
Rosario: Post sublime....pura poesia :)
ahahahahah: ovviamente con 1 milione te ne
ahahahahah: ragazzi ma fatevi furbi con 1m
Gianfranco: alla terza riga
se c'è bisogn
Va bè, a Natale qualcosa bisogna fare. E mangiare. Visto che quel giorno non si può andare tipo a cerali da asporto. Dopo, l’altra ansia, la notte di capodanno. Non ce la posso fare. Ma se ce la faccio, autostima a vita.
Ho bisogno di consigli, è fuori discussione. Ho bisogno che mi diciate a che punto state, ‘nzomma, se avete deciso cosa fare a Natale e a capodanno. Sennò tutte ‘ste chiacchiere sulla democrazia partecipativa stanno a zero.
“A Natale tutti insieme, eh” o ristorante per 2? A fine anno, cenoni improbabili? Tour dei migliori hamburger di New York? Alitate e giri di grappa nella baita gelida? Imbaccuccamenti in piazza e si mangia quel che viene? Gastrofanatici va bene ma mica volete cucinare sempre? O ‘stavolta è tutto chiuso per crisi?
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io me ne sto in accappatoio per capodanno quest’anno
http://www.grottagiustispa.com/ita/bioaquam_cafe.htm
Ahò, e non farti vedere per bere qualcosa, mi raccomando !
Vigilia e Natale rigidamente da mammà col suo repertorio classico per la vigilia insalata di mare, spaghetti alle vongole, baccala fritto e frittura di pesce, baccalà all’insalata con insalata di rinforzo e broccolo di natale, soutè di frutti di mare, capitone in carpione.
Natale è più variabile ma sicuramente ravioli e agnello non mancheranno.
Vigilia di Capodanno vederemo visto che proprio in quei giorni la mia vita subirà una brusca svolta
Vigilia di Natale, a casa a cucinare per il parentame assortito (delirio)
Natale e 31 lavoro…Il 1 Gennaio progetto di stare chiusa dentro un armadio in mansarada. Odio le feste, preferirei mangiare Pangasio e bere acqua del Mekong
In mansarda…ovvio
Vigilia di natale: crostino di cavolo nero, minestra di ceci con tagliolini, baccalà ripassato, ceci lessi (menu tradizionale familiare).
Natale: primo devo decidere, quasi di sicuro brasato al barolo.
Capodanno: si ricucina ma devo accordarmi con gli altri farabutti della cena (ogni fa qualcosa). Mi sa che però un cocktail di gamberi tra capo e collo me lo ritrovo…
Il vero gastrofanatico Vigilia e Natale si gode, se può, la cucina della mamma
A Capodanno, un po’ di bollicine destrutturate e a nanna
Minimalista? Direi che di questi tempi è il massimo
Come Luciano Pignataro.
quoto
STRAQUOTO
A Natale dalla mamma e all’ultimo dell’anno si cucina con gli amici. Non sopporto i cenoni al ristorante
quoto alla grande: Natale mammà, ultimo dell’anno si spignatta in allegria con pochi amici.
Quoto ,anch’io odio i cenoni….chiudo e vado a cucinare per i miei: risotto al tarfufo bianco e quaglie. Ostriche amaretti e pere. Merluzzo arrosto, porcini all’aglio dolce e puntarelle alla romana…Champagne a gogo’…e vai con i botti di fine d’anno:-)))))
Quotissimo in ritardo.
Tortellini fatti dalla mamma a Natale e goduti in compagnia di fratelli e nonne (avere una mamma e nonne che cucinano bene i piatti della tradizione veneto-manotovan-romagnola e un papà che cucina ottimamente il pesce, fà diventare molto “pretenziosi” rispetto al tema “mangiare fuori”).
A Capodanno 3gg accampati davanti al camino, 10 Kg di castagne, altrettanti dvd, cucina “polentosa” e amici collaudati.
Wow
Beh dimmi chi sei che ti sposo !!!
Carina l’idea … Amo le cose fatte in casa, la felicita’ non si compra, si da’ e si riceve!
L’indirizzo ???aggiungi un posto a tavola…
Bye
Natale a casa con cappone e tortellini con il suo brodo (di un’altro cappone però, siam borghesi
)
Capodanno cena a casa di amici, a Parigi.
Vigilia forse con amici in una friggitoria di pesce pescato, sul molo in città.
Natale da me, una dozzina di persone, ma cucinano mamma e suocera: affettati, tortellini, bollito, carne, formaggi, frutta secca, dolci. Io porto il vino e metto la casa. Durata circa 5, 6 ore.
Santo Stefano si replica, con ravioli, fritto e tutto il resto.
Capodanno forse Franciacorta, forse Oltrepò: due giorni, cercando di mangiare bene. Cercando.
Comunque basta spettacoli e casino in città, basta case con amici, mai più in giro per strada, tra botti insulsi, calpestando bottiglie vuote.
Capodanno MOULIN ROUGE!
Natale Famiglia ovvio! Menù con l’immancabile RISOTTO! Il resto va bene tutto… è Natale, basta che sia ricco, anche esotico, e raro.
E la polenta? No?
Ma, magari con fonduta e sopra un’pò di tartufo bianco?
Perchè no!
Buone feste Lisa!
Bè, se andassi a mangiare fuori al 24 o al 25 non avrei dubbi, sceglierei Firenze Hotel Savoy.
Non ha neanche un prezzo altissimo per essere un posto scic.
Ma dato che erano già organizzati con parentame, i programmi restano invariati: cena del 24 ospitati, pranzo del 25 ospitanti. Menu si vedrà.
Capodanno? Sempre odiato cenoni e veglioni affollati – soprattutto se con musica orribile. Sempre odiato anche le mini-feste tristi e noiose organizzate all’ultimo minuto a casa di qualcuno. Quindi, se spunta qualche idea interessante bene, se no resto a casa e con quel che risparmio faccio un weekend in giro per l’Europa il weekend successivo!
A me sembra ancora tanto lontano, per cui non ci penso.
In genere decido la mattina del 31, 24 e 25 non li considero, anche se forse quest’anno tocca a casa mia, per cui sarò in cucina.
I 31 migliori li ho fatti proprio all’ultimo, tipo cena in due in posto panoramico con bollicine, oppure sempre cena in due con bollicine, ma con tutte le porcellonate prese in giro, dalle ostriche al Pan Brioche di Antonini, fatto farcire secondo specifica del momento. Grandi soddisfazioni, tanto è l’emozione e la compagnia che conta.
Il capodanno più accompagnato l’ho fatto nel 1996 sul palco, insieme ad un dj, sequestrati per 5 ore lì sopra senza poterci muovere e a mezzanotte ci hanno sparato addosso non meno di 1.000 tappi, avevamo circa 4.000 persone davanti… quello sì che è stato un bel casino, l’ultimo capodanno da festa vera che ho fatto, bellissimo.
Natale con i miei (fuori discussione) in casa.
Il più bel capodanno (festa che odio) l’ho fatto un paio di anni fa.
Cena a casa mia a base di pesce con un amichetto, champagne, verso le 11 ci siamo addormentati sul divano letto aperto davanti alla tv accesa e ci siamo svegliati direttamente alle 3 del giorno dopo.
Manco i botti abbiamo sentito.
Cotechino e lenticchie a pranzo dell’1.
Ma io non faccio testo.
Vigilia di Natale: cena con amici, non gastrofanatici. ……………
Natale: salumi e formaggi,salmone irlandese (acquisto collettivo slofwood legnano) passatelli in brodo fatti in casa, cappone ripieno e patate, panettone artigianale con mascarpone.
Capodanno: zampone, lenticchie, polenta pasticciata, champagne anticrisi, pandorone e fuochi artificiali.
Famiglia, Natale e San Silvestro, tutti orrori da evitare. Vorrei il letargo dalle prime ripugnanti luminarie fino al 7 gennaio, poi breve risveglio con adeguata gastronomia, di nuovo a nanna per non assistere allo scempio delle montagne invase dalle solite famiglie in settimana bianca. Film da vedere in loop: Bad Santa.
E occhio al gomito natalizio, ONAVisti:
http://www.youtube.com/watch?v=uVRmXc8PPqk
capodanno pesce crudo e champagne
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Solita cena dai miei, passerò il pomeriggio a far la spesa per mia madre.
Prima tappa a Collecchio (Pr) per il pesce last minute di Fausto: sino a due anni fa era socio del modaiolo Gelopesca di Felegara (Pr), poi ha fatto fagotto e i clienti meno fessi l’hanno seguito (peraltro era lui che cucinava, la sera). Il prete e le ossa per il brodo degli anolini di Natale le prendo ancora da Lucedio, invece, sù a Fornovo (Pr) …solo che Fornovo è a cinque minuti di macchina da Felegara, Collecchio dista ‘na ventina di chilometri a leeenta percorrenza.
Sfacchinata al posto di due piccioni con una fava
ma per mammà questo e altro: apposta il Parmigiano migliore del mondo glielo comprerò in settimana sul cucuzzolo della montagna, apposta le bollicine le ho scelte per tempo – e a buon mercato – da Guido, apposta la salassata per il salmone Balik me la sono sciroppata stamani (28 € l’etto… e il negoziante ha pure gongolato: «sa, quest’anno teniamo solo questo»).
Non importa se meglio o peggio,
i dolciumi e le sfiziosità natalizie vanno all’insegna della Tradizione: sceso da Fornovo ritiro panettone e millefoglie alla Pasticceria Torino, capatina finale in centro per le irrinunciabili tartine misto-salate di Pagani (una vigilia non è La Vigilia, senza). Allungo di poco e chiudo alla panetteria Rosetta, per la pasta fresca di Santo Stefano, guardo l’orologio e son già le 18.00: mollo la spesa sull’uscio di mammà, torno in centro e mi ripresento puntuale alle 20.15, dopo un paio d’ore di intennnsi aperitivi.
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ah, e Buon Natale…
io ancora non lo so,
per adesso sto organizzando quello dei miei: pure mammà vorrebbe passare due-tre giorni in un qualche hotel rigenerante, sto dunque cercandole una buona struttura nei pressi di un buon risto per il cenone. Giro di telefonate per chiedere info, al Povero Diavolo di Torriana (Rn) verrebbe via con 160 € a testa; papà è però uno di quelli rimasti alle 100.000 ₤ a testa + cicchetto di Stravecchio, io glielo propongo comunque poi saranno un po’ *azzi suoi, se mangerà così-così a 90-100 € a testa.
Aspetta ancora un paio di giorni e Dissapore tuo ti mostrerà i migliori cenoni d’Italia (e non solo)
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Bel post: meticoloso, chiaro, non enciclopedico…
convertissi una coppia amica al cenone a quattro, passerei un tranquillo Capodanno al Miramonti l’Altro: 220 € a testa non sono zuccherini, ma anziché spenderne min. 150 € in un qualunque locale cool… fossi un gourmet come si deve tornerei dalla Mazzucchelli profittando del prezzo accessibile, fossi un gastrofanatico cotto a puntino farei la follia di un Capodanno dai Cerea (strano che nessuno degli à puntino l’abbia nominato, il nostro orgoglio tristellato ’09).
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Detto ciò, sono un po’ in apprensione per dissapore mio.
Vi state impegnando un botto, questo mese, e meritate senz’altro la lode; state sempre attenti, però, a non riallestire il salotto di mucca. Le tasche senza fondo son sempre le stesse, imperversano da anni: 20 very gourmet sempre in cerca di uno salotto web ove convergere per misurarsi tra loro, imponendo di fatto degli standard di partecipazione impossibili ai più, emarginando così – in venti – tutti gli altri che il fondo nelle tasche ce l’hanno. Brava gente che però, con la realtà delle cose..
…
c’entra come i cavoli a merenda, delle due l’una: o non son stati giovani sboroni, e quindi si sfogano adesso, oppure hanno una capacità di resistenza alla noia del pavoneggiarsi sconosciuta agli umani. Almeno insegnassero qualcosa, a noi meno gourmet… macché.
Diciamo che non sono d’accordo, almeno non del tutto. Vero è che i pellegrini del gusto sono una nicchia della nicchia, perchè a parte gli acrobati della nota spese per tutti noi l’ampiezza dell’esperienza gastronomica è proporzionale alla profondità della tasca, ma è anche vero che da queste parti, almeno per mano mia, si cerca di raccontare anche *il resto*: tavole meno conosciute, nuove, nascoste, e con un’addizione alla portata dei più.
Anche io ne ho le tasche piene dei “dieci migliori ristoranti in cui si mangia su una gamba sola”: ma se controlli la partecipazione vedrai che sui “nomi” si scatena la bagarre, sugli altri si coagula un interesse del tutto marginale o peggio, off topo.
E, peraltro, la discussione si incentra spesso più sulla recenza che sul recensito.
O no?
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proseguiamo di là…