di | gio 06 set 2012 ore 16:16
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L'è Maiala, ristorante, firenze, baratto
Cene anticrisi

L’è Maiala: apre a Firenze il primo ristorante con baratto

Si chiamerà “L’è maiala” (espressione toscana che significa “La situazione è grave”) il primo ristorante d’Italia dove si potrà saldare il conto, in barba alla finanza sanguisuga, anche con il metodo del baratto. Una formula anticrisi, che porta con sé anche il suo contributo di fascino arcaico. La trattoria, in via Poliziano (1km dalla Stazione Ferroviaria, nel pieno dei Viali di Circonvallazione), avrà 40 coperti, una cucina tradizionale e un tocco di creatività chic – garantisce il gestore Donella Faggioli.

Se si intende “pagare” barattando, però, bisogna dirlo fin dal momento della prenotazione, mettendo sul piatto ciò che si vuole usare come pagamento: dai prodotti della terra agli oggetti di antiquariato e modernariato, tutto è ben accetto. Ma prima vedere cammello.
[Corriere Fiorentino]

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23 commenti a L’è Maiala: apre a Firenze il primo ristorante con baratto

  1. Conoscendoli, i fiorentini si venderanno pure la nonna per una bistecca.

  2. Si potrà pagare anche “in natura”? :-)

  3. Se svolto all’interno di un’attività commerciale il baratto é tassato. L’attività deve emettere scontrino fiscale per il valore del bene che accetta in pagamento.
    Altrimenti i grandi affari sarebbero tutti fatti con scambi di metalli e pietre preziose fregandosene del fisco.

    • Infatti mi chiedevo proprio come si possano regolare col fisco.
      Cioè, entra la finanza e che gli fai vedere? I capponi di Renzo e la lampada Chippendale?

  4. Un bravo al bravo giornalista che per completezza di informazione non ci dice l’indirizzo. Forse ha la penna indolente.

    • avatar ka

      Via A. Polziano….secondo te cos’è?!

  5. Bravo Bruno, hai ragione: aprirà a fine settembre in via Poliziano a Firenze.

  6. Una volta il conto si pagava lavando i piatti.O spaccando la legna.O spalando la neve.Dicono che a fianco stia per aprire un altro locale,per accogliere gli scontenti.
    Si chiamerà “l’è tutto un gran troiaio”.
    A parte gli scherzi,la crisi spinge(o dovrebbe) a cambiare,ad innovare.

    • Citando l’indimenticabile Gino Bartali “L’è tutto sbagliato, l’é tutto da rifare”.
      Mi pare che l’idea venga da persone che hanno a che fare col Circo Nero, persone di grande inventiva e capacità organizzativa.
      Mi auguro che la cosa funzioni, e comincio a selezionare oggetti in cantina…

    • No, se sei in in gruppo manesco di giovani aspiranti camorristi, mangi, non paghi un tubo e non sei perseguibile. Informatevi, e’ successo a Roma pochi mesi fa.

  7. Grande capacità di comunicazione da parte dei titolari che di lavoro, in effetti, organizzano eventi..voglio vedere se il macellaio, l’ortolano, il fornaio e i vari fornitori accetteranno il pagamento in baratto anche loro..Comunque riuscire a parlare di un locale senza accennare a cibo, vino ambiente è notevole..

    • Tocca concordare con la vecchia volpe toscana. Mi sembra una robusta presa per i findelli. Nel dubbio, chiedo se accettano mia sorella.

  8. Eh già, ma non si sa molto di più, Leonardo. Trattenete l’ansia mordace di far le pulci fino a fine mese, poi si andrà a vedere.

  9. qualche ristoratore da tempo lo fa già coi fornitori “ma ‘ste due piotte?” “eh dai, venite a cena in cinque e stamo a pace”.

  10. “L’è maiala”: dalle mi’ parti vordì anche un’artra cosa……..
    e scusate il dialetto

  11. Si spera che nel caso i prodotti “della terra” e “del cielo” e “del mare” che verranno portati al ristorante come baratto, non siamo poi serviti ai clienti dello stesso….rintracciabilità 0. Sarebbe contro tutte le leggi dell’universo in materia di sicurezza alimentare. Ve lo saprebbe dire anche un neo-diplomato di agraria, sicuramente lo sanno anche i promotori di questa nuova attività.

  12. Ohio che polemici noiosi i fiorentini!!!

  13. bah… si fa da anni in forma autoorganizzata in diversi centri sociali di tutta italia. La notizia sarebbe ?

  14. se porto una carrettata di concio icchè mi danno?

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