Interrogativi che il mondo non si pone abbastanza: come si pulisce la cucina di casa?


Come molti coetanei, odio fare le pulizie di casa e non per caso. La mia generazione, quella cresciuta a pane e Disney, ha subito uno degli inganni più atroci che si possano ricordare, mi riferisco a lei, alla maestrina per eccellenza, la Tata che ogni bambino sognava di avere a fianco, l’unica donna in grado di rimorchiare indossando orribili, minuscoli cappelli: Mary Poppins.

In che modo?

Ebbene, la Megera ci ha fatto credere che la nostra vita sarebbe stata un potpourri di passeggiate danzanti su cavalli da giostra, coretti improvvisati con pinguini parlanti e, soprattuto, che per fare le pulizie di casa sarebbe bastato uno schiocco delle dita e una canzoncina idiota. ♫ Basta un poco di zucchero e la pillola va giù ♫, non so se avete presente. Con il tempo, ho dovuto realizzare che non funziona così e che fare le pulizie è una delle attività quotidiane più noiose e faticose che esistano. Altro che schiocchi, canzoncine e  pinguini.

Tra tutti gli ambienti da rassettare, la cucina è senza dubbio il più detestabile. Ma a nessuno, specie da queste parti, sfugge l’importanza della pulizia lì dove si maneggiano alimenti (ricordate questo post?), eccomi quindi a chiedere il vostro aiuto, implorando. Quello che segue è nel dettaglio l’elenco delle operazioni che metto in atto nella pulizia della cucina. Vi chiedo solo di colmare le mie lacune, suggerire soluzioni, correggere il metodo. Procediamo.

  • Mi cambio, indosso una tuta comoda, un paio di scarpe da ginnastica e lego i capelli.
  • Accendo il computer e lancio iTunes su una selezione rock anni ‘90, dal ritmo sostenuto. Alzo quindi a tutto volume ignorando le lamentele della vicina che bussa e strilla e suona il campanello per l’eccesso di rumore. Ma che devo soffrire solo io?
  • Guardo attentamente la situazione e faccio mente locale: il lavello è pieno di piatti sporchi, il bancone di legno è decorato con un’ampia gamma di macchie e i ripiani in acciaio sono assetati di alcol, o qualsivoglia prodotto sgrassante. Dei fuochi, non ne parliamo.
  • Apro l’acqua calda e comincio con i piatti. Uso un detersivo costoso per faticare meno e non faccio mai la guazzetta con l’acqua insaponata, onestamente mi fa un po’ senso. Voi la preferite? La spugnetta è quella classica doppio strato, metà gialla come l’invidia per chi ha la colf, e metà verde speranza che ’sti piatti, a un certo punto, finiscano. Tengo sempre a portata una spazzola e la retina metallica.
  • Una volta terminato con i piatti, attacco i fornelli. Ci passo la spugna dalla parte ruvida e insisto fino a quando non ritrovo il colore originale, alcune decine di minuto dopo. Poi procedo con un prodotto sgrassante. A proposito, consigli? Voi quale usate?
  • Se sono proprio in vena, una o due volte a lustro, smonto i fuochi e metto a bagno le diverse parti, ma non salto mai il passaggio fondamentale: la sigaretta.
  • Strofino con grinta le componenti metalliche dei fuochi ma non c’è prodotto alcuno che possa ricondurle al colore originale (consigli?), quindi mollo e mi concentro sul ripiano d’acciaio. Qui sono preparatissima: l’unico modo per togliere l’alone di grasso è il buon vecchio sapone di Marsiglia. Lo strofino da asciutto, sciacquo e asciugo. Smentitemi.
  • E arriva il momento più odiato: i pavimenti. Passo la scopa dimenticando regolarmente che se lo fai DOPO aver lavato ripiani e fornelli, l’acqua caduta in terra creerà un’abominevole fanga a contatto con polvere e acqua insaponata. Guardo a terra inorridita, mi accendo un’altra sigaretta e penso ad alta voce: “fanc**o Mary Poppins”.
  • Terminata la guerra con le molliche, bisogna lavare. A riguardo, gli abitanti del mondo si dividono in due diversi partiti: progressisti (mocio) e conservatori (straccio). Io che sono sempre stata a sostegno delle idee progressiste, in questo caso tifo straccio, e c’è una ragione. Con l’attrezzo capellone più volte mi è capitato di far forza nel punto sbagliato del secchio bucato, provocando il rovesciamento dello stesso con conseguente inondazione di acqua lercia. Mai più.
  • Quindi straccio, guanti, acqua calda, prodotto per pavimenti e olio di gomito. Il traguardo lo raggiunto esausta, sudaticcia, rossa di guance e con i capelli in posa per un quadro di P.Picasso.

Non sarò la migliore delle donne di casa, lo confesso, ma vi prego non siate troppo severi, sto cercando di migliorare. Proprio per questo chiedo: quali sono i vostri segreti? Tecniche? Metodi? Condividete, è questione di sopravvivenza.

[Crediti | Link: Dissapore, immagine: Stockphoto]




50 commenti a “Interrogativi che il mondo non si pone abbastanza: come si pulisce la cucina di casa?”

  1. Giuseppe Giuseppe commenta:

    sapone di marsiglia? SICURA? no perchè in caso, butto via almeno 5 flaconi di “sgrassatuttoin4secondi”…

  2. Valeria Valeria commenta:

    Per i fuochi e il ripiano acqua calda e aceto, quando smonti il piano cottura metti i fuochi a bagno con acqua e aceto, nel frattempo pulisci il ripiano. Comunque il mio sgrassatore preferito è Chante clair Marsiglia, ottimo anche per la doccia.

  3. fabio fabio commenta:

    non voglio offendere la sensibilità di nessuno,ma vi chiedo di fare una riflessione senza polemica alcuna sul livello degli articoli che che da un paio di mesi mettete online.

    mi dispiace trovare solo 1-2 post interessanti alla settimana e purtroppo sento sempre meno l’esigenza di leggere dissapore come un tempo.

    le mie sono semplici considerazioni da utente e credo verrò insultato o ignorato perchè vado contro il nuovo potere “casalinga style” che si è impadronito di questo che un tempo era un gran bel sito.

    oramai ci sono 3 tipi di articoli dominanti…..recensioni da massaia da iper….insulti sparsi alla parodi….e questo…

    ovviamente a guidare le danze siete voi e del mio parere non vi interesserà nulla ma stimandovi molto ed essendo profondamente deluso dal nuovo corso volevo solo invitarvi a riflettere sulla strada che avete intrapreso….poi è logico che basta non connettersi più….ma se queste righe vi portano almeno a pensare 1 secondo sono ben spese.

  4. Paolo Paolo commenta:

    Un post complicato, che comprende diversi aspetti, dalla manutenzione spicciola alle vere e proprie pulizie. Non sempre vanno insieme, direi.
    In primo luogo: la lavastoviglie (dopo la carta da forno, prima del mocio) e’ la piu’ grande invenzione di cucina. quindi le stoviglie con cui ho preparato, e i piatti, vi sono per loro natura destinate. Toglietemi tutto, ma non la lavastoviglie (semi-cit.)
    E quindi il mio ripiano/lavello non e’ intasato di tutto quanto ho usato per cucinare E ANCHE di tutte le stoviglie del pasto.
    Il bancone/ripiano, per abitudine (scarsita’ di spazi) non e’ un campo di battaglia perche’ cerco di adottare la strategia della guerra preventiva allos chizzo e alla briciola: immediatamente dopo la preparazione, appena si trasferisce il cibo sui fuochi, nei contenitori appositi, una rapida passata per eliminare il grosso degli avanzi.
    Rimane quindi a fine pasto lo stovigliame ingombrante, o quegli attrezzi che non sono adatti ad entrare in lavastoviglie, che vengono lavati rapidamente come dici.
    si passa quindi al piano di cottura, che ti ricordo presenta problematiche diverse a seconda della tipologia: bianco o acciaio; mentre i fuochi possono essere smaltti o di ottone.
    Per i ripiani il tuo suggerimento e’ validissimo, e in generale chiunque faccia le pulizie con regolatia’ si sara’ accorto che i mille sgrassa-puliscitutto non danno lo stesso risultato. Io personalmente rifinisco con una passata di “sgrassa e brilla”, un prodotto MAdel con il quale mi ritrovo benissimo. Utile anche per ammorbidire le croste bruciate sul fondo delle pentole, e cosi’ via.
    Concordo con l’impiego dell’aceto sull’acciaio: la finitura migliore per quel tipo di ripiano. Suoi fuochi sono cosi’ consapevole del problema, che ho sempre voluto prendere cucine con i fuochi smaltati, cosi’ da evitare il problema “sembra annerito da millenni, e mi fa fare la figura della cattiva donna di casa” :)
    Sul pavimento vale il discorso di cui sopra: a seconda del tipo di copertura avrai un prodotto differente e attrezzi diversi. Ho avuto anche il parquet in cucina, copertura che ti ispira cosi’ tanto terrore, da insegnrti a cucinare con cura, minimizzando le perdite “a terra”, e di conseguezna divent rapidissimo e facilissimo da pulire :)

    Paolo

    • Lorenza Fumelli Lorenza Fumelli risponde:

      Dai anche ripetizioni private? Soprattutto mi interessa la parte della guerra preventiva a molliche e macchie, una roba da Ninja.

      • Paolo Paolo risponde:

        “dai anche ripetizioni private”, in materia di cucina, non e’ una domanda da fare ad un medio maschio italiano eterosessuale; spero tu te ne renda conto. A meno che tu non voglia sapere la PRIMA risposta (l’unica che conta, come ci ha insegnato Mike)!

        la guerra preventiva e’ una necessita’: lavorando in un ambiente di 220 cm di lunghezza, dove il piano di lavoro principale e’ quello del lavello, e alle tue spalle hai il tavolo da pranzo, e’ ovvio che non hai altre scelte. O fai la guerra preventiva, G.W.Bush-style, o finisci a pasterggiare tra le briciole e le chiazze di sughi, ti pare?
        Quindi si prepara, si pone quel minimo di attenzione, e si rassetta rapidamente tra la cottura e l’apparecchiatura, per predisporre un ambiente decente quando ti siedi.
        Se ci pensi, e’ un po’ come l’introduzione del coltello in ceramica: “ah, ma mi si scheggia, se cade mi si rovina…” E che diamine: con un coltello forgiato a mano dagli artigiani di Maniago ti diverti a centrare la cipolla da due metri? ci metterai un po’ di attenzione, un po’ PIU’ di attenzione e cura, cosa che ti verra’ utile anche nell’impiego dei “normali” coltelli di acciaio.
        Ecco perche’ lo spazio piccolo costituisce un buona allenamento :)

        Paolo

  5. annalisa barbagli annalisa barbagli commenta:

    Se vado di fretta, sgrassatore Chanteclair, altrimenti per lavello e piano di acciaio, il magico inarrivabile Bio Mex. Naturale, ecologico e non necessita di guanti. Le parti metalliche dei miei fuochi sono restie a qualunque trattamento e sono sempre macchiate a meno di strofinarle energicamente e a lungo con la paglietta. Ma ne vale la pena? Le griglie in ghisa, se molto sporche, acqua calda e soda Solvay e ogni tanto in lavastoviglie insieme ai filtri metallici della cappa aspirante.

  6. stefano stefano commenta:

    io sogno merlino&semola…………..magia annessa,con i risultati migliori però!!!!!!!!!!!!

    http://www.youtube.com/watch?v=G816cnXOEFM

  7. Antonio Scuteri Antonio Scuteri commenta:

    Per le pulizie di casa faccio tutto io. E’ estremamente semplice, e mi serve un solo gesto, veloce ma deciso: firmare l’assegno per la colf :-D

  8. Pigi Pigi commenta:

    Da quando ho vinto la pigrizia mentale di lavare tutto subito dopo l’utilizzo, come se fosse parte dell’utilizzo stesso, mi è cambiata la vita ;) .

    Se si prevede di cucinare molto, fogli di alluminio sul piano cottura.

  9. Federica Federica commenta:

    A me piace da morire la cucina pulita!
    Solitamente quando cucino mi impongo di concentrarmi a non scatenare l’inferno, spesso pulisco durante la preparazione facendo delle micropause. Se poi la mia preparazione finisce in forno non resisto a pulire mentre aspetto la chiamata del timer!
    Spesso a fine cena mi restano soltanto i piatti da lavare :D
    In quanto al fornello io ho il piano a induzione, adorabile da pulire! :D

  10.  Carlo Cleri commenta:

    Io diluisco il detersivo per piatti (ai carboni attiviche è l’unico non profumato) aggiungendo aceto nelle proporzioni di 1 parte di detersivo e 3 di aceto, poi lo spruzzo direttamente nella spugna prima dell’uso. Così consumo pochissimo detersivo, inquino meno, il risciacquo è facile e velocissimo, infine non rimangono odori particolari alle stoviglie e nei bicchieri.
    E’ utile anche mezzo bicchiere di aceto nella lavastoviglie.
    L’aceto usato lo fa in casa mio papà ed e fortissimo.

  11. federico mercuri federico mercuri commenta:

    la prossima volta che fai le pulizie mi vengo a godere lo spettacolo… mi pare meglio del cabaret!!

  12. isa molina isotti commenta:

    io, di solito, riesco a tenere la situazione sotto controllo
    a parte i pavimenti che sono una mia fissazione e pulisco con acqua tiepida ed ammoniaca, sto abbastanza attenta ad usare i coperchi cucinando per evitare patacche sull’inox..poi come qualcuno diceva mentre il cibo cuoce in forno o sul fornello, tolgo il grosso di briciole, bucce e macchiettine varie in modo da non dover impazzire quando è pronto in tavola
    anche per i piatti, malgrado abbia la lavastoviglie, ’santa cosa’
    li impalo tra una portata e l’altra lasciando scorrere un po’ d’acqua in modo da non dover usare olio di gomito dopo…
    in realtà non ero così prima l’imprinting me l’ha dato mio marito, uomo da sposare, in questo senso, ordinato, razionale e molto organizzato
    l’unica cosa che ancora non ho capito come far tornare come prima sono le parti metalliche dei fuochi che anche con prodotti adatti si fanno gli affari loro e restano sporchi!!!

    mi sembra doveroso dire che oggi ho scoperto il vostro blog e mi è sembrato davvero diverso dal solito e anche un argomento come quello delle pulizie, se condiviso sembra un po’ meno deprimente!!
    baci

  13. Alessandro Alessandro commenta:

    Anch’io sono della scuola del lavaggio piatti senza guazzetta. Non capisco la logica di lasciare a mollo le stoviglie in acqua saponata in cui galleggiano residui di cibo. Un po’ come i giapponesi che si immergono nella vasca da bagno dopo aver fatto la doccia.

    • MAurizio MAurizio risponde:

      Sei poco “domestico” :-) : i piatti si sciacquano rapidamente del grosso sotto un getto di acqua calda e si immergono nella saponata per sgrassarli.
      Ricordo a tutti che la concentrazione di muffe e batteri nelle spugnette/pezzette raggiunge valori altissimi.
      Non parliamo poi di quelli che “distrattamente” usano per la cucina e il bagno le stesse spugnette …

  14. Raffaele Raffaele commenta:

    Fantastici.
    Dei post scientifici e iper precisi sul…sapone di marsiglia & co.
    Per questo amo questo sito
    I Dissaporiani sono di un altro pianeta.
    Per competenza, precisione, passione.
    E scommetto che nei vostri campi lavorativi (ipotizzando che il gastro sia un hobby) siete ugualmente eccellenti.

  15. Lea Lea commenta:

    ritornando all’aceto, comincio ad essere interessata e vorrei dettagli tecnici: in lavatrice al posto dell’ammorbidente ok, lo posso inserire ad ogni lavaggio. Ma in lavastoviglie? Anche qui ad ogni lavaggio, o una bicchierata nella vaschetta del brillantante una tantum, e via?
    Ma poi non resta, la puzza di aceto? Ricordo ancora quando da bambina ho avuto i pidocchi e mi è toccata una serie di shampoo all’aceto; sarà per quello ma è un odore che francamente trovo ributtante.

    •  Carlo Cleri risponde:

      Nella lavastoviglie fa l’effetto inverso rispetto a ciò che tu pensi: toglie gli odori. E’ utilissimo dopo un pasto a base di pesce.
      Sui piatti a mano, diluendoci il detersivo è eccezzionale e permette un rapidissimo risciaquo.
      Non so perchè invece facendo una shampo l’odore rimanga. Forse penetra a livello della cute.

      • Paolo Paolo risponde:

        Sottolineo quanto scrive Carlo: l’aceto e’ un TOGLI-odori, un MANGIA-odori.
        serve a togliere gli odori di muffa, di marcio, anche dal frigorifero. quel sentore di stantìo dentro i vasetti rimasti chiusi e vuoti, prima id usarli, ecc.
        nessuno pensa di nuotare nell’aceto, come ricordato riguardo la mitica mensa militare; il panno da cucina imbevuto d’aceto e passato sui fornelli e sul lavello, e’ un toccasana dopo una serata di pesce, di carne alla griglia, o cosi’ via
        ed e’ anche anticalcare: spero non rovinerete i vostri preziosi rubinetti/ripiani inox o cromati con detersivi aggressivi! passata di ceto, e ogni macchia di calcare sara’ sconfitta.
        Paolo

  16. esp esp commenta:

    Potrei gentilmente sapere dove avete trovato la foto della mia Colf? Mi avete hackerato il PC vero???

  17. Isabel Isabel commenta:

    E’ semplice: chiamo la donna delle pulizie!


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