8 modi di essere trattoria a Milano oggi

Hai voglia a cercarle col lanternino, le trattorie milanesi vecchio stampo sono diventate merce rarissima. Tuttavia (vi avviso da subito) questo non è un post nostalgico nel quale la sottoscritta si lagna da noiosa reazionaria delle cose antiche che non esistono più.

Vero: il vintage impazza e sempre più spesso le insegne dei nuovi locali sembrano uscite dalla Brera degli anni ’60, per poi scoprire, entrando, che è solo un vezzo modaiolo e fuorviante per lo sprovveduto in cerca di un’esperienza tradizionale in versione “risotto giallo“.

Inutile restare fermi sui cari tempi andati: al netto dei pochi baluardi dell’ossobuco vecchia scuola, oggi la tradizione viene rivisitata in chiave contemporanea, i piatti della storia si mescolano agli ingredienti etnici e moderni, il grembiule dell’oste si fonde coi tatuaggi delle nuove generazioni di cuochi metropolitani, i gusti (e i menu) si evolvono.

Si guarda alla storia, ma ci si svecchia, alla ricerca di un’interpretazione personale della Milano da mangiare. (come già avvenuto per Roma, del resto).

C’è chi virtuosamente ci riesce con ottimi risultati e chi resta al palo proponendo un sacco di fumo e un piccolo arrosto bruciato.

Da qui l’idea di suggerirvi qualche indirizzo metropolitano che si sia evoluto rispetto alla tradizione nuda e pura.

C’è la trattoria gourmettizzata senza risultare stucchevole, quella che strizza l’occhio alla vecchia scuola della schiscetta per il pranzo, la cucina con orto annesso, il vecchio e caro risutin che convive felicemente con la international pastinaca, per dirne una.

TRATTORIA SLOW FOOD

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Mirta

Piazza S. Materno 12, Milano
Tel:02 9118 0496

L’accoglienza, ah questa sconosciuta! Ci sono posti anche bellissimi in città, ma dai quali alla fine del pasto esci così, senza che colpo ti abbia ferito.

Da Mirta ci si accorge dal primo istante che qui l’ambiente famigliare non è solo un complimento standardizzato di quelli che fanno le guide. Il calore, i sorrisi, l’accoglienza sono valori aggiunti percepibili da subito che ti lasciano un’impressione piacevole e ti fa venire voglia di tornarci.

Metteteci poi un menu per la pausa pranzo di tutto rispetto: ti può capitare il Pata Negra come un piatto coi presidi Slow Food italiani, le porzioni sono notevoli, i prezzi contenuti.

Non tentate di prenotare per sabato e domenica: sono i giorni di chiusura, quelli in cui tutti (anche i ristoratori) stanno in famiglia.

Prezzi: 35 €, bere a parte.

TRATTORIA POLITICAMENTE SCORRETTA

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Manna

Piazzale Governo Provvisorio 6, Milano
Tel: 02 2680 9153

Definirla trattoria è riduttivo, qui ci si viene per un’esperienza gastronomica di quelle vere, ma il contesto un po’ periferico e la schiettezza dei piatti la fanno rientrare d’obbligo tra i nostri luoghi del cuore a Milano.

Non vi preoccupate: in zona Via Padova ci si può mettere piede anche prima che arrivi l’esercito tanto desiderato dal sindaco Sala.

Minimale e curata nei dettagli dell’arredamento, ha un menu che non guarda in faccia a nessuno, sprezzante del finto bon ton da tavola.

Matteo Fronduti, recente vincitore di Top Chef Italia, è uno di quegli chef che si amano o si odiano, di certo non vi risulterà indifferente. Personalità imponente e decisa che si ritrova in ogni singolo piatto, un menu ben assestato che riesce a darvi la sensazione insieme di una carezza e uno schiaffone. Ma a buon fine: sapori decisi e zero banalità.

Prezzi: A pranzo durante la settimana menu a 18 €. Carta 38/60 €

TRATTORIA BUCOLICA

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Erba Brusca

Alzaia Naviglio Pavese 286, Milano
Tel: 02 8738 0711

Al netto di una piccola cimice nel piatto (sì mi è successo quest’estate, sì non dovrebbe ma può succedere anche ai migliori, soprattutto dove le piante e la cucina sono a distanza decisamente ravvicinata), da Erba Brusca si sta bene, soprattutto d’estate quando si può mangiare coi piedi quasi dentro l’orto, facendo finta di essere a chilometri e chilometri di distanza dall’area C.

E’ per questo motivo che qualcosa si perdona a un posto che riesce, in città, a trasportarvi nel verde e a cogliere e mettere direttamente nel piatto quelle belle foglioline che, in altri casi, arrivano dall’altra parte d’Europa.

Una sorta di evoluzione del bersò da vecchia osteria. Prezzi in media, menu che cambia spesso.

Prezzi: 35/40 €, bere a parte

TRATTORIA METROPOLITANA

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Ratanà

Via Gaetano de Castillia 28, Milano
Tel: 02 8712 8855

Mondeghili, risotto con ossobuco, faraona ripiena. Deve aver pescato a mani basse dal ricettario di mia nonna Pina, milanese DOC, Cesare Battisti, lo chef di Ratanà.

Un posto che, per diversi motivi, sembra un’oasi nel deserto. Innanzitutto perché, nella giungla metropolitana è una parentesi vivibile e di rara tranquillità.

E poi (e soprattutto, diciamocelo) perché la cucina è di qualità, i prezzi sono popolari, le ricette della tradizione vera si mescolano con piatti più moderni e ingredienti selezionati non per modo di dire.

Qui è tutto autentico, sia quando si rende omaggio alla cucina popolare da osteria, sia quando si guarda più al contemporaneo.

Prezzi: 50 €, bere a parte

NEO-TRATTORIA

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Trippa

Via Giorgio Vasari 3, Milano

Ve l’abbiamo già ampiamente raccontata e certo non è una novità, anzi ormai direi che è diventata una buona consuetudine per i milanesi senza puzza sotto il naso che apprezzano (o reimbarcano a godere) il quinto quarto senza troppi snobismi.

Da Trippa è sempre un gran bel mangiare, in qualsiasi stagione dell’anno, in famiglia con la nonna o tra amici più ggiovani. Ambientazione retro e tovagliette di carta, prezzi nella media, cibo ottimo.

Da assaggiare assolutamente la trippa fritta, vi scricchiola sotto i denti e ne vorrete ancora e ancora, ma anche la trippa in umido, il vitello tonnato, piatto simbolo della trattoria fin dai primi giorni, piemontese più che milanese, ma in dote a Diego Rossi.

Non disdegnate nemmeno le zuppe e i piatti di stagione che cambiano spesso e hanno tutti un comune denominatore: sono, molto semplicemente, buoni.

Prezzi: 35/40 €, senza bere

TRATTORIA PETTINATA

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A Casa Eatery

Via Conca del Naviglio 37, Milano

Difficilmente nei ristoranti pettinati della milanesità gne-gne ti viene voglia di togliere le scarpe sotto il tavolo e fare davvero come “fossi a casa tua”. A Casa Etaery, invece, succede per davvero, anche se poi per fortuna nessuno si ritrova scalzo durante la cena.

Sarà l’ambiente, da cui ci si aspetta solo il cellophane sul divano per essere la sala da pranzo della zia, con credenza e suppellettili anni ’60 (ma non manca anche il tocco contemporaneo, sia mai).

Oltre all’arredamento, anche il cibo è cucinato come a casa, quando i parenti del sud arrivano per un paio di giorni in città, ma l’impiattamento l’ha fatto il nipotino, seguace incallito di MasterChef e dello spaghetto ben arrotolato.

Tanto pesce, tanta mediterranea felicità nel piatto e, naturalmente, anche qualche risotto invernale vecchia scuola che piace tanto ai milanesi.

Prezzi: 30 €, bere a parte

TRATTORIA MODERNA

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Chic ‘n Quick

Via Cardinale Ascanio Sforza 77, Milano

Accanto al ristorante di Claudio Sadler sul Naviglio Pavese, c’è la versione della trattoria moderna dello chef con 2 stelle Michelin, ovvero la sua interpretazione in chiave svecchiata dell’antica trattoria milanese.

Ambiente non proprio da trattoria, ma più ricercato senza risultare ingessato, un menu che cambia tutti i giorni e una carta con i grandi classici della Madunina, come il riso giallo alla milanese al salto con “Grana Padano 27 mesi Riserva”, oppure la mitica costoletta di vitello alla milanese, che potrete scegliere in versione alta o bassa, così da accontentare tutti.

Non vi fate fregare dai luoghi comuni: i prezzi da due stelle Michelin ci sono, ma entrando nella porta a fianco. Qui il conto è assolutamente in media e la qualità alta.

Prezzi: 35 €, bere a parte

TRATTORIA DI QUARTIERE

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Trattoria del Nuovo Macello

Via Cesare Lombroso, 20, Milano

Una generazione nuova di ristoratori che non disdegna la tradizione di famiglia, mantiene in carta i classiconi immancabili che ti fanno sentire a casa, ma con uno sguardo anche contemporaneo a quello che chiede il cliente di oggi.

In mezzo a tanti piccoli e grandi oggetti che rendono omaggio alla vecchia trattoria, al Nuovo Macello si intravedono i segni del nuovo, a partire dal menu.

Qui infatti, insieme ai mondeghili e all’immancabile marchio di fabbrica, la cotoletta alta e con cottura rigorosamente rosata, ci trovate anche qualcosa di meno pop, come gli spaghetti alla carbonera (sì, con la “e”) di missoltini.

Conto assolutamente nella media, esperienza garantita.

Prezzi: 50 €, bere a parte

[Crediti | Link: Immagini: Dissapore, Flawless, Icecream Architecture

Carlotta Girola Carlotta Girola

22 Novembre 2016

commenti (24)

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  1. Andrea ha detto:

    li conosco tutti, ne frequento qualcuno. anche i prezzi sono evoluti: di trattorie é rimasto solo il nome.
    come rapporto q/p non sono tutti sullo stesso livello.

  2. Orval87 ha detto:

    “i prezzi sono popolari”
    Prezzi: 50 euro, bere escluso.
    😀

  3. Abi ha detto:

    Tagiura, le vigne, del treno, binari,…queste X me sono trattorie

    Capire invece cosa abbiano di trattoria buona parte di quelle in elenco è un mistero
    Poi la frase prezzi popolari e 50 eur senza bere X Ratana vorrei capire cosa significa

    1. StefanoInside ha detto:

      Mai vista la campagna, vero?

  4. Ava Lord ha detto:

    Buono trippa, anche se l’acustica è tremenda e i vini rivedibili, ottima MIRTA, sopravvalutatissima ed esosa Erba BRUSCA. Manca osteria del treno, mentre Manna che non sta a via PADOVA non c’entra nulla. Ratana economica? Non aveva la cotoletta a 30 euro?’?

  5. Gigio ha detto:

    Mamma mia, Milano, oh cara…50 euro per mangiare in trattoria.

    1. Orval87 ha detto:

      Che bavbone che sei…pev i miei standavd, 50 euvo sono pvezzi popolavissimi, e a casa mia siamo gente novmalissima, cvedimi.
      Pev dive, il caviale lo mangiamo solo una volta al mese, e le avagoste puve, se pvopvio pvopvio un paio di volte in più.
      Un abbvaccio, Cavlotta
      😀

    2. Orval87 ha detto:

      PS: si fa pev videve, eh 😀

  6. James ha detto:

    Scusate: ma citare il Bellezza ? non è una trattoria?
    chiedo eh…

  7. StefanoInside ha detto:

    Forse sarebbe stato più corretto parlare di neo-trattorie.
    O di trattorie gastrofighette.
    Che se non hai l’esagonina per terra e un telefono di bachelite rischi che sei una trattoria vera e non fighetta.