di | mar 11 gen 2011 ore 10:11
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La spesa | Mercato del contadino vs Supermercato

Domenica mattina, sveglia ore 9, abiti da combattimento e sporte ecologiche alla mano (a proposito, avete visto quelle fashion?). Obiettivo: venire a capo di un’annosa questione per chi come me è incapace di fare attenzione ai prezzi: conviene più il Supermercato sotto casa o il Mercato del Contadino? Per questo singolare Versus scendono in campo: Carrefour Market zona San Lorenzo (RM), aperto tutti i giorni compresa la domenica fino alle 13, e Mercato di Campagna Amica del Circo Massimo (RM), aperto solo il sabato e la domenica fino alle 18.00. Entriamo nel vivo:

Ore 9.30: Via S. Teodoro 74, Roma.
Arrivo a cavallo del mio motorino costeggiando il suggestivo circo romano. Parcheggio nella piazza adiacente alla via e procedo a piedi seguendo il flusso di un gruppo colorato di persone. Per lo più si tratta di famiglie, bambini, signore ben vestite e coppie di ogni età. A vederli così sembrano i partecipanti ad una gita domenicale. La prima tappa obbligata è la succursale della famosa pasticceria romana Cristalli di Zucchero, la sorella ricca dell’originale in zona Monteverde. Come gli altri, assaporo l’eccezionale qualità del cornetto al burro. Procedo sulla via per pochi passi ed entro proprio sotto al cartello: Punto Campagna Amica.

Lo spazio non è molto grande, chiassoso ma non troppo, luminoso neanche tanto e non eccessivamente affollato. Gli stand dei produttori sono circa cinquanta, c’è una scelta discreta: dai fiori al miele, dalle spezie ai formaggi, passando per carni, oli, pani, ortaggi di stagione e la sola Birra del Borgo. Scelgo un banco ben fornito di frutta e verdura e aspetto circa 40 minuti prima che arrivi il mio turno, intanto prendo appunti sui prezzi. Faccio un salto dal macellaio per una spalla di agnello e compro anche coppa, pancetta, peperoncino e un chilo di castagne a 6€. Esco un po’ frastornata ma felice.

Ore 11.30: Via dei Sabelli, Roma.
Arrivo a piedi schivando due motorini, tre studenti saltellanti e resti organici di animali domestici. Seguo una signora con cappello rosa e carrello della spesa e mi fermo per la prima tappa obbligata: 30 centesimi al barbone seduto fuori dal supermercato. Entro proprio sotto al cartello: Carrefour Market. Ci sono ben sette corsie ricolme d’ogni cosa potenzialmente necessaria per la cucina e la casa. E’ luminoso, pulito e mediamente affollato. Compro del pangrattato, la carta da cucina, quella igienica, un prodotto per pulire il bagno e le birre no, quelle costano di meno al Bangla. Faccio un salto al reparto spezie per vedere se hanno lo zafferano, ce l’hanno, e acquisto anche un chilo di castagne a 3,28€. Aspetto circa 20 minuti per il mio turno alle casse e intanto riordino gli appunti relativi ai prezzi, poi esco con passo spedito ignorando il barbone che stilla: “Bella! Lo sai che ti amo!”

Ecco i miei appunti (i prezzi sono espressi al chilo):

  • Pagnotta: produttore Latini 2,30€ MercatoDelContadino -vs- filone casereccio: 1,49€ SuperMercato
  • Prosciutto: Az. Monaldo Colletti 12, 50€ MDC -vs- prosciutto nazionale 19,90€ SM
  • Salsiccia: Az. Monaldo Colletti 7,90€ MDC -vs- salsiccia: 4,98€, salsiccia di prosciutto: 7,49€ SM
  • Pancetta: 12€ MDC -vs- 13,50€ SM
  • Hamburger di manzo: Az. Pratolungo10€ MDC -vs- 7,18€ SM
  • Mozzarella di bufala di Amaseno (FR): Coop. Agricola Stella 6€ per ½ kl MDC -vs- mozzarella di bufala campana Torrelupara: 12,30€ al chilo SM

I prezzi di ortaggi e frutta al Mercato del Contadino sono quelli dell’azienda Il Felcetone di Viterbo che non può essere definita Bio pur non usando concimi chimici. Le verdure del Supermercato hanno invece come identità la sola nazionalità italiana in etichetta:

  • Mela renetta: 1,50€ MDC -vs- 1,98€ SM
  • Mela Fuji: 1,30€ MDC -vs- 1,78€ SM
  • Mela annurca: 1,30€ MDC -vs- 2 ,58€ SM
  • Mela Golden Delicious: 1,16€ MDC -vs- 1,76€ SM
  • Mela Pink Lady:1,30€ MDC -vs- 2,48€ SM
  • Limoni non trattati: 2,20€ MDC -vs- limoni Bio: 2,28€ SM
  • Clementina: 1,30€ MDC -vs- 1,58€ e 2,48€ qualità Bio SM
  • Arance grandi: 1,30€ MDC -vs- 2,82€ SM
  • Pera Abate: 1,61€ MDC -vs- 2,88€ SM
  • Kiwi: 1,68€ MDC -vs- 1,98€ SM
  • Spinaci: 1,58€ MDC -vs- 2,48€ SM
  • Cicoria: 1,30€ MDC -vs- 1,88€ SM
  • Bieta: 1,30€ MDC -vs- 1,88€ SM
  • Cipolla rosse: 1,50€ MDC -vs- 1,18€ SM
  • Cipolla bianca: 1,30€ MDC -vs- 1,28€ SM
  • Puntarelle pulite: 3€ per 3h MDC -vs- 2, 18€ per 2,50h SM
  • Patate: 0,70€ MDC -vs- 0,98€ SM
  • Pomodori ciliegini: 2,42€ MDC -vs- 2,28€ e 2,98€ qualità Bio SM
  • Carciofo violetto: 0,80€ MDC -vs- 0.88€ SM
  • Canasta: 1,35€ MDC -vs- 1,78€ SM
  • Indivia riccia: 1,44€ MDC -vs- 1,98€ SM
  • Insalata cappuccina: 1,40€ MDC -vs- 0,98€ in offerta al 40% SM
  • Lattuga: 1,33€ MDC -vs- 1,78€ SM
  • Porro: 1,90€ MDC -vs- 2,29€ SM
  • Carota: 1,20€ MDC -vs- 1,28€ SM
  • Finocchi:1,37€ MDC -vs- 1,78€ SM

Conclusioni
La prima impressione che ho avuto del Mercato del Contadino è che fosse un posto per ricchi. Un po’ per la zona e un po’ anche per il look di alcune signore in fila ai banchi, ma sbagliavo di grosso. I prezzi sono inferiori in maniera anche considerevole rispetto a quelli del Supermercato, carni e castagne escluse, e dietro quello che molti definiscono una moda, c’è sostanza e qualità (l’agnello era eccellente e le verdure saporite).

Al supermercato sotto casa c’è la comodità, fattore non trascurabile, e la possibilità di una scelta più vasta. Si trovano le melanzane se proprio ti scappa la parmigiana fuori stagione, alcuni frutti esotici se ne senti l’esigenza e puoi compare tutto quello che serve in casa senza muovere un altro passo. Per non parlare degli orari.

Io, a partire da oggi, ho deciso di fare un esperimento: proverò a fare la spesa solo il sabato o la domenica al Mercato e a riorganizzare in termini di conservazione e programmazione dei pasti il resto della settimana, è una bella sfida, ma credo che ne valga la pena.

Qual è invece la vostra scelta? Dove comprate e come organizzate l’economia domestica?

- – - – -

Altri post della serie Versus: Pizzerie di Roma | La gatta mangiona vs La Fucina, Roma | Caffè Settembrini vs Cristalli di Zucchero.

[Crediti | Link: Varese News, Carrefour, Mercato Circo Massimo, Dissapore. Immagini: Lorenza Fumelli]

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74 commenti a La spesa | Mercato del contadino vs Supermercato

  1. Era intuibile, ma messa così direttamente a confronto la differenza di molti prezzi fa impressione! Si può risparmiare non poco rinunciando anche una volta ogni due settimane alla comodità del supermercato (e se ne guadagna anche in qualità). Per gli orari dei SM a Roma già diversi sono aperti fino alle 21:00 e sarebbe comodo se qualcuno allungasse ancora un pò gli orari come accade in altre capitali.

    • avatar MAurizio

      Come una volta ogni 2 settimane ? Frutta e verdura acquistati ogni 14 gg (o anche ogni 7 …) ???
      POi c’è la seria questione del sottocasa. Spesa in motorino ? Se vai solo a curiosare, altrimenti ci vuole l’auto. Fai X km, devi parcheggiare (a pagamento) e sperare di non prendere multe. Poi i prezzi indicati sono relativi. Restando ai Carre di Roma mai pagate le carote più di 0,9 al kg. E l’idea di fare 40 MINUTI di fila a un banco verdure…… Ecchedè ? Il Banco d’Italia ??? In 40 minuti al mio iper preferito faccio la spesa completa per tutta la settimana …

  2. avatar Uta Sievers

    Grazie mille per questo articolo molto interessante! È da più di un anno che faccio la spesa quasi esclusivamente al Farmers Market di Testaccio e anche se i prezzi mi sono sembrati alti (ma non mail ho fatto il controllo con il supermercato), per me era importante il concetto di produzione (quasi) locale e la minimizzazione delle vie di trasporto. Il bello del Farmers Market (ma anche di qualsiasi mercato rionale) è il contatto con i produttori che dopo un po’ ti riconoscono e ti salutano come se fossero vecchi amici, e ti sanno spiegare tutto sui loro prodotti (anche come prepararli). E poi c’e’ l’aspetto della qualità – la lattuga del Farmers Market mi dura anche due settimane in frigo, mentre quello del supermercato, l’unica volto che l’ho comprato l’anno scorso, era già marcio dentro due giorni dopo.

    Un problema dei Farmers Market a Roma è che ce ne sono ancora pochi, e la distanza fa’ che la gente ci arriva in macchina, cancellando (o quasi) i chilometri “risparmiati” dai contadini che vengono della zona, e aumentando l’impronta ecologica anzicchè diminuendola. Al supermercato invece ci si arriva a piedi…

    Facilitare/incoraggiare l’uso della bicicletta (se funzionasse bene il noleggio del ATAC, sarebbe un vantaggio) oppure dell’autobus (ce ne sono tre linee che si fermano direttamente davanti al Farmers Market di Testaccio) oppure aprire più Mercati del Contadino anche in altri quartieri sono delle proposte che mi vengono in mente.

  3. avatar jade

    ciao Lorenza
    secondo me Campagna Amica all’ex foro boario, largo Marzi a Testaccio è un po’ più convenitente rispetto al Circo Massimo.
    CampagnaAmica mi piace, la roba è buona, ma per risparmiare veramente bisogna andare negli unici due banchi dove si fa effettivamente una media di 45 minuti di fila.
    La cosa davvero irritante in questi posti a Roma sono le famigliole bo-bo e shabby chic, vestiti come se fossero appena tornati da raccogliere le castagne (ma in cachemire e a Collina Fleming), pieni di bambini biondi su passeggini che costano quanto un mio stipendio mensile lordo. Se uno supera questa tremenda atmosfera da “vorrei essere a Brooklyn Heights”, poi val la pena.

    ps. ma perché vai da Carrefour Market? E’ carissimo, Meglio Coop/Doc o Todis a Roma, secondo me.

    • avatar Lorenza Fumelli

      Ciao Jade, andrò a quello di Testaccio a vedere, non ci sono ancora stata perché non mi è vicinissimo. Ho scelto il Carrefour perché è effettivamente quello che uso in quanto proprio sotto casa, però in effetti ce ne sono di più convenienti
      L

  4. Lavorando nell’organizzazione del Mercato del circo Massimo non rilascio commenti, ma vorrei dire che, ci crediate o no, tutti i week-end ho lamentele su prezzi troppo alti.

    Chiedo l’autorizzazione ad esporre l’articolo al Mercato così che tutti i consumatori si possano rendere conto della verità.

    Vorrei sapere se lo posso utilizzare anche nel notiziario interno a Coldiretti.

    In attesa di risposta.

    Pietro Hausmann

  5. avatar fabio

    Sono un frequentatore abituale del MDC, volevo dire che quasi tutti i banchi hanno esposto un cartellino riportante lo sconto sul prodotto, rispetto al costo indicato dal sito SMS CONSUMATORI.
    Vorrei aggiungere anche che la qualità e la bontà dei prodotti acquistati al MDC, non ha nulla a che vedere con quelli acquistati al SM
    Voglio rendere omaggio al banco di frutta e verdura, proveniente da Terracina, che all’interno del mazzetto di odori, mette : Mentuccia, alloro, maggiorana.

    W il mercato di San Teodoro

  6. avatar marziarm

    sottoscrivo ogni riga di questo post, come ormai sempre più spesso mi capita con quelli di lorenza.:-)) anche io faccio la stessa trafila – sabato o domenica spesa al circo massimo e poi si cerca di barcamenarsi tra supermercati, alimentari e mercati di quartiere per il resto della settimana. il fatto che i prezzi del Circo Massimo, a dispetto di clientela e location, siano spesso allineati se non più convenienti dei supermercati è piuttosto evidente: a fronte della qualità migliore di formaggio, carne e verdure, comprare qui decisamente conviene e per fortuna sono riuscita ad “evangelizzare” in questo senso un po’ di amici negli ultimi mesi. gli unici problemi sono a mio avviso la scarsa rotazione – i banchi sono sempre gli stessi – e l’offerta di frutta, che, causa ovviamente chilometro zero, è piuttosto limitata.
    esistono altri farmer’s market così convenienti a Roma? la mia esperienza, pur non vastissima, è che iniziative come i mercatini della CAE (o anche il mercato contadino di Testaccio) hanno prezzi mediamente più alti (forse perchè sono incentrati su produzioni certificate bio o più di nicchia..?)
    PS ma colletti è il banco sull dx con l’enorme – e buonissima – porchetta? perchè in quel caso, a voler fare i pignoli, il prezzo del prosciutto è un po’ più alto..

    • avatar Lorenza Fumelli

      Ciao Marzia, grazie per il commento. Guarda sì, era quello con la porchetta e il prezzo scritto sul cartellino giallo in alto era 12,50€. Non so da cosa possa dipendere, forse hanno più qualità e quella che ho segnato aveva un prezzo inferiore.
      L

  7. Mercato romano di Valmelaina , sempre e comunque!!!

    miglior assortimento, migliore qualità, prezzi più bassi della Capitale. Paragonabile solo al mercato Trionfale.

    Io per la spesa personale e per quella della scuola di cucina compro tutto lì. La differenza qualitativa è enorme e si trova di tutto. Banchi dei contadini, frutta, verdura, alimentari, drogherie, pesce dal mio amico Nando(e che pesce!).
    Gli unici prodotti che non compro al mercato, nè tantomeno al supermercato, sono la carne, i polli e le uova. Per questi mi affido all’esperienza e alla qualità di Claudio Poggesi (già recensito da Dissapore), delle sue carni marchigiane ben frollate e dei suoi polli e uova biologiche S. Bartolomeo.

    Il supermercato? solo per i detersivi, e a volte nemmeno per quelli!

  8. Ciao Lorenza,

    la sfida che stai per intreprendere è molto meno complicata di quello che tu possa pensare. Io la frutta e la verdure la compero al mercato (in attesa dell’orto) una volta alla settimana e ti dico che dopo una settimana di frigo sono ancora molto più buone di quelle del supermercato, (che sicuramente sono state 6 mesi in celle ad atmosfera modificata)… con un po’ di organizzazine vedrai che risulatati… buona fortuna.

    • avatar Lorenza Fumelli

      Grazie Marco, il resto della spesa (le cose di casa), dove la fai?

      • La carne da un allevatore del luogo, la compero una volta a settimana e la congelo. Il pesce uguale, ma al supermercato, pesce nazionale, proivenienza adriatico, e fresco, così puoi controllare la qualità. Poi anche li congelo e distribuisco in settimana.
        I detersivi, ci sono quelli alla spina…. il resto pur troppo rimane sempre il supermercato, però puoi sempre farti il sapone in casa… ci sono tante ricette sul web.. :-)
        saluti

  9. Anche io faccio la spesa il sabato al mercato dei contadini.
    Quasi sempre arrivo al prossimo sabato.

  10. avatar christian m

    se non vivi alla giornata ti organizzi come si organizzano tutti. E se lo faccio io che abito a milano figuriamoci da altre parti, come Roma, dove i ritmi di lavoro sono molto, ma molto meno sostenuti. Detto questo, non sono completamente d’accordo sulla valutazione mercato contadino-prezzi/qualita’ confrontato con supermercato. Innanzitutto mi sembra una valutazione approssimativa e senza alcuna base, troppo generica. Tutto dipende dal supermercato, se mi vai al carrefur e’ logico che e’ tutto piu’ caro, gia in un esselunga, supermercato che prediligo, i prezzi sono piu’ bassi e la qualita’ non ha paragone con il sopracitato market, e ti parlo sempre di Milano, dove tutto e’ piu’ caro. In definitiva, se parliamo di supermercato e in particolare di esselunga (prendiamo un paragone piu’ serio del carrefur please!, altrimenti ci puoi aggiungere anche il dugan o il Billa! ) fai una spesa *completa* e con i giusti rapporti qualita’ e prezzo, questo mi sembra difficilmente contestabile, almeno per quanto riguarda verdura,carne e pesce. Personalmente cose tipo pesce e carne, se devo mangiarle “a crudo” preferisco andare in posti che mi fido di piu’ e la qualita’ e’ migliore, ci sono posticini a Milano dove comprare il miglior pesce di tutto il Regno…
    I mercatini contadini. Mi piacciono molto, a Milano non ce ne sono tanti, ma ogni tanto capita che ci siano vari posti che ospitano banchi di verdura-frutta-carne e prodotti da forno. La qualita’ generalmente e’ molto alta, ma bisogna stare attenti perche’ non tutto e’ straordinario, compreso il prezzo, bisogna sempre confrontare e valutare perche’ alle volte si rischia di prendere delle “cantonate” o scoprire appunto che si ha acquistato troppo o agli stessi prezzi (se non piu’ alti) di qualunque supermercato. Quindi occhio all’acquisto compulsivo, che si manifesta proprio in questi luoghi! Io credo che non ci sia sempre una situazione migliore, esiste solo una realta’ piu’ comoda dell’altra o piu’ vantaggiosa in termini di qualita’, io sono disposto ad attraversare la mia citta’ per andare a rpendere il pesce dove dico io piuttosto che accettare la soluzione comoda/economica del mercatino o supermercato nelle vicinanze!

    • avatar quaresma

      quoto in pieno!

    • avatar Lorenza Fumelli

      Hai ragione, il confronto andrebbe fatto su larghissima scala e richiederebbe un lavoro di settimane. Questo era, come premesso, un parallelo tra il supermercato che uso io perché vicino casa (altrimenti il vantaggio non c’é) e l’esperienza al mercato del contadino. Però credo che comprare ai supermercati con i prezzi molto bassi sia esattamente quello che non voglio mai più fare, anche per motivi di solidarietà con i piccoli produttori.
      L

    • Mi fa paura pensare che la gente spera di pagare un prodotto “meno” del prezzo del supermercato…e magari si aspetta che sia anche più buono…

      • Scusa Pietro, a prescindere dalla qualità, ammetterai che se Carrefour viene ad approvigionarsi da uno dei produttori che trovo anche al Mercato, ci metterà un minimo di suo ricarico, no? E quindi forse il produttore alza i prezzi quando va al mercato? Te lo chiedo da ignarante, vorrei capire …

        • avatar dink

          Provo a rispondere io: è un fatto ormai acquisito che la Grande Distribuzione paga i prodotti agroalimentari spesso una miseria, potendo in un regime quasi monopolistico decidere i prezzi e gli standard di qualità, e potendo contare su promozioni, vendite sottocosto e altre strategie di marketing per aumentare i guadagni anche con ricarichi minimi. Queste strategie di vendita sono al di là delle possibilità di un singolo produttore, che deve fare i conti direttamente con i costi di produzione e, se venditore diretto, anche di stoccaggio e trasporto: francamente preferisco che un ricarico anche maggiore rispetto al supermercato (ma che, come abbiamo visto, non sempre vuol dire un prezzo maggiore) vada come guadagno diretto a quello che si è sporcato le mani e ha sudato per produrre un alimento fresco e di qualità.

          • avatar Marcomriva

            Bravo, bravissimo!!! TI posso anche portare molti esempi di produttori che con la grande distribuzione ci pagano solo i costi fissi (e spesso neanche quelli) e con la vendita diretta mettono via qualcosa per se. La GDO ha un potere contrattauale devastante. Dimentichiamoci il fatto che andando dal contadino, si abbia la certezza che di poter pagare meno rispetto ai supermercati. E’ purtroppo una illusione non sempre applicabile. Và valutata (anche perché ci sono anche notevoli finanziamenti al settore agricoltura che vanno ponderati).

      • No Pietro, non devi avere paura della realtà…

    • avatar jade

      A Roma i ritmi di lavoro siano “molto, ma molto meno sostenuti che a Milano”? Christian, mi sembra un’osservazione piena di preconcetti.
      Ti invito a farti una settimana con me e un paio di amiche che lottano anche col traffico facendo due lavori, poi vediamo.
      Basta con pregiudizio di Roma che dorme e Milano che produce. Siamo nel 2011. Per favore.

      • Quoto jade! E ho lavorato anche a Milano quindi non vuol essere una difesa di Roma a tutti i costi.
        E poi come fai a etichettare l’analisi di Lorenza come approssimativa e generica e scrivere “ti parlo sempre di Milano, dove tutto e’ piu’ caro”?!

      • avatar quaresma

        Guarda, nessun preconcetto ma cose fondate, la mia ragazza lavora in una compagnia di assicurazioni, si fanno fideiussioni. Quando deve telefonare alla filiale di roma si sente rispondere “ma state gia lavorando?” oppure “ma noi riprendiamo piu’ tardi”, a roma non si lavora prima delle 10 e di pomeriggio non prima delle 16. L’unica cosa che assomiglia vagamente a milano e’ il casino che c’e’ sulle strade. Se vuoi ti faccio altri esempi, ma credo che ne usciresti con le ossa rotte, senza offese, a me roma piace tantissimo e ci vengo li appena posso, per cui togliti dalla testa che ho preconcetti.

        • avatar jade

          per cortesia, mi mandi i recapiti di questo ufficio che apre alle 10 e fa 3 ore di pausa pranzo? mi faccio assumere subito.

          christian, la frase della tua ragazza la sento dire spesso da gente del nord. è uno dei peggiori luoghi comuni in circolazione.
          non credo di uscirne con le ossa rotte da un confronto, sai?
          il confronto Roma/Milano è banale, ma da gente della mia generazione (che cresce per fortuna tra mescolanze culturali e geografiche) mi riesce un po’ difficile accettare frasi che non dice più nemmeno mia nonna dalla parrucchiera di un paesino delle Langhe da mille anime.

          • avatar christian m

            mi dispiace che ti sei piccato/a, probabilmente sei l’eccezione che conferma la regola, se vuoi avere lo stesso trattamento in termini di orari ti consiglio di mandare il CV li attorno troverai sicuramente uno che fa per te, se invece vuoi il nome della societa’ della mia ragazza: Viscontea Coface, buona fortuna. Un mio carissimo collega romano e’ recentemente tornato nella capitale, che ha detta sua si sta molto meglio e i ritmi di lavoro sono piu’ rilassati. Scusami, ma francamente non voglio ingaggiare una diatriba tra regioni, pero’ ci sono delle cose che sono vere, ma non c’e’ nulla da vergognarsi, e’ come quando si dice che a milano si parcheggia ovunque, si e’ vero, perche’ devo dire il contrario? perche’ devo dire:<>” sinceramente non ti capisco, accetta la cosa, come io (o noi a milano) accettiamo altre cose. Questi non sono stereotipi, come dire “italiano mafioso”, ma cose fondate sulla realta’ e che si palesano spesso, per non dire tutti i giorni. Senza offesa.

          • avatar jade

            Christian, ti rispondo qui ma poi basta perché stiamo andando davvero OT.
            Non me ne frega nulla delle 3 ore di pausa pranzo (anche quella un’eccezione che conferma la regola) e nemmeno di lavorare in una compagnia di assicurazioni.
            Non vivrei mai a Milano perché fa male al cuore sentirsi dire che alle 14 è tardi per mangiare e perché camminare fra le Smart non è il mio sport preferito.
            Ma la città è questione di chimica. Milano non si addice alla mia chimica. Punto.
            Però ti prego: basta con questi pregiudizi. Non li scrivono più nemmeno gli sceneggiatori di Benvenuti al Sud. Perché sanno che non fanno ridere.

        • è vero a Milano (dove lavoro) ci sono tantissimi preconcetti sui lavoratori da Roma in giù. Ma vi assicuro che a Milano è tutta fuffa, per mandare 2 righe di mail ci mettono 15 minuti e poi dicono che lavorano tanto, certo PERCHE’ SONO LENTI DA MORIRE!

          • avatar fabrizio

            Beh, non è che sino proprio tutti tutti preconcetti…. Un paio di anni fa mi è stato proposto da lavorare a Roma a un management di artisti musicali abbstanza noti; in pratica più o meno il lavoro che già facevo a Milano.
            Stavo al nord tre giorni e a Roma i successivi tre. Trattandosi di un lavoro principalmente a percentuale, ho abbandonato la sede romana perché riuscivo a chiudere circa la metà dei deal milanesi. E si che ci ho provato con ostinazione perché avrei davvero voluto trasferirmi…. La differenza dei concetti medi di puntualità e di urgenza non colimano molto tra le due città.
            PS: Come due terzi delle persone che conosco, sono meridionale al 50%. No preconcetti at all…

      • avatar christian m

        Guarda, nessun preconcetto ma cose fondate, la mia ragazza lavora in una compagnia di assicurazioni, si fanno fideiussioni. Quando deve telefonare alla filiale di roma si sente rispondere “ma state gia lavorando?” oppure “ma noi riprendiamo piu’ tardi”, a roma non si lavora prima delle 10 e di pomeriggio non prima delle 16. L’unica cosa che assomiglia vagamente a milano e’ il casino che c’e’ sulle strade. Se vuoi ti faccio altri esempi, ma credo che ne usciresti con le ossa rotte, senza offese, a me roma piace tantissimo e ci vengo li appena posso, per cui togliti dalla testa che ho preconcetti.

  11. avatar Marcomriva

    Da anni ormai mi organizzo con mercati contadini e gruppi di acquisto. Se vogliamo dimenticare (e mi faccio violenza per farlo ;) ) l’aspetto qualitativo e concentrarsi solo sulla spesa economica, oltre al confronto dei prezzi tra prodotti, bisogna mettere nel bilancio che non entrare in supermercati permette di evitare proprio l’acquisto compulsivo di merci esposte, che non ti servono ma che infili nel carrello. Alcuni studi di mktg per la gdo parlavano di una incidenza del 30% . Valore a mio avviso un pó alto, ma tutti volo che come me sono passati da supermercato a gas (e mercati contadini) eche registravano minuziosamente le spese si sono ritrovati con risparmi circa del 20%. più qualità, più maggiore attenzione all’ambiente etcetc. Tutto sta nelle ultime righe del post: organizzarsi

  12. avatar gianluca

    io al supermercato compro solo la roba da supermercato: cibo inscatolato, qualche surgelato…..e poi pulizia-toilette-ecc….

    per il cibo fresco non vado dal contadino ma nei vari negozi dedicati, selezionati dopo varie prove sul campo: quindi panettiere, macellaio, pescivendolo, ecc….
    preferisco i piccoli negozi perchè si crea un rapporto più intimo con il negoziante, che sa già cosa cerchi….e i prodotti freschi sono mediamente più buoni che al supermarket.

  13. avatar Jaws

    mi piace il mercato del circo massimo e lo trovo conveniente , sia per i prezzi sia per la qualita’ generale che trovo decisamente superiore , ho comprato diverse volte sia verdure sia carne e li ho trovati decisamente superiori rispetto a quelli dei vari super ( parlo di quelli che frequento per necessita’ e comodita’ , conad, sma, billa )

    alla fin fine fare un salto al mercato del circo massimo il sabato mattina in scooter o anche in macchina è piacevole e mi permette di organizzare un canovaccio di menu’ settimanale o quasi spendendo meno e non buttando via nulla ( cosa che purtroppo mi capita spesso ) , con un rispetto per il cibo che chissa’ perchè questo tipo di merci( queste del farmer market ) mi incute a differenza di quelle del supermercato

    consiglio di provare !!!

  14. avatar Fabrizio pagliardi

    I prezzi di san Teodoro sono decisamente più bassi dei supermercati soprattutto di quelli del centro di Roma. Ma sono decisamente più alti dei prezzi dei grandi mercati rionali.

  15. avatar Fabrizio pagliardi

    Fantastico !!! Mai capitato uno che si sputtana così da solo.

  16. Io ogni tanto vado al Mercato Contadino che fa l’Istituto Agrario sull’Ardeatina. Comunque a Roma ci sono N mercati rionali molto ben forniti – io vado per veicinanza di ufficio a quello in via E. Spalla, miglior rapporto q/p secondo me.

    Ultimamente, sto provando vari produttori che ti consegnano gratis a casa – basta superare 30 EUR di spesa – con grosse soddisfazioni.
    Si potrebbe fare un VERSUS sulla spesa contadina on-line ;o)

  17. Per i pochissimi 8-) che a Roma lavorano dalle 9 alle 17 almeno, fare la spesa giornaliera è un bel problema. Qualche volta riesco, prima di andare in ufficio, a passare dal mercato di Piazza S.Giovanni di Dio (buono) e trovare parcheggio nei pressi.Però certo non faccio in tempo a tornare a casa per mettere la roba in frigo.
    Così mi limito a pane, frutta e verdura, che perlomeno d’inverno in macchina reggono le 9 ore. Anche se un paio di volte ho approfittato di una collega che ha un piccolo frigo in stanza per piazzarci dentro qualche chilo di polpo, calamari e gamberi :-D .
    Il sabato mattina tento la sorte e mi spingo fino al Mercato Trionfale (ottimo!) o il MDC.
    Per il resto…non posso fare altro che rassegnarmi alla GDO.
    Più che il rapporto q/p, l’MDC ha di buono alcuni prodotti che difficilmente trovi negli altri mercati rionali: tartufi, erbette selvatiche, legumi secchi di alta qualità; olio, formaggi e salumi non industriali.

  18. avatar lafra

    si ma la vera domanda è… perchè a milano non c’è il mercato del contadino? lo vogliamo anche noi, basta con la verdura plasticosa Slunga!!! F

  19. Io ho avuto una fase di sperimentazione mercato un paio di anni fa. Si è interrotta perché ok, la verdura era davvero buona e costava poco; ma dedicare tutti i sabati mattina alla spesa, passato l’entusiasmo iniziale, è stato considerato sforzo troppo grande paragonato al risultato: secondo me merita se si compra tanta verdura e frutta. Ma per non finire a buttarne la metà, ci vuole anche organizzazione a cucinarla.
    Perché altrimenti ogni due o tre giorni faccio un salto in un posto comodo (tipo Eataly), compro solo poche cose in una manciata di minuti e di sicuro il 90% finisce mangiato e non nella differenziata!

    Recentemente sto ripartendo con un approccio diverso, cioè provare a sfruttare l’esistenza di un freezer:
    cucinare ogni volta almeno il doppio del necessario e poi congelare le cose già cucinate per averle pronte nei giorni in cui si torna tardi e non c’è tempo.
    Se funziona si può ricominciare a pensare al mercato.

    • avatar jade

      ma davvero ci si può permettere la spesa quotidiana anche di frutta e verdura da Eataly?
      l’ultima volta che ci sono stata i prezzi dei peperoni (in stagione) erano folli. per dirne una

      • Beh, dipende.
        Qualche esempio da sacchetti che ho in giro per casa, con le etichette dei prezzi al kg:
        Arance, cavolo verza, rape – 1 euro
        Zucchine – 1,50
        C’è sempre qualcosa in offerta (anche i peperoni, in altri momenti) o comunque abbastanza economico.

        Poi a volte provo anche qualcosa di molto caro – tipo il radicchio tardivo di Treviso che mi pare fosse 8,50/kg.
        Però alla fine ci fai un contorno o un antipasto delizioso per una cena e che sarà costato…2 euro in tutto?
        Insomma, non è che si vada in fallimento per questo.

        (senza contare i costi e tempi di viaggio per andare agli ipermercati, mentre Eataly per me capita comodo)

        • avatar jade

          sul serio? beh ottimo allora.
          anch’io avevo notato il radicchio folle.
          ma quello IGP del resto anche al mercato campagna amica veleggia sui 7 euro, per cui.
          e comunque a me Eataly piace. Tra l’altro è l’unico posto dove vendono borse ecologiche fatte in carcere per la spesa. Che a me, sarà perché sono coinvolta direttamente, è una cosa che ha colpito decisamente in positivo.

        • avatar gianluca

          si, il radicchio tardivo igp costa parecchio, anche alla coop sugli 8 euro.
          mentre quello precoce costa tipo 2,50.
          non ho mai capito perchè, visto che secondo me quello precoce è molto più saporito.

      • avatar MAurizio

        Su Specchio dei Tempi de La Stampa c’era online questa lettera non proprio rassicurante
        “” Sono una cliente assidua di Eataly. Quasi tutti i weekend è per me una tappa fissa andare a mangiare qualcosa di buono e acquistare prodotti più ricercati che in un normale supermercato non posso trovare. Vorrei far presente un “piccolo” inconveniente in cui mi sono imbattuta domenica 9 gennaio. Nel reparto dei salumi e formaggi, dopo aver ordinato la mia solita piadina, ho avuto modo di osservare che l’addetta alla preparazione della stessa, tra una spalmata di formaggio e l’altra, portava le dita alla bocca anziché pulirle su un tovagliolo di carta come si richiederebbe normalmente dal punto di vista igienico. Faccio presente che tale addetta indossava un solo guanto monouso e ha continuato il suo lavoro di preparazione dei piatti tra una leccatina e l’altra. Mi auguro che questo vezzo sia un caso isolato.
        scritto da emanuele 11/1/2011 13:40 “”"
        ovviamente può valere per qualunque esercizio commerciale …
        comunque …

        http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/commentiRub.asp?page=4&ID_blog=195&ID_articolo=1176&ID_sezione=&sezione=

  20. avatar marco randy

    invito innanzi tutto il sig. Quaresma e il sig. Cristian m. ad andare a lavorare così io a Roma posso nn fare un C***O tanto ci sò gli ST****I che lavorano al nord.

    il mercato coldiretti, quello dell’auditorium che ha aperto alcune domeniche prima di natale l’ho trovato molto conveniente e con delle merci ottime sia salumi che verdure, nn ho trovato molta fila ma sono andato all’apertura.

    quello del circo massimo lo trovo un pò scomodo collegato male dalla zona nord con i mezzi troppi cambi per poter fare una spesa settimanale senza tornare a casa distrutto e scarso di parcheggi quindi devo dire che il mercato trionfale o ponte milvio è più conveniente.

    spazi per poterli fare ce ne sono in ogni zona a roma forse si potrebbe incrementarli

  21. avatar lespaul

    Il mercato della Coldiretti Campagna Amica mi pare abbia buona qualità (se non altro la merce è tutta molto fresca) e quindi forse vale usare l’auto, parcheggiarla…e spendere magari qualche cosa in più per la spesa.
    Essendo aperto solo nei fine settimana tutti, ma proprio tutti, fanno spese importanti, con file da mezz’ora. Tant’è. Abito a S.Giovanni dove ci sono ottimi mercati rionali. Ma aperti solo la mattina. Campagna amica può risolvere così problemi di approvvigionamento per la settimana. Infatti la Domenica mattina è gremito di gente. Poi se la patete o la cicoria costano 0,50 in più al chilo, dai…

  22. avatar Silvia

    Bellissimo articolo,

    propongo un altro esperimento, che a me ha lasciato decisamente sorpresa.
    Provare ad acquistare le verdure al mercato del contadino ed al supermercato (lo stesso giorno), metterle in frigo e dare il via alla “gara di resistenza”!
    A me, quelle del supermercato non sono mai sopravvissute più di 4 giorni (senza muffe, appassimenti e simili), quelle del contadino hanno raggiunto durate record di 15 giorni ancora in buona forma! Provate ed aggiungete questo “dettaglio” ai pro e contro delle due forme di distribuzione!

    • avatar MAurizio

      Boh. Mi sembra la scoperta dell’acqua calda. Il contadino raccoglie dal campo solo ciò che vende giornalmente.
      Parte alla GDO (e il processo di raccolta, preparazione, distribuzione, senza contare la permanenza sui banconi, dure 2-3-4 gg). Parte, se puo’ ai privati: che acquistano la verdura appena raccolta.
      Tra l’altro buona parte della verdura/frutta GDO è conservata sotto cellophane in ambienti illuminati a giorno, cosa che non contribuisce alla sua durata ..

  23. avatar Luca Giammattei

    Articolo interessante ma “zoppo”.
    Parlo da romano che ogni sabato mattina fa’ la propria spesa “del fresco” al mercato rionale di Via Orvieto (zona San Giovanni/Re di Roma/Tuscolana), che come molti mercati rionali romani ospita sia produttori in vendita diretta sia “rivenditori” di quanto arriva ogni notte ai mercati generali.
    Se il punto di vista dell’autrice e’ rivolto all’economicita della propria spesa, fara’ bene ad aggiungere al confronto il mercato di Testaccio. Potrebbe venirne fuori delle belle sorprese (dal punto di vista dell’economicita’ e del sapore).
    Su Roma ci sono almeno una 30ina di strutture simili, pensare di andarsi ad impelagare al Farmers mi mette l’ansia.

  24. C’è una ENORME differenza tra il Mercato di Testaccio e il Mercato del Circo Massimo, come c’è un’ENORME differenza tra i Mercati di Campagna Amica e i Mercati Rionali (quelli che voi chiamate “del contadino”).

    Il Mercato di Testaccio è Comunale, gestito dal Comune, oltre ai vari venditori di scarpe, vestiti, etc… ci sono Az. Agr. di Coldiretti, ma nessuno le controlla; nessuno controlla che si mettano i guanti per tagliare la carne o il prosciutto, nessuno li controlla se alzano i prezzi, nessuno li controlla se portano prodotti di altre aziende, etc…. Diciamo che NON C’E’ UN CONTROLLO DIRETTO…cosa che invece avviene in tutti i Mercati di Campagna Amica.

    Inoltre i Mercati di Campagna Amica ospitano eventi e offrono servizi di vario tipo, come la presenza di un Agriturismo (per mangiare un piatto CALDO), la presenza di un giardino, di un orto e di una fattoria didattica per i bambini…

    Ma tutte queste cose dovresti venire a vederle di persona.

    • avatar jade

      Pietro ti posso assicurare che al Mercato Campagna Amica di Testaccio/Largo Marzi saranno uno su dieci i banchi in cui chi ti serve mette i guanti monouso. Per dirne una.

    • avatar Luca Giammattei

      I mercati rionali non sono strutture comunali, meglio detto il comune le promuove ma spesso e volentieri sono gestite da associazioni tra i venditori, vero che per vendervi si ha bisogno di una licenza comunale (come per tutte le attivita’ di vendita, come viene risolta questa parte nei farmers market? parlo per curiosita’ personale). Ci sono i vigili urbani che si preoccupano di vigilare (scusate il gioco di parole) sul rispetto delle norme igieniche, ecc. ecc.
      Per il resto credo che esista l’unica forma di vigilanza possibile, il rapporto con i clienti.
      Personalmente, nel mercato rionale di cui mi servo (Via Orvieto, 200 mt da casa mia, faccio la spesa a Km 0 io) ho da tempo selezionato 4/5 banchi di cui acquistare i prodotti freschi (verdura, frutta e pesce, Ddi altre cose – la carne ad esempio – mi approvvigiono presso negozi di zona, di altre ancora – scatolame, saponi ecc – presso la GDO) ed alcuni articoli per la casa, incidentalmente “i banchisti” da cui mi servo sono produttori locali (quello piu’ lontano arriva da Velletri) in vendita diretta, francamente non so’ se siano iscritti alla Coldiretti, Confagricoltura o qualche altra associazione di categoria (e mi sfugge come l’appartenere ad una di queste associazioni sia sinonimo di “qualita’”, a meno che non gli faccaino qualche test prima di associarli e non mi risulta)
      Come consumatore cerco di massimizzare il mio vantaggio personale, acquistando i generi migliori dal punto di vista organolettico e della salubrita’, con le normali necessita’ economiche di ogni cittadino.
      Sotto questo aspetto, non credo (come consumatore, avendolo verificato sul campo negli ultimi 25 anni) che nei farmers market o nella gdo o per qualsiasi canale di vendita esista un vantaggio competitivo di qualunque tipo a scapito degli altri.
      Se non altro m’incuriosisce la scelta, in un territorio come Roma, in cui i mercati rionali assorbono ancora circa tra il 40 ed il 50% dei consumi, di puntare sui Farmers Market invece di “colonizzare” (in senso positivo) le strutture gia esistenti sul territorio.

  25. Bell’articolo ma, soprattutto, grande impegno nel raccogliere i dati e presentarli, che è la cosa peggiore.

    Ovvio che i confronti non possono essere fatti solo da una persona, ci vorrebbe come minimo una madre di famiglia con due bambini per vedere realmente come ci si trova a fare spesa da una parte e dall’altra, anche a seconda dell’età dei pargoli, ma tant’è. E’ comunque certo che i FM abbiano dei ricarichi forse eccessivi, e si perdono i vantaggi che avrebbero nel rimanere nei ranghi.

    L’unico consiglio che mi sento di dare è quello di dotarsi di una macchina per il vuoto, tipo la MagicVac, che veramente allunga la vita ai prodotti molto più di quanto si immagini e permette di gestire la spesa anche ogni 10 giorni, senza problemi. La macchina può costare molto in funzione degli accessori (scatole, sacchetti, rotoli per farsi i sacchetti come uno vuole, etc.) ma, nell’arco anche di pochi mesi, si strapaga di sicuro…

  26. avatar Milly

    Perdonami, ma sei mai stata al mercato?!
    Come ha fatto a venirti in mente che il mercato dei contadini fosse roba da ricchi???? :)
    Ora, capisco il confronto dei prezzi… e ti pongo una domanda: e se tu avessi scoperto che i prezzi del supermercato fossero di gran lunga inferiori? Andresti al supermercato a fare la spesa? Ahimè credo di si.
    Invece di pensare in termini di qualità, si pensa sempre al prezzo.
    La cosa più bella che trovo nell’andare a fare la spesa al mercato nel weekend, è che ci sono delle verdure che non so cucinare… allora chiedi consiglio al produttore (ok ok ci sono molti rivenditori al mercato ma ti sanno dire tutto quello che vuoi sapere) su come mangiarlo. Poi, puoi instaurare un rapporto di fiducia dopo un paio di volte che ci vai.
    I mercati… sono davvero belli! Vi consiglio, la prossima volta che ci andate, di passare un pò di tempo nell’osservare i colori… NATURALI (altro che luci del SM!!).
    Scusate ma ce l’ho con i SM per una serie di politiche da loro adottate, soprattutto i discount sono luoghi da cui tenersi alla larga!!!
    Tanti saluti cari amici :)

    • avatar Lorenza Fumelli

      Cara Milly, no, non andrei (e veramente lo evito, quando posso, già da un pò) al supermercato perché come nella premessa, non sono attenta ai prezzi e preferisco comunque la qualità, inoltre sono convinta che sia necessario sostenere i piccoli produttori e sono fortemente contraria ad allevamento e coltivazione intensivi. Come scrivo, l’impressione del posto per ricchi è stata data più che altro dall’ambiente e sono stata felice di rendermi conto che di sola “impressione” si trattava.
      L

  27. Complimenti per l’articolo, innanzitutto!

    Io abito a Milano dove, ahimè, ci sono soltanto 2 Farmers’ Market di Campagna Amica (degli 80 che ci sono in tutta la Lombardia).

    Bisognerebbe entrare nel meccanismo di pensiero per il quale dovremmo essere ben predisposti a spendere gli stessi soldi (se non qualcosa in più) per acquistare prodotti freschi, legati al territorio e soprattutto agricoli.
    E’ vero che nei Farmers’ Market di Campagna Amica i prezzi sono ridotti del 30% rispetto ad smsconsumatori.it ma soltanto per i prezzi davvero confrontabili con i supermercati; sui formaggi e sulla carne è davvero difficile poter comparare i prodotti e quindi i prezzi!!!

    E poi, come diceva qualcuno qualche commento fa, il rapporto con il contadino non ha prezzo! i consigli sulla conservazione e sulla cottura, le nozioni sulla stagionalità e sulla varietà dei prodotti non hanno prezzo. Con i contadini si instaura un rapporto di fiducia che non ha prezzo.

    Perchè la nostra salute non ha prezzo! E io preferisco spendere il giusto e anche qualcosa in più per avere la certezza di un prodotto di qualità.

    Per chi fosse interessato, a Milano i Farmers’ Market di Campagna Amica si trovano il martedi pomeriggio c/o Cascina Cuccagna e mercoledì/sabato mattina c/o il Consorzio Agrario … e comunque sono tutti indicati sul sito.

    Inoltre Campagna Amica ha aperto in Lombardia il primo Farmers’ Shop (una forma più simile ad un vecchio alimentari di quartiere che non ad un mercato) a Parabiago (MI)

  28. Pingback: Mercati di Roma: campagna amica a San Teodoro | Divertirsi a Roma - Live Blog

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