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Perchè i souvenir gastronomici restano nel cassetto? Chiederselo

A occhio, dovrebbe capitare anche a voi di ricevere in regalo durante l’anno un certo numero di souvenir gastronomici. In genere arrivano dall’ultimo viaggio esotico di un caro amico o dal paese dei nonni del vicino di casa, e spesso rimangono a stagnare in dispensa per molto, troppo tempo. Come mai? Perché i souvenir gastronomici spesso non vengono consumati? Per trovare risposta ho radunato tutti quelli rimasti nei miei scaffali e li ho fotografati:

  1. Barolo Gabutti 2000 di Boasso: è ancora lì perché un Barolo può anche aspettare o forse è mancata l’occasione. Arriverà, non ho dubbi.
  2. Gelatine di Champagne e Marmellata di Cacao: sono i tipici souvenir che rischi di lasciare in eredità ai nipoti. Passi la marmellata di cacao, ma sull’utilizzo delle gelatine di Champagne ho qualche dubbio. Suggerimenti?
  3. Confettura di cipolla, di zucchina, crema di rapa: il loro posto è accanto alle gelatine. Non so perché ma il barattolismo tende a rimanere in credenza. Riflettiamo.
  4. Ararat libico: si tratta di una spezia straordinaria praticamente introvabile in Italia. Qui l’unica controindicazione al consumo sta nel terrore che finisca prima che la mia amica torni in Libia.

  1. Tajarin piemontesi: collezionare formati di pasta regionale è molto divertente ma si corre il rischio di occupare tutto lo spazio disponibile. Se qualcuno mi passa la ricetta del sugo perfetto, li cucino stasera stessa, non senza soffrire un po’.
  2. Scatolame vario di Moreno Cedroni: che senso ha custodire gelosamente scatolette firmate da uno dei nostri migliori cuochi? Feticismo?
  3. Colatura di Alici di Cetara: qualcuno dovrebbe convincermi che la colatura di alici non è oro liquido e dovrebbe anche spiegarmi che tutto il lavoro che sta dietro alla produzione va onorato assaporando e gustando. Accettasi suggerimenti di utilizzo.
  4. Lenticchie di Champagne:  non è una scatoletta, lo so. Solo che quando leggo la parola Champagne provo una sorta di timore reverenziale che ostacola il consumo. Da rivedere e superare.

  1. Cuore Ragusano: sono filetti di Caciocavallo Ragusano in olio extravergine d’oliva e spezie. Il motivo del ristagnare in credenza è da cercare nel packaging: se l’imballaggio degli alimenti è troppo elaborato, inibisce il consumo.
  2. Riso Acquerello 250g: credo sia ansia da prestazione. Quando vi regalano chicchi invecchiati almeno un anno, poi raffinati, reintegrati nella loro preziosa gemma e bla bla siete necessariamente costretti a imbastire un risotto all’altezza.
  3. Miele Mariatchi: anche uno specifico produttore può provocare l’attacco di collezionismo acuto. In questo caso se vi piace la musica di Manu Chao, non assaggerete mai il miele da lui prodotto.
  4. Soppressata: è qui per caso. Praticamente sarà divorata nell’arco di 48h.

In conclusione, credo che scatolette, barattoli, imballaggi pretenziosi, formati particolari e nomi altisonanti convincono chi li riceve in regalo alla conservazione coatta, questo almeno succede a me. Per voi è lo stesso? In altre parole, quali souvenir gastronomici amate ricevere? Quali trovate opportuno regalare? E visto che siamo in confidenza, li avete mai riciclati?

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28 commenti a Perchè i souvenir gastronomici restano nel cassetto? Chiederselo

  1. Feticismo da scatoletta, istruzioni per l’uso
    1.aprire la scatoletta; 2.consumare il contenuto; 3.lavare accuratamente il contenitore; 4.riporre il contenitore sullo scaffale. Soprattutto i barattolini sbilenchi di Moreno Cedroni si impilano che è un piacere e riempiti, chessò, di anice stellato, pepe rosa, pepe bianco fanno pure “desain”!

    n.3
    La confettura di cipolla è buona con la formaggianza, le altre ninzò (però, a ben pensare, anche con la formaggianza hanno stufato!).

    n.1
    Chettelodicoafare: il tubermagnatum! In alternativa un buon ragù (ad esempio: http://goo.gl/jCR0Z).

    Comunque, conservazione coatta un tubo! Da noi si mangia tutto fino all’ultima briciola!

  2. personalmente ho molto da ridire sulle confezioni di marmellate e confetture di cedroni. belle da vedersi ma scomodissime da usare. impossibile prelevare il contenuto con un cucchiaino, serve quello mini da the. ci va dentro pochissima roba e costano un botto. le ultime le ho comprate in alto adige, bruttine ma che bbuone…….

  3. AH! tu riponi nello scaffale le scatolette vuote? Ma sei un baro! No scherzo, ha tutto senso, solo che feticismi e collezionismi coatti sono forme patologiche. Proverò il tuo suggerimento in 4 step, come fanno gli americani, hai visto mai!

    • Ora me la tiro: l’unica scatoletta ancora intatta è quella (a dire il vero sono due, una mia e una di mia moglie) del menù ZERO del combal, con tanto di dedica di Davide! Un po’ per venerazione e un po’ perché alla mia domanda “cosa c’é dentro?” Scabin rispose “Boh, pelati credo!” ;)

  4. Barolo Gabutti 2000 di Boasso: non nego che il vino non è affatto il mio forte, per cui lo aprirei alla prima occasione in cui c’è qualcuno che possa apprezzare.

    Gelatine di Champagne: crostino da finger food o accompagnamento con formaggi stagionati. Non ne vedo altro uso, onestamente. A me però è capitato di farmele in casa, per cui tutte inutili non sono…

    Confettura di cipolla, di zucchina, crema di rapa: a parte quella di cipolla, che se è fatta bene merita (sempre coi formaggi, anche freschi), le altre sono porcherie da buttare

    Ararat libico: la voglio.

    Tajarin piemontesi: qui la pasta non arriva alla settimana successiva al ricevimento.

    Scatolame vario di Moreno Cedroni: Feticismo, sì. Tienitele.

    Colatura di Alici di Cetara: A me ripugna, per cui finirebbe ri-regalata

    Lenticchie di (anzi, della) Champagne: Usale e basta. E’ solo una indicazione IGP, e che io sappia nemmeno ‘sto gran che. Solita grandeur immotivata dei cugini d’oltralpe. Fossero di Castelluccio capirei, ma questa è robaccia.

    Cuore Ragusano: Boni, eh, ma pesaaaaaanti. Il packaging è semplicemente osceno, paccottiglia similartigianale.

    Riso Acquerello 250g: buonino, ma sopravvalutato. Poi viene via a 10 euro al chilo, non mi sembra ambito da “ansia da prestazione”.

    Miele Mariatchi: A me Manu Chao sta anche un po’ sulle balle (gli sfonderei i bonghi, ecco), per cui o lo usi o lo ri-regali. Quel packaging non se può vedè!

    Soppressata: Già buono se trovo il tempo di farle la foto.

    • Ammazza Deck che precisione, grazie per il contributo. Sul riso acquerello, che ho trovato buonissimo, l’”ansia da prestazione” è nei confronti di chi vive con me che l’ultima volta ci ha cucinato un capolavoro. Capisci, non posso essere da meno ;)
      L’Ararat è la cosa più incredibile che abbia mai assaggiato mentre al poro Manu Chao i bonghi non vanno toccati, sono IGP
      L

    • Rispondo per il Barolo.. che ovviamente mi riguarda… prova ad aprirlo PER TE… per lasciarti emozionare quando ne hai bisogno e capirai che hai fatto bene a tenerlo fino ad oggi, ma che hai fatto bene a stappare la bottiglia!

    • la colatura è un sapore molto particolare.
      inizialmente la usavo spesso ultimamente mi ha nauseato. c’è da dire che a livelli di puzza, puzza parecchio !

  5. Sugo d’arrosto per i tajarin, (pezzo di manzo steccato con aglio e rosmarino, rosolato in olio, tirato col vino e cotto a lungo- utilizzare il sugo ottenuto per condire la pasta). Oppure burro (+ rosmarino e salvia) fuso fino a diventare marroncino e spumoso. Evt.parmigiano in entrambi i casi. Se si poi si possiede un tartufo, burro fuso (senza le erbe) parmigiano e tartufo a lamelle.

  6. Scatolette di cedroni: same problem, ho avuto il coraggio di usarne una recentemente (avevo fatto scorta quando ero stato al clandestino) ci ho fatto un post su Italian Linguini.
    Colatura consiglio spaghettone aglio, olio e colatura a freddo fuori dal fuoco…io li servirei su una salsina o di bufala o di burrata…senno con con dei bei broccoli siciliani con olive e scaglie di ricotta. O con la bufala nature…o nella pasta e fagioli…i love colatura!
    Per me il risotto è acquerello… Quindi ti dico risotta, risotta, risotta…zucca o porcini o carciofi su tutti! :-)

    Per il resto gli altri già mi pare abbiano risposto… È impressionante questa situation è molto simile alle mie con i souvenir..
    Sarà il nome :-)

  7. Se vuoi una mano Lorenza?? ;))))

    Io di solito consumo praticamente tutto quello che mi regalano. Ma spesso se è doppio regalo ai miei o ad amici.
    Mi piace condividere quando posso

  8. Le lenticchie della champagne sono buonissime.
    Piccolissime scure e molto saporite.
    io faccio collezione di confit di anatra e di asparagi bianchi in barattolo. Ogni volta che vado in Francia ne compro almeno un barattolo per poi non utilizzarlo. Anche se mi piacciono un sacco.

  9. quanto è vero! …anche quelli che porto per me alla fine rimangono li semplicemente in attesa di scadenza e una volta giunta quella acquisiscono il definitivo status di residuo di ricordo di cui ci si ricorda solo quando è necessario muoverli per le pulizie “grosse” di casa! (cioè quando invece di disegnare il contorno degli oggetti spolverando addirittura li si sposta!). Stasera apro la scatola di cioccolatini che ho preso a New York due anni fa!

  10. capita anche a me di comprare un prodotto enogastronomico, per la maggiore vini, per poi riporli nella mia credenza a fare bella mostra… e poi in diversi momenti mi dico quasi quasi apro la bottiglia di….. che ho comprato a…..
    E invece no, me ne dimentico e la bottiglia sta lì immobile a guardare me che le tolgo la polvere da dosso…. poi sopresa delle sorprese, quando stai lì per lì per aprirla, capisci che ormai è aceto.
    Mi sa che questa è una abitudine di tutti… credo

  11. a me rimangono sempre le confetture e gelatine per formaggi, perchè, una volta che si aprono, vanno consumate se no si buttano e così aspetto l’occasione giusta con ospiti che mangiano un bel po’, poi me ne dimentico e scadono….

    altra cosa le terrine in scatola: le compro e li ricompro, ma non mi piacciono granchè e alla fine o le faccio fuori in una cena oppure scadono anche quelle….

    quest’anno avevo per casa un panettone da 5 kg: ottimo per carità, ma ha girato per capodanno, case di amici, montagna e alla fine la metà rimasta è stata regalata alla mensa dei poveri che hanno gradito; era buonissimo, ma, per carità, quando si fa un regalo, meglio pensare anche alla facilità di uso!!!!!!!

    meglio 3 panettoni piccoli che un catafalco del genere!

  12. Mamma mia… post più azzeccato di questo non poteva uscire! Sono pieno i dispensa di scatolame vario griffato che per timore reverenziale non ho il coraggio di consumare… la sera scorsa mi sono concesso una seppia con piselli di cedroni… e sorpresa… era già scaduta! Quindi signori,tappiamoci il naso e consumiamo le prelibatezze che abbiamo in dispensa piuttosto che lasciarle andare a male, soprattutto dopo tutto quello che le abbiamo pagate!

  13. non so se essere invidioso o meno…. A me raramente capitano souvenir gastronomici. Tradizionalmente ci sono le bottiglie di whisky che sono da sempre un regalo di prammatica per l’avvocato di fiducia: sono riuscito almeno a far trapelare la notizia che mi piace il vino e quindi negli anni qualche bottiglia buona arriva. Poi capita il collega siciliano o salernitano che conosce le passioni per pistacchi o mozzarelle. Ma mai barattolame o comunque prodotti confezionati. In quello invece siamo specializzati mia moglie ed io che ogni volta che andiamo fuori per un week end rischiamo di essere fermati al casello per difetto della licenza di vendita. Barattoli e barattoli della linea di Palluda in Piemonte, di Cedroni nelle Marche, della Dispensa di Amerigo vicino Bologna e poi ancora tajarin, riso, peperoncini in tutte le salse, e via discorrendo. Tutto rigorasamente consumato con la scientificità di due serial killers. Ci offriamo per consulenze.

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