di | gio 17 set 2009 ore 8:46
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Noi e la nostra ultima cena

L'Ultima Cena di Leonardo da VinciPochi di noi possono scegliersi l’ultima cena. Forse, la cosa più sensata è godersi il cibo e la compagnia fino in fondo, visto che ogni pasto potrebbe essere l’ultimo. Pochi giorni fa, Keith Floyd, cuoco inglese celebre per la televisione, i libri, e per la frase: “Il cibo è vita, la vita è cibo, se non vi piace il mio approccio siete pronti per andare da McDonald’s”, è uscito dalla scena di questo mondo in modo coerente. Stroncato da un infarto dopo uno splendido pranzo a base di ostriche e pernici, bagnate da champagne e vini raffinati.

Tra i cibi più richiesti dai condannati a morte nelle carceri americane non compare la verdura. Le scelte più frequenti sono cheeseburger, bistecche, patate fritte e gelati.

L’ex Presidente francese François Mitterrand, che sapendo di dover morire aveva smesso di curarsi, si era organizzato per l’ultima sbafata. Due dozzine di ostriche, cappone in crema (ah! La Nouvelle Cuisine) e ortolani arrosto, gli uccelletti da mangiare in un boccone, ossa e becco compresi. (Mangiare ortolani è illegale).

Quanto a me, se potessi prevedere la mia ultima cena sceglierei champagne. Di sicuro ci sarebbero il mio piatto di pasta preferito (troppi al momento per dirne uno), il gelato alla crema di Vivoli (Firenze), poi non so… la scelta è infinita. In alternativa, chiederei allo chef Mauro Uliassi di pensarci lui.

E voi, cosa scegliereste per la vostra ultima cena? E se dovesse essere in un ristorante famoso, quale sarebbe?

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41 commenti a Noi e la nostra ultima cena

  1. avatar Chefclaude

    Minchia, e qui ci vorrebbe proprio un intervento di “grattatio pallorum”!

  2. avatar lievito mannaro

    la torta con la lima dentro

  3. avatar alfredo

    Un Risotto con le Rane, ovviamente solo cosce.
    Uno Stufato di Puledro con Polenta gialla,
    Gorgonzola e pane nero.
    Gelato
    e poi ancora Risotto magari alla Parmigiana ….
    Fino a morire…:-)))
    Tutto Servito al Ristorante Sorriso con del Barolo e Fratello Nebbiolo in tutti i suoi dialetti.

    • avatar francorugby

      Champagne Terre de vertus,zampone di Modena(quello che trovo alla
      enogastronomi a Lo Stallo del pomodoro a Modena),qualche ostrica,
      il tutto davanti alla tv mentre mi riguardo la finale del mondiale
      di rugby vinta dal Sudafrica.

  4. D’accordo lo champagne, tanto champagne, per stordirsi il giusto.
    E’ stato così al mio matrimonio, solo champagne per tutti, non si poteva restare lucidi in un momento del genere.

    Poi, ostriche, condivido.

    Tartine plurime aggravate, con pizzette rosse fatte ad arte.

    Pasta, al forno, lasagne bianche, timballi, con besciamella a strafottersi.

    Frittura di calamari seria.

    BigMac a finire per darsi un motivo serio per morire, cioè l’aver mangiato un hamburger di McDonald’s con lo champagne.

  5. avatar fabrizio scarpato

    Passatelli in brodo
    Ossobuco alla milanese
    Ossi di morto

    Vino: Champagne Veuve Cliquot Ponsardin
    Lacrima Christi
    Lacrima di Morro d’Alba
    Vin Santo

  6. avatar nicola a.

    Simil pranzo di Babette, in ogni caso quoto Chef Claude.

  7. Allora, per la mia ultima cena (tiè) prima di tutto desidererei essere da sola, senza il ronzio delle ciance di alcun commensale finto disperato per la mia prossima dipartita (aritiè). Poi mi siederei con il mio bel lago di fronte e comincerei con ostriche e champagne e infine mi lancerei senza paracadute con lambrusco, di quello che tinge i denti , maccheroni al pettine col ragu di piccione come quelli che faceva la mia nonna e un bel piatto di brodo fumante di gallina con i cappelletti.
    Sempre tenendomi il becco bagnato col lambrusco continuerei con cappone ripieno e poi anguilla alla gardesana con accompagnamento di insalata con le aole, e chissenefrega se sono quasi estinte tra un po’ gli faro’ compagnia anch’io. E poi lascerei un bello spazio per un poco di foie gras, per addolcire la bocca.
    Niente dolce ma ciliegie sotto spirito a volontà e pace all’animella mia.

  8. avatar Chefclaude

    Che festaioli! …e di come ben impieghereste il successivo rigor mortis, proprio non vogliamo parlare, eh?
    Oh Bio doll, aiutaci tu!

  9. Comunque, complimenti a Massimo Bernardi per l’idea di questo thread, mi è piaciuta tantissimo!

  10. -fasolari freschissimi a volontà (ché mi piacciono più delle ostriche)
    -quoto le tartine orrende sopra menzionate, tutte tempestate di maionesi gelatine cetriolini sott’aceto e immondizie d’ogni razza
    -risotto con le animelle ed un qualche pesce tanto per fare un accostamento ardito e per uscire a testa alta dalla deriva delle tartine
    -astice alla catalana, con tanta cipolla
    -baccalà mantecato alla veneziana, da spalmare su pane bruscato ed agliato
    -melanzane al cioccolato
    -cassata siciliana
    -una coppa di crema calda
    -piccola pasticceria varia ed eventuale
    -bollicine rosé
    -rito civile (sicuramente più del pranzo)
    un’ultima cena alla certosa di maggiano, in alternativa, non sarebbe male

  11. avatar Arcangelo Dandini

    Champagne a fiumi….suppli’, spaghetti con le vongole, cotoletta alla milanese e patate fritte, bigne’ di crema e caramello, montebianco……..

  12. avatar giulia

    scorre troppo champange…. io opto per un autoctono prosecco col fondo!!!

  13. avatar Maurizio Cortese

    Mi dispiace ma sapendo di morire non riuscirei a godermi nulla, nemmeno se stessi al tavolo da Bottura.
    Semmai mi preoccuperei del “dopo”…..eccolo il mio dopo: Uliassi e Bottura ai fornelli, piccolo harem formato da Paola Perbellini, Ramona Ragaini (ristorante Andreina di Loreto) e Catia Uliassi.
    Non me ne voglia Mauro se abuso così tanto della sua famiglia, se vuole, in cambio, potrei cedergli mia sorella Claudia la quale, giuro, non è da meno della splendida Catia (si parla sempre di “post mortem” chiaramente :-) ).
    Se avessi questa certezza, allora si, poco prima di morire offrirei ostriche e fiumi di champagne a tutti….

  14. avatar stefanoc.

    Bella idea, divertente davvero!
    Direi pizza e arancini con champagne, risotto al nero di seppia con una borgogna bianca e finirei con un piccione assieme ad un grande barolo!

  15. avatar Kapakkio

    Io sceglierei: cannolicchi, fasolari, cozze, un linguino all’astice e un carpaccio di polpo.
    Poi passerei ad una pasta alla genovese, una parmigiana di melanzane e per chiudere uno stinco di maiale con bratkartoffeln, per chiudere una ricotta e pera di De Riso.
    Da bere comincerei con Champagne, poi Chablis e Pomerol. Concluderei degnamente con un cognac e una fumata di sigaro.

  16. avatar Francesco Pasqualini

    Io farei una via crucis dei migliori ristoranti ed enoteche delle langhe.

    Barbera, barolo, barbaresco e barolo chinato…

    Vitello tonnato, peperoni ed acciughe, insalata russa, tartufo, agnolotti

    e… bagnacauda per un alito in grado di scoperchiare qualsiasi sepolcro

  17. avatar dink

    Polenta gialla e tenera sulla spianatoia cotta sul camino e nel rame, condita con salsicce e costine e il loro grasso e tanto sangue di maiale rifatto in padella con la rete e con tanta cipolla, e cosparsa infine di parmigiano grattugiato.

  18. avatar eggi

    3kg di cozze crude, 150 ricci accompagnati da pane al sesamo, 200 gr di spaghetti alla carbonara seguiti da 200 gr di spaghetti alle vongole. Il secondo. Una frittura mista di trigliette, calamari, moscardini, polipo (precedentemente lessato), cozze, alici, viole, gamberi. Vino… primitivo di manduria con gazzosa ed elementi per ‘sparascina’ che sfido chiunque a sapere cos’é – forse Tomacelli potrebbe – Niente dessert sono a dieta. Rutto liberatorio di fine pasto e poi succeda quel che succeda.

  19. un ottimo pane di campagna appena uscito dal forno, un ottimo olio d’oliva fruttato – ricordo ancora un olio verdolino da svenimento proposto da quel disgraziato di lucio sforza, che mi chiedo dove sia andato a finire lasciandomi senza l’asino d’oro a orvieto, – e del fleur de sel (quello che vi pare, non sono così raffinata).

    e poi, non so, forse dei fichi maturi.

    Acqua fresca della migliore qualità.

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  22. avatar giuseppe rosati

    erano alcuni gg che non aprivo Dissapore e trovo questo Post incredibile, bellissimo davvero…….. bravo Massimo

  23. avatar Valeria

    Qualche cucchiaio di riso alla pilota, tanta polenta e finferli, uno stufato di cervo con un po’ di salsa di mirtilli e patate in purè.
    Per dolce una pannacotta (ebbene sì), sommersa di frutta.

  24. avatar roba mia, stattene dove sei!

    sto ascoltando Satie, petite ouverture à danser

    Quando gli agenti che lo avevano accompagnato alla doccia riportarono John nella sua cella, io aprii la porta, entrai e mi sedetti sulla branda accanto a lui. John mi guardò con quei suoi occhi strani, arrossati e distanti, sul punto di piangere e tuttavia calmi, come se piangere non fosse poi un modo così brutto di vivere la vita, una volta che ci fai l’abitudine. Arrivò persino ad accennare un sorriso.

    «Ciao, John». Avevo un piccolo groppo alla gola e cercai di deglutirlo. «Credo che tu sappia che ormai ci stiamo arrivando. Un paio di giorni ancora». Non disse niente, restò lì buono. «C’è niente di speciale che vorresti da mangiare a cena, quella sera, John? Possiamo procurarti quasi tutto, anche la birra se ti va. Dovrai solo berla da una tazza da caffè». «Non mi è mai piaciuta». «Qualcosa di particolare da mangiare, allora». La sua fronte si increspò, poi si ridistese e sorrise. «Polpettone».

    «E polpettone sia, con sugo di carne e purè di patate. Nient’altro?». «Non so, capo, quel che avete mi andrà bene… zuppa di gombo, magari, ma mi va bene tutto». «D’accordo» conclusi io, e pensai che avrei aggiunto anche una fetta di crostata di pesche della signora Edgecombe. (da Il miglio verde)

    non le stesse cose
    ma vorrei mantenere una sobrietà simile, semmai organizzassi la mia ultima cena. Non modestia, intendiamoci: occorre *praticità* alla fine, almeno per me. Voglio finire da uomo pratico: nessuna mollezza gourmet che ricordi i piaceri che lascio, soprattutto niente ingordigia che è solfa per digestioni luuunghe…

    :-)
    berrei alcune tazze di cappuccino, e anche una brocca di spremuta d’arance; mangerei focaccine coi gamberi facendo attenzione a tenere in ordine prima, e lindo poi, il piatto, dei biscotti al cioccolato possibilmente molto buoni, questi sì, però pochi.

    poche sensazioni ma tutte vitali, latteo brusca – salate dolci – friabili morbido

    • avatar coffee col Caf

      cappuccino, spremuta, focaccine, biscotti

      :lol:
      più che la cena sembra l’ultima colazione
      ma mi è uscita inconsciamente, eh! Sarà che quella casalinga, di colazione, non l’ho mai santificata come si deve… vabbé dai, mi rimangio tutto e aggiungo le fettine di kiwi con sopra sottili tagli di salmone, piangendo per chi non conosce ‘sta binata da principe dei Terenzi; a me la servirono come ‘petizer qui,

      chiesi il tris a fine cena

  25. Penso che mangerei quello che per me rappresenta il “comfort food” per eccellenza: gli arancini al sugo e gli anelletti al forno fatti da mia nonna :)
    Poi concluderei con la torta cioccolato e lamponi della pasticceria di via Anfossi di Milano e ci berrei sopra un buon bicchiere di Malvasia delle isole Lipari.
    Solo dopo potrei morire in “pace”.

  26. avatar l'ultima cena... e per dopo?

    [img]http://locali.data.kataweb.it/kpmimages/kpm3/gloc/gazzetta-di-mantova/2010/08/07/jpg_2236422.jpg[/img]

    pesce al sugo e monete al cimitero

    Mantova, 7 ago – Un misterioso omaggio ai defunti che ricalca riti antichi può significare un deciso attaccamento alla persona scomparsa o aprire scenari inquietanti. Nel cimitero di Cividale, davanti ai loculi, son spuntate un’orata alla catalana e una manciata di monete. Il fatto è stato scoperto ieri mattina alle sette [...] davanti all’ossario stava un’orata cucinata con pomodorini e cipolle che ancora emanavano un leggero profumo. E sparsi accanto al piatto c’erano in tutto 14 centesimi. «Non c’è nulla di strano – ci dice una signora – anch’io quando cucino dico che un tal piatto piaceva tanto a mio marito. Ecco, è qualcuno che ha omaggiato una persona scomparsa». Ma un’altra ci ha detto: «i soldi, anche se pochi, hanno sempre un significato negativo». Il denaro sterco del demonio o il tributo a Caronte per il passaggio nell’Ade?

    completo sulla gazzettadimantova.it

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