempre. Compreso il miglior prosciutto crudo ever, ma non sono riuscito a fotografarlo perché volevo solo mangiarne ancora.

41. Non ha nemmeno un nome il bar di Via Oropa 9 a Torino che fa la cucina più semplice e confortevole che possiate immaginare. Ecco le polpette, ecco il bollitino.

[Foto copertina: Chiara Cavalleris]

Luca Iaccarino

12 Dicembre 2018

commenti (6)

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  1. E ha detto:

    Gentile Luca,
    sali, una volta a Cosio d’Arroscia – Trattoria Bar da Maria e sappici dire.

  2. Mario ha detto:

    Questa sera sono ritornato al Vecchio Aratro; se volete riscoprire il significato della ristorazione (e se abitate a Torino), andateci.
    Piatti buoni, prezzi onesti come pure il vino sfuso (a consumo), cameriere-padrone attento e gentile, ambiente struggente (demodè, per i meno nostalgici: quando è l’ultima volta che avete visto gli stuzzicadenti sul tavolo ??).
    Entri, mangi bene, paghi, esci soddisfatto; non hai dovuto farti venire il mal di testa per capire quello che lo scief voleva trasmetterti. Hai mangiato, insomma, sei stato ristorato, non hai fatto nè un faticoso percorso nè una metafisica esperienza.
    Un appunto su Brunilde: ritornerò, nonostante sia indigesta, per due motivi: voglio vedere se per sbaglio ogni tanto sorride e voglio mangiare di nuovo i suoi dolci.

  3. Mario ha detto:

    Aggiungo:
    Da marito di portoghese che da quasi trent’anni passa le vacanze in Portogallo: pasteis de Belem inarrivabili (ne ho provati almeno 15 all’anno per 29 anni, fate i conti); Pasteleria Alcoa ad Alcobaca, superlativa (detto da un torinese che ha sperimentato le bignole mignon di Falchero: chi le ha assaggiate, capisce – ed è abbastanza attempato ahilui).

  4. Salvatore ha detto:

    Non i piatti top, ma i piatti top di un torinese che parla,della sua città immagino. Con tutto il rispetto per Torino ed il Piemonte, c’e troppa poca Sicilia, Campania ed Emilia. E senza queste 3 regioni succitate non c’è classifica credibile (o almeno si aggiunge un dosclaimer indicando che è una classifica parziale basata solo di Torino e dintorni (e un po di italia mista, ma giusto un pizzico)

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