Cucinare è uomo o donna?

Andrea Bezzecchi, Jacopo Cossater e Stefano Caffarri

“L’ho sempre detto che la cucina non è roba da donne”. Questa frase sibillina scritta ieri dall’editor Stefano Caffarri—parlando d’altro—ha innescato la rezione indignata delle lettrici di Dissapore. Domanda per chi legge. Ma dobbiamo crederci a ’sto trip vagamente misogino? Siete convinti che solo gli uomini fradici di sentimento come i babà di rum possono sostenere di aver mangiato cose perfette cucinate dalle proprie madri, sorelle, mogli, amanti? [Inserire qui altri gradi di parentela]. Se restiamo nel campo delle leggende, c’è anche il risvolto della medaglia. Dicono che siccome le femmine sono realistiche, quindi immuni dal delirio megalomane che fa il grande cuoco, non esistono ristoranti pilotati da donne chiusi per fallimento, fuga a Cuba o arresto dei titolari per spaccio di cocaina. Tutta roba che nella ristorazione maschile è all’ordine del giorno.

Un momento. Non rispondete prima di sapere che pochi giorni fa a Milano, una squadra di foodblogger maschi reclutati da Voiello, ha superato la controparte femminile alla prova del cuoco. Sapete da chi era composta la maschia squadra? Andrea Bezzecchi, Jacopo Cossater, collaboratore di Intravino, Stefano Caffarri, di cui sopra. E qui il cerchio si chiude.

[Immagine: L'Espresso Food&Wine]




50 commenti a “Cucinare è uomo o donna?”

  1. 1
    liloniadriano liloniadriano commenta:

    maro’ ma che trio! jacopo non lo conosco ma gli altri due(per cause esterne) si’…..quello che hai detto e’ una sacrosanta verita’…io dietro ai fornelli ho due donne…se c’ero io ero gia’ a Cuba!(no coca, solo gnocca…licenza poetica)
    A parte scherzi se guardate i locali che hanno avuto problemini sono tutti con cuochi maschi…. che magari siamo meno piroresistenti della controparte feminina? .-O)

  2. 2
    Stefano Caffarri Stefano Caffarri commenta:

    che colpo basso Bernie. Undici metri sotto la cintura.
    :)

  3. 3
    Sandra Sandra commenta:

    Bernie, forse non ti hanno informato che la ’squadra maschia’ ha vinto per un solo punto. Preciso. Uno solo. :)
    @Adriano, tu si che la sai lunga!

    • Sandra io avrei votato te lo sai!!
      ;-(((((((

    • gumbo chicken gumbo chicken risponde:

      Ecco, una differenza che si nota subito è che spesso gli uomini quando cucinano ci fanno tutta una sceneggiata intorno: e la valigetta col set di coltelli completo, guai se non c’è la casseruola di rame, il grembiule coordinato, discussioni sugli ingredienti sopraffini che solo loro sanno scegliere, piatti e piattini imitando gli scieff e poi…tutta la cucina devastata. :lol:

      E qui, competizione giocosa, vincono per un punto e subito a far notare che si sono dimostrati superiori alle cuoche donne! ;-)

      Noi siamo più per l’understatement e alla fine forse ci si nota di meno!

  4. 4
    eggi eggi commenta:

    professionalmente parlando, cucinare é uomo per molteplici ragioni.
    ammetto però che le donne, a differenza degli uomini, riescono a fare ‘due cose contemporaneamente’ e mi riferisco all’essere madri e, come spesso accade con ottimi risultati, anche chef/patron

  5. 5
    Artèteca Artèteca commenta:

    Beh, dietro ai fornelli, la statistica ci dice che ci vogliono uomini per la fantasia e donne per la concretezza.

    PS: Ma non sarebbe vietato cucinare con la cravatta?! ;)

    Ad maiora
    Fabrizio

  6. 6
    Enrico Marsili Enrico Marsili commenta:

    Mi intrometto perche` l`argomento mi sta a cuore.

    1)Se un uomo non riesce ad essere lavoratore e padre, meglio che non accetti di procreare.
    2)La prole si cresce insieme (qualunque sia la coppia, il trio, il quartetto che ha deciso di procreare/adottare). Punto.
    3)Ci sono donne casalinghe e uomini casalinghi, diciamo cosi`per scelta. Ci credo solo (a volte capita) quando il soggetto interessato me lo dice tre volte consecutive guardandomi negli occhi.

    A mio parere, queste punti valgono tanto per la attivita`di cuoco/a che per quella di fisico/a delle particelle.

  7. 7

    Che dire?
    Non mi piacciono le generalizzazioni. La mia estrazione scientifica mi porta a ragionare su numeri, su dati precisi, il resto sono chiacchiere.
    C’è da dire tuttavia che storicamente le donne sono state generalmente relegate nelle cucine di casa e gli uomini nelle cucine di alto livello dove se c’erano donne facevano bassa manovalanza.

  8. 8
    v. v. commenta:

    Calma, prima di chiudere il cerchio: da chi era composta la giuria? :)

    À la guerre comme à la guerre, ahahah!

  9. 9
    Artemisia Comina commenta:

    bene, archivio anche questo materiale e lo giro a un mio amico maschio, antropologo, e a una mia amica femmina, psicologa: stanno facendo ricerca sulla cultura della cucina, con particolare attenzione alla componente di genere. dateci sotto, grazie.

  10. 10
    Marco Lungo Marco Lungo commenta:

    Boh, trovo che noi maschi impariamo da mamme e nonne, e poi miglioriamo il risultato nel tempo.

    Personalmente, è difficile che faccia entrare donne in cucina. Mia moglie ci è entrata dopo due anni. Se abbiamo ospiti, ancora oggi cucino io, lei usa la cucina per fare i dolci, cosa che a me non aggrada molto.

    Difficilmente ho trovato donne veramente brave in cucina, e questo a dispetto dell’enorme pratica a cui sono storicamente sottoposte. Forse è proprio per quello che l’uomo, quando si diletta in cucina, si diletta appunto, e non lo fa per obbligo storico….

  11. 11
    Vignadelmar Vignadelmar commenta:

    Io nella mia recente vita da Oste ho sempre avuto una Cuoca donna.
    La prima è stata da me 4 anni mentre la seconda fra poco saranno 4 anni che lavora per me.
    Io sono contentissimo, le ritengo serissime, pulitissime e molto meno primedonne di tanti Cuochi uomini…o almeno così me li raccontano.
    .
    Ciao

  12. 12
    Maurizio Cortese Maurizio Cortese commenta:

    Ho conosciuto uomini e donne cucinare bene/benissimo e male/malissimo.
    Il terzo sesso è quello che però mi ha convinto di più.
    Tale Salvatore lavorava come chef a casa di una mia ex e aveva il vantaggio di portare in sè le virtù di ambo i sessi, insomma bipartisan.

  13. 13
    Andrea Gori commenta:

    mai stato sedotto da una donna con il cibo e ma incontrato nessuna che sapesse cucinare particolarmente bene però tutta la fortuna del nostro ristorante e tutto il nostro modo di lavorare l’ha tutto inventato mia nonna quindi mi limito a dire che son stato sfortunato io…

    • Sissie Sissie risponde:

      Che vergonga, Andie, ti ricordo che quasi piangevi per l’erbazzone di mia mamma! Rinnegato per orgoglio maschilista… puah!

      • Andrea Gori risponde:

        io parlavo delle donne della mia generazione, non di quella precendente! ;-)

        • gumbo chicken gumbo chicken risponde:

          Perché secondo te di uomini che seducono con il cibo della stessa generazione (ma anche quella precedente e successiva) ce ne sono centinaia? :-)

          A parte che gli uomini devono sempre fare più fatica per convincerci di essere abbastanza interessanti. Ovvio che s’ingegnino di più. :-P

          - anche in questo post è evidente che mediamente l’immagine dell’uomo che cucina è associata al raffinato gourmet e il grande chef; la donna alla casaliga e la moglie, cosa che per i primi appuntamenti tutto sommato eviterei in ogni caso.

          Infine, con uno straniero si potrebbe anche giocare questa carta. Ma con un italiano è puro masochismo: ci si trova troppo facilmente a mettersi subito in competizione con la cucina della mamma e della nonna (di lui). Per carità!

          • Sissie Sissie risponde:

            Sì, come no, centinaia!!! Però dai, il mio fidanzato mi ha sedotto ripetutamente con prelibatezze sopraffini… il problema è che io ho istantaneamente imparato i suoi piatti e li ho migliorati! Spionaggio culinario femminista…
            @ Andrea: ok prima o poi bisogna che tu faccia un passo a Lerici per dare l’opportunità a noi giovani (!!!!) generazioni femminili di farsi rivalutare!

  14. 14

    [...] Il seguito di questo articolo: : Cucinare è uomo o donna? | Dissapore [...]

  15. 15
    Sissie Sissie commenta:

    Beh, in cucina almeno non sarebbe l’ora di mettere fine alla guerra tra i sessi?
    Che dire, fino ad ora mia madre resta di gran lunga la mia cuoca preferita… ma se non è questione di gusti per il cibo, per cos’altro dovrebbe esserlo?

    • gumbo chicken gumbo chicken risponde:

      Beh se elimini l’aspetto guerresco da questo post si può solo dire che se è vero che la cucina tradizionalmente è faccenda da donne (tranne il barbecue), ci sono uomini professionisti e non che se la cavano benissimo, e ci sono donne che se la cavano malissimo. Fine della questione.

      Se il lato guerresco sia anche scherzoso possiamo anche sbizzarrirci in battute… ;-)

      • Sissie Sissie risponde:

        Sinceramente io tendo a personalizzare meriti e demeriti, quindi leggo il risultato della sfida come una vittoria risicata di QUELLA squadra di cuochi su QUELL’ALTRA squadra di cuochi. Chi mi dice che non sia stata l’origine regionale o il credo religioso a incidere sul risultato finale? E chi mi dice che qualche giudice non fosse prevenuto e non si sia fatto condizionare dal cliché (perché di questo si tratta) del “grande chef VS brava casalinga” nell’attribuire quell’ultimo fatidico punto?
        Facciamo così: mi candido come giudice per la prossima gara, così potrò verificare di persona la veridicità di questo risultato. Hahahahaha!!! Cosa non si farebbe per scroccare!

  16. 16
    Artemisia Comina commenta:

    viene confermato che le donne sono una cosa e le mamme – meglio se assunte in cielo – un’altra.

    spunto interessante, quello della doverosità versus piacere: divertiti pure, cocco di mamma, tanto quando si fa sul serio – sfamare la foamiglia – ci penso io.

  17. 17
    Rik Rik commenta:

    il fatto in assoluto è che le donne hanno sempre cucinato ‘per la famiglia’ e quindi sono molto pragmatiche in tutto..
    Gli uomini cucinano per passione e quando gli va (in casa)..
    Tutto li, sono due mondi e modi di approcciarsi completamente differenti in cucina.
    Quoto per il discorso di Cuba ecc…

  18. 18
    Kapakkio Kapakkio commenta:

    Storicamente i cuochi sono uomini perchè suppongo che lavorare in una cucina di corte nel rinascimento, nel settecento e via discorrendo fosse una cosa fisicamente pesantuccia, fatta di sudore e pentole pesantissime, allo stesso tempo però nelle case erano le donne a cucinare per l’alimentazione quotidiana da qui l’infelice frase “gli uomini cucinano, ledonne cuociono”.
    Le cucine moderne e le tecnologia ha affrancato l’arte di cucinare dalla muscolarità quindi uomini e donne si possono confrontare ad armi pari. Questo per quanto riguarda i couchi professionisti. Per quanto riguarda la cucina quotidiana credo che anche in questo caso ci siano molte donne perennemente a dieta e quindi disinteressate al cibo e altrettanti uomini bamboccioni che a 40 anni mangiano ancora il ragù di mammàsenza sapere nemmeno che bisogna aspettare che l’acqua bolla per buttare la pasta.
    Insomma, in questa discussione si può dire tutto e il contario di tutto e sinceramente il numero di uomini e di donne che ho conosciuto che sappiano veramente cucinare bene sono davvero pochi. Sicuramente le donne che ricordo nella pasticceria stracciano gli uomini.

  19. 19
    Chefclaude Chefclaude commenta:

    Cucinare non ha sesso. Se fosse solo la fatica e lo sforzo fisico la discriminante, allora non troveremmo donne che fanno lavori umili e faticosi quanto quelli degli uomini.
    Dove un uomo fatica, quasi sempre dietro c’è una donna che fatica spesso il doppio per lui.
    Perciò non mi meraviglia affatto che, da parte degli uomini, si sollevi la discriminante fisica, atletica, sportiva; se l’azzeriamo, sono sicuro ne salterebbe fuori un’altra, forse la vera matrice, o il vero pregiudizio: la discriminante del gusto, dell’intelligenza percettiva (ed è quella che ha fatto sollevare il polverone Caffarri: volente o no, figura retorica o poetica, che è, se andiamo a misurare, la stessa cosa).
    Per me, e dall’esperienza che ne ho, c’è solo un’abitudine sociale ad affidare un mestiere agli uomini piuttosto che alle donne. Se il mestiere di cuoco nasce nel Rinascimento, allora è lì che si deve trovare questa destinazione: alle donne spettava sicuramente il ruolo di cortigiana, o quello di servizio. Che, oggi, un numero maggiore di donne non si elevi dal semplice rango di cuoca domestica per arrivare alle vette dell’alta cucina, è solo una conseguenza di quanto un ambito sociale non le lasci libere di organizzare la propria vita in questo senso: e del peso che la tradizione e la famiglia hanno – da sempre – sul destino e sulle scelte delle donne.
    In Francia, e nel nord d’Europa in genere, ci sono molte più donne che dirigono cucine di spessore.
    In qualsiasi lavoro di alta professionalità, agli uomini dà sempre un enorme fastidio sottostare ad una donna, ad un “capo” donna: e nel momento in cui si affida un ruolo così delicato ad una donna, sono quasi sempre degli uomini a decidere.
    Infine, uno dei più grandi pasticceri che conosca, Philippe Rigollot, campione del mondo di pasticceria nel 2005, lavora nella cucina di Anne-Sophie Pic.

    • Kapakkio Kapakkio risponde:

      Dubito che tu abbia sollevato marmittoni pesanti decine di chili ed ovviamente il mio era un riferimento al passato se leggi bene quello che ho scritto.
      Nel nord europa la condizione femminile è diversa e basta indipendentemente dal lavoro svolto.
      Il riferimento alla pasticceria era chiaramente ai non-professionisti.

      • Chefclaude Chefclaude risponde:

        fratello Kapakkio!!! ho letto bene quello che hai scritto, ma volevo puntualizzare per conto mio:
        marmittoni e vasche di planetarie, sotto sfozo e calore e con il pavimento scivoloso, ne ho alzati e ne alzo a volontà, quasi mai vuoti :-)
        quand’ero un pochino più giovane, mi caricavo per conto mio i “sacchetti” di farina da cinquanta chili…
        Al posto delle mani c’ho due tenaglie coi bottoni…!!!!

        • Kapakkio Kapakkio risponde:

          Mio padre ha viaggiato molto, è bello scoprire di avere un fratello alla mia età :-)
          Appunto puoi immaginare che ad esempio l’alluminio era pressochè sconosciuto e quindi cos’era una cucina di 2-3 secoli fa.

          • Chefclaude Chefclaude risponde:

            …pensa allora una contadina di 2-3 secoli fa: credi che siccome donna, stava a casa a pettinare le bambole??
            (qui la polemica è una nota di colore: ma insisto che non dipendeva e non dipende dalla lega del marmiton…) :-)

          • Kapakkio Kapakkio risponde:

            Infatti si spaccava la schiena anche lei. Ma credi che i minatori raccontati da Zola fossero uomini perchè erano gli uomini a gestire il potere?
            Non voglio cercare giustificazioni ma storicamente alcuni lavori venivano fatti dagli uomini perchè i padroni, i potenti preferivano avere + forza muscolare e meno problemi con donne in età fertile. Purtoppo ancora oggi molte donne sono discriminate per questo.

          • Chefclaude Chefclaude risponde:

            ok. Stiamo parlando comunque di un lavoro, per la fatica, imparagonabile a quello di minatori e contadini. Ma gli uomini che gestiscono il potere hanno pure deciso, in qualche punto della storia, che ci fossero dei lavori, o addirittura delle arti, riservati agli uomini e altri per donne, a parità di fatica; che dipenda anche da una scelta obbligata, perché la donna deve procreare e lavorare per la famiglia e basta, questo non si può negare.
            Non credo che il cuoco rinascimentale (il cui lavoro ammetto di non conoscere) non si sia fatto aiutare, poi, proprio per le cose di fatica anche da fanti e fantesche.
            In questo senso, sarebbe interessante approfondire questa storia della nascita della figura del cuoco, del suo sempre maggior peso intellettuale, della sua onorobilità: tenendo conto che a certi livelli diventa diciamo “disonorevole” per la donna proprio quel lavoro che fa quotidianamente.

          • Kapakkio Kapakkio risponde:

            Il mio era solo uno spunto di riflessione, considera che le donne, tranne quelle dei ceti + alti, passavano la maggior parte della loro giovinezza fra gavidanze e allattamenti visto che la media di figli per donna era molto + alta, la morte per parto all’ordine del giorno etc.
            Sicuramente vale la pena approfondire dal punto di vista storico ma credo che si possa generalizzare dicendo che qualsiasi lavoro professionalizzato fosse appannaggio degli uomini per motivi culturali che relegavano le donne tra le mura domestiche.
            E’ pur vero che le donne hanno conquistato man mano settori più facilmente gestibili mentre per altri ancora oggi l’apertura alle donne è di attualità(militari, camionisti, etc.) non solo perchè gli uomini non vogliono lasciare alle donne quei lavori.

          • Chefclaude Chefclaude risponde:

            Sono d’accordissimo sul “culturale”: ma penso anche che si lasciano fare alle donne con maggior libertà quei lavori dove raramente possono far carriera, o dove la carriera non esiste affatto.

    •  lydia risponde:

      Vorrei propormi come fondatrice dello chefclaude fan club!!!!

  20. 20

    [...] Cucinare è uomo o donna? Cucinoio, Forum La nuda verità Mangiare Fuori Vecchia Posta | Gli angeli mangiano [...]

  21. 21
    Artemisia Comina commenta:

    lo ridico: nella storia si rintracciano leggi, nel senso di norme di legge, che proibiscono alle donne di fare il mestiere di cuoco. per esempio, quelle che volevano, nelle corporazioni del seicento francese, succedere al marito cuoco defunto per mantenere un reddito. quindi, anche nel caso che suddetta vedova avesse fino a un momento prima lavorato nelle cucine del trapassato titolare, e fosse in grado di stendere con una bella caracca il legislatore, non c’era niente da fare.

    c’è la storia che ci racconta molto sull’esclusione delle donne dalla cucina “alta” – ridico anche questo – e perfino dalle tavole imbandite, ovvero dell’alta gastronomia servita a tavola, e questo fino all’ottocento (e non mi dite che non avevano denti).

    e non mi state tanto a sfruculiare, sennò mi metto a scriverne, con bibliografia e ricerche annesse, e certamente un seguito lo trovo (che ne dici, Lydia?) :D

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