Toglietemi tutto ma non…
Non che vada bene, eh. Complice la crisi ci accontentiamo… attenzione… risparmio… Ma poteva andare peggio, diciamo che almeno su una cosa possiamo ancora permetterci di fare gli schizzinosi. Anche perché a quella cosa non vogliamo rinunciare, nemmeno con le pezze… insomma, avete capito.
Una specie di “Toglietemi tutto ma non…”. Ecco, ma non… cosa? Di cosa, nonostante tutto, restate dei testardi puristi?
Il grande ristorante una volta al mese magari dividendo in due l’antipasto e il dolce, le ostriche, la pizza come Dio comanda, la pasta con i superpoteri, la birra artiginale, il cibo biologico, un vino estremamente risolutivo, un weekend gastrofanatico, la colazione in pasticceria, la cena di pesce. Allora, toglietemi tutto ma non…? [Fonti: Papero Giallo]








sarò banale ma…….spaghetti pomodoro e basilico, insostituibili
Dopo una settimana che non limangi sembra la prima volta.sempre un’ emozione.
concordo con gianluca.
pienamente in sintonia, a me succede anche con l’amatriciana…….
la pasta al pesto……………
..tutte le frattaglie…;))
Formaggi, affettati e carne selezionati, i migliori che riesco a trovare.
Ne mangio meno ma li cerco buoni.
Il miglior olio EVO che posso permettermi…
ma grande! ancora devo capire perché tanta gente non esiti a spendere fior di quattrini per una boccia di vino che dura una serata, ma non una cifra (di solito molto inferiore) per una bottiglia d’olio buono che dura un mese.
Forse non sono interessati.
Giusto o sbagliato che sia.
debbo dire che in un momento in cui la crisi morde come un mastino prognato, mi sento a disagio a dire la mia…
Sono più fortunato di molti! Ma continuo a pensare che scegliere i prodotti migliori, gli artigiani più bravi, le farine giuste, i vini di un certo tipo, ecc sia oltre un gesto di gusto, un atto politico!
Mi spiego, il rischio di avvelenarsi con tutta la propria famiglia non è stato mai così reale come oggi: non bisogna aver letto tutto Pollan o Padre Bianchi per rendersene conto… quindi io cerco (nel limite del possibile) di non far mancare alla mia famiglia niente da questo punto di vista… Questo è il mio lusso irrinunciabile, altro che macchinoni e altre amenità
Ciao A
Grande pienamente ragione
UNa bruschetta strofinata di aglio con pomodoro e basilico (e qualche scaglia di pecorino), una pizza come si deve con la bufala aggiunta solo alla fine, una fiorentina ogni tanto…
anche bruschetta (o pane) con olio, pomodoro e un po’ di sale marino
Non c’è niente a cui non possa rinunciare, se non la libertà di scegliere.
hmmm. scelta difficile.
direi, gnocchi di patate fatti in casa e conditi col ragù. un po’ cicciotti, non quei gnocchettini che non danno soddisfazione…
pane tostato e pomodoro fresco-olio-basilico
un coccino di baccalà alla vicentina
alè.
Non riesco proprio a rinunciare ad un calice di buon vino, ad un bel tagliere di formaggi…
Non rinuncio al cibo di qualità in generale. Posso scegliere un prodotto intrinsecamente più “povero” rispetto ad uno più costoso, ma quello che mangio deve essere il migliore nel suo genere.
Piuttosto rinuncio, se così si può dire, ad altri lussi, dei quali in verità non mi importa più di tanto: macchina bella, il televisore ultimo grido, telefonini fighetti e, non ultime, cene fuori solo per socialità in un posto qualsiasi. Piuttosto invito tutti a casa mia.
ma non la figura da ospite premuroso!
in casa sono avaro, anzi proprio sparagnino; quando invece sono ospite in casa altrui perdo ogni ritegno di ordine economico, qualitativo e quantitativo. Secondo le mie possibilità che sono normali, ovvio; qualche esempio? Prima e sola volta da Pierangelini, mi son presentato con una bottiglia di Bargnolino imbottigliato nel ‘95 da mio nonno: sembra una cazzata ma a trovarli oggi i prugnoli selvatici, e la bottiglia era vintage anni ‘60.
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la volta seguente baloccavo di presentarmi con del Parmigiano come si deve, e già mi maceravo su quanto comprarne affinché la cosa non apparisse inutile: 3 chili basteranno o meglio fare 5 e cifra tonda? In realtà sarebbe dipeso tutto dalla confezione: trovare una bella scatola da regalo può occuparmi interi sabato pomeriggio e un astuccio vintage a buon mercato capita una volta nella vita, sì e no. Ma il vero barbatrucco sarebbe stato chiedere: «e il bargnolino dell’altra volta, le è poi piaciuto?». Fosse caduto dalle nuvole amen, ma se avesse mostrato sincero apprezzamento ne avrei avuto minimo due bottiglie, in macchina. Certo è un equilibrismo che non riesce tutte le volte:
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il rischio è che si confonda la premura mirata con l’eccesso indistinto, appunto: ma essendo cresciuto in campagna col complesso di inferiorità verso i cittadini (mi calava la voce, quando a scuola chiedevano: «e tu dove abiti?»), alle fine li avrò pure raggiunti e forse anche surclassati, ma adesso mi ritrovo a essere così.
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e crisi o non crisi continua a piacermi regalare cestini di frutta: da solo od in gruppo, sia quelli sobri da portare a parenti o amici degenti in ospedale sia quelli pomposi fatti recapitare in camerino ai beniamini/e della Prima
Tipo che te stavi a Stuffione di Ravarino o a Casumaro e invece proferivi, mentendo spudoratamente sto a Finale Emilia?

Saluti
ma magari Casumaro!
son cresciuto a Baganzola, io, dietro le fiere di Parma: renditi conto… terra agricola senza uno straccio di glamour, ma è lì che nonno piantò gli averi nel dopoguerra, son stato il ragazzo di campagna più promettente del paese e lo scolaro adolescente più infelice della galassia, non sapendo che al mondo esistessero i temibili rampolli del liceo Maria Luigia.
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altroché ticket a mensa… poi mi son rifatto, eh!
solo che l’ho fatto per raggiungere i rampolli. Parma in realtà è un buco di provincia, ora che l’ho quantomeno pareggiata sento il bisogno di rallentare la corsa: «io l’acqua l’ho meritata», dice un amico gran bevitore quando non tocca vino a cena, allo stesso modo tutta una vita in corsia di sorpasso non è il mio genere.
boh? cha c. di domanda, dipende dall’umore!
Gli spaghetti alle vongole?
il pollo al forno con le patate
Brisket, Ribs, Pulled Pork, Chicken Wings e Hot Links.
Roba italiana? Parmigiano.
Può anche finire il mondo.
La pasta artigianale e il burro buono.
Come dite: Barilla e Galbani non avrete il mio scalpo? Si, penso che renda il concetto.
Ah, e l’olio, com’è già stato detto.
pesce, crostacei, frutti di mare… Ma in genere tutto il cibo… Come già ampiamente detto negli interventi precedenti si può rinunciare al telefonino -non mi servisse per lavoro sarebbe già in un dirupo- non a che quello che si introduce nel proprio corpo sia di buona/ottima qualità
pane cafone e pizza di michele..assolutamente
Potrebbe sparire tutto dalla faccia della terra ma non gli spaghetti l’olio buono e il parmigiano…(Ma mi piacciono tanto anche col burro!!!:-))
LA PASTA!!!!
E poi aglio, olio, peperoncino: la base irrinunciabile della cucina mediterranea.
E ancora verdure ed erbette primaverili/estive: pomodori, zucchine, melanzane, peperoni, menta, basilico, timo, rosmarino, salvia.
Prodotti alimentari di qualità. Olio, parmigiano, farine, riso. Carne, uova e pesce freschissimi. Il pane lo faccio io.
Ah e ovviamente
LA CIOCCOLATAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
Fondente
Pura
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