
Von Clausewitz: In effetti è inutile discutere
Così, giusto per farsi venire il latte alle ginocchia, ricordo che la parola del 2009 è “Tweet” (il messaggio di testo lungo fino a 140 caratteri di Twitter) mentre quella del decennio è “Google”. Yawn, i “maggiori linguisti americani” non sono stati troppo originali questa volta. Eh, come se noi, invece.
Ogni giorno per abitudine diciamo (peggio: scriviamo) parole indigeste: “tipico”, “territorio”, “sentore”. O ne ripetiamo alcune per pigrizia: “molecolare”, “foodie”, “km zero”. Salvo poi scoprire che le detestiamo quando a pronunciarle sono gli altri. Per dire, voi, a quali parole del vocabolario gastronomico siete diventati intolleranti? Quali termini solo a sentirli, vi provocano drammatiche crisi di rigetto?
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Degustazione. Senza dubbio.
Cercherò di usare assaggiamento, che ha inventato mia figlia di 4 anni.
Ciao.davide
due-punto-zero, sapido, blogger, sinergia, migrante, condivisione, stellato, bistellato, tristellato, monostellato, tradizione, verbena, amore.
parole in crescita: mavafanzùm
Stellato lo possiamo usare ancora quest’anno e magari lo aboliamo dall’anno prossimo?
Fabio, usa neo stellato che nessuno vuole abolire così dall’anno prossimo decade da solo!
Additivi chimici
Molecolare
Strepitoso/a
Sintonizzazione, giovane (accanto a chef), umile (sempre accanto a chef)
In ritardo, leggo questo bellissimo post: Sintonizzazione è veramente la più odiosa di tutte.
Aggiungo: “attori della filiera”, “terroir” e “à la julienne”.
salvaguardia
Ho crisi da rigetto da complicata autoidentificazione con “foodblogger”.
Ma anche “foodie” mi genera intolleranza data la difficile traduzione in italiano.
E in parte coi nomi di quegli ingredienti che abbondano nei foodblog e scarseggiano invece nelle case normali o da comuni mortali.
mitico
“happy hour”, ovvero quell’ora lì è felice e le altre sono sfigate.
“vino barricato”, ovvero un vino che si beveva durante la rivoluzione francese.
“scaloppa”. è proprio una brutta parola.
tutti i diminutivi: polentina, insalatina, caponatina.
Mi associo per “happy hour” e amplierei il discorso. Se in USA “happy hour” significa “paghi 1 e prendi 2″ perchè a Milano si chiama cosi l’usanza di fare pagare di più il bere in cambio di quattro patatine ammuffite ? La parola “aperitivo” fa tanto schifo ?
Quindi basta all’uso di parole straniere da parte di chi non sa cosa significhino nel paese di origine (hostess, turnover, cult)
PS
però “scaloppina”, pur essendo un diminutivo, potrebbe risolvere la cacofonia di “scaloppa”
striscia la notizia
Chef.
D’accordo, d’accordissimo.
Ancora inebetito e commosso per “Ritorno a Rocca Priora”: no, non l’ho mangiato, l’ho solo visto e rivisto, lo schermo non rimanda i profumi, ma certamente i colori e la suggestione della memoria.
Non stiamo parlando di un film, ma di un piatto di Arcangelo Dandini, o meglio di un viaggio di Arcangelo nel tempo.
Due cose belle: la prima è che ognuno di noi può avere il suo “Ritorno a…”, il mio potrebbe essere …a Tramonti, o alla Palmaria, persino con gli stessi ingredienti e mi sembra bellissimo.
La seconda è che Arcangelo, in trasmissione, si è lasciato scappare un “destrutturato”, sulla punta della lingua, ritirandolo subito dopo averlo detto, anzi prima di finire di dirlo, in un sibilo, quasi pentendosi, simpaticamente: in fondo chissenefrega, bando ai luoghi comuni, ma anche e soprattutto alla schiavitù dell’enogastrolinguaggio à la page
Destrutturato e molecolare, insieme a chef, non li vorrei (condizionale) scrivere, né dire: aggiungerei ai già citati crudi/o, terroir, autoctono, tradizione, nostrano, genuino, cucina della nonna, i diminutivi tutti e le passatine (esclusa l’originale) in particolare….
Adrian Ferran…
è proprio così difficile chiamarlo Ferran Adrià ?
Straquoto Foodies una parola inventata dai Markettari.
Varie ed eventuali.
…
Vuggì
p.s. Ue Bernardi cosa aspetti a parlarci di Beggar’s Food ? Io ho fame…
Alegher.
Fusion, multietnica, orientale, kebab… ecc.
“Carino” e, tipicamente romano: “comunque sia”!!
Dimenticavo: “pazzesco”.
Destrutturato.
Pasteggiare (non lo reggo proprio!!!).
Molecolare.
2.0.
Km. zero.
Territorio.
Tradizione culinaria (con tutti gli scandali sessuali di quest’anno…).
Io mi sono ripromesso di usare meno “sternocleidomastoideo”.
Il post di VG mi ha fatto venire in mente un paio di parole che non reggo più (e il buon Claudio non me ne voglia
)
coccole – l’uniche che digerisco sono quelle della donna che mi sta accanto e quelle del gatto
sgrassare – perchè sgrassare ? è tanto buono il grasso che spesso troviamo nella portata..
esclusivo (riferito a cene ma anche a viaggi, vini, auto, vestiti) – ma che esclusivo è se chiunque con due soldi in tasca lo può acquistare ?
evento – ogni pranzo o manifestazione eno-gastronomica è diventata un evento, pure la cenetta di Befana dal macellaio dietro casa
Please, l’unico evento esclusivo del 2010 è la cena a Roma a fine gennaio presso un noto ristorante di Roma, astenersi inappetenti.
Delizioso…Non so perchè, ma è un aggettivo che non sopporto quando è legato al cibo (ma anche alle persone)…
“Il food” …mi fa lo stesso effetto di “the cibo”.
texture
“importante”
“cucina del territorio”
“governo”
Ah, dimenticavo:
“impiattare” brrrrrr….
C’è qualcuno che può ancora sopportare l’aggettivo “goloso” utilizzato anziché per definire l’attitudine di una persona, per definire un oggetto? Menu goloso, luogo goloso, titolo goloso, libro goloso, piatto goloso, intingolo goloso…
Quoto, è davvero insopportabile!
Quoto è davvero insopportabile
Lo scrivo sempre anch’io, è diventato un mantra
Io lo uso. Sempre.
ci vorrebbe molta più golosità nel mondo del cibo… Più golosità e meno masturbazioni celebrali
ciao A
declinare..un piatto, ingrediente, una serata etc etc
unico, unica, ….di unico c’è solo il modello
di nicchia …. proprio no
simpatico, amichevole (riferiti a una pietanza o a un vino)
Qualcuno sopporta ancora Cottura a bassa temperatura o tagliata, per non parlare di destrutturazione e tutto ciò che dal mondo e linguaggio del piacere rimandi alla tecnica…
In questa ottica non mi dispiace l’aggettivo goloso per richiamare una prevalenza dei sensi che ultimamente manca al nostro sport
ciao
Bè direi che la parola che non scomparirà mai nel vocabolario di chi si interessa di gastronomia è…
GASTRONOMIA (si salva ancora ENOGASTRONOMIA ?!?:))
e tutte le possibili varianti.. da GASTRONOMO a GASTRONOMICO..:)
ciao
G.
a me GOLOSO strapiace.
goloso…… mi ricorda un bimbo con le mani nella nutella, quella di gobino; goloso……. il pane casareccio infilato in una pentola di pomodoro gorgogliante;
goloso……. è tirar fuori una treccia di bufala da tre chili dal suo liquido di governo ed osservarla con sguardo innamorato e, appunto, goloso, prima di azzannarla …letteralmente
forse voi mangiate con la testa , non so… affari vostri.
io mangio con la gola e la sua acquolina.
io sono stramaledettamente GOLOSO.
e non smettero’ mai di esserlo ed usarlo.
Idem per me. Un giornalista quando parla di queste cose deve usare aggettivi acquolinosi per i lettori.
ci tengo a precisare che questa è probabilmente l’unica cosa sulla quale farina ed io ABBIAMO LO STESSO PARERE:-))
…e “Sostenibile”?
“sostenibile” è diventato insostenibile
Mai, mai, mai più spadellare/ato, consistenze (tipo “gioco di consistenze”, ma va là), e in generale descrizioni barocche e acrobazie stilistiche sul mangiare, che mi fan salire la carogna.
debbo dire che mi sono sentito davvero stupido mangiando un dolce con una treccia di tessuto in mano
ciao A
detesto, odio, aborro parole come “slurposo, godurioso, cioccolatoso” o espressioni del tipo “spazzolato via in un attimo”
L’orrendo vezzo del “cibo-coccola”.
Che possa marcire nell’inferno delle traduzioni ad minchiam caninam, insieme a tutti i parafernalia del letale connubio cibo-sfera affettiva.
Mah, tutti i neologismi del tipo un attimino, un filino, un pelino ecc.
Quoto terribilmente mavafanzum
Impiattare…
piatto equilibrato…
cucina coerente …
sapore convincente …
la lista è lunga
Finger food…(anche se poi tutti hanno paura di sporcarsi le dita) dalle mie parti da una vita li chiamiamo “cicchetti”… certo un nome meno “figo” e non adatto per essere usato come titolo di libri.
Anche il “Benvenuto dalla cucina” non lo reggo più…
io da anni mi batto per l’abolizione dell’aggettivo “particolare”..è decisamente il peggiore..ha soppiantato lo “strano” di ivanoejjjessichiana memoria
A parte la parola “striscia la notizia che orami e’ sinonimo di iannone o antiscientifico”
non mi piacciono quelle parole aggettivi e frasi che girano attorno ad un piatto tradizionale rivisitato, che poi se lo vai a vedre non capiresti mai a che piatto tradizionale si ispirava.
Sbocconcellare
tra virgolette
detto questo
assolutamente (si o no)
piuttosto che
piu’ fastidiose di un gatto appeso ai maroni
Pingback: La pasta al bacio di Arcangelo Dandini | scattidigusto.it
sicuramente è AGLIO IN POMATA!
Detesto “bollicine” e odio le sopravvalutate “uova di Parisi”
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