di | mar 12 gen 2010 ore 9:29
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allergie

Le parole che volete smettere di usare nel 2010

Tweet è la parola dell'annoCosì, giusto per farsi venire il latte alle ginocchia, ricordo che la parola del 2009 è “Tweet” (il messaggio di testo lungo fino a 140 caratteri di Twitter) mentre quella del decennio è “Google”. Yawn, i “maggiori linguisti americani” non sono stati troppo originali questa volta. Eh, come se noi, invece.

Ogni giorno per abitudine diciamo (peggio: scriviamo) parole indigeste: “tipico”, “territorio”, “sentore”. O ne ripetiamo alcune per pigrizia: “molecolare”, “foodie”, “km zero”. Salvo poi scoprire che le detestiamo quando a pronunciarle sono gli altri. Per dire, voi, a quali parole del vocabolario gastronomico siete diventati intolleranti? Quali termini solo a sentirli, vi provocano drammatiche crisi di rigetto?

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59 commenti a Le parole che volete smettere di usare nel 2010

  1. Degustazione. Senza dubbio.
    Cercherò di usare assaggiamento, che ha inventato mia figlia di 4 anni.
    Ciao.davide

  2. due-punto-zero, sapido, blogger, sinergia, migrante, condivisione, stellato, bistellato, tristellato, monostellato, tradizione, verbena, amore.

    parole in crescita: mavafanzùm

  3. Sintonizzazione, giovane (accanto a chef), umile (sempre accanto a chef)

    • avatar LucaP

      In ritardo, leggo questo bellissimo post: Sintonizzazione è veramente la più odiosa di tutte.

      Aggiungo: “attori della filiera”, “terroir” e “à la julienne”.

  4. Ho crisi da rigetto da complicata autoidentificazione con “foodblogger”.
    Ma anche “foodie” mi genera intolleranza data la difficile traduzione in italiano.
    E in parte coi nomi di quegli ingredienti che abbondano nei foodblog e scarseggiano invece nelle case normali o da comuni mortali.

  5. “happy hour”, ovvero quell’ora lì è felice e le altre sono sfigate.
    “vino barricato”, ovvero un vino che si beveva durante la rivoluzione francese.
    “scaloppa”. è proprio una brutta parola.
    tutti i diminutivi: polentina, insalatina, caponatina.

    • avatar Corrado

      Mi associo per “happy hour” e amplierei il discorso. Se in USA “happy hour” significa “paghi 1 e prendi 2″ perchè a Milano si chiama cosi l’usanza di fare pagare di più il bere in cambio di quattro patatine ammuffite ? La parola “aperitivo” fa tanto schifo ?
      Quindi basta all’uso di parole straniere da parte di chi non sa cosa significhino nel paese di origine (hostess, turnover, cult)
      PS
      però “scaloppina”, pur essendo un diminutivo, potrebbe risolvere la cacofonia di “scaloppa”

  6. avatar Arcangelo Dandini

    Chef.

    • avatar fabrizio scarpato

      D’accordo, d’accordissimo.
      Ancora inebetito e commosso per “Ritorno a Rocca Priora”: no, non l’ho mangiato, l’ho solo visto e rivisto, lo schermo non rimanda i profumi, ma certamente i colori e la suggestione della memoria.
      Non stiamo parlando di un film, ma di un piatto di Arcangelo Dandini, o meglio di un viaggio di Arcangelo nel tempo.
      Due cose belle: la prima è che ognuno di noi può avere il suo “Ritorno a…”, il mio potrebbe essere …a Tramonti, o alla Palmaria, persino con gli stessi ingredienti e mi sembra bellissimo.
      La seconda è che Arcangelo, in trasmissione, si è lasciato scappare un “destrutturato”, sulla punta della lingua, ritirandolo subito dopo averlo detto, anzi prima di finire di dirlo, in un sibilo, quasi pentendosi, simpaticamente: in fondo chissenefrega, bando ai luoghi comuni, ma anche e soprattutto alla schiavitù dell’enogastrolinguaggio à la page ;-)
      Destrutturato e molecolare, insieme a chef, non li vorrei (condizionale) scrivere, né dire: aggiungerei ai già citati crudi/o, terroir, autoctono, tradizione, nostrano, genuino, cucina della nonna, i diminutivi tutti e le passatine (esclusa l’originale) in particolare….

  7. Adrian Ferran…
    è proprio così difficile chiamarlo Ferran Adrià ?

    Straquoto Foodies una parola inventata dai Markettari.

    Varie ed eventuali.

    Vuggì

    p.s. Ue Bernardi cosa aspetti a parlarci di Beggar’s Food ? Io ho fame…

    Alegher.

  8. avatar alfredo

    Fusion, multietnica, orientale, kebab… ecc.

  9. avatar simonetta

    “Carino” e, tipicamente romano: “comunque sia”!!

  10. avatar simonetta

    Dimenticavo: “pazzesco”.

  11. Destrutturato.
    Pasteggiare (non lo reggo proprio!!!).
    Molecolare.
    2.0.
    Km. zero.
    Territorio.
    Tradizione culinaria (con tutti gli scandali sessuali di quest’anno…).

  12. Io mi sono ripromesso di usare meno “sternocleidomastoideo”.

  13. Il post di VG mi ha fatto venire in mente un paio di parole che non reggo più (e il buon Claudio non me ne voglia ;-) )

    coccole – l’uniche che digerisco sono quelle della donna che mi sta accanto e quelle del gatto

    sgrassare – perchè sgrassare ? è tanto buono il grasso che spesso troviamo nella portata..

    esclusivo (riferito a cene ma anche a viaggi, vini, auto, vestiti) – ma che esclusivo è se chiunque con due soldi in tasca lo può acquistare ?

    evento – ogni pranzo o manifestazione eno-gastronomica è diventata un evento, pure la cenetta di Befana dal macellaio dietro casa :-)

    Please, l’unico evento esclusivo del 2010 è la cena a Roma a fine gennaio presso un noto ristorante di Roma, astenersi inappetenti.

  14. avatar Gabrizia

    Delizioso…Non so perchè, ma è un aggettivo che non sopporto quando è legato al cibo (ma anche alle persone)…

  15. avatar Chefclaude

    “Il food” …mi fa lo stesso effetto di “the cibo”.

  16. avatar Alberto

    “importante”
    “cucina del territorio”
    “governo”

  17. avatar Alberto

    Ah, dimenticavo:

    “impiattare” brrrrrr….

  18. avatar camilla baresani

    C’è qualcuno che può ancora sopportare l’aggettivo “goloso” utilizzato anziché per definire l’attitudine di una persona, per definire un oggetto? Menu goloso, luogo goloso, titolo goloso, libro goloso, piatto goloso, intingolo goloso…

  19. avatar crician

    declinare..un piatto, ingrediente, una serata etc etc

    unico, unica, ….di unico c’è solo il modello

    di nicchia …. proprio no

  20. avatar cris

    simpatico, amichevole (riferiti a una pietanza o a un vino)

  21. avatar Alessandro Bocchetti

    Qualcuno sopporta ancora Cottura a bassa temperatura o tagliata, per non parlare di destrutturazione e tutto ciò che dal mondo e linguaggio del piacere rimandi alla tecnica…
    In questa ottica non mi dispiace l’aggettivo goloso per richiamare una prevalenza dei sensi che ultimamente manca al nostro sport ;-)
    ciao

  22. avatar Gastronzo

    Bè direi che la parola che non scomparirà mai nel vocabolario di chi si interessa di gastronomia è…
    GASTRONOMIA (si salva ancora ENOGASTRONOMIA ?!?:))
    e tutte le possibili varianti.. da GASTRONOMO a GASTRONOMICO..:)
    ciao
    G.

  23. avatar giancarlo maffi

    a me GOLOSO strapiace.

    goloso…… mi ricorda un bimbo con le mani nella nutella, quella di gobino; goloso……. il pane casareccio infilato in una pentola di pomodoro gorgogliante;
    goloso……. è tirar fuori una treccia di bufala da tre chili dal suo liquido di governo ed osservarla con sguardo innamorato e, appunto, goloso, prima di azzannarla …letteralmente

    forse voi mangiate con la testa , non so… affari vostri.

    io mangio con la gola e la sua acquolina.

    io sono stramaledettamente GOLOSO.

    e non smettero’ mai di esserlo ed usarlo.

  24. avatar ChiaraS

    Mai, mai, mai più spadellare/ato, consistenze (tipo “gioco di consistenze”, ma va là), e in generale descrizioni barocche e acrobazie stilistiche sul mangiare, che mi fan salire la carogna.

  25. avatar bematista

    detesto, odio, aborro parole come “slurposo, godurioso, cioccolatoso” o espressioni del tipo “spazzolato via in un attimo”

  26. avatar Paola

    L’orrendo vezzo del “cibo-coccola”.

    Che possa marcire nell’inferno delle traduzioni ad minchiam caninam, insieme a tutti i parafernalia del letale connubio cibo-sfera affettiva.

  27. Mah, tutti i neologismi del tipo un attimino, un filino, un pelino ecc.

    Quoto terribilmente mavafanzum

  28. avatar Silia

    Impiattare…
    piatto equilibrato…
    cucina coerente …
    sapore convincente …
    la lista è lunga

  29. Finger food…(anche se poi tutti hanno paura di sporcarsi le dita) dalle mie parti da una vita li chiamiamo “cicchetti”… certo un nome meno “figo” e non adatto per essere usato come titolo di libri.
    Anche il “Benvenuto dalla cucina” non lo reggo più…

  30. avatar azazel

    io da anni mi batto per l’abolizione dell’aggettivo “particolare”..è decisamente il peggiore..ha soppiantato lo “strano” di ivanoejjjessichiana memoria

  31. A parte la parola “striscia la notizia che orami e’ sinonimo di iannone o antiscientifico”
    non mi piacciono quelle parole aggettivi e frasi che girano attorno ad un piatto tradizionale rivisitato, che poi se lo vai a vedre non capiresti mai a che piatto tradizionale si ispirava.

  32. avatar paolo

    tra virgolette
    detto questo
    assolutamente (si o no)
    piuttosto che

    piu’ fastidiose di un gatto appeso ai maroni

  33. Pingback: La pasta al bacio di Arcangelo Dandini | scattidigusto.it

  34. avatar Tinx

    sicuramente è AGLIO IN POMATA!

  35. avatar schatten

    Detesto “bollicine” e odio le sopravvalutate “uova di Parisi”

  36. Pingback: Dissapore | Il meglio della settimana | Dissapore

  37. Pingback: La settimana dei razzismi che non finiscono (fanno dei giri immensi poi ritornano) - Macchianera

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