Mangereste questa aragosta?


Paul, l'aragosta settantenneNon faccio caso all’età degli animali che finiscono nel mio piatto. Di solito. Ma è da quando ho letto la sua storia che voglio chiedervi se mangereste un’aragosta di 70 anni. Noblesse oblige, lui (perché si tratta di un lui), attende il suo destino in una vasca singola dell’acquario di Oceana, il lussuoso ristorante del Rockefeller Centre di New York che lo offre come extra-menù a 275 dollari (quasi 183 euro). La scienza non c’entra e neanche la logica, ma non trovate che ci sia qualcosa di sconvolgente nel mangiare una creatura vissuta così tanto?

E’ un’aragosta, chissà a quante trappole è sfuggita, non merita un trattamento speciale? Chi sono io per mettere fine a tutto questo con un pranzo, saporito quanto volete, ma solo un pranzo?

Forse sto esagerando, dovrei essere più razionale. Cosa dite, mi sono fatto prendere troppo? Voi la mangereste un’aragosta vecchia di 70 anni?




40 commenti a “Mangereste questa aragosta?”

  1. Luca Luca commenta:

    No dai, io la eleggerei a mascotte del ristorante, messa in un bell’acquario con tantissime giovani aragoste femmine per fargli vivere gli ultimi anni della sua vita alla grande :)

  2. Nicola Cavallaro Nicola Cavallaro commenta:

    Quello nella foto è un astice però! : )

  3. Massimo Bernardi Massimo Bernardi commenta:

    Va bene, è un astice. Ma a parte questo, mi dite cosa pensate della storia?

  4. Chefclaude Chefclaude commenta:

    Ma perchè, prima di mangiarli, chiedete sempre agli animali che età hanno??
    E cambia qualcosa?
    Cambia per voi, perchè date un valore sentimentale all’età: ma in realtà è solo cibo.

  5. Renrel commenta:

    Mi ricorda tanto la classica barzelletta sul vecchio polpo nella vasca di un ristorante napoletano, che ogni sera veniva prelevato, mostrato a questo e a quel tavolo e sonoramente sbattuto, e poi rimesso nella vasca mentre in cucina si preparava per i clienti gabbati un piatto con i surgelati, e alla fine dell’ennesima giornata di lavoro sospirava: “Che tocca fa’ ppe campa’!”

    Tornando alla tua domanda, no, non lo mangerei: un po’ per pietas, un po’ perchè immagino che -se gran parte parte della sua vita l’avesse passata in cattività nella vasca- la sua carne non dev’essere certo delle migliori.

    Ma il tuo post mi stimola anche altri pensieri, infatti la durata di vita di alcuni animali marini mi colpisce molto, da quando ho scoperto che una cernia può vivere sino a 80 anni circa.
    Ottant’anni! Ma vi rendete conto!
    Noi umani studiamo, emigriamo, ci sposiamo e divorziamo, contraiamo mutui e amiamo la musica, alleviamo figli e ci diamo alla passione politica, chi scrive Guerra e Pace e chi converte in biodinamico il proprio vigneto… E la cernia nel frattempo, che pensieri, che passioni avrà, se mai ne ha..?
    E il nostro pensiero, quando ce la troviamo ben servita in un piatto, può essere solamente se la maionese si debba preparare con olio di semi o extravergine d’oliva?

    • Ganascia Ganascia risponde:

      > E la cernia nel frattempo, che pensieri, che passioni avrà, se mai ne ha..?
      E il nostro pensiero, quando ce la troviamo ben servita in un piatto, può essere solamente se la maionese si debba preparare con olio di semi o extravergine d’oliva?

      Beh, considerato che i pensieri della cernia sono stati per 80 anni:
      1-mangiare
      2-fottere
      ….

  6. gianluca gianluca commenta:

    se è ancora buona, me la mangerei senza nessun problema.
    anche perchè se proprio vogliamo metterla sul discorso pietà, dovrebbe far più pietà uccidere un esemplare giovane piuttosto che uno vecchio.

  7. Chefclaude Chefclaude commenta:

    Usiamo gli animali per riflettere su noi stessi: sulla qualità del cibo, dell’ecosistema.
    Li usiamo per divertimento, e li umanizziamo, cioè gli diamo dei sentimenti umani, una storia umana: ci fa pietà perché è anziano, perché è giovane, perché è vivo. Cosa cambia se è una anonima vongola o il manzo Robertone? Se l’astice ha cinque, dieci anni o settanta? Perchè ha visto “cose che noi umani, ecc.”?
    Tolstoj ha scritto un racconto bellissimo, Cholstomer, sulla storia di un cavallo; ad un certo punto il cavallo comincia a riflettere sull’uso idiota che gli umani fanno delle parole “mio, mie”…
    E noi, che senso vogliamo dare a questa storia?

    A me intanto fa pensare che in un sito di gastronomia ci commoviamo della sorte di un astice di settant’anni.
    E abbiamo le strade e i parchi pieni di vecchi abbandonati alle badanti.
    In realtà credo che pensiamo a questa storia e parliamo e abbiamo pietà del vecchio che cresciamo in noi..

  8. ChiaraS ChiaraS commenta:

    Non è tanto l’età che non me la farebbe mangiare (e con i gianchetti come la mettiamo?:-), quanto la valutazione se sia una specie con una gran pressione economica su di sè unita, magari, a un ciclo riproduttivo lento e al calo degli stock. Se le zanzare fossero buone fritte come i gianchetti (individui giovani che non contribuiranno a mantenere lo stock della propria specie), quanto tempo ci vorrebbe perchè ne restasse una manciata? Una notizia apparentemente ottima, nella realtà un bel disastro. Le alleveremmo? Come, dandogli quale altra specie in pasto? Più che seguire la gola o la morale del mangiarmi o meno un animale che l’ha sfangata fino ai 70, penso sia più opportuno valutare se voglio o meno contribuire alla (troppa) pressione del mercato su una specie.

  9. Kapakkio Kapakkio commenta:

    Credo che il problema sia sfruttare il fatto che mangiare un’aragosta con un età certificata di 70 anni debba essere una cosa che richiede un pagamento extra mentre una qualsiasi aragosta di 10 anni non ha lo stesso appeal gastronomico.
    E’ una cosa che puzza di sadismo, tipo mangio l’ultimo esemplare di dodo rimasto così potrò dire di essere stato l’ultimo a sentirne il sapore.
    E’ una logica che non condivido

  10. eggi eggi commenta:

    un’aragosta, un’astice di 70anni, non andrebbe mangiata per due motivi: il primo perché non puoi dare l’ergastolo ad un animale e poi condannarlo a morte in vecchiaia, il secondo é perché dopo una settimana in acquario ha perso tutto il sapore e la bontà. in foto un esemplare di astice blu, maschio. le femmine sono più buone.

  11. Chefclaude Chefclaude commenta:

    …quindi è solo cibo. Non lo mangiamo perchè non è il massimo, o perchè nasconde una frode condita da sadismo.

  12. Leonardo Ciomei Leonardo Ciomei commenta:

    Beh, palesemente qui si tratta per il ristorante Oceana di sfruttare l’età avanzata del crostaceo come veicolo pubblicitario.

    Ma i nostri amici giapponesi che si divertono con questa ? come sono messi a sadismo ?

    lobster

  13. Anonimo codardo Anonimo codardo commenta:

    No. Per lo stesso motivo per cui non compro carne da un paio d’anni a questa parte.

  14. Anonimo codardo Anonimo codardo commenta:

    * ed animali morti o vivi, per essere più generici.

  15. alfredo alfredo commenta:

    Pensavo che Dissapore fosse un sito dove si parla di mangiar bene, molto bene e benissimo.
    Invece sembra un sito di fobici vegetariani con fisse masochiste comuniste:-))

  16. [...] – Di solito non facciamo caso all’età degli animali che finiscono nel nostro piatto. Ma voi un astice di 70 anni lo mangereste? 5 – Quello francese è tutto un altro topo di pane. (Astenersi stomaci [...]

  17. Fiandri Fiandri commenta:

    Quegli affari bianchi di gomma che tengono chiuse le chele si chiamano elAstici?

  18. Graziano Graziano commenta:

    io gli farei fare il primo ministro dell’acquario

  19. quell astice ha tutta la mia simpatia e se fosse per me lo comprerei e gli renderei la libertà mi piace dire però che lo stesso pensiero possa andare verso tutti i poveri animali che non hanno una voce per farsi sentire e allo stesso modo penso che noi uomini siamo a doppio binario ci commuoviamo per le balene spiaggiate e allo stesso tempo siamo indifferenti alla strage perpretata da stati canaglia e se permettete qualche piccola differenza c’è se non altro per la possibile estinzione di queti meravigliosi cetacei W l’astice e W tutti i poveri animali che non hanno la possibilità di farsi sentire perchè non fanno cronaca ma allo stesso tempo penso a tutte le persone che dalla nostra malvagità sono destinate a fini atroci da pazzi despoti che girano ancora per il mondo e anche su questa verità si contrappone il nostro menefreghismo salvo le marce di protesta che mettono al riparo la nostra coscienza. Scusate mi dimenticvo che si parlava del simpatico astice non me ne vogliate. Grazie per l’attenzione.


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