Stasera pesce… qual è il vostro preferito?


La migliore. cena. di sempre.

Mi abbandono all’irrefrenabile voglia di pesce e pregusto la cena, stasera nuove vette di pescismo: mangio l’eglefino (asinello) che in questo periodo è il mio preferito.

Cotto, arrosto, fritto, non esiste un modo sbagliato di cucinarlo.

E voi? Chi mi dice qual è il suo pesce preferito, quello che, potendo, cucinerebbe volentieri stasera? E come vi andrebbe di cucinarlo? Crudo, lesso, ai ferri, zuppa, marinato, al forno, cartoccio anyone?

[Immagine: Teresa De Masi]




51 commenti a “Stasera pesce… qual è il vostro preferito?”

  1. Kapakkio Kapakkio commenta:

    Ieri sera pesce bandiera sfilettato impanato e fritto. Un pesce estremamente versatile, dalle carni bianche e sode e economico(solo 6 euri/Kg). Molti non lo comprano per il suo aspetto mostruoso. Un altro pesce molto sottovalutato e che invece io amo molto è la lampuga.

  2. dink dink commenta:

    Aguglia dell’Adriatico, in graticola con olio EVO, aglio, prezzemolo e poco pangrattato.

  3. Strano che ancora non sia saltato fuori il caro vecchio “Finnan Haddie”. E’ il nomignolo di una preparazione scozzese diffusissima (smoked haddock) che ha origine in un paesino vicino Aberdeen di nome Finnan.

    Si parla di eglefino affumicato a freddo che viene poi cucinato in vari modi e spessissimo è l’attore della colazione scozzese.

    E’ magro ma non magrissimo, ricorda il merluzzo e quando affumicato è davvero poetico. Forse potrebbe essere interessante parlare di affumicatura visto che in qui da noi non si riesce a trovare informazioni importanti al riguardo.

  4. Vignadelmar Vignadelmar commenta:

    Un bello sgombro, aperto, deliscato, condito dalla parte della carne con un misto di pangrattato, olio, aglio e prezzemolo. Tenuto qualche ora a riposare in frigorifero e cotto sui carboni esponendo al calore solo la parte della pelle.
    Non lo cambierei quasi con niente, anche se una bella manciata di sarde fresche per condirci della pasta mi tentano da morire.
    .
    Io senza il pesce azzurro non potrei vivere.
    .
    Dai Bernardi, avresti potuto chiedere anche con cosa abbinarlo…….un bellissimo verdicchio di Jesi, naturalmente.
    .
    Ciao

  5. gianluca gianluca commenta:

    visto che si parla di pesce povero (altrimenti direi astice) io voto per le aringhe, non affumicate ma fresche, sfilettate, spellate, deliscate, saltate in padella con olio evo aglio origano pomodorini e un filo di vino bianco.
    saporitissime, nutrienti e soprattutto molto economiche.

  6. esp esp commenta:

    Acciughe su tutto, ma solo se sono “nostrane” (cioè liguri o, al massimo, toscane ma a nord della foce dell’ Arno).
    Mi piacciono in tutti i modi, soprattutto fritte, ma, di fronte ad un vassoio di acciughe doppie cotoletta, con, in mezzo, un trito di erbette e un profumo d’ aglio, sbavo come un mastino.
    La mia “razione” parte dagli otto etti in su e, ovviamente…nè coltello nè forchetta….

  7. monica monica commenta:

    al momento sto preparando una padellata di gamberoni in cui affonderò un paio di spaghi. vorrei poi mangiare solo pesce nei prossimi 15 gg. per accumulare ricordi papillari freschi in attesa dell’astinenza ittica forzata a causa dell’ondata petrolifera :-(

  8. edvigebelva edvigebelva commenta:

    Pesce San Pietro scottato con pomodorini e basilico. Ma anche alici crude (alla faccia dei vermetti giapponesi!) e tartare di sciabola

  9. Damon Damon commenta:

    Sarago alla brace..il migliore della vita mangiato due estati fa a Pantelleria, uscito dall’acqua da un paio di ore. Adoro anche la palamita, le sarde, la razza..

  10. l l'uomo nero commenta:

    [img]http://smileys.sur-la-toile.com/repository/Divers/minipeche.gif[/img]
    Redmond O’Toole, prelude

    Prima ancora che l’uomo vestito di nero mi arrivasse vicino riconobbi l’odore che emanava la sua pelle: fiammiferi accesi. Odore di zolfo. L’uomo vestito di nero era il Diavolo. Era emerso dalle profondità dei boschi e adesso era lì accanto a me. Aveva le dita orribilmente lunghe: si accoccolò per terra accanto a me e gli scrocchiarono le ginocchia come a un qualsiasi altro uomo, ma quando spostò le mani portandosele tra le ginocchia vidi che le dita non terminavano con un’unghia, ma come un lungo artiglio giallastro.

    «Come andiamo, piccolo pescatore?» disse con la sua voce calda. «Per favore, non mi faccia del male» sussurrai, così piano da non sentire quasi la mia voce. Non mi sfiorò nemmeno per un attimo il pensiero che fosse solo un sogno; anche se avrei potuto crederlo, forse, se fossi stato più grande. Ma non ero grande: avevo nove anni, e sapevo riconoscere la verità quando si accoccolava per terra accanto a me. «Che pesce grande che hai!», esclamò l’uomo vestito di nero con voce famelica e gutturale.

    Avevo appena pescato un salmerino di quarantotto centimetri: me lo strappò di mano e se lo cacciò in bocca, e la sua gola rossa ardente emanava un calore che mi investì in piena faccia come l’improvvisa vampata dal camino quando prende fuoco un ciocco di legno secco. Quel calore non lo immaginai: lo so con certezza perché mentre lui si infilava la testa del salmerino tra le mascelle spalancate vidi che le squame sui fianchi del pesce si sollevavano e raggrinzivano, come i pezzi di carta che fluttuano sopra una fornace. Si infilò il pesce in bocca come il giocoliere di un circo ingoia una spada. Non lo masticò, e strabuzzò gli occhi ardenti per lo sforzo. E sentivo l’odore della parte che aveva già ingoiato arrostire nel forno della sua gola.

    accorciato da S.King, Tutto è fatidico

    un boccone di trota alla brace mi andrebbe proprio, stasera!
    (non il mio pesce preferito ma fingiamo ancora per un attimo)

  11. alexx alexx commenta:

    Con l’estate arrivavano i “bagnaroti”. Tiravano in secco le palamitare grandi e colorate e preparavano l’accampamento. Qualcuno tra i ragazzi più forti della zona veniva arruolato per rafforzare le ciurme (ai remi quando si calavano le reti),che così raggranellavano qualche lira.
    Ogni sera al tramonto via a pesca di tonni e alalunghe che poi al mattino allineavano sulla battigia pronte alla vendita. (Dopo c’era la colazione: granita di caffè-panna-brioche). Il giorno guardavano il mare caso mai passasse qualche “mola” (pesce luna)o un branco di “costardelle”. E allora via veloci con l’arpione o le reti. Un giorno ne presero tante che le vendettero a secchi. Un secchio 100 lire. Costardelle fritte.
    La costadella somiglia alla aguglia, stazza più piccola, rostro più corto, la lisca non è verde. Fritte, da mangiare senza lasciare tracce.

  12. PAOLO PAOLO commenta:

    Un bel tris di tonno:
    crudo condito solo con olio, limome, sale e trito di basilico;
    scottato alla brace e condito con prezzemolo e aglio;
    stufato al sugo con aceto e capperi.
    Materia prima appena pescata a Calasetta.

  13. giulia giulia commenta:

    l’alicetta fritta…calda e croccante…acquolina epr direttissima…

  14. Claudio Pistocchi commenta:

    Razza, ali di razza…

    Olio di oliva, spicchio di aglio schiacciato e foglie di salvia.
    fatta rosolire qualche minuto per lato, ben salata e pepata.
    Portata a cottura con un goccio di acqua o brodo, privata delle lische (facilissimo) e servita irrorandola con un poco del sughetto di cottura, altro olio crudo e una bella macinata di pepe fresco.

    E il paradiso sembra assai vicino…

  15. adriano liloni adriano liloni commenta:

    sto inventando una ricetta con pesce palla per una cena ministeriale…..
    a parte scherzi….personalmente adoro alla follia le aguglie alla griglia e il palamita al vapore in insalata croccante con olive taggiasche e alici fresche bruciate in aceto balsamico…lo so so vandalo….
    poi altri piatti sempre di pesce povero uno sgombro ripieno con cipolla finissima pane trito e olive fatto alla brace…..
    totano ripieno al radicchio rosso capperi oliva pane trito una punta di worcester sauce…..

  16. VIRGI VIRGI commenta:

    Io adoro lo scorfano, il grongo, la murena e le triglie… assaggiata mai la mustela? se non lo avete capito adoro le zuppe!
    se non avete paura delle spine questi pesci sono una mareviglia di sapore.

  17. Daniele Daniele commenta:

    Ho mangiato l’eglefino affumicato dove l’hanno ineventato, ad Arbroath, vicino Aberdeen. Lo si compra in delle casupole tra le vie della cittadina, a ridosso del mare del nord. Delicatissimo. Con lo stesso prodotto si produce la leggendaria Cullen Skink, la zuppa bianca all’eglefino di Cullen, nei pressi di Inverness. La miglior zuppa mai mangiata in vita mia. Vellutata, delicata, lievemente affumicata. Vale da sola un viaggio in Scozia e non lo dico tanto per dire.
    Daniel

  18. Tra i pesci poveri adoro lo sgombro e lo faccio di solito al sale (fino), se andiamo sul pregiato orate e spigole.

    Fuori classifica il salmone selvaggio che non trovo quasi mai ed è il mio preferito in assoluto.

  19. andrea andrea commenta:

    la ricciola qunad,é buona nn la batte nessuno.la ventresca poi…peccato per il prezzzo moolto elevato,almeno qui al nord

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