aspettiamo fuori?

Ristoranti: non dire cane

cani, ristorante

Tra il primo e il secondo secolo dopo Cristo, nell’Impero romano si ebbe un colossale incremento del consumo di vino. Aumentavano le superfici coltivate a vite, aumentavano le rese, si sviluppavano nuove aree urbane. Soprattutto era caduta l’interdizione del vino alle donne, e anche agli schiavi ne era concessa una razione giornaliera.

Come nota Aulo Gellio in Le notti attiche, tutti gli adulti bevevano: “Invece il pasto astemio, nel quale non si beve vino, è detto pasto canino, poiché il cane si astiene dal vino”.

Duemila anni dopo, i cani continuano a evitare l’alcol e tuttavia reclamano di consumare il loro pasto astemio al ristorante, con noi. O quantomeno di assistere al nostro, col conforto di qualche bocconcino passato discretamente sotto il tavolo. Soprattutto quando viene l’estate, e in vacanza capita di mangiare al ristorante più spesso che in città, si vorrebbe tanto – noi e loro – non doversi separare al momento del pasto. Anche perché non li si lascia in macchina, per via del caldo e del rischio di furti; né si può abbandonarli in una camera d’albergo o in un appartamento in affitto, in cui si sentirebbero sperduti.

Anzitutto bisogna sapere che in Italia non esiste alcuna legge che vieti l’ingresso ai cani nei locali pubblici e negli esercizi commerciali. Il divieto, dunque, è solo una scelta commerciale (e illegale) dell’esercente, scelta che tuttavia possiamo anche comprendere: non ci sono forse alberghi molto esclusivi che non accettano nemmeno i bambini?

Detto questo, in tempi di crisi, anziché lamentarsi di avere il ristorante vuoto, si potrebbe fare di necessità virtù e aprire l’ingresso a tutti, incluse le bistrattate famiglie con cane al seguito. I cani sporcano, abbaiano, fanno inciampare camerieri? È una conseguenza della maleducazione dell’essere umano, condizione che si fa notare anche senza bisogno di animali domestici. Il cliente “insopportabile” lo è comunque, con o senza cane.

Se poi vogliamo sognare, immaginiamo le magnifiche sorti e progressive delle vacanze con cane nella catena di lusso Fairmont hotels, dove si viene accolti da “canine ambassadors”, con piatti appositi creati dagli chef: c’è persino un menu vegetariano, organico e senza ormoni, studiato per assecondare le proiezioni salutistiche della specie umana su quella canina.

Quanto a noi… rimarremo sul lago di Garda o nelle Marche o in Sud Tirolo, lasciando lussi e mollezze a cani (e padroni) più doviziosi, e tuttavia contando che la crisi faccia almeno una cosa giusta: costringa albergatori e ristoratori a smettere di respingere la gran quantità di clienti accompagnati dai propri amati cani.

[Crediti | Dalla rubrica "Cibo e Oltre" di Camilla Baresani su Sette, inserto del Corriere della Sera. Immagine: Edmund Fountain, Times]

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124 commenti a Ristoranti: non dire cane

  1. Mammamia…ce ne sarebbe da scrivere …e probaobilmente partiranno i flame …
    Io sono da sempre un amante dei cani , abbiamo in casa un meticcione di 40 kg preso al canile da cucciolo con un problema alla zampa posteriore , il problema è rimasto ma lui è cresciuto felice , corre , nuota , e gioca come tutti gli altri cani .
    Io non sopporto il fastidio della gente , rispetto il timore ma non sopporto il fastidio che leggo in certi sguardi quando passeggio con Pippo al guinzaglio e vedo persone scansarsi infastidite , e sono le stesse che nei treni ti fanno spostare di scompartimento anche se tu sei 5 file lontano da loro .
    Io non sopporto la maggiorparte dei padroni di cani che in modo arrogante impongono le cattive abitudini dei loro quadrupedi cresciuti senza un minimo di educazione per colpa dei padroni stessi , sono gli stessi che non raccolgono gli escrementi in strada e poi si lamentano del fatto che i loro cani non possono entrare dappertutto .
    Noi padroni di cani attenti e civili abbiamo un sacco di limitazioni , a partire dalle navi traghetto con delle squallide gabbie esterne dove tenere i nostri animali , alla mancanza di spiagge dove poterci fare il bagni insieme a loro ( a proposito , per chi continuasse a sostenere la stupidaggine ” il cane fa i bisogni in acqua” , non è realtà’ ma fantasia , vi state confondendo con alcune persone ) , alle vacanze con la ricerca di un dog sitter.
    L’istat se ne frega degli animali domestici che non sono stati inseriti neanche nel censimento , eppure sono tantissimi .
    Manca l’educazione al rispetto degli animali fin dalla scuola elementare , la mentalità’ va cambiata
    Scusate la lungaggine :)

      • Avevi il dubbio? Se penso al cane e a tutti i giri che fa per fare i bisogni ( deve trovare il suo posto , odorare tutto etc ) l’idea che li faccia in acqua lo escludo proprio , anche al lago è tutto un via vai di cani che escono dall’acqua per fare pipi’ o cacca sulla terraferma se hanno necessita’

      • Ho convissuto e condiviso momenti di mare con una mezza dozzina di cani negli ultimi 30 anni e non è mai successo che uno di questi cagasse in acqua.
        In compenso ho purtroppo diretta conoscenza di persone che l’han fatto (piu’ di una persona e piu’ di una volta) o che l’han fatto fare ai propri bambini piccoli (poverini son piccoli…).
        Anche in nave e’ pazzesco: ore ed ore a girare senza uno straccio di prato dove far fare i bisogni, avevo il cane disperato e finalmente dopo oltre 12 ore siamo arrivati cosi’ ha potuto farla per strada nel primo triangolino di verde (ovviamente subito raccolta).
        Poi dicono di non abbandonare gli animali.
        Siamo d’accordo ma iniziassero a lasciarli viaggiare tranquilli e non in gabbia per 12 ore, a lasciarli andare in spiaggia invece di far multe senza senso a chi ha il cane con se e quindi sta facendo la cosa giusta.
        In compenso io volentieri pagherei qualcosa in piu’ per avere la possibilità di stare lontano dai figli dei maleducati (dunque la stragrande maggioranza dei bambini del belpaese).

  2. Quoto e straquoto!
    Hai ragione: va cambiata la mentalità di certi padroni, loro sì, davvero bestiali.
    E di certa gente per cui il cane è sempre sinonimo di sporco e mancanza d’igiene.
    Ho tre cani che, per evidente sovrannumero, non porto al ristorante: se non ho nessuno a cui lasciarli, resto a casa e amen.
    Ma è fastidioso anche lo sguardo agghiacciato della signora al bar che si schifa a bere il cappuccino col tuo cane vicino…
    Più educazione e civiltà da parte di tutti non guaterebbero…

  3. Nella mia Osteria ho sempre fatto entrare i clienti accompagnati dal proprio cane. Alcuni mi telefonano preventivamente per sapere se possono ed io rispondo loro che sono loro a dover sapere se il proprio cane è compatibile con lo stare in un locale al chiuso, con altre persone e bambini vicini. Un mio cliente ad esempio viene con Rocco, un dogue de Bordeaux di circa 90 kg, buonissimo con tutti. Da un anno ho preso il mio bulldog, Verdicchio, che è sempre con me in Osteria e lo trovate sotto la mia scrivania. Quasi nessun cliente si è lamentato della presenza fissa di un cane, anzi, è diventato da subito la mascotte dell’Osteria, amatissimo da tutti, specialmente bambini.

  4. A parte che sono allergico, e mi basta un quarto d’ora vicino ad un cane per iniziare a perdere muco come un idrante (a casa di gente che ha il cane non posso stare più di mezz’ora),
    A parte che non è affatto irrazionale avere paura, o un moderato timore, dei cani, specie dopo aver visto scene tipo il cane più mansueto del mondo -ormai anziano- mordere una persona solo perché si è avvicinata di fretta al suo padrone,

    A parte questo, l’odore della maggior parte dei cani, a un tavolo di distanza, quando mangio, anche no, grazie.

    • Fondamentalmente la paura (o moderato timore) che mi morda un cane dovrebbe essere pari a quella che un uomoo mi spari perchè mi sono avvicinato di fretta al custode del condominio in cui vive.

  5. Concordo con gli altri commentatori, di solito un cane poco educato è stato abituato male dal padrone. Da proprietaria di cane, però, ammetto che evito di imporre la presenza del mio quattrozampe a chi non la gradisce (non siamo tutti uguali, ci mancherebbe altro). Allo stesso modo, però, vorrei non essere importunata da bambini capricciosi, persone che berciano al cellulare, sciure che non rispettano le file etc ;-)

    • Come non darti ragione; ho condiviso 3/4 della mia esistenza con diversi cani. Ma non lo porto mai al ristorante. Comunque, per chi proprio non resistesse 2 ore senza l’amatissimo, basta fare una telefonata preventiva.
      E’che, secondo me, tutta l’Italia dovrebbe essere rimandata a Settembre in EDUCAZIONE CIVICA.

  6. Personalmente faccio una telefonata preventiva per chiedere la possibilità di portare il mio cane (un boxer, pesa 25kg, non è un bestione ma nemmeno un barboncino). E devo dire che in due anni e mezzo (da quando ho il cane) sono state davvero rarissime (si contano sulle dita di una mano) le occasioni in cui mi è stato detto di no, soprattutto a Milano massima disponibilità dai ristoratori.

  7. Totalmente d’accoro con Pigi. A livello commerciale sarebbe sicuramente una strategia furba, ma personalmente -- da aggiungersi ad allergie, comportamente imprevedibili, sbavature ecc ecc -- sono mediamente infastidito dalla presenza di animali in molti locali pubblici, fra cui anche i ristoranti. Ormai invece ce li si ritrova più o meno metaforicamente anche nella minestra.

    • Sapessi invece quanto a me da più fastidio trovarmi con gente che bercia al cellulare, facendo sapere gli affari propri a gente che ne farebbe volentieri a meno soprattutto in ambienti chiusi, con delle suonerie che sembrano discoteche. Le suddette persone ne hanno rispetto per il prossimo? E io dovrei preoccuparmi se il mio cane può dar loro fastidio???

      • @Alda, mi pare che in questo post si stia parlando di cani e non di persone che parlano al cellulare o di bambini che schiamazzano. Pure a me danno fastidio anche altre categorie di persone ma non è di quelle che stiamo parlando. No è una discussione su quale sia la categoria di avventori più fastidiosi, ma semplicemente se si ritiene opportuna la presenza dei cani in un ristorante. Personalmente la mia risposta è negativa.
        Ed in ogni caso, come dice Pigi, due torti non fanno una ragione, a meno che tu non sia convinta di essere nel far west.

  8. Boh. Il cane buonissimo da 90 kg a norma di legge in pubblico va tenuto legato e con una museruola. Idem il boxer da 25.
    In un ristorante, specie d’estate, con spazi stretti e con bambini al seguito rappresentano buoni motivi per cambiare ristorante.
    Nell’ottica proposta dall’articolo “apro ai cani per aumentare la clientela” va calcolato quante famiglie con cani entrano e quante senza cani NON entrano

    • Pensa te quanto son scemi quel folto numero di clienti che conoscendo Verdicchio, all’atto della prenotazione chiedono se sarà presente: “….sai i nostri bambini non vedono l’ora di giocare con lui…oppure di portarlo a fare pipì…..”, proprio gente da osteria….. :-(

    • Legato ovviamente sì ma la museruola non è obbligatoria (se non per cani aggressivi).
      Io normalmente evito di portare il quadrupede al ristorante (più che altro perchè la poveretta si annoia moltissimo) ma mi è capitato di doverlo fare per questioni logistiche (in vacanza ad esempio). Ovviamente prima telefono e chiedo se è possibile e devo dire che in genere i ristoratori non fanno problemi. Quando possibile ti assegnano tavoli all’aperto abbastanza defilati così anche cinofobi, allergici e schizzinosi mangiano in santa pace.
      In ogni caso un cane ben socializzato normalmente si piazza sotto il tavolo e dorme per tutto il tempo (del mio gli astanti nemmeno si accorgono e si che è un bestione di 40 kg non un canino da borsetta).
      Io devo dire che ho sempre ricevuto buone accoglienze il che mi fa pensare che di solito chi porta cani con se al ristorante non sia una specie di folle zozzone incivile.

      …E no normalmente un cane sano e ben tenuto non puzza come una discarica.

      • Oddio. Il “bestio” da 90 kg e altre razze “potenzialmente” aggressive “a prescindere” in mezzo alla gente , soprattutto se ci sono bambini, dovrebbero “indossare” la museruola.
        Ricordo a tutti che gli “incidenti” avvengono sempre con cani “buonissimi” e spesso e volentieri coinvolgono persone che con l’animale avevano confidenza (vedi l’ultimo episodio avvenuto a Roma con la colf sbranata dai “cucciolotti” cui portava abitualmente il cibo)

        • La normativa del 2009 elimina la famosa lista delle “razze pericolose” e l’obbligo di indossare la museruola (che credo però si debba portare con se).
          La museruola è obbligatoria solo per alcuni singoli soggetti (dichiarati pericolosi da un veterinario o mordaci) la cui lista è depositata presso le ASL.
          Riguardo le aggressioni il discorso è lungo (e OT) ma io credo che diffondere la cultura cinofila eviterebbe tantissime tragedie (come l’ultima a Roma). Personalmente renderei obbligatorio un piccolo corso cinofilo col rilascio di un patentino a chiunque voglia possedere un cane (cosa che viene fatta in Svizzera ad esempio).
          E lo dico da proprietaria di un cane.

          • Infatti le cronache sono piene di gente sbranata da volpini, bassotti e chihuahua.
            Immagino che la povera colf, alle prese con i due bestioni, tirando fuori il patentino avrebbe risolto ogni problema

            • Ovviamente no ma sono convinta che se il padrone del cane avesse avuto un briciolo di cultura cinofila (nonchè di elementare buonsenso) avrebbe evitato di mandare la donna delle pulizie a nutrire due cani da guardia in assenza del padrone.
              Non lo farei io che ho il cane più patatone del mondo (e di una razza fuori da qualsivoglia lista di pericolosità vera o presunta).Trovo che sia un comportamento estremamente irresponsabile e un’ignoranza non giustificabile da parte di uno che tiene due cani da 50 kg. Ed è terribile che quella povera donna ne abbia fatto le spese.

              Ma siamo veramente OT.

          • gentile mog, ci si aspetterebbe da un proprietario di cani che sia informato di quello che può o non può o deve fare.
            la sua affermazione su museruola sì/no è errata, perché l’oggetto della discussione non è un luogo pubblico (cioè una via o una piazza) ma un pubblico esercizio, nella fattispecie un ristorante, dove vige un’altra normativa, che non salva neppure i cani d’affezione.

            • Io ovviamente faccio indossare la museruola al mio cane dove specificamente richiesto (in traghetto ad esempio).
              Che servisse nei pubblici esercizi non ne ero al corrente (e nessun ristoratore\albergatore ha mai sollevato la questione invitandomi a metterla).

  9. Gentile sig.ra Baresani sentirle dire che il libero accesso ai cani nei ristoranti può essere una soluzione per la crisi mi sembra veramente una sciocchezza che solo il caldo di questi giorni può aver creato nei suoi pensieri.
    Sono proprietario di un ristorante e da sempre gli animali non sono ammessi, unica eccezione quelli di aiuto ai non vedenti.
    Questa scelta mi ha sempre ripagato.
    Le svelo una realtà che ai proprietari di cani non è minimamente immaginabile, mi ascolti bene :
    Esistono persone che non sopportano i cani, altre ne sono terrorizzate, altre provano schifo a mangiare con il cane del vicino che le alita addosso, altre non reggono la vista di dolci condivisi col barboncino utilizzando lo stesso cucchiaino. Potrei continuare ancora con esempi visti in altri ristoranti ma preferisco chiederLe : si è mai chiesta quanti proprietari di cani costringono a vivere queste bestie in situazioni veramente poco naturali tipo appartamenti in città non dico senza giardino ma pure senza terrazzo ? Questa secondo me è illegale.
    I cani non possono essere imposti fatevene una ragione. :-)

    • Flavio ,sei stato di una chiarezza brutale. Perchè si sente che ami poco i cani.
      Sara Porro, nel suo ultimo articolo, si chiedeva se aggiungere ai criteri di selezione di un ristorante quello del rispetto di ogni coppia.
      Dobbiamo aggiungere,dopo il tuo intervento,un ulteriore criterio.
      Facci sapere il nome del ristorante ed eviteremo di telefinarti.
      Ciao

      • Vicenz, purtroppo quando si parla di animali o sei con loro o contro di loro.
        Io non è che amo poco i cani è che non piace averli nel mio locale. Tutto qua. Mi devo sentire un poco di buono o una persona avara di sentimenti ?
        I miei animali sono liberi di correre nel giardino se ti fà piacere saperlo ma non li impongo.
        Ciao

      • Ps. Relativamente al criterio di selezione di un ristorante in merito al rispetto di ogni coppia questo è un tema interessante Ti posso dire che io e il mio compagno stiamo insieme da 15 anni , lavoriamo insieme e condividiamo tutto quello che il nostro amore ci permette di condividere ma non abbiamo i diritti che hanno tutti i cittadini italiani, ovvero : possibilità di reversibilità della pensione, continuità nel contratto di agito etc etc ma non ti voglio annoiare con questa questione.
        Sai cosa succede se ci baciamo al ristorante ? Se ci teniamo per mano ? Se ho voglia di dargli una carezza ?
        Ti lascio immaginare.
        Il mio ristorante è aperto a tutte le persone educate e non mi interessa chi bacino o chi amino.
        Il nuovo ristorante che apriremo si chiamerà Trattoria di Via Serra a Bologna.
        Di nuovo ciao. :-)

    • Questa del cane nell’appartamento che sta male è la perenne e continua scusa di chi non vuole un cane ma deve giustificare il perchè non se lo prende per apparire amante degli animali.
      L’ho sentita un sacco di volte , il cane è un impegno, un grosso impegno e ti vincola tantissimo , quindi consiglio cani solo a chi li vuole veramente .
      Il cane è un animale sociale , e ha bisogno di stare in compagnia ( del padrone , di altri cani) , il mio cane sta da Dio nel nostro appartamento senza giardino terrazzo e lo dovreste vedere , gli basta stare con noi e sarebbe disposto anche stare in un monolocale se ci fossimo noi.
      Lo porto 2 volte al giorno in un area cani dove puo’ correre , divertirsi e vedere altri cani ( cosa fondamentale) e anche al lago dove esiste una spiaggia attrezzata per loro, e lui è felice cosi’
      Sono perfettamente d’accordo che i cani non debbano venire imposti in nessun modo , e sono il primo che evita quando puo’ di portare il quadrupede in locali pubblici dove a mio parere starebbe anche male visti gli spazi .
      Ma non posso accettare che nel 2012 io debba pagare meta’ biglietto del treno per portarmi il cane e non avere lo spazio vitale per lui ( esemoio : intercity con scompartimenti , dove mi metto il cane???? eppure un posto per lui l’ho pagato) , debba pagare un sacco di soldi per andare in traghetto ed essere costretto a farlo viaggaire in una gabbia in ferro stretta e sporca fino a 14 ore ( Tirrenia Cagliari -Civitavecchia) mentre il gattino e il cane piccolo possono andare in cabina con il padrone ( cosa cambia ? )
      Basterebbe un puo’ di buon senso che purtroppo in questo paese manca, sia da parte dei padroni , sia da parte di chi non ama i cani

      • Segnalo inoltre che io ho anche un giardino ma il cane con cui vivo attualmente ci va una volta ogni due o tre giorni al massimo per 2 minuti perché preferisce stare in casa stravaccato sul divano (avrà preso da qualcuno in famiglia).
        Ovviamente lo porto a spasso almeno un’ora e mezza al dì.

      • Basta spostarsi di poco (in corsica) ed e’ tutta un’altra musica.
        Parti con la sardinia/corsica ferries (quindi compagnia francese): il cane sta tranquillamente in tutti gli spazi pubblici con guinzaglio e museruola.
        Compagnie italiane: cane in gabbia 12 ore.
        In corsica spiagge libere con accesso senza problemi per i cani, ristoranti che non si sognerebbero mai di dire a qualcuno che non c’e’ posto per chi ha un figlio di colore, ha i capelli rossi, è omosessuale oppure è arrivato con un cane.
        Si puo’ scegliere, basta evitarli anche quando non si è in giro col cane.

    • Gentile Flavio, buon per lei se la scelta l’ha ripagata. Ma io (nonostante non abbia mai avuto un cane) e i miei amici (con cani o meno), quando decidevamo se mangiare o bere qualcosa fuori, se vedevamo il famigerato avviso “Vietato l’ingresso ai cani”, cambiavamo locale. E se cerca, scoprira’ che sui social network, ci sono pagine che segnalano, in negativo, come posti da evitare bar, spiagge e ristoranti dove non vengono accettati i cani.
      Non so dove lei lavori, ma se si tratta di una localita’ di mare, credo sarebbe interessante chiedersi, come mai gli italiani con pets vadano a fare le vacanze all’estero, boicottando il mare italiano.
      Da un anno, ora, vivo a Londra, e non guardo piu’ se ci sia o meno il cartello che vieta l’ingresso ai cani, visto che qui possono entrare ovunque con i padroni, e anche arrivarci, visto che possono tranquillamente viaggiare su bus, tube, e treni… Sara’ che i British soffrono meno di allergie, o sara’ che sono semplicemente piu’ civili degli italiani… Io propendo per la seconda ipotesi

      • Concordo con lei Alberto che i paesi aldilà delle Alpi hanno una marcia in più rispetto all’Italia, basta confrontare il nostro senso civico con ad es. Danimarca? Inghilterra ? Germania ? Un paese che ha pagato profondamente le proprie scelte naziste al contrario di noi italiani……. Sarà perché hanno la fortuna di non vivere direttamente l’ipocrisia cattolica ? :-) Quello che lei dice lo conosco e lo capisco bene perché vivo il mio mestiere guardandomi intorno e viaggiando e non chiudendomi a riccio. Io semplicemente non amo pranzare o cenare con animali vicini e allo stesso tempo non condanno chi apre le porte del proprio locale ai cani. Penso che possano coesistere locali che li accettano e locali no.
        Concorda anche lei che la biodiversità è una ricchezza ? :-)

  10. verrebbe da dire: il solito sciocchezzaio giornalaistico (attento proto, non è un refuso -- cioè robba da giornalai).
    non c’è nessuna legge che proibisce ecc.; verissimo, anzi di più: c’è una legge che consente i cani -- senza citare espressamente i ristoranti -- purché con guinzaglio e museruola; la museruola: risum teneatis, amici?
    a parte questo, non c’è nessuna legge che proibisce ecc.: ma millantamila ordinanze sindacali sì.
    e allora, solite chiacchiere annoiate sotto l’ombrellone?

  11. Si sta parlando se i cani danno fastidio al ristorante, io ribadisco che mi da più fastidio un certo tipo di fauna a due zampe….. quelli dei suddetti cellulari, quelli che lasciano le spiagge una latrina ( ma guai a portarci i cani!), quelli che prendono i cani col pedigree e poi li lasciano a morire di sete sul balcone d’estate! Non ultimi quelli che non vogliono i cani al ristorante!!!

    • I soliti discorsi dei cani, gatti e animali in genere che sono “sacri” almeno per i loro padroni, e i bambini, specialmente quelli degli altri, che sono fastidiosi per definizione. Io amo gli animali, ho avuto cani e gatti e li ho sempre trattati bene cercando di educarli a stare con le persone anche estranee. Ma sempre animali restano, e sono i loro “genitori” (non mi piace la parola padroni, si è padroni di cose non di esseri viventi) a doversi adattare alle loro esigenze, non gli estranei che hanno difficoltà a conviverci. Il primo rispetto lo dobbiamo ai nostri simili, adulti o bambini che siano, poi vengono gli animali.
      Quindi se si vuole andare in un ristorante/albergo/ stabilimento balneare prima si chiede e se la risposta è NO se ne cerca un altro, senza scatenare polemiche o fare diffamazione e boicottaggi vari. Questi si che sono comportamenti incivili tali e quali a quelli dei genitori che non sanno educare i figli o i propri animali.

  12. io ho un cane e fosse per me, nei limiti di quello che è il suo benessere (per esempio non lo porterei mai ad un concerto!!) lo porterei ovunque…purtroppo però noi padroni di cani veniamo costantemente e ripetutamente discriminati e questo per due ragioni fondamentali:
    1)l’ignoranza delle persone (i.e. donne incinte che ti gridano contro “ah io non posso stare dove c’è il cane sono incinta” …mai sentito che il cane causi alcun problema alle donne incinte…quanto ad esempio un gatto!)
    2)la maleducazione dei padroni di cani che pensano di poter fare tutto ciò che vogliono mancando di rispetto al prossimo (cani lasciati scorrazzare senza guinzaglio, bisognini non raccolti, etc…)

    sfortunatamente non è possibile porre rimedio a queste due cose, e così noi continueremo a vederci negato l’accesso al ristorante, al mare, in albergo (se non in casi di proprietari estremamente aperti e civili) avremo problemi a viaggiare in treno, in nave, nei mezzi pubblici in generale…
    ma soprattutto dovremo continuare a sorbirci i luoghi comuni letti qui sopra più e più volte…
    a me da più fastidio una persona che puzza terribilmente di sudore perchè non si lava, come quelle che incontro in metro ogni mattina, quelli che si dimenticano di lavarsi i denti e mi alitano in faccia, quelli che strillano al cellulare,
    ed in particolar modo mi infastidiscono quelli che al ristorante portano bambini che corrono strillano e fanno confusione mostrandosi del tutto irrispettosi verso gli altri ospiti del locale…molto più del mio cagnone di 40kg che se ne sta buono buono sdraiato al mio fianco e non apre bocca!

    • Cani e uomini non stanno sullo stesso piano. Ciò che mi agghiaccia è leggere ” Ma a me danno fastidio questi qua che parlano al cellulare, i bambini etc.”: che razza di termine di paragone è? Dobbiamo considerarci alla pari delle bestie solo per un comportamento discutibile, e dunque essere termine di paragone? Io non ci sto, scalfarianamente.

      • Tu che citi il grandissimo Presidente Scalfaro è da ricordare negli annali di internet. Ma non voglio buttarla in politica.
        .
        A me questo triste dibattito ricorda un po’ quello che si scatena ogni volta che qualcuno ripropone la giusta e sacrosanta liceità dell’allattamento al seno nel ristorante. Centinaia di commenti isterici contrari al che si svolga in pubblico, con pudore, l’elemento fondante del nutrimento madre-bambino.
        .
        Parimenti, ma per non farti arrabbiare non allo stesso livello, metto il rapporto tra uomo e cane, stabilizzato e fondato ormai in alcune migliaia di anni di vita affettiva.
        .
        Ciao

  13. Mi sa che ho dato l’impressione di essere una talebana:-):-):-) È chiaro che do’ ai miei animali l’importanza che hanno come quattrozampe, non mi sognerei mai di anteporli ai “cristiani”. E non pretendo di imporli a nessuno, se in un ristorante mi dicono di no ne cerco un altro senza questionare. Ma a volte, quando mi guardo in giro e vedo cosa sono capaci di fare gli umani…..beh…. non posso che dare ragione a B.B.:-):-):-)

  14. Dunque, che un cane crei problemi al ristorante, cioè abbai, annusi, importuni gli altri, insomma “faccia casino” la vedo molto difficile.

    E mi spiego: credo sia ragionevole pensare che innanzitutto il padrone che si porta al ristorante il cane voglia starsene tranquillo e gustarsi il pasto piuttosto che passare il tempo a riprendere e sgridare il cane. E così infatti ho sempre visto succedere. Il mio cane (come gli altri che ho visto) al ristorante si mette buono e tranquillo sotto/di fianco alla mia sedia e diventa “invisibile” per il tempo necessario. E’ anche vero che porto il cane solo in posti dove so che può avere un minimo di spazio vitale quanto meno per starsene seduto/sdraiato comodamente senza essere infastidito e senza infastidire (es tavoli d’angolo), se non è possibile o non porto il cane o non vado in quel ristorante.

    Altro discorso non mi piacciono/sono allergico ai cani/mi fa schifo vederli al ristorante. Bene, qui ci sono dei distinguo: se sei allergico al cane è sacrosanto che tu possa comunque startene tranquillamente al ristorante quindi se mi capitasse sarei più che disposto a fare un passo indietro e andarmene dal ristorante con il mio cane. Se non ti piacciono i cani/ti fa schifo averli al ristorante, beh, su questo mi dispiace ma sono problemi tuoi. Anche a me fa schifo vedere come certa gente sta a tavola anche al ristorante ma non mi sognerei di chiedergli di andarsene né di lamentarmi con il gestore. Potrei pensare di andarmene io, questo si.

    Questa è una risposta a tutti e a nessuno in particolare dei commenti precedenti.

    Chiudo con una riflessione completamente ot sul tema che qualcuno ha sollevato dei cani in casa, senza giardino/terrazzo. Per la mia esperienza i cani più infelici che abbia visto sono quelli che vivono proprio in case con il giardino. Mi spiego. E’ evidente che in questi casi i padroni pensino, magari in totale buona fede: beh, caspita, ha un giardino enorme tutto per sé, è libero, cosa può volere di più? Io penso che al cane del giardino o di una casa di ennemila metri quadrati non gliene possa fregare di meno. Il cane ha bisogno di socialità e di socializzazione, di fare più attività possibili con il padrone e con altri suoi simili. E’ un animale sociale e, soprattutto alcune razze appositamente selezionate, da lavoro. Il mio boxer vive in 50mq senza nemmeno un centimetro all’aperto ma cerco, e spero, di fargli fare una vita soddisfacente. E l’unico modo è fare insieme più cose possibili, anche perché anch’io come tutti lavoro 8 ore al giorno. Contandone altrettante di sonno ne restano 8, che cerco di passare quasi sempre insieme senza “annullarmi”: la porto al parco con gli altri cani, la porto a correre con me, la porto in bici, a nuotare al lago, a fare commissioni, e certo anche fuori la sera a farmi l’aperitivo (in un posto tranquillo perché ripeto, sono io il primo a volermene stare tranquillo e non dover passare il tempo a gestire il cane che è in un posto che non le piace e il boxer quando è in un posto che non piace te lo fa capire mooolto chiaramente) e al ristorante.

  15. Ho un ristorante e confido nel fatto che chi si porta appresso il cane sa di poterlo fare, perché sa che il suo cane è educato.
    Avevamo un cliente cafone con cane cafone che annusava le cameriere in modo inopportuno. Imbarrazzante per tutti tranne il padrone che faceva lo gnorri.
    Del padrone (e relativo cane ma anche moglie -- indovinate? Cafona pure lei) ci siamo sbarrazzati e continuiamo felici ad acogliere l’occasinale cane se ci viene chiesto.

  16. Non commento le opinioni espresse nel post: non condivido nemmeno una riga, ma si tratta di opinioni e vabbeh…
    Ciò che, invece, trovo davvero inaccettabile è il misto di disinformazione, pressappochismo ed incoerenza.
    Mi spiego:
    (i) dire che la scelta di lasciar fuori i cani è “illegale” è, semplicemente, falso. Il fatto che non esista una legge che obblighi a vietare l’ingresso ai cani non vuol dire che sia illegale vietarlo. Disinformare, per un giornalista professionista, non è esattamente una bella cosa…;
    (ii) a distanza di una riga o meno, dire che la scelta si puà “anche comprendere” è incoerente e sconcertante. Come si può “comprendere” una scelta che si è appena detto essere “illegale”?
    Poi si critica Marchesi per ciò che dice… ossantapace…
    Saluti,
    JFSebastian

    • Confermo: è illegale. Se in Italia qualcuno che ha prenotato un tavolo al ristorante si presenta con un cane, e il titolare dell’esercizio non lo lascia entrare, può chiamare i vigili e far valere il suo diritto. Ma, a meno che non sia un cieco, la cosa avrebbe poco senso. Meglio non perdere tempo e pagare il conto in locali dove si è ben accetti. Oltretutto se un titolare di ristorante detesta i cani, capisco il suo punto di vista e vado altrove. Capisco anche il punto di vista dei resort che non accettano bambini. Tra quelli di lusso ce n’è parecchi. Ciò non toglie che la cosa sia illegale, e se proprio uno vuole incaponirsi, prenotare una camera doppia e presentarsi lui è un beb,è ha diritto di chiamare la forza pubblica e ottenere la sua camera.

      • buonasera gentile baresani -- scusi il mio caps lock rotto -- sarei curioso di sapere perché persevera nell’errore?
        se ha fatto i compiti a casa saprà che, affinché un cane possa entrare in un ristorante:
        1. non deve essere vietato dalla normativa locale (alla faccia dei quasi 8.100 comuni italiani)
        2. il cane deve portare il guinzaglio e la museruola
        3. il gestore sia d’accordo, in quanto il diritto previsto dall’art. 187 del r.d. 635/1940 vale solo per le persone e non per gli animali.
        aggiungo: il continuo parallelismo fra chi rifiuta animali e chi bambini (comportamento, quest’ultimo, invece non legale) non le fa onore (e credo di non dovere spiegare il perché).

        • Mi spiace contraddirla ma il Decreto del Presidente della Repubblica 320/54, “Regolamento della polizia veterinaria”, concede l’ingresso nei locali pubblici ad animali da compagnia condotti al guinzaglio e con museruola. La normativa precisa che “Vietare l’ingresso ai cani nei locali pubblici e quindi negli esercizi commerciali è illegale”. L’ANCI (Associazione nazionale comuni italiani) ha controfirmato il decreto, invitando i comuni a recepirlo. Sinora si sono adeguati il 76% dei comuni italiani, tra cui Torino, Bologna, Firenze, Napoli, Palermo… I restanti comuni (tra cui Varese) non hanno invece accolto il DPR, emanando ordinanze restrittive. Tuttavia un parere sfavorevole del Consiglio di Stato e due sentenze del TAR (Veneto e Marche) hanno condannato i comuni ad adeguarsi. In pratica, se siete dei piantagrane e non riuscite a rinunciare ad andare in un ristorante proibizionista col vostro cane, potete chiamare le forze dell’ordine e iniziare uno sfinente iter in cui quasi sicuramente finirete per averla vinta. Ma che bisogno c’è? Meglio andare dove si è ben accolti, e sperare che tutti quei locali dove si proibisce l’accesso ai cani e ci si lamenta della crisi, pensino di allargare il giro d’affari aprendosi alle famiglie con cane.

          • Gentile d.ssa Baresani, può cortesemente indicare “dove” il DPR 320/54 ( http://tiny.ly/wKcg ) riporta la norma da lei citata “Vietare l’ingresso ai cani nei locali pubblici e quindi negli esercizi commerciali è illegale”? Molti sentiti ringraziamenti

          • gentile baresani , non mi contraddice perché della necessità di guinzaglio e museruola l’ho scritto prima io (gné gné).
            quanto alla pretesa affermazione di anci essa è reperibile solo su siti pro cani, ma stranamente non su quello di anci, se non in una rassegna stampa che riporta un testo di tal ivana artioli pubblicato sul rdc di modena del 23/4/2010, credo nelle lettere al direttore, nella quale essa formula la suddetta inveritiera affermazione nell’ambito di un pippone volto a far cambiare idea (quale?) all’assessore (quale?) di modena.
            strano anello goedeliano, invero; comunque panzana mirabilis è e resta.
            mi è gradito informarla che il potere di controfirmare i decreti compete a diversi soggetti costituzionalmente definiti, ma non certo all’anci e simili, come pure lei ha scritto.
            non entro nel merito del 76% dei comuni da lei citato perché oltre ad essere oggettivamente improbabile, è un dato non reperibile nemmeno su google, che non è prova certa della sua inesistenza ma gravissimo indizio sì.
            siccome lei riferisce e virgoletta ufo a man bassa, mi permetta di aggiungere un contributo dal sito della provincia di milano (lei è lombarda, vero?)
            Art. 24
            1. E’ fatto divieto di introdurre cani nei negozi di alimentari.
            2. Nei bar, ristoranti e locali affini è lasciata alla discrezione del proprietario o gestore se permettere o meno l’ingresso ai cani.
            3. E’ fatto obbligo al gestore o proprietario che intenda vietare l’ingresso ai cani esporre cartello o altro segnale di divieto di ingresso ai cani.

            annoto poi che nel regolamento suddetto non è prevista sanzione per il gestore che non esponga il cartello.
            concludendo: sutor, etc.

          • Così… per provare a capire…
            Ma come potrebbe un “parere”, “condannare” qualcuno? L’idea che un parere (su cosa?) sfavorevole (a cosa?) del Consiglio di Stato, possa avere “condannato i Comuni” (quali?) è giuridicamente rivoluzionaria…
            Poi… in cosa consisterebbe lo “sfinente iter” che il “piantagrane” (ma perchè?) dovrebbe intraprendere per vedere riconosciuto il proprio diritto?
            Infine… perchè il piantagrane di cui sopra dovrebbe “quasi sicuramente” averla vinta? Il dubbio da cosa deriva?
            Saluti,
            JFSebastian

      • Allora vediamo… per essere schematici.
        Primo punto.
        Perchè insisti nel dire che vietare l’ingresso ai cani è illegale? Dovresti sapere che, a fronte della normativa nazionale (un DPR del 1954) che -- più o meno -- dice una cosa del genere, esiste poi una miriade di disposizioni normative (leggi o regolamenti) a livello regionale e/o comunale le quali, in deroga, rimettono la scelta (a volte -- come nel caso della Toscana -- condizionandola alla preventiva comunicazione al Comune in cui l’esercizio ha sede) all’esercente.
        In ragione di ciò, se qualcuno dovesse seguire la tua prima opzione (chiamare i vigili) e nell’improbabile caso in cui essi dovessero intervenire, questo qualcuno si sentirebbe rispondere che l’esercente non sta affatto tenendo un comportamento illegale.
        Ribadisco: disinformare non dovrebbe essere l’obiettivo di un post.
        Secondo punto: che c’entra la prenotazione?
        Terzo punto: il riferimento ai ciechi. Mi sa che fai un pochino di confusione… L’ammissione dei cani per ciechi nei locali è obbligatoria, questa si, per legge. Chi ne vietasse l’accesso, quindi, terrebbe davvero un comportamento illegale. Dire, quindi, che “avrebbe senso” solo se la chiamata ai vigili provenisse da un cieco è affermazione poco comprensibile, in quanto non sarebbe questione di “avere senso”, ma di “avere fondamento”, il che, ovviamente, è cosa ben diversa. Quindi, perchè avrebbe “poco senso”?
        Quarto punto: perchè un ristoratore che vieta l’ingresso ai cani dovrebbe “detestare” gli stessi? Pensare ad una (legittima, come sai) scelta imprenditoriale non rientra tra le possibilità?
        Quinto punto: perchè paragonare un comportamento lecito (vietare l’ingresso ai cani) con uno illecito (vietare l’ingresso ai bambini)?
        Sesto punto: in ogni caso, visto che confermi che il comportamento “è illegale”, mi dici come fai a sostenere che lo si può “anche comprendere”? Come si può “comprendere” chi viola la legge?
        Saluti,
        JFSebastian

  17. Io non capisco quale sia il problema.
    Chi non gradisce il cane al ristorante non è detto che non ami gli animali (o in particolare, appunto, i cani) ed è comunque da rispettare quanto il padrone in cerca del locale che ne accetti la presenza.
    Il primo eviterà il ristorante che ne vieta l’ingresso e viceversa, molto semplicemente.
    P.S.
    No, non ho un cane ma ho un rapporto morboso col mio felino, come con tutti i felini che ho avuto. Non lo porterei mai da nessuna parte neanche potendo perchè è pazzo come un cavallo.

  18. i cani al ristorante per me dovrebbero essere vietati ovunque, sempre.
    non è questione di odiare/amare gli animali, è questione che mangiare in mezzo ai cani mi fa mediamente schifo.
    e smettetela di paragonare i bambini ai cani, che mi viene il voltastomaco.

    • amo gli animali ma al di là della questione legale / illegale (che ho saltato a pie’ pari perchè mi annoia) dovrebbe esserci il buon senso. un cane perde peli, mediamente (mediamente) non è pulito come un essere umano, eccetera.

      quindi grazie no, neanch’io lo voglio al bar-ristorante o in un posto chiuso in cui si mangia e/o si trova del cibo che mi accingo a consumare.

      sono d’accordo anche con chi dice che sono fastidiosi certi bambini maleducati o certi tizi che parlano col megafono al telefonino. ma onestamente, cosa c’entra con la questione cani ?

      • Non c’entra niente, è quello che dico dall’inizio ed è uno dei vari modi per eludere la questione spostandola su un’altra questione correlata. Come se dicessi “ti piace il tonno?” e mi si rispondesse “preferisco il salmone”.

      • Per me il discorso è: io sono educata e non porto il mio cane al ristorante. Però la mia buona educazione non sempre viene ripagata da cortesie analoghe. Tutto qui.

  19. Un annetto fa mi sono informato in proposito per capire come mi dovevo comportare nel mio locale. A Roma la scelta é lasciata alla decisione dell’esercente, se vuoi entrano altrimenti no. Devono avere costantemente museruola e guinzaglio.
    Il punto museruola e guinzaglio é fondamentale, perché l’esercente é corresponsabile di qualsiasi possibile incidente, perché é deputato a controllare che effettivamente i cani nel locale indossino la museruola.

    Altra risposta mi é stata data dalla mia Asl di competenza, per la Asl Roma centro gli animali in un locale in cui si vendono o si somministrano alimenti sono un comportamento a rischio igienico sanitario. Quindi non sanzionable ma indicatore di rischio.

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